Il Giappone affascina molto facilmente i nostri giovani. Presenta una cultura molto diversa dalla nostra, carica di valori e di storie appassionanti. Una mentalità piena di risvolti filosofici, di cupezza ma anche di speranza, di forza ma anche di gentilezza. E questo interesse poi trova sfogo, almeno ultimamente, soprattutto nei prodotti giapponesi più popolari, come i fumetti o i cartoni animati. E proprio di questi ultimi vogliamo parlarvi oggi, presentandovi 25 anime da vedere.

Come probabilmente già sapere, col termine “anime” – che altro non è che l’abbreviazione di animēshon, traslitterazione nipponica dell’inglese animation – si indicano tutti i prodotti dell’animazione giapponese, dai film alle serie TV a cartoni animati.

E si usa un termine specifico, diverso da quelli usati nei paesi occidentali, perché il modo dei giapponesi di fare animazione è molto particolare. Lo abbiamo conosciuto negli ultimi anni anche al cinema, grazie ai capolavori di Hayao Miyazaki e di altri cineasti.

Noi però ci vogliamo concentrare, oggi, sui prodotti televisivi e in particolare sulle serie, quelle che appunto più spesso vengono definite “anime”. Se siete appassionati dell’argomento, sapete bene che ne vengono prodotte a decine ogni anno, di argomento e con target anche molto diversi.

Moltissime arrivano anche nel nostro paese, in un modo o nell’altro (anche perché i canali distributivi sono sempre di più). Il problema, quindi, è quello dell’abbondanza: ci sono più serie di quante ne sia possibile vedere. E allora, quali scegliere? Noi ve ne proponiamo appunto 25 davvero memorabili.

 

1. Death Note

Partiamo da uno degli anime di maggior successo degli ultimi anni, Death Note. Come quasi sempre accade, questo cartone animato è tratto da un fumetto – o, per meglio dire, un manga – di uguale successo, uscito subito prima della versione animate. Creato da Tsugumi Ōba e Takeshi Obata, quest’ultimo è stato serializzato tra il 2003 e il 2006 sulla rivista Weekly Shōnen Jump.

Al centro della trama c’è il liceale Light Yagami, un ragazzo che si imbatte per caso in uno strano quaderno chiamato Death Note. In breve, questo quaderno si dimostra dotato di poteri soprannaturali: gettato sulla terra dal terribile Ryuk, consente al suo utilizzatore di uccidere chiunque semplicemente scrivendone il nome tra le sue pagine.

I protagonisti di Death Note
Light decide, una volta compreso il meccanismo, di utilizzare il quaderno a fin di bene, per eliminare tutti i criminali e liberare in questo modo il mondo dal male. Sulla sua strada, però, si mettono la polizia e l’investigatore privato Elle, che indagano su tutte quelle misteriose morti.

Le storie a fumetti sono state raccolte in 12 volumetti, mentre l’adattamento nella forma dell’anime è stato realizzato in 37 episodi, trasmessi in Giappone tra il 2006 e il 2007, subito dopo la fine del fumetto. Il regista è stato Tetsurō Araki, che ha lavorato anche a L’attacco dei giganti, di cui parleremo ancora.

Un adattamento complesso

Araki ha dichiarato di aver letteralmente supplicato i produttori di permettergli di dirigere la serie, visto che all’epoca era da tempo un feroce fan di Death Note. Ed è stato lo stesso Araki a scegliere lo sceneggiatore che avrebbe poi dovuto lavorare con lui, Toshiki Inoue.

Inoue aveva all’epoca già lavorato all’adattamento di serie di ottimo successo, come Ranma ½ e Detective Conan, di tono però più leggero. A lui è spettato un compito non certo semplice, perché Death Note presenta uno sviluppo piuttosto complesso, più facile da rendere su carta che su video.

Ciononostante, l’anime è stato un successo, sia in Giappone che in Italia, dove è arrivato nel 2008. I diritti erano stati acquisiti inizialmente da Panini, che però li ha poi girati a MTV per la messa in onda. La serie è stata poi pubblicata su DVD ed è anche disponibile su Netflix.

