Harry Potter e la pietra filosofale fece la sua comparsa nelle librerie nel 1997. Ebbe da subito un discreto successo, ma fu la realizzazione dell’omonimo film, proiettato nelle sale cinematografiche nel 2001, a conferire al maghetto inglese una fama mondiale. Da quel momento, la sua creatrice J.K. Rowling fu sommersa di riconoscimenti, ma venne anche assillata dai fan che, rapiti sempre di più dalle avventure della scuola di magia e stregoneria di Hogwarts, la esortavano a portare a termine la saga.

L’abilità della Rowling sta non solo nell’aver dato vita ad un mondo magico paradossalmente simile a quello reale, ma anche nella sua perfetta gestione di moltissimi personaggi. I protagonisti, infatti, entrano in contatto con persone nuove che possiedono caratteristiche particolari che colpiscono il lettore, sia in senso positivo che negativo. Per esempio, al nome di Rita Skeeter sono immediatamente associate la borsa di coccodrillo e la penna verde acido, nonché una smorfia di fastidio.


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Ci sono però altri personaggi ai quali il lettore ha avuto modo di affezionarsi. Il professor Piton è il caso più lampante: solo le sue memorie riprodotte nel Pensatoio permetteranno di apprezzarlo quando ormai Voldermort l’avrà assassinato. Del resto non è stato l’unico travolto dall’orribile scia di morti causata dalla guerra magica: molti, nel tentativo di aiutare Harry, sono infatti usciti tristemente di scena. Vediamone insieme cinque tra i più amati.

 

Cedric Diggory

La prima vittima innocente del ritorno del Signore Oscuro

Cedric Diggory interpretato da un giovane Robert PattinsonStudente appartenente alla Casa di Tassorosso, Cedric Diggory appare per la prima volta in Harry Potter e il prigioniero di Azkaban, come avversario del protagonista in una partita di Quidditch. È però nel quarto libro della saga che Harry entra in contatto con Cedric, poiché entrambi partecipanti del Torneo Tremaghi.

Oltre alla rivalità nello sport e nella gara magica, a dividere Harry e Cedric è anche Cho, una ragazza di cui entrambi sono infatuati. Cedric rimane comunque uno studente onesto e, sebbene le circostanze lo abbiano messo in competizione con Harry, in lui non predomina mai l’ambizione di vincere a qualsiasi costo. Forse proprio questa caratteristica che li accomuna fa prendere loro la decisione di afferrare insieme, durante l’ultima prova del torneo, la Coppa Tremaghi.

Un lampo di luce verde saettò attraverso le palpebre di Harry, e sentì qualcosa di pesante cadere a terra accanto a lui […]. Cedric era disteso a terra al suo fianco, a braccia aperte. Era morto.

Al posto di condividere una vittoria, Harry e Cedric vivono tuttavia un incubo: il trofeo li conduce in un cimitero. Non si tratta che di una trappola organizzata da Voldemort e dai suoi seguaci per Harry. Cedric Diggory ha quindi la sfortuna di trovarsi nel luogo sbagliato al momento sbagliato e viene assassinato all’improvviso. Harry deve fare così i conti con i sensi di colpa: se non avessero afferrato simultaneamente il trofeo forse quella giovane vita sarebbe stata risparmiata.

 

Malocchio Moody

Il coraggio di un Auror che ha combattuto fino alla fine

Alastor MoodyIn Harry Potter e il calice di fuoco il lettore assiste all’arrivo di Alastor Moody che, in qualità di Auror in pensione, ottiene la cattedra di Difesa Contro le Arti Oscure. Di aspetto intimidatorio per via dell’occhio di vetro che gli ha procurato il soprannome di Malocchio, Moody riesce a mettere in soggezione gli studenti anche a causa del carattere schietto e diretto.

In ogni caso è un personaggio che presto conquista la simpatia del lettore grazie alla premura che dimostra nei confronti di Harry aiutandolo durante il Torneo Tremaghi. Solo alla fine arriverà lo scioccante colpo di scena: colui che ha ricoperto il ruolo d’insegnante non è altri che Barty Crouch Junior, un Mangiamorte che ha rapito e torturato il vero Moody, tenendolo prigioniero in un baule per continuare a prendere le sue sembianze.

La mattina seguente, prima che gli altri due si svegliassero, Harry uscì dalla tenda e andò a cercare l’albero più vecchio, contorto e robusto del bosco. Alla sua ombra seppellì l’occhio di Malocchio Moody […]

L’autentico Moody continuerà a farci compagnia, come membro dell’Ordine della Fenice, fino all’ultimo libro della saga. Durante un piano organizzato per far fuggire Harry dalla casa degli zii, Malocchio verrà assassinato da Lord Voldemort e cadrà dalla scopa svanendo nel nulla. Il suo corpo non sarà mai ritrovato, ma Harry noterà il suo occhio di vetro incastonato nella porta dell’ufficio ministeriale dell’odiosa Dolores Umbridge. Naturalmente lo porterà con sé per dargli la degna sepoltura che il suo proprietario non aveva ricevuto.

