Altre cinque famose foto di innamorati che si baciano

Altre cinque famose foto di innamorati che si baciano

Uno degli articoli di maggior successo che abbiamo scritto nelle prime settimane di vita di questo sito è stato quello riguardava le più famose foto di baci del Novecento, un articolo che vi consigliamo di rileggere (o di leggere per la prima volta) perché passava dal celebre bacio a Times Square tra un marinaio ed un’infermiera immortalato da Alfred Eisenstaedt – che ha finito per diventare il soggetto anche di molte statue, in Italia come altrove – a quello parigino di Robert Doisneau, fino agli esempi più recenti. Erano cinque foto selezionate soprattutto in base alla fama delle immagini e degli autori, foto che, ci pare di poter dire, sono entrate nell’immaginario collettivo; ma di foto di innamorati che si baciano ce ne sono, nella storia della fotografia, a bizzeffe, molte delle quali di ottima fattura, significative, ispirate. Alcune di queste, poi, nascondono dietro all’immagine una storia, un rapporto e un amore che, ci pare, vale la pena raccontare. Ecco perché abbiamo deciso di dare un seguito a quel primo articolo, proponendovi oggi altre cinque famose foto di innamorati che si baciano.

 

L’altro bacio di Eisenstaedt

La fine della Seconda guerra mondiale su Life

Un altro bacio di Alfred EisenstaedtCome abbiamo detto in apertura, Alfred Eisenstaedt è probabilmente il fotografo di baci più celebre al mondo: la sua V-J Day in Times Square, pubblicata nel 1945 su Life fece fin da subito il giro del mondo ed è diventata uno dei simboli più efficaci del senso di liberazione che si prova quando finisce una guerra. Ma pochi sanno che quella fu solo una delle molte immagini che il fotografo di origini tedesche realizzò il 14 agosto del 1945 per le strade di New York: la rivista per cui lavorava gli aveva infatti dato l’incarico di realizzare un intero reportage, e lui girò per tutto il giorno per le vie della città, cercando di immortalare con la sua Leica M3 i momenti che gli sembravano più significativi. E di momenti del genere – lui che aveva già 46 anni, che aveva vissuto la Prima guerra mondiale in trincea per la Germania e che poi era dovuto emigrare negli Stati Uniti perché ebreo – in vita sua ne aveva certamente visti parecchi, e aveva l’occhio per coglierli. Così gli capitò di fotografare varie coppie che festeggiavano, e se l’immagine più nota è quella del marinaio che bacia l’infermiera, ce ne sono altre di sicuro impatto. Noi abbiamo scelto quella che vedete qui di fianco: meno straripante dell’altra, meno sfacciata, ma non per questo meno carica di sentimento, di amore, di sollievo. Mentre sull’altra nel corso degli anni s’è scatenata la corsa a scoprire cone si chiamavano i due protagonisti del bacio, riguardo a questa nessuno si è mai chiesto chi fossero l’uomo e la donna – o sarebbe quasi meglio dire il ragazzo e la ragazza – che furono colti in un momento di intimità dal fotografo; e d’altronde, forse, è giusto che rimangano così, due anonimi rappresentanti di quegli indimenticabili momenti storici.

 