 

2. One Piece

One Piece, il secondo titolo del nostro elenco, è di genere ben diverso rispetto a Death Note. Avventuroso e picaresco, trae origine da uno dei manga più venduti (e longevi) di tutti i tempi, scritto e disegnato da Eiichirō Oda a partire dal 1997 e ancora oggi in corso di pubblicazione.

Il primo volume di One Piece pubblicato in Italia

La rivista che lo ospita è Weekly Shōnen Jump, una delle più vendute del Giappone, ed è diventato nel corso del tempo la sua serie di punta. È ovviamente pubblicata anche in Italia, dov’è arrivata a partire dal 2001 grazie alla traduzione di Star Comics.

 
La trama ha per protagonista Monkey D. Rufy, un ragazzo che ha un corpo particolarmente gommoso a causa dell’ingestione del frutto del diavolo. E Monkey parte alla ricerca di un leggendario tesoro, chiamato appunto One Piece, radunando attorno a sé una ciurma piuttosto composita.

Tra i tanti compagni d’avventura ci sono Roronoa Zoro, Nami, Usop, Sanji, TonyTony Chopper ed altri ancora. Durante il viaggio affrontano vari pirati, ma anche la Marina e peripezie di vario genere. Non mancano, ovviamente, vari riferimenti alla storia della pirateria, di cui Oda è sempre un ammiratore.

Per la televisione

Il primo adattamento animato di One Piece non è stata però la serie anime, quanto piuttosto un OAV, cioè un film animato destinato al mercato dell’home video. Si trattava di One Piece: Taose! Kaizoku Gyanzac, uscito già nel 1998.

L’anno dopo iniziò ad essere mandato in onda l’anime vero e proprio, che continua ad essere trasmesso ancora oggi, a vent’anni dall’esordio (e dopo quasi 900 episodi!). Ovvio che recuperare un mare magnum così maestoso può sembrare proibitivo, anche perché in Italia sono stati trasmessi prima da Italia 1 e poi da Italia 2 (e ne mancano ancora parecchi).

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Ad ogni modo, anche la serie animata ha avuto un notevole successo pure nel nostro paese, nonostante qualche censura e qualche forzatura nell’adattamento. Proprio sulla scia di questo buon impatto sono stati realizzati pure dei film animati (al momento 13) e degli special televisivi (anche questi 13, finora).

 

3. Dragon Ball Z

A proposito di manga e di anime di grande successo, oltre a One Piece non si può non citare anche il cartone animato che l’ha preceduto a lungo in molte classifiche: la saga di Dragon Ball creata nella sua versione a fumetti da Akira Toriyama.

Cominciata nel 1984 e continuata fino al 1995, la serie manga è stato un vero e proprio fenomeno in Giappone, tanto da portare molto presto i produttori a realizzarne un adattamento animato. Ma gli anime in realtà sono stati molti. La prima serie – semplicemente Dragon Ball – è andata in onda dal 1986 al 1989, raccontando solo una parte della storia.

Il cast di Dragon Ball Z
Dal 1989 al 1996 è stata quindi la volta di Dragon Ball Z, la serie che abbiamo deciso di introdurre in questa prima parte della lista, quella più amata dai fan. Questa serie racconta una storia che prende avvio cinque anni dopo la conclusione della prima e si basa sugli ultimi 26 volumetti del manga, con un Goku ormai adulto e pronto ad affrontare minacce cosmiche.

Infine il duraturo successo della saga ha portato nel corso degli anni i produttori a lanciare altre serie. Dal 1996 al 1997 è stata quindi realizzata Dragon Ball GT, non più basata su alcun manga ma creata da zero. Più di recente, infine, è stata la volta di Dragon Ball Kai, sorta di remake di Dragon Ball Z, e di Dragon Ball Super.

Le avventure di Goku

Ma di cosa parlava questo Dragon Ball Z? Probabilmente lo sapete già fin troppo bene, perché le avventure del giovane Saiyan sono estremamente popolari anche nel nostro paese. Il protagonista della storia era Goku, uno strano uomo ormai adulto dalle grandi capacità di combattimento.

