Conoscete Alessandro Barbero? Può darsi che il suo nome non vi dica molto, ma appena vedrete la foto che pubblichiamo qui sopra probabilmente vi verrà in mente di chi si tratta.

Lo storico torinese, infatti, da vari anni è diventato una presenza costante nei festival letterari e umanistici e a volte anche in TV. Dalla sua, d’altra parte, ha una grande capacità divulgativa. Si è dimostrato infatti più volte in grado di raccontare grandi eventi storici con semplicità e chiarezza, senza banalizzarli.

Nato nel 1959, si è laureato in Lettere proprio a Torino, sua città natale, con una tesi di storia medievale. Dopo essersi specializzato alla Normale di Pisa, è entrato nel campo universitario, occupandosi sempre di quel ramo della storia che più lo aveva appassionato da studente.

Ha lavorato per qualche anno a Roma Tor Vergata. Successivamente è passato all’Università del Piemonte Orientale, diventando ordinario di storia medievale.

Quasi subito ha cominciato anche a pubblicare i suoi lavori, prima riservati al ristretto campo degli studiosi e poi però via via anche aperti al pubblico più ampio. Si è occupato, proprio coi suoi libri, di vari elementi che gli interessava approfondire, sia della storia medievale, sia più in generale della storia Europea fino anche ad età più recenti.

E lo ha fatto in modo molto originale. La sua produzione infatti può essere divisa in due. Da una parte ci sono i saggi, libri cioè realizzati con un corposo apparato di notte, dopo accurate ricerche storiche, che si inseriscono quindi nella sua attività universitaria.

Dall’altro ci sono però anche dei veri e propri romanzi, che ha scritto a partire dalla metà degli anni ’90, riversandoci comunque pesanti riferimenti storici. In più, oltre ai libri, ha anche collaborato a trasmissioni televisive, a documentari radiofonici, a incontri col pubblico… insomma, è uno storico davvero a tutto tondo.

Visto che i suoi volumi sono ormai numerosi, abbiamo deciso di dedicare ad Alessandro Barbero il nostro articolo di oggi. Un pezzo in cui vi segnaleremo cinque libri che secondo noi sono indispensabili se si vuole capire il suo stile e se si vuole conoscere qualcosa di più di storia medievale. Li trovate qui di seguito, ordinati secondo la loro data di uscita.

 

1. Bella vita e guerre altrui di Mr. Pyle, gentiluomo (1995)

Come abbiamo scritto nell’introduzione, Alessandro Barbero è oggi uno stimatissimo storico, specializzato nel periodo medievale. Accademico, ospite pressoché costante di numerosi festival, è considerato un ottimo divulgatore ma anche un accurato studioso, capace di sfatare miti e però anche di ricercare con arguzia tra i meandri della storia.

Bella vita e guerre altrui di mr. Pyle, gentiluomo, il romanzo che ha fatto conoscere Alessandro Barbero al grande pubblico

Non è però a un saggio o a una conferenza che si deve la sua notorietà. Il libro che infatti l’ha fatto uscire dagli angusti spazi dell’università e l’ha fatto conoscere al grande pubblico è un romanzo, un’opera cioè di pura fantasia. Ma un romanzo che conserva in qualche modo la radice specialistica di Barbero: si tratta infatti di un romanzo storico.

Bella vita e guerre altrui di Mr. Pyle, gentiluomo è infatti la prima opera di fiction di Barbero e forse il suo più importante successo letterario. Uscì per la prima volta nel settembre del 1995 e subito attirò le attenzioni degli appassionati, tanto da meritarsi addirittura il Premio Strega, un po’ a sorpresa. Aveva però tutte le carte in regola per ben figurare.

La trama, ad esempio, mescolava grande storia, faccende personali e avventure degne delle più classiche spy stories. Il protagonista infatti era una spia che nel 1806 veniva inviata dagli americani in Europa. Il suo compito era quello di capirci qualcosa in una situazione che, in quel momento storico, sembrava particolarmente complessa.

La storia romanzata

L’epoca napoleonica, che aveva iniziato il suo corso come apogeo della rivoluzione francese, si era ormai trasformata in qualcosa di diverso. Iniziava anzi la sua fase calante, visto che il colossale impero di Napoleone già cominciava a mostrare segni di debolezza.

Pyle, il curioso protagonista creato da Barbero, si muoveva così nell’Europa di inizio Ottocento, tra uomini di cultura, diplomatici e condottieri militari, tracciando il ritratto di un continente in divenire.

Il successo del romanzo, comunque, permise a stretto giro di posta a Barbero di realizzare altre opere di narrativa.

Complice anche il fatto che questa storia venne tradotta in addirittura sette lingue, lo storico ha infatti poi pubblicato anche Romanzo russo nel 1998, L’ultima rosa di Lautrec nel 2001 e Poeta al comando nel 2003. Dei libri successivi, invece, parleremo in uno dei i prossimi punti.

