11 app per fare liste delle cose da fare e della spesa

Todoist e le altre app per le liste

Fate fatica a ricordare le cose da fare o quelle da comprare quando andate a fare la spesa? Avreste bisogno di un’app che si adatta a voi, ricordandovi tutto quello che è importante, magari con apposite liste? Oggi cerchiamo di individuare quella più adatta a voi.

Gli smartphone, è quasi banale dirlo, ci hanno cambiato la vita: ormai il traffico internet deriva sempre più spesso da navigazione mobile, mentre mandiamo mail, spediamo messaggi e fotografie e creiamo video direttamente dal cellulare.

Ma iOS e Android non ci permettono solo di fare cose molto elaborate come quelle che abbiamo appena finito di elencare: il loro punto di forza principale, anzi, sta nell’essere stati capaci di sostituirsi anche alle mansioni più banali del nostro vivere comune.

Niente più bigliettini

L’esempio forse più eclatante è infatti quello delle liste. Fino a pochi anni fa, infatti, tutti noi eravamo soliti andare al supermercato con un bigliettino annotato in velocità con le cose da comprare, e lo stesso facevamo con gli incarichi da realizzare durante la giornata o le cose da mettere in valigia per un viaggio.

Eravamo, insomma, pieni di biglietti, che spesso perdevamo chissà dove, sui quali non riuscivamo a cancellare quello che avevamo già portato a termine e che, ovviamente, non potevamo aggiornare se non a fatica e comunque senza l’aiuto di terze persone.

Oggi tutto è cambiato perché ogni sistema operativo offre decine e decine di applicazioni che riescono a fare tutto questo e molto di più. Scopriamo assieme le migliori disponibili sul mercato.

   

 

1. Microsoft To Do (ex Wunderlist)

Dalla Germania agli Stati Uniti

Wunderlist è stata a lungo la più bella, la più stilosa e la più amata tra le applicazioni che abbiamo selezionato nella nostra cinquina. Disponibile per iPhone e Android, oltre che per i vari sistemi operativi desktop, l’app è stata lanciata nel 2011 dai ragazzi di 6Wunderkinder, una software house berlinese.

L’iniziativa fu anzi un successo immediato, tanto da raggiungere rapidamente diversi milioni di utenti nel mondo ed allargare ed ampliare gli obiettivi nel corso degli anni.

Due furono fin da subito gli elementi cardine: da un lato, la cura quasi maniacale che veniva riservata all’interfaccia, in una certa misura anche personalizzabile; dall’altro, i progressi che furono via via fatti dal punto di vista della programmazione.

Da semplice app per creare liste, Wunderlist si è infatti evoluta parecchio nel tempo, includendo le liste condivise, la chat interna, le liste pubbliche, la sincronizzazione istantanea e molto altro ancora.

L’acquisizione di Microsoft

Forse proprio per via di quest’ottimo lavoro, sull’app hanno presto cominciato a mettere gli occhi i big del mercato. E Wunderlist ha finito per essere acquistata da Microsoft, che ne ha via via assorbito il personale e gli algoritmi.

Il problema è che la grande azienda statunitense ad un certo punto ha cominciato a manifestare sempre meno interesse per Wunderlist, che è stata messa sempre più da parte per far spazio, invece, a Microsoft To Do, un’app maggiormente integrata nel pacchetto di software aziendali della ditta.

È così che nel 2020 l’app originaria è giunta al capolinea, trasferendo tutte le sue funzionalità su To Do, il cui sviluppo continua con l’implementazione di sempre nuove possibilità. A differenza di Wunderlist, quest’ultima pare infatti maggiormente orientata al mondo del lavoro più che noi ai “dilettanti”.

D’altronde, il core business di Microsoft è da qualche tempo diventata l’impresa, con strumenti sempre più efficienti per gestire il flusso di lavoro. To Do vuole completare l’opera ponendo un ultimo importante tassello. Se vi serve un’app che funzioni bene anche per il lavoro e in maniera collaborativa, questa fa per voi.

 

2. Todoist

Un team internazionale per puntare al primo posto

Forse la principale antagonista di Microsoft To Do, tra l’altro cresciuta moltissimo negli ultimi anni, è Todoist, un’app che è entrata relativamente tardi nella sfida per la miglior to-do app ma che, allo stesso tempo, ha rapidamente guadagnato consensi.

Il software è sviluppato dai tipi di Doist, un gruppo di giovani programmatori nato in Portogallo ma ormai diventato internazionale grazie all’assunzione di manager e sviluppatori provenienti da ogni parte del mondo (Danimarca, Brasile, Russia, Polonia, Perù, Cina e chi più ne ha, più ne metta).