Sposato con Chichi, durante il dipanarsi della storia vedeva crescere due figli, Gohan e Goten. La serie però iniziava con una rivelazione: Goku veniva a sapere da Radish, un extraterrestre, di non essere un uomo ma un alieno. Di appartenere cioè alla razza dei Saiyan, un popolo estremamente violento e potente.

Goku però rifiutava la sua natura e decideva di difendere la Terra, prima dall’attacco dello stesso Radish e poi di varie altre minacce. In particolare i nemici più terribili si rivelavano essere, lungo gli episodi, Vegeta, un altro Saiyan, e il terribile Freezer.

 

4. Naruto

Il Giappone, come abbiamo detto all’inizio, piace agli italiani e soprattutto ai giovani per diversi motivi. Per la sua cucina, per la sua modernità, per i suoi manga e i suoi anime, oltre che per i suoi videogiochi e la sua tecnologia. Ma anche per la tradizione, che in quel paese orientale è particolarmente importante.

Basti pensare ai samurai e al loro codice d’onore, che così grande peso ha ancora oggi nella mentalità nipponica. Ma anche, più prosaicamente, ai ninja, originariamente mercenari nel Giappone feudale ma oggi simboli di qualsiasi combattente addestrato, capace, silenzioso e letale.

I personaggi di Naruto
A questo mito si rifà anche la quarta serie animata del nostro elenco, quella dedicata a Naruto. Il personaggio è stato infatti creato sulla carta da Masashi Kishimoto e lanciato nel 1999 sulla popolare rivista Weekly Shōnen Jump, venendo pubblicato per 15 anni.

E Naruto, il protagonista, non era appunto altro che un giovane ninja inizialmente piuttosto inetto, ma via via sempre più capace e motivato a raggiungere il grado più alto di preparazione, quello dell’hokage. Le sue avventure sono diventate subito estremamente popolari in Giappone e hanno ispirato due serie animate (oltre a decine di altri adattamenti).

Le due serie

Visto che il manga è stato molto lungo (i tankobon, cioè i volumetti in cui vengono raccolti gli episodi dei fumetti giapponesi, sono stati addirittura 72), come detto si sono rese necessarie due diverse serie anime. La prima, quella che vi consigliamo ora, si intitolava semplicemente Naruto.

Andata in onda, in Giappone, dal 2002 al 2007, si componeva di 220 episodi, tutti tradotti e doppiati anche in italiano e trasmessi per la prima volta da Italia 1, con buoni riscontri da parte del pubblico della penisola. Regista di questa prima serie è stato Hayato Date.

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Sempre Date ha poi curato, assieme a Yasuaki Kurotsu, la serie sequel, Naruto: Shippuden, andata in onda subito dopo la prima, a partire appunto dal 2007 e fino al 2017. Ma su quest’ultima avremo modo di spendere qualche parola anche più avanti nel nostro elenco.

 

5. Fullmetal Alchemist: Brotherhood

Come si è capito leggendo quanto abbiamo scritto per Dragon Ball e Naruto, non è affatto raro che i manga di maggior successo vengano adattati per la televisione in più versioni. Così è accaduto anche per Fullmetal Alchemist, scritto e disegnato da Hiromu Arakawa tra il 2001 e il 2010.

Brotherhood, la seconda animata di Fullmetal Alchemist, uno dei migliori anime di tutti i tempi

Il fumetto – pubblicato dalla rivista Monthly Shōnen Gangan, edita dal produttore di videogiochi Square Enix – ha infatti riscosso un grande successo di pubblico che ha portato alla realizzazione di due serie anime. La prima, Fullmetal Alchemist, è andata in onda tra il 2003 e il 2004.

 
A questa, poco fedele all’originale fumettistico, se ne è però poi aggiunta una seconda, Fullmetal Alchemist: Brotherhood, a nostro avviso superiore per qualità. Diretta da Yasuhiro Irie e trasmessa in Giappone tra il 2009 e il 2010, ha rispettato rigorosamente la trama del manga, adattandolo in 64 episodi.

