Scopriamo alcuni film adolescenziali americani che vi piaceranno, partendo da Easy Girl

 
In America il cinema è un affare serio, da tutti i punti di vista. Che si guardi all’aspetto economico o a quello artistico, infatti, si può notare sempre una grande attenzione a far sì che il prodotto finale riesca a raggiungere l’obiettivo che ci si è prefissati. Un obiettivo che non deve essere necessariamente alto, ma che bisogna comunque centrare. Pena la fine di una carriera o il crollo di uno degli studios.

Questa estrema professionalità e serietà si vede a tutti i livelli, sia quando si produce un film di Martin Scorsese, sia quando si realizza la pellicola d’esordio cafona e sguaiata di un regista commerciale. E dà i suoi frutti, tanto è vero che anche all’interno di generi minori si possono incontrare piccole perle. Pensate, ad esempio, ai film per bambini. Visto che il pubblico dei più piccoli di solito è “di bocca buona”, sarebbe facile propinare prodotti di infimo livello. Ma non è raro, invece, incontrare pellicole molto ben fatte, che riescono nel loro intento e conquistano i bambini ma anche i genitori.

Le disavventure dei teenager

Qualcosa del genere avviene anche per i film adolescenziali, quelli che cioè trattano le avventure e le disavventure dei teenager. Il genere si è sviluppato soprattutto a partire dagli anni ’80, ed è molto proficuo. È tipico di quell’età, infatti, provare piacere nello scoprirsi raccontati sul grande schermo. E, d’altronde, gli adolescenti cercano sempre modi interessanti per spendere i pochi soldi che hanno in tasca. Per questo il mercato è assai ampio e variegato, e tocca tutte le emozioni. Dal dramma alla commedia sbracata, dalla commozione alla riflessione, con un occhio di riguardo alla scuola e all’amore.

Noi in passato abbiamo già provato a presentarvi alcuni di questi film, concentrandoci su quelli che parlavano appunto d’amore o su quelli più adatti a un pubblico di maschi in tenera età. Oggi, però, vogliamo concentrarci sui più appassionanti film di questo tipo che appunto sono stati prodotti in America, perché gli Stati Uniti sono sicuramente i capofila di questo settore. Ecco le nostre cinque scelte.


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Voices (2012)

La storia di un coro a cappella femminile

Voices, film poco noto ma molto interessantePartiamo da un film che non è particolarmente famoso, ma che non per questo merita minore attenzione. Si chiama Voices, titolo inglesizzante ma in realtà diverso dall’originale. Nel resto del mondo infatti la pellicola è nota come Pitch Perfect, espressione che si può tradurre come “Giusta intonazione”. E infatti proprio l’intonazione e le voci sono al centro della trama. Il film è infatti una commedia musicale sul desiderio di affermarsi di una serie di giovani universitarie americane.

La storia è infatti quella di Beca, una ragazza al primo anno di college che sogna in realtà di lasciare l’università per abbracciare una carriera da DJ. Un giorno, però, mentre canta sotto alla doccia viene notata dalla compagna Chloe. E questa le propone di entrare nel coro a cappella del campus. Da lì inizia un percorso di lavoro, intesa e affiatamento che porterà le ragazze del gruppo ad allenarsi per partecipare al campionato nazionale che si tiene al Lincoln Center a New York.

Anna Kendrick e le altre

Nel cast figurano una serie di giovani attrici che magari avete già visto in giro tra film e serie TV, ma di cui non conoscete il nome. A capitanarle è Anna Kendrick, la più nota del gruppo. Un’attrice che ha iniziato a recitare da bambina ma ha acquisito notorietà prima grazie alla saga di Twilight (dove interpretava l’amica di Bella, Jessica), poi alla partecipazione al film Tra le nuvole con George Clooney. La regia di Voices è stata affidata invece a Jason Moore, mentre la sceneggiatura è stata scritta da Kay Cannon a partire da un libro di Mickey Rapkin.

Il film, costato appena 17 milioni di dollari, ne ha fruttati ai produttori ben 115, tanto da diventare una delle sorprese della stagione 2012/13. Il suo punto di forza è sicuramente la recitazione dei giovani attori. La formula del film, infatti, non presenta nulla di nuovo e anzi può apparire sulle prime un po’ banale. Ma la Kendrick e le sue colleghe sono riuscite a caricarla di una energia nuova. In particolare, ha stupito la performance di Rebel Wilson, che non ha caso si è aggiudicata vari premi in festival in giro per il mondo.