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2. Carlo Magno. Un padre dell’Europa (2000)

Dopo essere partiti con un romanzo avventuroso, torniamo al campo in cui Alessandro Barbero si sente a casa propria, e cioè la storia medievale. Il secondo libro che abbiamo scelto, infatti, si intitola Carlo Magno. Un padre dell’Europa ed è un saggio corposo ma molto interessante edito da Laterza nel 2000.

All’interno di questo libro, Barbero riassume tutti gli elementi principali dell’età carolingia. Vi si trova, come è lecito aspettarsi, l’esito di guerre e di azioni diplomatiche condotte dal grande re dei franchi, ma vi vengono narrati anche molti aspetti della biografia dell’uomo, dagli amori alla famiglia, dal carattere agli ideali.

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Infine, un buono spazio è dedicato anche all’analisi della società carolingia, alle strutture dello stato messo in piedi da Carlo Magno e all’economia di quel tempo.

Un saggio per tutti i gusti

Ne viene fuori un saggio che può essere letto da più tipologie di lettori. Per gli storici, rappresenta un buon sunto di una fase importantissima nello sviluppo dell’Europa, tanto è vero che non è raro trovarlo inserito nei programmi degli esami di storia medievale all’università.

Carlo Magno di Alessandro BarberoPer i semplici appassionati, invece, fornisce un quadro chiaro e scorrevole, a tratti perfino ironico, di una fase affascinante seppur lontana della nostra storia.

Il libro, però, può piacere moltissimo anche a chi di storia ne mastica piuttosto poca. C’è infatti una capacità di spiegazione, all’interno di questo saggio, che è raro trovare un testo specialistico e che di sicuro riesce ad includere anche chi su Carlo Magno ha ricordi molto vaghi.

Infine lo stile di Barbero risulta sempre chiaro e appassionante, capace di tenere incollato il lettore anche quando si parla di argomenti di solito considerati noiosi. Per questo vale la pena di provarlo.

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3. La battaglia. Storia di Waterloo (2003)

La battaglia. Storia di Waterloo è il libro che Alessandro Barbero ha dato alle stampe per Laterza nel 2003. Un libro che, a differenza di quelli che abbiamo presentato finora, si pone in realtà a metà strada tra saggio e romanzo.

La battaglia, il saggio di Alessandro Barbero dedicato a WaterlooFormalmente, infatti, si tratta di un classico saggio di storia militare. Basta scorrere l’apparato di note per rendersi conto, infatti, che è un testo che almeno nelle intenzioni non era destinato al grande pubblico, quanto piuttosto agli specialisti. O comunque a chi vuole approfondire la conoscenza di una delle battaglie più importanti della storia europea.

Quando però si inizia a leggere il libro ci si rende conto che il talento di Alessandro Barbero rende difficile classificare questo volume in una tipologia ben definita.

La battaglia di Waterloo viene infatti raccontata quasi come se si trattasse di una storia romanzata. Ci si sofferma sugli aneddoti dei soldati sui vari campi di battaglia, sugli scontri, perfino sull’odore e i suoni che riecheggiavano mentre gli uomini combattevano.

Per appassionati, studiosi e curiosi

In questo modo, il libro riesce a rivolgersi un po’ a tutti: sia agli studiosi che agli appassionati, sia a chi conosce molto bene la storia e le tecniche dell’esercito napoleonico, sia a chi invece non ne ha mai più sentito parlare dopo la fine delle superiori.

Forse questo andamento così trascinante, quasi narrativo, potrebbe far arricciare il naso agli specialisti di storia moderna e di storia militare. Più che altro perché nel libro sovente si privilegia la scorrevolezza al rimando alle fonti (che comunque ci sono).

Però tutto questo permette allo stesso tempo a tutti gli altri di godersi un affresco memorabile dell’ultima grande battaglia di Napoleone.

 

4. 9 agosto 378. Il giorno dei barbari (2005)

Vi sarete probabilmente già resi conto del fatto che l’ordine con cui abbiamo scelto di disporre i cinque libri di Alessandro Barbero da noi selezionati è quello cronologico.

Abbiamo preferito, infatti, basarci sull’anno di edizione delle sue opere invece che sui periodi storici di cui si è occupato, perché ci pare che con l’andar del tempo il suo stile sia cresciuto. O meglio che lo storico torinese abbia trovato il modo di influenzare le sue opere di narrativa con la storia e le sue opere di storia con la narrativa.

Così è anche per il nostro quarto libro, intitolato 9 agosto 378. Di solito, i saggi storici che riportano nel titolo una data si riferiscono ad anni o giorni che richiamano immediatamente alla memoria qualcosa al lettore.

