Cinque animali strani e sorprendenti

Il formichiere spinoso, uno degli animali più strani del mondo (foto di J.J. Harrison via Wikimedia Commons)

 
“Strano”, stando al Treccani, vuol dire: «Diverso dal solito o dal comune, dal normale, molto singolare, tale quindi da destare meraviglia, stupore, curiosità». Senza dubbio quando ci troviamo dinanzi ad alcuni animali proviamo meraviglia, stupore e curiosità sia per il loro aspetto che per alcune loro caratteristiche che, dal nostro punto di vista di animali umani, ci sembrano del tutto bizzarre e molto singolari, per riprendere la definizione del vocabolario.

Ci sono poi animali che sono proprio strani a prescindere e presentano caratteristiche tanto particolari da essere sorprendenti. Vediamone cinque.

 

L’ornitorinco, strano forte

«Anche Dio ha un senso dell’umorismo… Prendete l’Ornitorinco» (dal film Dogma)

L'ornitorinco, strano e famoso (foto di Stefan Kraft via Wikimedia Commons)È l’animale strano per antonomasia: coda larga, pelosa come il corpo, piedi palmati e muso simile alla gomma che ricorda molto quello di un’anatra. Così strano che quando alla fine del Settecento una pelle di ornitorinco giunse in Gran Bretagna dall’Australia, gli studiosi ritennero si trattasse più di un collage fatto da un qualche imbalsamatore che di un animale reale (la solita storia: noi europei abbiamo sempre la puzza sotto il naso e non pensiamo che possa esistere “altro” fuori dalla nostra visione!).

L’ornitorinco è senza dubbio strano: è un mammifero, che comunque depone le uova; ha 10 cromosomi sessuali (nella maggior parte dei mammiferi – umani compresi – sono due: XY); i maschi hanno due speroni posteriori con cui iniettano un potente veleno, che crea fortissimi dolori nell’essere umano: per questo veleno a oggi non esiste antidoto.

Difficile vederlo in natura

Tra l’altro, è difficile vedere un ornitorinco in natura (il suo habitat naturale è l’Australia orientale), anche perché ama le zone poco popolate e non solo. È inoltre un animale per lo più notturno, ma passa molto tempo sotto la terra o sott’acqua.

Il nome? È un termine composto da due parole greche: “uccello” e “muso”. Per gli aborigeni australiani, invece, il nome è boonaburra e, secondo una loro leggenda, sarebbe figlio di un’anatra solitaria rapita da un topo d’acqua. Il topo violentò l’anatra e questa partorì due cuccioli palmati, con becco, che però avevano quattro zampe e la pelliccia.

 

Il pesce blob, l’animale più brutto del mondo

Non ha muscoli e la massa gelatinosa di cui è composto gli permette di galleggiare senza sforzo

Il pesce blob, sicuramente uno degli animali più strani e sorprendenti del mondoBrutto è brutto, c’è poco da fare, tanto che non solo è stato eletto come l’animale più brutto del mondo, ma è anche stato scelto dalla Ugly Animal Preservation Society come propria mascotte (che poi, il fatto che esista una tale società fa riflettere, ma qui andiamo fuori dal seminato). Però ha anche un che di tenero e qualcuno lo chiama “pesce triste”. Stiamo parlando dello Psychrolutes marcidus, comunemente noto come pesce blob (in inglese: BlobFish). È della stessa famiglia degli scorfani, che in fatto di bruttezza non sono certo secondi a nessuno!

Di fatto, il pesce blob è formato da un ammasso di gelatina che gli consente di galleggiare, senza dover sprecare energie. Ha testa grossa, e grandi sono pure gli occhi; la bocca e le labbra sono bianco-rosate, e rosa è anche tutto il suo corpo, solo che ha qualche chiazza di bruno.


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Un animale che vive nei fondali dell’Oceano Pacifico

Il suo corpo flaccido è poco compresso ai lati ed è dotato di ampie pinne arrotondate. Può raggiungere i trenta centimetri di lunghezza, ma di fatto non si sa molto di questo pesce, visto che per l’inaccessibilità del suo habitat (il pesce blob vive tra i 600 e i 1200 metri nell’Oceano Pacifico sudoccidentale) non è stato studiato poi così tanto.

Purtroppo è a rischio estinzione per via della pesca a strascico sui fondali. Per sua fortuna non è commestibile, altrimenti sarebbe estinto da tempo.

 

Il Gaviale del Gange, il coccodrillo con il bozzo

In nepalese la protuberanza che vediamo sul muso si chiama “recipiente di terracotta”

Un Gaviale fotografato allo zoo di San Diego (foto di Asim Bharwani via Flickr)Il Gaviale (sì, con la «g», non stiamo parlando di caviale) del Gange è un coccodrillo molto particolare per via di un bozzo che si trova alla fine del muso lunghissimo. A dire la verità, quella protuberanza è tipica dei maschi e non si sa ancora bene a cosa serva: forse le femmine della specie la troveranno irresistibile, vai a sapere!