Il bacio di Elvis Presley

La donna del mistero

La foto del '56 col bacio alla francese di Elvis PresleyTerminata la guerra, i fotografi si divisero: ci fu chi, come Robert Capa, continuò a cercare conflitti in giro per il mondo, convinto ormai che il mestiere del fotografo fosse in sostanza quello del fotoreporter che deve rappresentare ed esplorare le realtà più drammatiche in giro per il mondo; ci furono invece altri che iniziarono a seguire i nuovi divi che il dopoguerra stava portando alla ribalta, fossero essi esponenti del mondo del cinema, della musica, della moda. Una delle stelle più brillanti di quel periodo fu senza dubbio Elvis Presley, che proprio a metà degli anni ’50 cominciò ad uscire dalla scena locale di Memphis e ad essere ospitato nelle prime trasmissioni televisive, come il Milton Berle Show o l’Ed Sullivan Show, che comunque si premunirono spesso di censurare le sue esibizioni inquadrandolo solo dalla cintola in su in modo da non mostrare i suoi celebri movimenti pelvici. La sua ascesa verso l’Olimpo del rock è stata fissata su pellicola, proprio in quegli anni, da Alfred Wertheimer, un fotografo anch’egli all’epoca molto giovane, che lo seguiva dappertutto nei suoi viaggi in giro per l’America. Nel 1956 immortalò in particolare un Elvis appena ventunenne che si scambiava un bacio con una ragazza sconosciuta sotto la tromba delle scale nel backstage di una sua esibizione. La foto uscì su molti giornali e fece scalpore, soprattutto perché si vedeva distintamente la lingua del cantante e i baci “alla francese” erano uno dei molti tabù di quei tempi. Nel 2011, dopo anni di speculazioni, la ragazza ritratta nell’immagine si è finalmente fatta avanti, contattando il fotografo tramite internet e infine convincendolo di essere lei la donna in questione, grazie sia a vecchie fotografie, sia soprattutto alla sua altezza, che era il particolare che non combaciava in molte altre pretendenti che si erano fatte avanti nel corso degli anni: la donna si chiama Barbara Gray e nel 2011 aveva 75 anni.

 

Liz Taylor e Richard Burton secondo Marcello Geppetti

L’epoca d’oro dei paparazzi

Una delle più famose foto di innamorati che si baciano, con Elizabeth Taylor e Richard BurtonQualche giorno fa, parlando de I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni, riflettevamo su come a volte i personaggi di un’opera di narrativa siano così potenti e riusciti da lasciare un segno indelebile non solo nei lettori, ma anche sulla loro professione: così il nome di Perpetua si è trasformato nel corso degli anni nel nome con cui viene ancora oggi chiamata ogni donna che fa da governante ad un prete, ma allo stesso modo il nome del fotografo Paparazzo de La dolce vita di Fellini è diventato sinonimo di tutti quei fotografi che si lanciano all’assalto del vip di turno. Quest’ultimo personaggio, in particolare, fu creato da Federico Fellini, Ennio Flaiano e Tullio Pinelli avendo bene in mente quello che accadeva ogni sera lungo via Veneto, a Roma; il modello principale fu probabilmente Tazio Secchiaroli, celebre fotoreporter romano, ma non possiamo escludere che tra le fonti di ispirazione ci fosse anche il più ardito e spericolato di quei fotografi, Marcello Geppetti, che a bordo di uno scooter girava Roma – e d’estate la Riviera romagnola – in cerca di qualche star da immortalare. In quegli anni Geppetti fu autore di numerosi scoop, che destarono scandalo forse più all’estero che non in Italia visto che le sue foto trovavano pubblicazione sui rotocalchi americani ed inglesi: fu così che nel 1961 immortalò Anita Ekberg mentre scoccava delle frecce addosso ai fotografi e l’anno dopo il primo nudo di Brigitte Badot intenta a prendere il sole nella sua villa sull’Appia; ma la foto che più di tutte rimase impressa al pubblico internazionale fu quella che vedete qui di fianco, un bacio rubato tra Elizabeth Taylor e Richard Burton avvenuto nel 1962 mentre i due si rilassavano su uno yacht. La foto è importante soprattutto perché a quel tempo i due attori non avevano ancora ufficialmente intrapreso quel lungo cammino di matrimoni e separazioni che li avrebbe accompagnati per tutta la vita: Burton era un astro nascente del cinema americano, e, dopo aver ben impressionato ne I giovani arrabbiati, era stato ingaggiato per Cleopatra, kolossal sul cui set aveva conosciuto Elizabeth Taylor; quando le riprese del film si erano spostate a Roma, i due avevano quindi dato il via alla loro relazione, nonostante entrambi fossero già sposati (Burton con Sybil Williams, che gli aveva dato due figlie, mentre la Taylor era già al quarto matrimonio nonostante avesse appena trent’anni).

