Vi siete mai trovati a voler chattare con un’altra persona, senza sapere però di cosa cavolo parlare? È un’esperienza abbastanza comune: si vorrebbe instaurare una conversazione con chi sta dall’altra parte del computer o dello smartphone, ma si è troppo intimiditi o imbarazzati per trovare l’argomento giusto. In casi come questo possono tornare utili dei giochi da fare in chat.

Si tratta di piccoli passatempi che aiutano a far passare la noia e che, se ben utilizzati, possono dare origine anche a una bella conversazione. Li si può utilizzare su qualsiasi canale: WhatsApp, Telegram, iMessage, messaggi privati dei vari social network1.

Alcuni di questi giochi, poi, hanno l’innegabile pregio di creare una sorta di intimità, di confidenza. Quando si è scherzato su una certa cosa, quando ci si è confessati un proprio segreto nel momento in cui ci si divertiva, diventa poi più facile sentirsi vicini e amici.

E sono giochi, soprattutto, che non hanno bisogno di nulla, se non di un dispositivo elettronico e di una connessione internet. Bastano queste due cose, e qualsiasi distanza – fisica o psicologica – non sarà più un problema.

Sì, ma quali sono i giochi più adatti, in questi casi? Ce ne sono alcuni di classici, come l’Impiccato o addirittura Battaglia navale. Noi però ve ne vorremmo proporre alcuni diversi dal solito. Ecco i cinque che abbiamo scelto.

 

1. Non ho mai…

Partiamo con un gioco che in realtà è stato in origine pensato per essere giocato attorno a un tavolo, magari bevendo qualche alcolico per sciogliersi un po’. Può però essere perfetto anche da fare in due tramite un cellulare.

Funziona così. A turno, i due giocatori devono illustrare una cosa che non hanno mai fatto in vita loro. Appena hanno finito, l’altro deve dire se lui quella cosa l’ha fatta oppure no; se sì, guadagnerà un punto, altrimenti no.

Comunicare al tempo di WhatsAppFacciamo un esempio concreto, per capirci meglio. Il giocatore A scrive: «Non ho mai copiato a scuola durante un compito in classe». Poniamo che B invece dica: «Io sì! È stato l’anno scorso, durante la verifica di matematica». In quel caso il giocatore B guadagnerà 1 punto. Altrimenti, se neppure lui avesse mai copiato, resterebbe a 0.

Visto che questa è la logica del gioco, ogni giocatore sarà spinto – nel tentativo di non far guadagnare punti all’avversario – a pensare alle cose più strampalate che non ha mai fatto. E questo però genererà esiti comici, quando l’altro magari quella cosa l’avrà fatta comunque.

Alcuni suggerimenti

Ovviamente per la buona riuscita del gioco è estremamente importante che i due contendenti si comportino onestamente. Cioè che raccontino solo fatti realmente accaduti. Ma visto che questa non è una vera gara, ma semplicemente una scusa per giocare assieme, di solito nessuno si trova a barare.

Il vantaggio di questo passatempo è che da un lato fa divertire, ma poi anche che aiuta decisamente a conoscersi meglio. Quando ci si racconta una cosa strana che si è fatta durante la propria vita, si cerca anche di darle un contesto. Si spiega con chi si era, perché la si è fatta e a cosa si stava pensando.

Insomma, ci si apre e si danno, anche involontariamente, molte informazioni e molti particolari. Che aiutano a cementare una conoscenza.

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2. Tre parole alla volta

Quando si gioca all’interno di una chat non è per forza necessario semplicemente ricordare il passato, quello che si è fatto o non si è fatto. Si può anche giocare con la fantasia, soprattutto quando si è appassionati di storie. Anche perché quando si è in due si riesce a creare sempre qualcosa di interessante, se c’è la giusta chimica.

Il secondo gioco che vi proponiamo cerca di sfruttare proprio questa particolarità, in quanto consiste nel creare una sorta di storia collaborativa. Una storia però da non prendere troppo sul serio, che si sviluppi in maniera comica e divertente, in modo da creare una certa complicità tra i due giocatori.