 

Dobby

Uno dei pochi elfi domestici che è riuscito conquistare la libertà

L'elfo DobbyÈ con un certo stupore che il dodicenne Harry, entrando nella sua stanza al numero 4 di Privet Drive, si accorge della creatura che occupa il suo letto. Si tratta di Dobby, l’elfo domestico arrivato per impedirgli di tornare ad Hogwarts. L’elfo è infatti al corrente di un piano architettato per mettere fine alla vita del maghetto in Harry Potter e la camera dei segreti e provocherà ogni sorta di incidente al fine di allontanarlo dalla scuola.


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Le buone intenzioni di Dobby saranno poi premiate: Harry farà in modo che il suo perfido padrone gli consegni involontariamente un calzino e lo liberi. Pur non essendo più vincolato ad eseguire gli ordini di alcun signore, Dobby continua ad essere estremamente fedele e devoto ad Harry, aiutandolo durante il Torneo Tremaghi e suggerendogli la Stanza delle Necessità come luogo d’incontro dell’Esercito di Silente.

[…] Quando si alzò, la pietra recitava:
Qui giace Dobby, un Elfo Libero.

Anche lui uscirà di scena in Harry Potter e i Doni della Morte per colpa di una pugnalata inflittagli dalla malvagia Bellatrix Lestrange, una dei più fedeli Mangiamorte di Voldemort. Ancora una volta nel tentativo di salvare Harry e i suoi amici, Dobby metterà in gioco se stesso, commuovendoci con la felicità con cui, anche in punto di morte, guarderà per l’ultima volta il suo amico Harry Potter.

 

Sirius Black

Il prigioniero che sfugge alle sbarre per scomparire dietro un velo

Sirius Black, protagonista di una delle morti più tristi della sagaCome molti altri personaggi, anche Sirius Black appare ad Harry, nonché al lettore, per ciò che non è. Per quanto la sua presenza all’interno della saga sia breve, viene comunque ritenuto importante, tanto da comparire nel titolo del terzo libro: è lui il prigioniero che evade da Azkaban e s’intrufola ad Hogwarts seminando il panico tra gli studenti a causa della sua fama di assassino.

L’incontro tra il protagonista e il prigioniero farà capire ad Harry come Sirius sia stato vittima di un malinteso. Colui che tutti accusano di aver tradito i genitori di Harry consegnandoli a Voldemort e di aver assassinato il loro amico Peter Minus è in realtà innocente, ingannato dal vero colpevole, lo stesso Minus. Sirius è inoltre il padrino di Harry: è forse l’unico filo che lo collega direttamente ai genitori e che può offrirgli la possibilità di dare un significato alla parola “famiglia”.

Il secondo getto luminoso lo colpì in pieno petto. […] Sirius parve impiegare un’eternità a toccare terra: il suo corpo si piegò con grazia e cadde all’indietro oltre il velo logoro appeso all’arco.

L’innocenza di Sirius non potrà tuttavia essere dimostrata, ragion per cui diventa un fuggitivo. Una fitta corrispondenza e le riunioni dell’Ordine della Fenice permetteranno a lui e ad Harry di restare in contatto. Il padrino lo lascerà proprio mentre combatteranno fianco a fianco contro i Mangiamorte, colpito dalla cugina Bellatrix. L’incantesimo lo farà sparire dietro ad un velo, catapultandolo in un mondo dal quale non potrà più fare ritorno.

 

Fred Weasley

L’umorismo di chi sa sorridere anche in faccia alla morte

Fred WeasleyFred Weasley è un personaggio che Harry incontra non appena mette piede nel mondo magico: è uno dei fratelli maggiori di colui che diventerà il suo migliore amico, Ron. Fred ha anche un gemello, George, dal quale è inseparabile e insieme a cui sarà il protagonista di innumerevoli marachelle che spezzeranno la monotonia della vita scolastica spargendo un po’ di caos all’interno del castello.

Estremamente divertenti, Fred e George non si applicano nello studio con lo stesso entusiasmo con cui sperimentano creazioni destinate a scorribande di ogni tipo. La loro vocazione verrà coronata dall’apertura di un negozio di scherzi, finanziato in segreto da Harry che, al termine del Torneo Tremaghi, regala loro i mille galeoni ricevuti in premio. Il fatto che i gemelli stiano sempre insieme accentua nel lettore la gravità che provoca la morte di uno dei due.

Percy scuoteva il fratello, Ron era inginocchiato accanto a loro, e gli occhi di Fred li fissavano senza vederli, lo spettro dell’ultima risata ancora impresso sul volto.

Un primo campanello d’allarme si avverte all’inizio del settimo libro, quando George fa capolino senza un orecchio dopo una missione. Per i gemelli si tratta di un altro pretesto per ironizzare: «Adesso almeno riuscirai a distinguerci, mamma». È la battaglia finale a portarsi via Fred, proprio quando i Weasley si erano riconciliati con il fratello Percy. Del resto, era quasi impossibile che in una famiglia così numerosa sopravvivessero tutti quanti. Per quanto la sua morte sia triste, il ragazzo lentigginoso con i capelli rossi se ne va come gli si addice: sorridendo.

 

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