L’applicazione è disponibile per tutte le principali piattaforme, dagli smartphone (iOS e Android) ai computer desktop, dai browser alle caselle di posta elettronica, con interessanti estensioni anche per i vari browser.

I possibili utilizzi

Anche qui il design, decisamente più minimale, è molto curato e accattivante, e anche qui le possibilità di utilizzo sono pressoché infinite, tanto è vero che il servizio può essere utilizzato sì per andare a fare la spesa, ma anche per coordinare un ufficio o un’azienda di medie dimensioni.

Per ogni attività si possono aggiungere dei sotto-task, come per ogni progetto si possono creare dei sotto-progetti; la condivisione delle liste e la collaborazione nella stesura delle stesse sono intuitive ed efficaci.

Si possono infine assegnare numerose priorità alle cose da fare e personalizzare le scadenze, fissandole anche con un linguaggio naturale. Il tutto, come per Microsoft To Do, disponibile gratuitamente o, se si vuole disporre di ulteriori funzioni ancora più potenti, via abbonamento a prezzi comunque molto contenuti.

   

 

3. Any.Do

Scegliere cosa fare in quella giornata

Lievemente diversa è la filosofia che sta dietro ad Any.Do, che, è evidente per chiunque la usi, non punta solo o principalmente all’utenza professionale, alle aziende e agli studi, quanto piuttosto ai normali utilizzatori quotidiani, pur mantenendo una grande efficienza e svariate opzioni che la rendono adatta a tutte le esigenze.

Presente sul mercato da parecchio tempo e miglioratasi, nel corso degli anni, proprio per venire incontro alle necessità dei suoi clienti, l’app è anche in questo caso disponibile per iOS e Android, via web e, come estensione, per Chrome.

L’interfaccia è qui forse più pulita e semplice che nella concorrenza che abbiamo presentato sopra, ma non per questo meno efficace nel gestire le varie richieste.

Di prima mattina, ad esempio, permette di scegliere, tra i vari impegni in “lista di attesa”, quali si vuole portare a termine in giornata – ed eventualmente in quale momento della giornata stessa – e quali invece si vuole posporre.

Inoltre ad ogni impegno si possono aggiungere delle note esplicative, file allegati, sottoimpegni, avvisi sia normali che ricorrenti e così via. Infine, molto utile ci pare essere la funzione di delegare, nei gruppi di lavoro, alcune mansioni agli amici e ai colleghi.

 

4. Clear

Usare le dita per ordinare le liste

Se le prime tre applicazioni che abbiamo presentato, alcune in maniera più chiara e altre in maniera più trasversale, cercano di offrire tutte le migliori opzioni disponibili sul mercato, in modo da non alienarsi nessun possibile utente, Clear è basata su un’impostazione completamente differente.

Già la scelta di realizzarla solo per iPhone e per gli altri dispositivi iOS, infatti, rende evidente come qui non si cerchi di offrire qualcosa di onnicomprensivo, quanto piuttosto un’esperienza unica. E Clear, alla sua uscita, era davvero qualcosa di unico, anche se è vero che oggi è stato imitato da molti.

L’app è molto semplice sia nell’idea di partenza che nella gestione quotidiana. In pratica, lavorando molto di dita e di pinch-to-zoom si possono creare una miriade di liste, ordinate dalla cosa più importante (illuminata con un colore più forte) a quella meno importante (colore più tenue), tenendole sempre a portata di click su telefono, iPad e Mac.

Certo, non sono possibili molte personalizzazioni: al di là della scelta del colore dominante della lista e dell’aggiunta di un reminder, non si può fare altro, ma c’è anche da dire che probabilmente per il 90% di noi questo basta e avanza. E, per di più, si è davanti a un’esperienza semplice, unica e in puro stile-Mac.

 

5. Remember the Milk

La storia delle to-do app

Concludiamo con un servizio che ha fatto la storia di questo genere di applicativi e che in assoluto è il più vecchio tra quelli che abbiamo elencato qui: si tratta di Remember the Milk, app creata sul web addirittura nel 2005 – ben prima dell’arrivo degli smartphone come li intendiamo oggi – da un paio di ragazzi di San Francisco e poi diventata uno dei colossi del settore.

Un’applicazione che trova proprio nell’esperienza – e nella varietà dei servizi a cui si collega – la sua forza, dato che oltre alle solite versioni per iOS e Android, offre anche una versione per Blackberry oltre a sincronizzarsi con GMail, Google Calendar, Outlook, Evernote e Twitter.