Come la prima, anche questa serie è giunta in Italia, trasmessa prima da MTV e poi da Man-ga. Anche il manga, d’altra parte, è stato tradotto in italiano in quegli stessi anni, grazie al lavoro di Panini Comics/Planet Manga, che ha pubblicato tutti i 27 tankobon originali.

Due fratelli in viaggio

I protagonisti della storia sono i fratelli Edward e Alphonse Elric, giovani alchimisti. I due si mettono in viaggio verso la nazione di Amestris, un paese molto militarizzato, perché hanno perso i loro corpi durante una tasmutazione umana che non è andata come previsto, e ora sperano di recuperarli.

Là infatti si dovrebbe trovare la leggendaria pietra filosofale che potrà aiutarli a riottenere quanto perduto. Quello che i due non hanno messo in conto, però, è che sette particolari esseri chiamati homunculus hanno ordito un piano distruttivo contro cui dovranno opporsi.

Ambientata all’inizio del Novecento, la storia sembra svolgersi in un universo simile al nostro, con la sola differenza che lì è presente l’alchimia, cioè una scienza che riesce ad utilizzare l’energia che scaturisce dai movimenti della crosta terrestre.

 

Altri 20 anime da vedere assolutamente, oltre ai 5 già segnalati

Se siete affamati di anime, 5 titoli di sicuro non vi possono bastare (anche se composti, come in alcuni dei casi che vi abbiamo mostrato, da parecchi episodi). Abbiamo perciò deciso di includere nella nostra lista anche qualche titolo aggiuntivo. Eccone infatti 20 di ottimo valore.

 

L’attacco dei giganti

L’attacco dei giganti è stata una delle serie più apprezzate degli ultimi anni. Tratta da un manga post-apocalittico scritto e disegnato da Hajime Isayama, ha esordito sulla TV giapponese nel 2013 ed è attualmente ancora in corso, anche se viene mandata in onda un po’ “a singhiozzo” in attesa di nuovi episodi su carta.

Un combattimento conto un gigante in L'attacco dei giganti
Diretta dal già citato Tetsurō Araki, ha avuto un buon successo, tanto che dalle prime stagioni sono stati tratti dei film riassuntivi proiettati anche al cinema, oltre ad un film live action. In Italia la serie è stata trasmessa in streaming e, in parte, su Rai 4.

Cowboy Bebop

Anche Cowboy Bebop è una serie dal taglio fortemente fantascientifico, anche se finisce per affrontare svariate tematiche con un tono a tratti quasi filosofico. La serie, infatti, fu pensata fin dall’inizio dal regista Shin’ichirō Watanabe per un pubblico di ragazzi ma anche di adulti.

I protagonisti di Cowboy Bebop
Contrariamente a vari casi finora analizzati, Cowboy Bebop non è stata tratta da un manga ma ideata immediatamente per la televisione. Certo, come spesso accade ne è poi stato tratto anche un fumetto (anzi, per la verità due), che ha iniziato ad uscire addirittura prima della serie. Ma l’idea e la prima realizzazione sono animate.

 

Fullmetal Alchemist

Abbiamo presentato all’inizio della nostra lista la serie Fullmetal Alchemist: Brotherhood, una delle migliori mai realizzate. Ma merita di essere ricordato anche l’anima da cui quest’ultima ebbe origine, Fullmetal Alchemist, composto di 51 episodi trasmessi originariamente tra il 2003 e il 2004.

I protagonisti di Fullmetal Alchemist
Come abbiamo anticipato, questo adattamento seguiva la trama solo dei primi volumi del manga da cui era tratto, e poi se ne discostava. Diretto da Seiji Mizushima, è comunque di ottima fattura. In Italia è stato trasmesso per la prima volta da MTV tra il 2006 e il 2007.

Code Geass: Lelouch of the Rebellion

Anche Code Geass: Lelouch of the Rebellion è una serie anime nata direttamente per il piccolo schermo. Gli autori sono quindi molteplici: certamente un ruolo di primo piano va attribuito al regista Gorō Taniguchi e allo sceneggiatore Ichirō Ōkōchi, ma bisogna menzionare anche le CLAMP, gruppo di mangaka al femminile che ha curato il character design.