Usare il cellulareFunziona così. Uno dei due dà il via alla storia scrivendo tre parole, che costituiranno l’inizio del racconto. Subito dopo, l’altro o l’altra deve continuare il racconto, aggiungendo altre tre parole, non una di più. A quel punto il turno ritorna al primo giocatore e avanti così, sempre con tre parole alla volta.

Una breve partita d’esempio

Facciamo anche in questo caso un esempio concreto, per capire di che cosa si tratta. Il primo giocatore scrive: «Era una notte». Il secondo aggiunge: «buia e tempestosa». Il primo: «quando Mark decise». Il secondo: «che era ora». «Di mangiare una». «Ciambella al gusto». «Di ananas e». «Guacamole ammuffito. Così». «Vomitò tutto in». «Appena due secondi».

Come vedete, il fatto di poter scrivere solo tre parole alla volta limita le possibilità del singolo giocatore. Ma permette anche all’altro di trovare delle soluzioni ardite e far virare la storia su qualcosa di più inaspettato e divertente.

Ovviamente, se vi trovate più a vostro agio con un numero più alto di parole, la regola può essere cambiata. Il passatempo infatti funziona bene anche con quattro o cinque parole. L’importante comunque è non esagerare, altrimenti si perde il senso dell’attività. E anche il divertimento.

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3. Interpretare le emoji

Anche il terzo gioco che vi proponiamo è secondo noi molto originale e divertente e può strappare più di qualche risata. Tra l’altro è pensato proprio per gli smartphone, per essere messo in pratica cioè su app come WhatsApp, Telegram, Messenger e simili.

Da qualche anno, infatti, quando usiamo questi programmi per comunicare non utilizziamo solamente le parole. Sempre più spesso, anzi, ci serviamo di piccole immagini, come le emoji, gli sticker o le GIF animate.

Un gioco pensato proprio per gli smartphone, per essere messo in pratica cioè su app come WhatsApp, Telegram, Messenger e simili.

Il pregio di questi sistemi è che riescono sinteticamente ad esprimere il nostro stato d’animo e spesso riescono anche a strappare una risata, perché sono al loro modo piuttosto buffi.

Giocare con le emoji via chatAnche per questo motivo, i produttori di smartphone e di sistemi operativi negli ultimi anni hanno aumentato a dismisura il numero delle emoticon a disposizione degli utenti.

Se sul vostro telefono aprite la relativa tastiera, ve ne potete trovare davanti centinaia e centinaia, di cui magari non conoscevate neppure l’esistenza. È chiaro, infatti, che ognuno di noi usa più o meno sempre le solite 5 o 6, ma volendo ci si potrebbe sbizzarrire.

Le regole del gioco

Il gioco sfrutta proprio questa caratteristica. Funziona così. Lo scopo è riuscire a dare un significato originale e divertente a un’emoticon proposta all’altro utente. Il primo giocatore, infatti, deve andare a pescare una emoji o uno sticker dall’archivio del proprio telefono e postarlo.

Leggi anche: Cinque stati WhatsApp originali e divertenti

Chi sta dall’altra parte deve a questo punto cercare di dare un nome a questo sticker o a questo emoji, di specificare qual è lo stato d’animo che intende esprimere.

È chiaro che, pescando con una certa lungimiranza, si possono proporre delle faccine stranissime e inconsuete, che possono permettere all’altro di far correre libera la fantasia.

Facciamo un esempio. Mettiamo il caso che il primo concorrente posti questa immagine: 🙋. Possibile risposta dell’altro giocatore: «Ti stai annusando le ascelle per vedere se sei riuscita a dire “Altolà al sudore”». Oppure: «Hai fatto un incidente a pallavolo e ti hanno ingessato il braccio così com’era, in procinto di schiacciare». Simpatico, no?

 

4. Indovina chi sono

Abbiamo detto all’inizio che volevamo proporvi dei giochi abbastanza originali, diversi dal solito. Negli ultimi due punti della nostra cinquina, però, vi presentiamo due giochi che, invece, forse già conoscete, ma che ci sembra non possano mancare in questa lista. Sono attività infatti che funzionano benissimo via chat e bisogna assolutamente segnalarle.