 

Easy Girl (2010)

Quando i pettegolezzi sembrano sommergerti

Easy Girl, con Emma StoneDi Easy Girl abbiamo già scritto anche in passato. Questo film, così semplice da sembrare quasi una pellicola scolastica di poco conto, è infatti cresciuto nel tempo e si è conquistato, meritatamente, uno stuolo di fan che lo reputano una pellicola di culto. D’altronde, gli elementi a suo favore sono molti. C’è Emma Stone, che da lì in poi ha fatto una carriera memorabile. C’è una trama adolescenziale ma non stupida, che ironizza con intelligenza su alcuni problemi tipici del periodo scolastico. C’è una buona regia e ci sono forti riferimenti alla contemporaneità.

La storia è quella della liceale Olive, che, per una serie di circostanze, racconta una bugia – che dovrebbe essere innocente – ad una sua amica. Afferma infatti di aver passato un fine settimana assieme al proprio nuovo ragazzo e di aver perso la verginità. L’amica, purtroppo, non brilla per riservatezza e in breve la notizia fa il giro della scuola. Le cose si complicano, inoltre, quando un amico gay chiede aiuto a Olive, proponendole di fingere di aver avuto un rapporto sessuale anche con lui. Il tutto per mettere a tacere le voci sempre più pesanti sul suo conto.

I riferimenti a La lettera scarlatta

La situazione, com’era prevedibile, degenera rapidamente. La reputazione di Olive tocca i minimi storici, nonostante la ragazza si sia sempre comportata in maniera corretta con compagni e amici. Per fortuna, la protagonista si rivela piuttosto volitiva e non si lascia abbattere facilmente. Ironizza infatti sulla sua nuova condizione tanto da arrivare ad indossare una “A” rossa, che richiama la storia de La lettera scarlatta, classico americano letto a scuola. E alla fine riesce a risolvere la situazione grazie a una videoconfessione registrata in camera.

Come dicevamo, uno degli elementi più importanti nella formula che ha portato il film al successo è Emma Stone, all’epoca delle riprese poco più che ventenne. La ragazza, come avrà ormai capito chi l’ha vista in vari film, non è solo bella, ma ha anche carattere da vendere. E sa portarlo sullo schermo. Così il suo personaggio tiene sulle spalle tutta la pellicola, incantando e affascinando pur nelle sue scelte più estreme e discutibili. Accanto a lei, comunque, figurano altri giovani di belle speranze come Penn Badgley (già visto in Gossip Girl) e Amanda Bynes.

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Mean Girls (2004)

Le ragazze terribili di Chicago

Mean Girls, con Lindsay LohanMean Girls, il terzo film della nostra lista, ha poco più di 10 anni ma è già, decisamente, un classico. Non solo per la trama, che ben si sposa con i problemi tipici dell’età scolastica, ma anche per il campionario di star passate e future. La protagonista assoluta era Lindsay Lohan, all’epoca all’apice della sua carriera da teen-diva (all’uscita doveva ancora compiere 18 anni). Accanto a lei, però, figuravano Tina Fey, autrice anche della sceneggiatura, ed Amy Poehler, entrambe provenienti dal Saturday Night Live.

Ma, dicevamo, c’erano anche varie star future, oltre a quelle già famose all’epoca. Ad esempio c’era Rachel McAdams, alla sua quarta apparizione sul grande schermo e al primo ruolo importante. Da lì in poi per lei sarebbe partita una carriera che l’avrebbe vista recitare in Le pagine della nostra vita, i due Sherlock Holmes di Guy Ritchie, Il caso Spotlight, Doctor Strange e altre pellicole. Ma c’erano anche Amanda Seyfried (all’esordio assoluto prima di Mamma mia!, Les Misérables e Ted 2) e Lizzy Caplan (Cloverfield e Masters of Sex).


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La trama comincia quando Cady, una sedicenne cresciuta in Africa, rientra a Chicago coi genitori e viene iscritta in una locale scuola superiore. Qui si accorge che il mondo scolastico americano è molto diverso da quello che ha conosciuto nell’altro continente. Riesce infatti a legare a fatica con qualche ragazzo. Si trova però in difficoltà con le “Barbie”, le ragazze più frivole e però popolari della scuola, che prima la fanno entrare nel loro gruppo e poi finiscono per ferirla. Di mezzo, ovviamente, anche un ragazzo, Aaron.

Anche questo film fu campione d’incassi e divenne un fenomeno di culto, guadagnandosi una fama che resiste tutt’oggi. Sicuramente alla base c’era una sceneggiatura calibrata nei minimi dettagli, non a caso firmata da una comica di prim’ordine. Tutto il cast – ben diretto da Mark Waters – rende però magnificamente. Da notare, comunque, come la storia risulti tratta da un libro, Queen Bees and Wannabes, tradotto in italiano come Adolescenti terribili, che però in realtà è un volume di psicologia self-help e manca di tutto il substrato narrativo che la Fey seppe creargli attorno.