Code Geass: Lelouch of the Rebellion
La serie è una ucronia: in un presente alternativo il mondo è in mano a tre sole superpotenze. Il Giappone viene conquistato da una di esse, il Sacro Impero di Britannia, che pratica una politica di repressione molto dura. Sembra esserne vittima anche il giovane Lelouch, che però riceve in dono un potere che potrà cambiare le sorti della storia.

 

Neon Genesis Evangelion

Neon Genesis Evangelion è stata una delle serie anime più influenti degli ultimi anni, grazie a una trama mozzafiato, all’abile ricorso ad elementi post-apocalittici (che sono un elemento che spesso ritorna nella fantascienza nipponica) e ad una forte introspezione dei personaggi.

I protagonisti di Neon Genesis Evangelion
Autori dell’opera, pensata in primo luogo per il piccolo schermo e solo successivamente adattata per altri mezzi di comunicazione, furono a metà degli anni ’90 il regista Hideaki Anno, autore anche della sceneggiatura, e in generale lo studio Gainax. Quest’ultimo divenne responsabile, qualche anno dopo, anche della bella Sfondamento dei cieli Gurren Lagann.

Naruto: Shippuden

Uno dei DVD di Naruto: ShippudenAbbiamo parlato, nella prima parte della nostra lista, di Naruto, uno dei personaggi più amati del mondo dell’animazione nipponica. Come abbiamo anticipato, però, dal manga di Masashi Kishimoto sono state tratte due serie animate, la seconda delle quali si intitolava Naruto: Shippuden.

Questa serie è andata in onda in Giappone dal 2007 al 2017, partendo immediatamente dopo la fine della precedente, e si è occupata di adattare i volumi a fumetti dal ventottesimo in poi. In Italia è arrivata nel 2008 ed è attualmente ancora in onda su Italia 2.

 

Dragon Ball

Anche su Dragon Ball abbiamo avuto modo di spendere molte parole nei paragrafi precedenti. Nelle parti alte del nostro elenco abbiamo messo Dragon Ball Z, l’adattamento più celebre e amato del manga di Akira Toriyama, ma quella serie non sarebbe stata possibile se non fosse stata preceduta da Dragon Ball.

Alcuni dei principali personaggi di Dragon Ball, uno degli anime più famosi di sempre
Questo primo adattamento, lanciato in Giappone nel 1986, presentava un Goku ancora piccolo, intento a prendere confidenza coi propri poteri e a confrontarsi con vari avversari sulla Terra. Si compone di 153 episodi e contiene anche qualche aggiunta rispetto al manga, aggiunte però non sempre coerenti che crearono a suo tempo anche alcuni errori di continuity.

Hunter x Hunter

Hunter x Hunter è un manga di un certo successo in Giappone. Creato da Yoshihiro Togashi – che già era famoso a quel tempo per Yu degli spettri – ha esordito su Shōnen Jump nel 1998 e continua ad uscire ancora oggi. Quel successo fruttò già nel 1999 un primo adattamento in versione anime, diretto da Kazuhiro Furuhashi.

I protagonisti di Hunter x Hunter
Quella serie, composta da 62 episodi e non del tutto fedele all’originale cartaceo, fu baciata da ottimi riscontri ed arrivò anche in Italia, importata da Mediaset tra il 2007 e il 2008. In anni più recenti, poi, in Giappone ne è stato realizzato anche un remake che finisce per adattare le saghe più recenti del manga, ma quest’ultima serie è inedita in Italia.

 

Bleach

Anche Bleach, manga del 2001, esplora il mondo degli spiriti nipponico, mescolando fantasia e tradizione. Il suo protagonista è infatti il giovane Ichigo, che riceve dei particolari poteri da Rukia e li usa per guidare le anime verso l’aldilà, ma anche per dar vita a veri e propri scontri con altri spiriti.

Alcuni dei protagonisti di Bleach
Scritto e disegnato da Tite Kubo, il manga è stato pubblicato per 15 anni. La versione animata ha esordito nel 2004 grazie allo studio Pierrot e alla regia di Noriyuki Abe. Si è conclusa nel 2012 – in anticipo rispetto al manga (e difatti manca un vero e proprio finale) – dopo 366 episodi.

