Cinque app ispirate a Tetris per smartphone e tablet

La schermata iniziale di Tetris

Per creare un gioco di successo servono tante cose: l’idea giusta, la giocabilità, la promozione, la fortuna. Ma servono anche gli effetti speciali, cioè quegli elementi scenici di contorno che deliziano più gli occhi che la bocca del videogiocatore?

La storia di Tetris sembrerebbe dire di no, che gli effetti speciali non siano necessari; o, meglio, che possano essere facilmente dimenticati quando viene messo in campo un gioco semplice nell’idea di fondo ma tremendamente “addictive”: creato nel 1984 da Aleksej Pažitnov, allora ventottenne ricercatore dell’Accademia delle Scienze di Mosca, il gioco compie in questo 2014 i suoi primi trent’anni di vita, trent’anni in cui – complice il fatto che non sia mai stato brevettato – si è diffuso in ogni dispositivo, conquistando miliardi di videogiocatori, dai più specializzati a quelli occasionali.

E visto che la “mania” per Tetris – che ha perfino dato origine a una sindrome di cui si sono occupati fior di psicologi – non accenna a diminuire, vediamo, lasciando da parte i cloni puri e semplici, quali sono oggi i più interessanti giochi per smartphone e tablet (sia iOs che Android) ispirati a Tetris.

 

Tetris e Tetris Blitz

Il gioco originale secondo Electronic Arts

Partiamo dalla “versione originale”, l’unica che può vantare l’uso del marchio registrato di Tetris, ovvero quella prodotta da EA per tutti i sistemi operativi mobile. Lanciato nel dicembre 2011, Tetris (qui per Android e qui per iOs) offre oggi a prezzi irrisori tre diverse modalità di gioco: la maratona classica, che è quella originale pensata da Pažitnov; la maratona one-touch che cerca di innovare sulla modalità di scelta della posizione dei mattoncini; infine la nuova modalità Galaxy, che sfrutta i tetramini per creare sostanzialmente un nuovo gioco multilivello.

Ma il lavoro della EA sul gioco non si ferma qui: nell’aprile dello scorso anno infatti la software house californiana ha lanciato gratuitamente Tetris Blitz (anch’esso per Android e iOs), una versione in cui i legami con l’originale russo si fanno un po’ più flebili in favore di una modalità di gioco più dinamica e veloce, con partite di due minuti e introiti dati da una miriade di possibili acquisti in-app.

In ogni caso, nonostante tutte le inevitabili complicazioni dovute al trovarsi a gestire comandi touch quando si è abituati col PC o col vecchio GameBoy, le due app di EA rappresentano il modo migliore ora come ora per giocare al caro vecchio e classico Tetris, lasciandosi prendere dalla nostalgia (e un peso non indifferente in questo senso l’ha anche la musichetta d’accompagnamento) e contemporaneamente provando però anche qualcosa di nuovo.

 

Ponon!

Una buona variante

Passiamo ora alle variazioni sul tema, lasciando, come detto, da parte i cloni veri e propri, presenti in grande quantità soprattutto sullo store di Android. Ponon! Deluxe è ad esempio un bel gioco gratuito sia per iPhone e iPad che per dispositivi Android basato sul principio dei mattoncini in caduta.

Lanciato nel 2010 dai cinesi di Mybogames (autori in passato anche di un discreto Tetris Deluxe per Android), il gioco non differisce molto dal Tetris classico: le uniche innovazioni degne di nota sono nei mattoncini, più corti e quindi più facili da gestire, e nell’aggiunta però, a riequilibrare la difficoltà del gioco, di alcune linee di penalità che vengono inesorabilmente sommate alla propria pila di mattoncini allo scoccare di un determinato tempo.

Di per sé comunque la giocabilità è molto buona e si respira comunque l’aria del gioco arcade, soprattutto nella modalità classica, mentre quella adventure consente di giocare delle minisfide via via sempre più complicate partendo da situazioni di gioco già preconfezionate, alla maniera di Angry Birds, Cut the Rope e molti altri giochi di questo genere.

