Cento anni possono sembrare un tempo lungo per un uomo, ma per alcuni animali non umani non sono poi così tanti. Nel regno animale ci sono organismi la cui aspettativa di vita supera di gran lunga quella delle persone, con un impressionante livello di longevità. Qual è, dunque, l’animale che vive di più al mondo? Forse non ci crederai, ma quello in testa alla classifica è un essere addirittura immortale.

Prima di passare a esaminare i cinque animali più longevi del mondo, però, è necessaria una premessa. Cioè che daremo al termina “animale” un’accezione molto ampia, per cui andremo dalle spugne in avanti. E ora partiamo.


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Turritopsis nutricula, la medusa immortale

Da polipo a medusa adulta e poi di nuovo da capo

Disegno di inizio Novecento della Turritopsis nutricula
Disegno di inizio Novecento della Turritopsis nutricula

La Turritopsis nutricula è una medusa originaria del Pacifico, poi diffusasi in tutto il mondo attraverso migrazioni trans-artiche. Nel corso delle ere si è distinta in numerose popolazioni, a volte difficili da identificare dal punto di vista morfologico.

Questa specie di medusa, che vive ormai in vari oceani, non solo è l’animale più longevo per quel che riguarda il numero degli anni che vive, ma, di fatto, è praticamente immortale. Questa particolarità la deve alle caratteristiche del suo ciclo vitale. E non è un caso che sia comunemente nota come “medusa immortale”.

Un ciclo vitale senza fine

Molto piccoli – possono misurare anche meno di un centimetro – questi animali passano infatti dall’immaturità alla maturità per poi tornare di nuovo indietro, in un ciclo che non ha mai fine. La Turritopsis nutricula è infatti, a oggi, l’unica forma nota che può ritornare a uno stato di polipo, attraverso un processo di transdifferenziazione, grazie ad alcune cellule che subiscono una sorta di regressione a una fase totipotente. Da questa fase, poi, le cellule possono moltiplicarsi e differenziarsi in modi diversi. In pratica passa da polipo a medusa adulta, e poi di nuovo polipo, e quindi ancora medusa adulta. Senza fine.

Sia chiara una cosa, però: questi animali sarebbero immortali se non fossero delle prede. Per fortuna, la loro capacità di riproduzione è veloce e ogni volta ce ne sono sempre di più nelle acque degli oceani.

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Cinachyra antarctica, spugne highlander

1.550 anni sono proprio una bella età!

La spugna Cinachyra Antarctica, uno degli animali più longevi del mondo (foto di Nick Hobgood via Wikimedia Commons)
La spugna Cinachyra Antarctica, uno degli animali più longevi del mondo (foto di Nick Hobgood via Wikimedia Commons)

La Cinachyra antarctica, che troviamo al secondo posto della nostra lista, è conosciuta come spugna antartica della famiglia delle Tetillidae. Quest’organismo abita difatti i freddi mari del Polo Sud ed è probabilmente la creatura viva più antica del mondo. Raggiunge infatti la ragguardevole età di 1550 anni.

Sempre immobile, la Cinachyra antarctica è molto piccola e cresce in maniera molto lenta. Sebbene non abbia alcuna protezione dai predatori, non è di fatto una preda e ha un livello di longevità che fa quasi paura.

 

La cinquecentenaria vongola oceanica

La storia di Ming, l’animale più longevo di tutti

La vongola oceanica (foto di S. Rae via Flickr)
La vongola oceanica (foto di S. Rae via Flickr)

La vongola oceanica è un mollusco bivalve che vive nell’Oceano Atlantico ed è caratterizzato da una vita molto lunga. La conchiglia è di forma rotondeggiante, di colore nero. E sì, anche se ultracentenaria, è perfettamente commestibile. Per cui – vai a sapere – nel piatto di spaghetti alle vongole che hai davanti potresti stare per addentare cinque secoli di vita!

Ad ogni modo, l’età delle vongole oceaniche viene calcolata in base agli anelli presenti sulla conchiglia, che può misurare tra i sette e i dodici centimetri e mezzo.