Lovely Complex

Lovely ComplexTra tanti anime d’avventura, è giusto presentarne anche qualcuno di argomento diverso. Come appunto Lovely Complex, uno shōjo, cioè una storia pensata principalmente per un pubblico di ragazze adolescenti. Al centro della trama, d’altra parte, ci sono – come il titolo lascia intuire – tematiche amorose.

Anche in questo caso tutto parte da un manga, creato da Aya Nakahara e pubblicato tra il 2001 e il 2006. Nel 2007 questo è stato poi adattato per il piccolo schermo grazie al lavoro di Kōnosuke Uda (regista anche di One Piece e Sailor Moon), ed è arrivato anche in Italia, su MTV e Rai 4.

 

Puella Magi Madoka Magica

In genere le serie anime sono composte da decine e decine di episodi, a volte addirittura da centinaia. Le eccezioni sono poche, e legate di solito ai bassi ascolti. Diverso è però il caso di Puella Magi Madoka Magica, anime composto da appena 12 episodi ma dal notevole successo.

Puella Magi Madoka Magica
Diretta da Akiyuki Shinbō e scritta dal cosiddetto Magica Quartet, la serie è di genere majokko, cioè un fantasy comico e sentimentale. Al centro c’è Madoka, una ragazza delle scuole medie che viene trasformata in maga e così riceve l’incarico di combattere delle streghe.

Tokyo Ghoul

Ha a che fare con gli spiriti anche Tokyo Ghoul, anche se qui tutto è virato in chiave più horror e dark. La storia, ideata inizialmente per la carta dallo sceneggiatore e disegnatore Sui Ishida, è quella di Ken, un giovane studente universitario che si ritrova con degli organi di un ghoul trapiantati dentro il proprio corpo.

Il protagonista di Tokyo Ghoul
Il ghoul è un’entità spiritica originaria del mondo musulmano, ma qui ripresa in chiave moderna. Il manga è stato pubblicato dal 2011 al 2014, ma ha avuto poi dei prequel e dei sequel. Anche la serie anime è durata poco (appena 12 episodi, lanciati nel 2014) ma ha avuto dei seguiti, come Tokyo Ghoul √A e Tokyo Ghoul:re.

 

Clannad

ClannadForse non avete mai sentito parlare dei visual novel. Si tratta di un genere di videogiochi molto popolari in Giappone che assomigliano sostanzialmente a un romanzo interattivo, in cui, al PC, un giocatore controlla un personaggio e interagisce con altri. A questo filone appartiene anche Clannad.

Nato quindi come un videogioco di grandissimo successo, il titolo ha poi ispirato degli adattamenti sia a fumetti che tramite l’animazione. Tra il 2007 e il 2009 sono state infatti lanciate due serie TV, a cui si sono poi aggiunti anche due OAV. In Italia la serie è inedita, ma si trovano facilmente dei sottotitoli.

Mobile Suit Gundam

Alcune delle serie animate più popolari della storia giapponese hanno avuto per protagonisti dei grandi robot, impegnati a combattere di solito per la difesa del pianeta davanti a diverse minacce aliene. Chiamati mecha, questi robot giunsero anche in Italia tra la fine degli anni ’70 e i primi anni ’80.

Gundam, uno dei più famosi robot degli anni '80 (e oltre)
Uno dei più famosi del lotto è Gundam, protagonista di un media franchise cominciato con Mobile Suit Gundam, serie anime del 1979. Ideata da Yoshiyuki Tomino grazie al character design di Yoshikazu Yasuhiko, la serie fu importata in Italia già nel 1980 da Telemontecarlo, ma è stata poi più volte riproposta.

 

Detective Conan

Il genere giallo – almeno nella sua versione più pura e poco avventurosa – non è uno dei più comuni nel mondo né dei manga, né degli anime. Fa eccezione Detective Conan, che è però una serie ancora oggi estremamente popolare nel paese del Sol Levante1.