Il Gaviale del Gange vive in alcune zone dell’India e del Nepal e può raggiungere i sei metri di lunghezza (anche se sono stati trovati maschi lunghi nove metri). È di colore verde oliva sul dorso e verde giallino sul ventre; inoltre è ricoperto di squame quadrate che, sulle zampe, si innalzano fino a formare delle creste.

Una cartilagine che ronza

La protuberanza che i maschi hanno alla fine della bocca si chiama ghara (che vuol dire “pentola”): è cartilaginea e si muove quando gli animali respirano, producendo un suono simile a un ronzio.

Oltre alla protuberanza, richiama molto l’attenzione il muso lungo: di fatto non smette mai di crescere per tutta l’esistenza del Gaviale del Gange (la cui speranza di vita è tra i 40 e i 50 anni). Un adulto arriva ad avere fino a 110 denti e a volte si può ferire da solo quando attacca la preda.


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A proposito di caccia, il Gaviale del Gange attacca solo di lato, motivo per cui si muove con estrema velocità, girando la testa verso destra o verso sinistra per afferrare la preda. Questo comporta che le sue strategie di caccia siano tre, principalmente: se ne sta fermo immobile in mezzo all’acqua finché non passa la preda (la dieta di questi coccodrilli è a base di pesce, visto che non possono nutrirsi di grandi mammiferi perché il lungo becco si spezzerebbe per la pressione necessaria per ucciderli); nuotano sornioni provando a sentire le prede con le loro terminazioni nervose oppure attaccano rapidamente e chi si è visto, si è visto.

 

L’echidna o formichiere spinoso

Non immaginerete mai quali “indicibili” cose avvengono durante l’accoppiamento degli echidna…

Il formichiere spinoso, uno degli animali più strani del mondo (foto di J.J. Harrison via Wikimedia Commons)Al pari dell’ornitorinco, l’echidna (il nome ufficiale è Tachyglossidae) è un mammifero oviparo. A dire il vero, la riproduzione dell’echidna è singolare e affascinante. Dopo 22 giorni dall’accoppiamento la femmina produce un uovo che va direttamente nel marsupio. Dopo 10 giorni nasce il cucciolotto, resta lì dai 45 ai 55 giorni e viene allattato, anche se la femmina non ha capezzoli e mammelle, ma solo delle aree che secernono latte.

Una volta uscito dal marsupio, il piccolo echidna viene messo in una tana sottoterra e nutrito ogni cinque giorni fino all’età di sette mesi, quando lo svezzamento sarà terminato. L’echidna maschio ha poi una particolarità che lo rende alquanto bizzarro, almeno per noi umani: il suo pene, infatti, è considerato quello più strano al mondo. Ha quattro teste (niente battute!) e durante l’accoppiamento solo due fanno il proprio dovere inserendosi nel tratto riproduttivo della femmina, che è biforcato. Insomma, roba da film a luci rosse assai spinti!

Citato anche nei videogiochi di Sonic

L’echidna vive in Nuova Guinea, Australia e Tasmania. È un animale che genera simpatia, diciamo così, tanto che lo troviamo anche nella serie di videogiochi Sonic the Hedgehog (è Knuckles the Echidna) e sui 5 centesimi di dollaro australiano.

 

La talpa nuda, roditore del deserto

Vive in colonie, come le api e le formiche, con gruppi composti da 70-80 esemplari

La talpa nuda (foto di Roman Klementschitz via Wikimedia Commons)Ancora uno dei nostri animali strani? Un mammifero del tutto particolare? Ecco a voi la talpa senza pelo o, in termini scientifici, l’eterocefalo glabro. Si tratta di un roditore che vive in alcune zone desertiche dell’Etiopia, del Kenya e della Somalia.

La sua particolarità risiede nel fatto che è un mammifero a sangue freddo: per questo vive in gallerie profonde una cinquantina di centimetri, in cui la temperatura si aggira attorno ai 30 gradi centigradi. Inoltre, unico tra i mammiferi, vive in colonie simili a quelle delle api e delle formiche, con la regina che in genere si accoppia con tre maschi, diversi ogni anno, e dà alla luce una ventina di piccoli.

Talmente strana da non provare dolore

La talpa nuda è glabra perché vive sotto terra e scava con i grandi denti che si ritrova sul muso. Essendo sprovvista di un neurotrasmettitore che invia la sensazione del dolore al cervello, la talpa nuda non prova dolore se si ferisce o viene graffiata.

È un animale molto veloce e può correre senza problemi avanti e indietro. Infine, e la cosa non guasta visto l’ambiente ostile in cui vive, in caso di carestia la talpa nuda può vivere molto a lungo senza mangiare.

 

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