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Ragazze a Beverly Hills (1995)

Il problema delle buone azioni

Ragazze a Beverly Hills, che a suo tempo lanciò Alicia SilverstoneAbbiamo parlato, qualche paragrafo fa, di Easy Girl, film recente che può essere letto come una attualizzazione de La lettera scarlatta di Nathaniel Hawthorne. Ma la tendenza di adattare vecchi classici della letteratura al mondo di oggi non nacque certo lì. Anche all’interno del panorama dei film adolescenziali americani, infatti, si trovano e si trovavano molti altri esempi di questo tipo. Come Ragazze a Beverly Hills, titolo del 1995 che era ispirato a Emma, uno dei capolavori di Jane Austen pubblicato 180 anni prima.

La pellicola venne scritta e diretta da Amy Heckerling, una specialista nel campo dei film per adolescenti. Il suo esordio, infatti, risaliva al 1982, quando realizzò Fuori di testa, uno dei più divertenti film americani ambientati in un liceo, con un giovane Sean Penn e con la sceneggiatura di Cameron Crowe. Poi la Heckerling incontrò un grande successo con la serie di Senti chi parla. Chiuso quel capitolo, però, sentiva evidentemente il bisogno di ritornare a parlare di ragazzi, anche se nel frattempo erano passati più di 10 anni e gli adolescenti erano molto cambiati.

Un cast di future star

Per il suo Ragazze a Beverly Hills scelse una serie di attori quasi all’esordio. Alicia Silverstone, la protagonista, era alla sua terza pellicola. La compianta Brittany Murphy alla seconda. Paul Rudd addirittura all’esordio assoluto dopo aver lavorato perlopiù in TV. Senza contare che c’era anche un giovane Donald Faison, che poi avrebbe interpretato la serie TV tratta dal film, prima di diventare celebre qualche anno più tardi per il ruolo di Christopher Turk in Scrubs.

La storia si concentrava sulla giovane Cher Horowitz, tipica sedicenne californiana apparentemente senza alcun problema nella vita. Oltre a divertirsi e a spendere soldi, la ragazza tendeva a fare delle buone azioni, che però non erano mai disinteressate. Trovava fidanzati alle amiche (e ai professori), ne migliorava l’aspetto e così via. Ma tutto sempre con un doppio fine e questo, verso la fine del film, le si ritorceva contro. Per fortuna non troppo tardi, visto che faceva in tempo, almeno, a rimettere le cose a posto.

 

Grease (1978)

Danny e Sandy al liceo negli anni ’50

Grease, un classico per gli adolescenti non solo americaniConcludiamo con quello che è un classico intramontabile, che ha ormai quasi 40 anni di vita ma può benissimo parlare e piacere ai giovani d’oggi: Grease. Un film che, tra l’altro, tratta di nuovo di musica, che è in fondo l’argomento con cui abbiamo aperto la nostra lista. Qui, però, le canzoni non sono un elemento della trama, quanto piuttosto il modo di raccontare la storia, visto che siamo di fronte ad un vero e proprio musical.

Fatto uscire nel 1978, il film era tratto da una produzione teatrale che era stata lanciata qualche anno prima, all’interno di un generale revival per il mondo e la società degli anni ’50. Mentre in TV faceva la sua comparsa Happy Days e al cinema George Lucas dava una svolta alla sua carriera con American Graffiti, John Travolta e Olivia Newton-John furono quindi impegnati nella realizzazione di un film di certo atteso, ma che nessuno si aspettava sarebbe andato così bene.

Un musical da record

Con 394 milioni di dollari incassati nei cinema di tutto il mondo, superò infatti il record di Tutti insieme appassionatamente. Divenne così il musical di maggior successo della storia del cinema, almeno fino all’arrivo di Les Misérables e Mamma Mia!. Al centro c’era, d’altra parte, una storia che era un miscuglio di nostalgia, belle canzoni e balli accattivanti, che non potevano non affascinare.

I protagonisti erano Danny Zuko, membro di una banda di studenti al liceo Rydell, e Sandy Olsson, ragazza australiana appena arrivata in America. I due si erano conosciuti e innamorati durante l’estate. Si erano però poi lasciati per tornare alle rispettive vite. Sandy, però, era all’improvviso riuscita a rimanere negli States, e ora si ritrovava nella stessa scuola del ragazzo, con un Danny che però si dimostrava ben diverso da come l’aveva conosciuto. Tra delusioni, incomprensioni e un po’ di aggressività tipica dell’adolescenza, il loro amore riusciva però alla fine a sbocciare.

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