Il servizio consente, come al solito, di creare una serie di liste che possono essere usate per diversi scopi, dalla semplice gestione degli impegni e delle cose da fare fino all’applicazione della metodologia GTD (getting things done) resa famosa da David Allen.

Certo, anche qui sono presenti luci ed ombre, derivanti proprio dalla storia di questo servizio: ad esempio, rispetto ai concorrenti ha la pecca di non sincronizzare continuamente gli aggiornamenti tra le varie app, ma di farlo solo una volta al giorno, a meno che non si acquisti la versione Pro, che invece non presenta questo limite.

D’altro canto, si sincronizza perfettamente con gli strumenti interni al vostro device, ad esempio permettendo su iPhone di aggiungere nuovi impegni tramite Siri o, sfruttando il GPS, segnalando quali attività si possono compiere nel luogo in cui ci si trova.

 

Altre 6 app per fare liste, oltre alle 5 già segnalate

Vi abbiamo fornito già vari suggerimenti, ma può darsi che comunque non facciano al caso vostro o che vogliate provare qualcosa di nuovo. Per questo motivo abbiamo deciso di elencarvi qui di seguito qualche altra app per fare e gestire le liste.

 

Google Tasks

Google Tasks è una app piuttosto semplice e minimale, che però fa il suo dovere e soprattutto che si sincronizza bene su tutti i dispositivi, siano essi fissi o mobili. Le opzioni sono piuttosto poche (liste, scadenze e non molto altro), ma il software è infatti ben integrato con gli altri servizi di Google.

Proprio questo è il suo punto di forza. Il fatto di essere un’app leggera e semplice fa sì che possa essere installata un po’ ovunque, a volte anche come semplice add-on, e che quindi i suoi task siano sempre estremamente a portata di mano.

Trello

Trello non nasce come una to-do list app. Anzi, all’apparenza non c’entra proprio nulla. L’app fornisce – su diversi dispositivi e anche su browser – una sorta di bacheca in cui inserire delle schede, che vengono poi incolonnate secondo il modello Kanban.

Trello è quindi perlopiù un software gestionale, usato da diverse aziende per coordinare il lavoro. Con qualche accorgimento, però, può essere usato per creare liste ed elenchi di cose da fare, a seconda delle circostanze. E il risultato è interessante e curioso.

 

OmniFocus

OmniFocus è un’altra app pensata solo per iPhone e Mac, ma la sua caratteristica più rilevante è che è stata creata per seguire la filosofia di David Allen. Questo esperto di organizzazione ha scritto infatti un celebre libro, Getting Things Done, di cui abbiamo già parlato, che è una Bibbia nel settore.

Così OmniFocus vi permetterà di implementare al meglio quell’idea di fondo, ma potrà essere utilizzato anche in modo autonomo. Il problema è che non esiste una versione gratuita, ma solo una versione di prova da 14 giorni; dopodiché bisogna pagare (e non poco).

2Do

2Do è un’app complessa, che offre diverse funzionalità. Può essere utilizzata per seguire la modalità GTD ma anche in molti altri modi, perché permette di gestire le liste e i progetti in maniera diversificata, a seconda delle diverse esigenze.

Forse anche per questo può risultare perfino un po’ ostica sulle prime, perché tra tutte le sue diverse opzioni ci si può perdere. È comunque disponibile per diverse piattaforme, anche se a volte richiede, per alcune di esse, un pagamento.

 

TickTick

TickTick è un’app che ha iniziato ad avere successo abbastanza di recente e che offre una grande gamma di funzionalità per varie piattaforme. È in grado, ad esempio, di interpretare il linguaggio naturale e consente di usare diverse abbreviazioni da tastiera, che rendono veloce il lavoro.

La particolarità però più originale è che in TickTick è integrato nativamente un timer Pomodoro, cioè un timer preimpostato sui 25 minuti. Secondo la tecnica del Pomodoro, infatti, è meglio dividere i compiti in parti che possono essere svolte in quei pochi minuti e l’app sposa in toto questa filosofia.

Things

Chiudiamo con Things, un’app che riesce ad essere contemporaneamente minimale ed elaborata. Le opzioni sono davvero molte, ma non finiscono per sembrare invasive o eccessive. È facile da utilizzare, dividendo task e progetti, e ha una sua filosofia piuttosto chiara e lineare.

Davanti a tanti pregi c’è, però, anche un piccolo difetto: non esiste una versione gratuita dell’app e quella a pagamento è piuttosto cara. È disponibile solo per dispositivi iOS e Mac e quella per computer, giusto per darvi un esempio, si aggira attorno ai 50 euro.

 

E voi, quale app per fare le liste preferite?

 

Conosci altre app per fare liste? Segnalale nei commenti.