 

SpellTower

Tetris mescolato con Ruzzle

Creato, come abbiamo accennato all’inizio, all’interno dell’Accademia delle scienze sovietica, Tetris è storicamente uno dei giochi più apprezzati dalla comunità dei matematici, che in questi trent’anni gli hanno dedicato – un po’ per gioco e un po’ no – alcuni interessanti studi, sulla cui proficuità in verità si potrebbe discutere (l’unico risultato raggiunto, sostanzialmente, è stato capire che in una partita del Tetris classico il giocare è inesorabilmente condannato a perdere, prima o poi).

Ma chi ha detto che Tetris non possa in qualche modo piacere anche ai letterati o, più precisamente, agli appassionati di giochi enigmistici, visto che in fondo il principio “dell’incastro” può essere un buon punto d’unione tra le due forme di rompicapo? Questa è la domanda che sembra essersi posto anche il giovane Zach Gage, un newyorkese che prima di essere un programmatore è soprattutto un artista concettuale che ha esposto alla Biennale di Venezia, al MoMA e in vari altri palcoscenici artistici di alto livello.

E infatti anche la sua applicazione, SpellTower, in vendita a un prezzo assai accessibile sia per iOs che per Android che per Mac, gioca tutto da un lato su un’idea forte, dall’altro su un invidiabile senso estetico. Il principio del gioco è semplice: qui al posto dei mattoncini colorati ci sono infatti delle lettere e lo scopo non è perciò solo di incastrare tra loro i pezzi, ma anche di formare delle parole per far sì che le lettere stesse si cancellino e lo schema non si riempia.

Insomma, un Tetris che vira verso il gioco da tavolo con reminiscenze di Scarabeo o, più precisamente ancora, di Ruzzle, il celebre gioco che faceva furore sui dispositivi mobile solo qualche mese fa. Gli unici due difetti di un’app che è stata premiata un po’ ovunque sono da un lato che non esiste localizzazione in italiano e quindi ci si può giocare solo coi vocaboli inglesi, e dall’altro che non si possono sfidare altri giocatori online, ma solo su rete locale.

 

Dream of Pixels

Tetris al contrario

Disponibile sia gratis che a pagamento (con l’aggiunta, in questo caso, di tre nuove modalità di gioco), Dream of Pixels è una bella app sviluppata da Dawn of Play per iOs che parte dal principio base di Tetris ma lo capovolge completamente.

Lo scopo, infatti, non è più posizionare nel miglior modo possibile i mattoncini che cadono dall’alto verso uno schema posto in basso, ma staccarli da uno schema già fatto e posto nella parte alta dello schermo, secondo regole un po’ complicate da spiegare a parole ma esemplificate benissimo nel tutorial che si incontra alla prima apertura dell’applicazione.

Normalmente, un’idea così cervellotica non funziona più di tanto nei giochi di questo tipo – dove anzi a volte la semplicità concettuale pare essere un prerequisito inoppugnabile -, ma qui dopo poche manche ci si allinea perfettamente alla mentalità degli sviluppatori e si finisce per restare catturati da un approccio così originale al puzzle game. Premiato da molti siti e riviste specializzate, offre nella versione a pagamento anche degli schemi particolari che possono rivelarsi delle sfide intriganti.

 

PuzzleJuice

Colori e lettere

Chiudiamo la nostra rassegna con PuzzleJuice, un gioco solo per dispositivi Apple che richiama per certi versi lo SpellTower di cui abbiamo già parlato, ma che aggiunge qualche complicazione in più.

Anche in questo caso, infatti, ai normali mattoncini (o tetramini, per usare la terminologia specifica) si affiancano delle lettere che possono essere usate per formare parole utili alla cancellazione di alcune linee dallo schema, ma le lettere sono solo il punto d’arrivo, visto che per farle spuntare bisogna prima completare una linea alla classica vecchia maniera oppure affiancare mattoncini dello stesso colore.

Insomma, cancellare una linea si fa tremendamente complicato, ma il gioco almeno all’inizio ti dà tutto il tempo di imparare ed è molto ben fatto anche a livello di design e ambientazione. Creato da tre sviluppatori californiani indipendenti – uno dei quali, Greg Wohlwend, è stato assieme proprio allo Zach Gage di SpellTower anche autore di quel Ridiculous Fishing di cui abbiamo avuto modo di parlare quando abbiamo scelto le migliori app del 2013 -, si può giocare in due modalità e soprattutto è localizzato anche in italiano (oltre che in inglese, spagnolo, francese e olandese), superando così il principale handicap che avevamo riscontrato in SpellTower.

 

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