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Come detto, le vongole Arctica islandica sono molto longeve. La più anziana mai trovata aveva raggiunto i 507 anni ed era soprannominata Ming, perché quando venne pescata, nel 2006, si stimò che poteva avere 405 anni e quindi si calcolò che quando nacque quella era la dinastia che regnava in Cina.

Ulteriori analisi hanno invece evidenziato che il buon Ming di anni ne aveva 507. Tutta questa storia per una fine ingloriosa: dopo essere stato pescato, l’animale venne congelato! E poi dicono che l’uomo sia l’animale più intelligente sulla Terra!

 

La tartaruga gigante delle Galapagos

Un animale endemico dell’arcipelago di Darwin

La tartaruga gigante delle Galapagos (foto di Karelj via Wikimedia Commons)
La tartaruga gigante delle Galapagos (foto di Karelj via Wikimedia Commons)

Quasi tutte le specie di tartarughe si caratterizzano per la loro longevità. È una cosa che si sa, tanto che è divenuta anche un “luogo letterario”. Prendete un qualunque libro che parli di animali e si vedrà che, in un modo o nell’altro, c’è una tartaruga anziana e saggia. Lo stesso dicasi per i cartoon con gli animali e via dicendo.

Tra le tartarughe, comunque, quelle delle Galapagos – chiamate anche tartarughe di Darwin – possono vivere fino a 250 anni. Oggi quasi estinte, le tartarughe delle Galapagos che vivono in cattività hanno raggiunto i 170 anni.

Con una dimensione che può raggiungere quasi i due metri (1,8 per la precisione) e un peso fino ai 400 chilogrammi, queste tartarughe vivono nell’arcipelago delle Galapagos, in Ecuador, e sono stati gli animali-chiave negli studi portati avanti da Charles Darwin per la sua teoria dell’evoluzione della specie.

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La coloratissima carpa koi

La “broccata” giapponese

La carpa koi (foto di Wietze via Wikimedia Commons)
La carpa koi (foto di Wietze via Wikimedia Commons)

La carpa koi, nota anche come carpa giapponese, è un altro animale che può vivere oltre i duecento anni. La più famosa carpa di questo tipo si chiamava Hanako e visse infatti 226 anni (nacque intorno al 1751 e morì il 7 luglio 1977). In ogni caso, la carpa koi è considerata un simbolo dell’amicizia, motivo per cui spesso la si trova ritratta nei tatuaggi.

Colorata – i colori più comuni sono bianco, nero, rosso, giallo, blu e crema – vive nelle acque fredde in varie parti del mondo. Per via della sua bellezza, passa la sua esistenza spesso in cattività negli acquari. Si riproduce rapidamente e in forma massiva e ogni nuova generazione ha colori diversi rispetto ai genitori. In molti luoghi, a dire il vero, è considerata comunque una vera e propria piaga.

A proposito della carpa koi, lo scrittore Jeffrey Moussaieff Masson, nel suo libro Chi c’è nel tuo piatto?, scrive questo:

Quando vivevo a Bali, avevamo un laghetto pieno di grandi carpe giapponesi; da lontano vedevo il padre che nuotava a un’estremità e i figli all’altra. Se mi avvicinavo troppo in fretta e il padre avvertiva il pericolo, subito scattava verso gli avannotti, che contemporaneamente si avviavano nella sua direzione. La carpa padre spalancava la bocca e i figli ci si nascondevano dentro. Con la bocca chiusa, il padre si aggirava frenetico in cerca di qualche avannotto disperso e lo risucchiava dentro.

Non appena mi allontanavo abbastanza da convincerlo che i suoi piccoli fossero al sicuro, spalancava la bocca e li lasciava uscire. Mi sono chiesto quante volte avrebbe svolto questo suo dovere paterno, ma non me la sono mai sentita di metterlo alla prova. Sono sicuro che mi sarei stancato prima io: dopo tutto per lui era una questione di vita o di morte, per me si trattava solo di una curiosità.

 

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