Il primo gioco non ha un nome univoco, ma abbiamo deciso di chiamarlo Indovina chi sono. Ci avete giocato mille volte da bambini, ma via chat fa un effetto completamente diverso. Uno dei due giocatori, quello che “sta sotto”, deve pensare a una cosa o a una persona, senza ovviamente comunicare la sua scelta all’altro.

Giocare in chat con lo smartphoneSi può pensare, volendo, anche a una persona conosciuta da entrambi i giocatori, come un amico o un compagno di scuola. L’importante è mettersi d’accordo preventivamente sulla categoria a cui fare riferimento.

A questo punto, l’altro giocatore ha a disposizione fino ad un massimo di 20 domande per cercare di indovinare chi è quella persona o qual è quella cosa. Le domande devono essere però strutturate in modo che la risposta debba necessariamente essere un sì o un no.

Come si gioca, concretamente

Poniamo l’esempio che il primo giocatore scelga di essere Scarlett Johansson, la celebre attrice. Il secondo giocatore da parte sua saprà che si sta giocando a individuare delle persone.

Partirà quindi chiedendo: «Sei una donna?» Quesito a cui ovviamente il primo giocatore risponderà con un «Sì». Poi seguirà la domanda: «Sei italiana?» «No».

Le classiche facce di Indovina Chi?, uno dei più famosi giochi da fare in dueE poi si susseguiranno tante altre domande, fino a quando il giocatore che deve indovinare non avrà esaurito i suoi 20 interrogativi o non si sentirà pronto ad individuare chi è il personaggio misterioso.

Una volta terminato un turno, con la vittoria o la sconfitta di chi doveva indagare, i ruoli si invertono e chi ha fatto le domande inizia invece a subirle.

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5. Obbligo o verità

L’ultimo gioco che vi avevamo promesso è forse quello che più di tutti permette di entrare facilmente in intimità con l’interlocutore. È quindi quello più adatto quando si vuole sfruttare la chat per entrare in confidenza con l’altro. Si tratta di Obbligo o verità, gioco antichissimo conosciuto in tutto il mondo e dalle regole elementari.

Anche qui i due giocatori devono stare alternativamente “sotto“. Cioè una volta subiscono le domanda dell’altro mentre la volta successiva sono loro stessi a fare le domande.

Leggi anche: Cinque belle domande per Obbligo o verità

Tutto prende avvio da un quesito di partenza: appunto «Obbligo o verità»? Cioè si chiede all’altro giocatore se preferisce rispondere a una domanda personale davanti alla quale si impegna ad essere sincero oppure se, pur di mantenere i propri segreti, preferisce subire una penitenza.

Prepararsi prima le domande e le penitenze

Chiaramente perché questo gioco funzioni bene bisogna avere già in mente una traccia di possibili domande e di possibili obblighi.

I selfie che valgono come penitenzeQuelle volte in cui il nostro interlocutore ci concede di porre un quesito bisogna infatti fare in modo che la domanda colpisca subito nel segno e ci permetta di conoscere davvero qualcosa di interessante.

Per quanto riguarda gli obblighi, bisogna forse essere addirittura più previdenti e prepararsene una serie, per non rischiare di subire solamente senza mai farla pagare al nostro amico.

Gli accorgimenti per la versione via chat

Attenzione, però: rispetto a quando si gioca ad Obbligo o verità faccia a faccia, qui le penitenze devono essere un po’ particolari. Non potendo verificare all’istante che la persona con cui stiamo chattando si sottoponga all’obbligo che le abbiamo imposto, dobbiamo infatti scegliere delle penitenze ben precise.

Ad esempio, se obblighiamo il nostro amico a scrivere un messaggio alla sua ex fidanzata, dobbiamo pretendere che ci mandi anche lo screenshot della chat. Se invece lo obblighiamo a fare un’azione un po’ particolare in casa, chiediamo di inviarcene la foto, fatta sempre con lo smartphone.

Insomma, bisogna farsi un po’ furbi, ma l’esito può essere anche molto divertente e interessante.

 

Note e approfondimenti

  • 1 E se poi siete curiosi di sapere come tutte queste app stanno cambiando il modo di relazionarsi tra loro dei giovani, leggete questa interessante ricerca di due studiosi indiani.

 

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