Si potrebbe benissimo infatti intitolare un libro 4 settembre 476, o 12 ottobre 1492, o 14 luglio 1789, o 28 giugno 1914. Chiunque leggesse queste date capirebbe a cosa ci si sta riferendo. Il compito però non è così semplice quando si parla del 378 d.C.

La fine dell’età antica

Anche un insegnante liceale di storia, infatti, potrebbe avere dei problemi a recuperare il ricordo di cosa sia mai successo in quell’anno del IV secolo, in quella strana giornata d’agosto. Eppure per Barbero, ma in realtà non solo per lui, quella data rappresenta il vero momento in cui finisce l’età antica ed inizia il Medioevo.

Lo storico torinese, pur accettando la convenzione che fa nascere l’età di mezzo con la caduta dell’Impero romano d’Occidente, preferisce sottolineare che quel processo che portò alla fine dell’età antica in realtà si è originato circa un secolo prima.

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Il momento chiave era stato proprio la battaglia di Adrianopoli, che si combatté appunto il 9 agosto del 378.

In quello scontro si confrontarono da una parte l’Impero romano d’Oriente, guidato dall’imperatore Valente, e dall’altro una tribù di barbari che avrebbe presto lasciato il segno sull’Europa, i Goti.

Una battaglia decisiva

Non era per la verità il primo confronto tra romani e barbari, ma fu la prima volta in cui questi ultimi ebbero la meglio in maniera decisiva. Anzi, in maniera nettissima, visto che lo stesso imperatore Valente trovò la morte nei combattimenti.

9 agosto 378. Il giorno dei barbari di Alessandro BarberoQuella battaglia viene ricostruita da Barbero come al solito col suo stile efficace e preciso. Si racconta la battaglia in sé, ma si raccontano anche le premesse e le conseguenze di quello scontro, il modo di vivere dei barbari e dei romani dell’epoca. E si mostrano soprattutto come i segnali di un cambiamento di paradigma fossero già tutti presenti allora.

Con uno stile molto scorrevole, ma anche con un robusto apparato di note, Barbero ci fornisce quindi un saggio che interpreta, alla luce degli studi più recenti, gli ultimi decenni dell’Impero romano d’Occidente. E ci mostra la crisi del vecchio stato che stava per essere sostituito da qualcosa di nuovo.

Un libro consigliato sia per gli specialisti che, direi quasi soprattutto, per i semplici appassionati. Ovvero per chiunque voglia percepire il clima del quell’epoca e capirne le chiavi di volta.

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5. Gli occhi di Venezia (2011)

Concludiamo la nostra cinquina con un altro romanzo storico, uscito originariamente nel 2011 per Mondadori [1]. Il titolo, Gli occhi di Venezia, ci fa comprendere già l’ambientazione della storia, cioè la Serenissima, anche se pure qui il panorama è piuttosto ampio.

La scena comincia infatti nel capoluogo veneto verso la fine del Cinquecento, nel periodo di massimo splendore politico della città lagunare. Ma poi si sposta lungo il Mediterraneo, a bordo di una delle famose navi veneziane, fino ad arrivare fino a Costantinopoli.

Al centro della scena ci sono due ragazzi, marito e moglie, tanto è vero che lo stesso Barbero ha ammesso una sorta di debito verso I promessi sposi di Alessandro Manzoni e verso il feuilleton. Anche perché i due innamorati vengono separati da varie vicissitudini, e riusciranno a riunirsi solo alla fine del romanzo.

I due protagonisti

Gli occhi di Venezia, romanzo di Alessandro BarberoIl protagonista maschile è Michele, un muratore veneziano che è costretto a sfuggire alla giustizia. Per questo motivo abbandona la sua città e si imbarca su una galera diretta a Creta, diventando suo malgrado testimone di alcuni reati. Rischia così più volte la vita prima di approdare a Costantinopoli.

La protagonista femminile, invece, è Bianca, sua moglie, che dopo l’addio forzoso del marito è costretta a cercare diversi lavori per evitare di precipitare nella prostituzione. Tutti e due, dopo diverse disavventure, vedranno però la loro stella girare.

Il romanzo, come sempre coi libri di Barbero, è avvincente ed accurato dal punto di vista storico. Permette di conoscere lo stile di vita delle classi più umili nella Venezia del XVI secolo, ma si riallaccia anche ad alcuni eventi importanti della storia della Serenissima. Inoltre, lo stile dello studioso è ormai noto, capace di mescolare ironia e avventura.

Gli occhi di Venezia
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Note e approfondimenti

[1] Qui, tra l’altro, trovate una interessante intervista di Mattia Feltri allo stesso Barbero, rilasciata in occasione dell’uscita del libro.
[-] La foto di Alessandro Barbero in copertina è di Alessio Jacona (via Flickr)

 

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