 

Gli amanti di Cartier-Bresson

Testa, occhio e cuore sullo stesso asse

Il bacio fuori da un caffè immortalato da Henri Cartier-BressonDi Henri Cartier-Bresson abbiamo già avuto modo di parlare in passato, evidenziando come fosse bravo soprattutto nella ritrattistica, immortalando coi suoi scatti alcuni dei più grandi artisti del nostro secolo; ma il fotografo francese fu anche un grande reporter e teorico della sua arte, tanto da venir ribattezzato “occhio del secolo”. Parigino d’adozione, fu amico di molti colleghi, coi quali nel dopoguerra fondò l’Agenzia Magnum, per la quale realizzò diversi reportage in giro per il mondo; ma, come spesso avviene, lo scatto giusto si può trovare anche sotto casa, come nell’immagine che vedete qui di fianco, realizzata poco prima che Cartier-Bresson si mettesse di sua spontanea iniziativa in pensione, appendendo la macchina fotografica al chiodo – tranne in qualche rara eccezione in cui realizzava dei ritratti, sua vecchia passione – per dedicarsi invece anima e corpo, negli ultimi anni della sua vita, alla pittura: anche in questo caso i giovani amanti sono ignoti, ritratti all’esterno di un caffè mentre si scambiano un romantico bacio. E il bacio aveva una valenza – seppure metaforica – anche nell’ideale estetico di Cartier-Bresson: all’interno di un documentario realizzato nel 1973 sulla sua opera (e intitolato come il suo libro più celebre, Il momento decisivo), diceva infatti che «la macchina fotografica è un’arma. La macchina fotografica può essere una mitragliatrice. Può essere il divano dello psicanalista. Può essere un caloroso bacio. […] Per me la fotografia era un mezzo per disegnare. Uno schizzo immediato, e che non si poteva correggere. L’unico modo per correggerlo era fare la prossima foto». Cose che, d’altronde, aveva già in parte scritto anche nel già citato libro: «Per me la macchina fotografica è un quaderno di schizzi, uno strumento di intuizione e spontaneità, il padrone dell’istante che, in termini visuali, domanda e decide contemporaneamente. Per “dare un significato” al mondo, uno si deve sentire coinvolto in ciò che vede attraverso l’obiettivo. […] Scattare una foto […] è mettere la testa, l’occhio e il cuore sullo stesso asse».

 

L’ultimo bacio

La caccia sul web ai due arrestati

The Last KissConcludiamo, come avevamo fatto anche nella prima puntata di questa nostra piccola indagine sulle foto d’amore, con un’immagine molto recente e casuale, la cui popolarità si deve soprattutto al grande successo che ha avuto sul web. La foto che vedete qui di fianco è stata scattata nell’agosto del 2012 dal fotografo Mo Gelber mentre si trovava davanti al tribunale di Manhattan; soddisfatto di quello scatto ripreso senza premeditazione, decise di farlo partecipare ad un concorso indetto dal regista Ron Howard e dalla Canon, il Project Imaginat10n, che si proponeva di scegliere dieci fotografie da cui trarre il soggetto per una serie di cortometraggi. La foto aveva tutte le carte in regola per riuscire a passare la difficile selezione, ma Gelber – da regolamento – aveva bisogno del permesso dei due soggetti fotografati; per questo nel giro di pochi giorni si diede da fare sui social network, cercando di rintracciare uno dei due ragazzi ritratti (di cui non sapeva i nomi) per far firmare loro la liberatoria; in breve riuscì a contattare Alexis Creque, 28 anni, che confermò di essere la ragazza ritratta nello scatto ma non ne volle sapere delle richieste del fotografo: dopo aver spiegato di essere stata arrestata perché stava guardando il fidanzato (Russell Murphy, di 26 anni) mentre faceva un graffito con lo spray fuori da un esclusivo bar di Manhattan, la ragazza ha mandato a quel paese – usando per la verità parole più colorite – il quarantaduenne fotografo newyorkese, non dandogli alcun permesso per utilizzare la foto in quel concorso. Gelber, quantomeno, si è potuto consolare con la popolarità raggiunta improvvisamente sul web.

 

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