C’è una nuova ondata di odio contro il Comic Sans

Conoscerete di sicuro il Comic Sans, uno dei font più usati e, suo malgrado, disprezzati della storia della tipografia. Di solito, quando qualcuno ci invia un documento scritto con quel carattere pensiamo che sia privo di buon gusto, infantile e perfino un po’ antiquato. Eppure a volte lo si fa anche ai vertici della politica, come dimostra la polemica appena sorta sui social americani.

Se seguite l’attualità statunitense sapete infatti che vari collaboratori di Rudy Giuliani – ex sindaco di New York e avvocato personale di Donald Trump – sono stati arrestati nei giorni scorsi. Il loro avvocato ha scritto in questi giorni una lettera per spiegare che i suoi assistiti non risponderanno alle domande della commissione che sta valutando l’impeachment a Trump.

Questa lettera, però, è stata scritta appunto in Comic Sans, cosa che ha alimentato ironie e analisi sociologiche sui vari social network e sui quotidiani a stelle e strisce. Esperti di tipografia, ad esempio, hanno infatti spiegato che forse l’avvocato intendeva così ridicolizzare l’inchiesta.

In generale, comunque, sono ripartite anche le polemiche su questo font che proprio quest’anno festeggia i 25 anni di vita. È dovuto intervenire sull’argomento anche il creatore del Comic Sans, Vincent Connare: «Se ami il Comic Sans – ha spiegato – allora non sai molto di tipografia. E però se odi il Comic Sans, forse hai bisogno di un nuovo hobby».

Connare ha infatti spiegato che il font nacque quasi per gioco e che l’attenzione che in questi anni gli è stata riservata è decisamente sproporzionata: «È il Justin Bieber dei font», ha concluso. Il font, comunque, è per la verità anche raccomandato da varie associazioni contro la dislessia e negli anni è stato usato perfino dal CERN.

   

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