Il cast di Detective Conan
Il protagonista è infatti Conan, un ragazzino molto abile nel risolvere misteri. In realtà, anche lui rappresenta un mistero: dietro a quel bambino c’è infatti un ragazzo di 17 anni, Shinichi Kudo, “ristretto” da una particolare sostanza chimica. L’adattamento TV in Giappone va in onda ininterrottamente dal 1996 e conta ormai più di 900 episodi.

Sailor Moon

Quella di Sailor Moon è stata una saga indubbiamente più corta di quella di Detective Conan, ma non certo meno popolare. Anzi, questo anime – e il relativo manga da cui è tratto – è ancora oggi uno dei prodotti giapponesi più riconoscibili nel mondo.

Sailor Moon, da molti anni uno degli anime più amati dalle ragazze
Il manga fu lanciato nel 1991 da Naoko Takeuchi; l’adattamento anime arrivò l’anno dopo, nel 1992. In realtà però finora dal fumetto e dai suoi seguiti sono state tratte ben 5 serie anime: Sailor Moon, Sailor Moon R, Sailor Moon S, Sailor Moon SuperS e Sailor Moon Sailor Stars.

 

Lady Oscar

La serie di Lady Oscar è una delle più celebri e amate tra quelle trasmesse in Italia negli anni ’80. Si basava su un manga il cui titolo originale era Berusaiyu no bara, ovvero “Le rose di Versailles”, ed era tratto da una biografia di Maria Antonietta. Solo che nell’adattamento anime il ruolo della regina veniva ridimensionato.

Lady Oscar
La vera protagonista della serie animata era infatti Oscar François de Jarjayes, personaggio immaginario ma presto icona pop. Ragazza cresciuta fin da piccola come se fosse un uomo, diventava capitano delle guardie reali, stringendo un rapporto di amicizia con Maria Antonietta. Ma di lei si innamorava, segretamente, il popolano André Grandier.

Le avventure di Lupin III

Le avventure di Lupin III è il primo anime dedicato al celebre ladro creato dal fumettista Monkey Punch. Realizzata in Giappone tra il 1971 e il 1972, la serie arrivò in Italia nel 1979, venendo però poi più volte replicata, anche col titolo di Lupin, l’incorreggibile Lupin.

Lupin insieme ai suoi compari Jigen e Goemon nella prima serie dedicata al personaggio
I protagonisti erano Lupin III, nipote del celebre ladro gentiluomo Arsenio Lupin, e la sua banda, composta da Jigen, Fujiko e, dopo qualche episodio, Goemon. I quattro dovevano perennemente scappare dall’ispettore Zenigata dell’Interpol, spesso umiliato dallo stesso Lupin.

 

La corazzata Yamato

Anche La corazzata Yamato è un anime classico che risale agli anni ’70. Fu trasmesso infatti in Giappone per la prima volta dal 1974 al 1975, mentre arrivò nel nostro paese nel 1980, andando in realtà in onda inizialmente per la TV Svizzera italiana.

La corazzata Yamato
Apprezzatissima anche in patria, dove vinse numerosi premi, la serie venne creata da Leiji Matsumoto e Noboru Ishiguro. Il primo realizzò anche l’adattamento a fumetti, ma avrebbe poi creato negli anni successivi altri capolavori come Capitan Harlock e Galaxy Express 999.

Conan il ragazzo del futuro

Concludiamo con un ultimo classico dell’animazione giapponese, Conan il ragazzo del futuro. Una serie tanto più importante se si considera che fu pensata e diretta da Hayao Miyazaki, poi grande regista anche di lungometraggi animati molto apprezzati in Occidente.

Conan, il ragazzo del futuro
La serie si ispirava ad un romanzo di Alexander Key ed era ambientata in un mondo post-apocalittico, semidistrutto dalla Terza guerra mondiale. Conan era un ragazzo di quell’epoca, che viveva col nonno convinto di essere assieme a lui l’unico rimasto in vita. Almeno fino a quando non trovava sulla spiaggia Lana, una ragazza della sua età.

 

Note e approfondimenti

  • 1 Basti pensare che a Hokuei, nella prefettura di Tottori, hanno dedicato al personaggio e al suo mondo numerose statue, come si può vedere qui.

 

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