Cinque appassionanti film di ginnastica artistica

Alla scoperta dei migliori film sulla ginnastica artistica

 
In genere, quando guardiamo le Olimpiadi rimaniamo affascinati da alcuni sport che conosciamo e frequentiamo poco, ma che sono altamente spettacolari. Pensate, ad esempio, alla popolarità che hanno acquisito negli ultimi anni i tuffi, o il nuoto sincronizzato. Specialità in cui l’estetica si unisce allo spirito di sacrificio e in cui, a volte, gli italiani riescono anche a brillare.

Un fascino tutto particolare però ce l’ha, da sempre, la ginnastica artistica. In questa specialità si fondono infatti potenza e grazia, muscoli e dinamismo, con atleti e atlete in grado di lasciare a bocca aperta sia gli addetti ai lavori, sia chi magari se ne intende poco. Soprattutto, quello che amiamo in uno sport del genere è anche quello che ci sta dietro. I durissimi allenamenti, i sacrifici e l’impegno degli atleti ci fanno infatti parteggiare ancora più accanitamente per loro. Nella speranza che tanti sacrifici vengano prima o poi ricompensati da una medaglia.

TV e cinema

Proprio per queste particolarità, negli ultimi anni la ginnastica artistica ha attirato spesso l’attenzione dei media. Sono stati creati dei programmi televisivi che illustrano le fatiche delle atlete, mentre alcune campionesse sono diventate famose e popolari. A dir la verità, però, il cinema aveva scoperto questo sport già da qualche tempo. E aveva cominciato a dedicargli delle pellicole, a volte ben riuscite, altre volte meno.

Se questa disciplina vi interessa o, meglio ancora, se la praticate, vi riconoscerete probabilmente nelle storie di alcune delle protagoniste di quei film. Film che oggi, dopo averne selezionati cinque meritevoli, vi vogliamo segnalare.

 

Stick It – Sfida e conquista

Un’atleta ribelle e la sua lotta contro i giudici

Stick It, pellicola con Jeff BridgesUna delle cose più particolari, che lascia spesso interdetti gli osservatori occasionali, è il modo in cui i giudici valutano gli esercizi dei ginnasti. Come ci spiegano i commentatori durante le gare alle Olimpiadi, ogni gesto sbagliato comporta una penalità, che poi va ad incidere sulla valutazione finale. Il sistema fa sì che, a volte, gli esercizi tendano ad assomigliarsi. E che il valore di un’atleta dipenda più dal basso numero di errori che dallo stile o le innovazioni che sa mettere in campo.

Questa particolarità è anche il tema centrale del primo film della nostra lista, Stick It. Realizzato nel 2006, venne scritto e diretto da Jessica Bendinger, un’ex modella che era da poco passata alla macchina da scrivere, firmando qualche anno prima la sceneggiatura di Ragazze nel pallone, film di grande successo commerciale dedicato al mondo delle cheerleader. Stick It si presenta, quindi, fin dall’inizio come una commedia per teenager. Ma ha qualche elemento che le permette di porsi al di sopra della media.


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In primo luogo, è interessante la trama. La protagonista non è affatto la classica brava ragazza che suda e lavora duro, ma una giovane ribelle. Una ragazza che, anzi, ha abbandonato da tempo il mondo della ginnastica artistica, e che è costretta a rientrarvi per volere di un giudice, che la condanna a quell’attività dopo alcuni atti di vandalismo. In ogni caso, il suo reinserimento non è facile, e riesce, alla fine, solo grazie all’insistenza del suo allenatore. Ma anche le gare riserveranno interessanti sorprese.

La parte della protagonista è affidata a Missy Peregrym, ex modella canadese vista soprattutto in TV. In quegli anni, infatti, era stata nel cast di Life As We Know It e una guest-star di Heroes. Un ruolo importante nel film era poi riservato anche al veterano Jeff Bridges, nel ruolo dell’allenatore.

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La grande sfida di Gabby

La prima atleta afroamericana a conquistare l’oro

La grande sfida di GabbyNon è facile recuperarlo, ma forse l’avete visto in qualche passaggio televisivo. Stiamo parlando di La grande sfida di Gabby, film biografico realizzato in America nel 2014 col titolo originale di The Gabby Douglas Story. Un film, com’è evidente, dedicato alla celebre ginnasta afroamericana, a quel tempo appena diciannovenne.

Se seguite le gare di ginnastica artistica, certamente avete già sentito il nome di Gabby Douglas. La ragazza, classe 1995, ha iniziato a farsi conoscere ai Campionati Mondiali del 2011, ottenendo la medaglia d’oro nella competizione a squadre. L’anno dopo, alle Olimpiadi di Londra, ha confermato l’oro a squadre ma soprattutto l’ha ottenuto nell’individuale femminile, superando di pochi decimi l’agguerrita rivale russa Viktorija Komova.

I suoi record

Un risultato importante, che però è anche storico. In quell’occasione la Douglas divenne, infatti, la prima atleta afroamericana a vincere la gara individuale. Anzi, la prima atleta di colore, proveniente da qualsiasi nazione, ad ottenere tale riconoscimento, in uno sport che è spesso sembrato appannaggio solo dei bianchi. Inoltre, è stata la prima americana a conquistare quelle due medaglie in un’unica Olimpiade.

La fama conseguita a Londra la portò a scrivere un’autobiografia, Grace, Gold and Glory. Da questa è stato tratto il film in questione che, nonostante il budget limitato, raggiunge i suoi scopi. Diretto da Gregg Champion, il film vede anche la partecipazione di S. Epatha Merkerson, nota per essere stata per 19 anni nel cast di Law & Order (nel ruolo del tenente van Buren).

 

La forza del campione

Quando uno strano guru ti cambia la vita

La forza del campione, bel film sulla ginnastica artistica maschileForse avrete sentito parlare di La via del guerriero di pace. Si tratta di un romanzo pubblicato nel 1980 e scritto dall’americano Dan Millman, che ebbe un grande successo in tutto il mondo qualche anno fa. È uno di quei libri, in parte influenzati dall’atmosfera degli anni ’70, il cui protagonista compie un cammino di ricerca e introspezione spirituale che lo porta a crescere e maturare, oltre che a dominare la propria vita. E si dà il caso che il protagonista in questione, in questo caso, sia un ginnasta.

Proprio da questo libro deriva La forza del campione, terzo film della nostra lista. Diretto da Victor Salva – un regista per il resto specializzato in pellicole horror –, il film uscì nel 2006 facendo decisamente flop al botteghino. Costato 10 milioni di dollari, ne incassò solo 4 e ricevette delle critiche anche abbastanza negative. Ciononostante, nel tempo la sua fama è cresciuta. E, nonostante alcuni passaggi non completamente riusciti, c’è da dire che il film spesso piace ed appassiona i giovani.


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Al centro della storia, come dicevamo, c’è un giovane ginnasta. Il suo nome è proprio Dan Millman, visto che la storia d’origine era almeno in parte autobiografica. Il ragazzo ha un certo successo e una certa popolarità all’università, ma la sua vita è vacua e vuota. Durante una corsa mattutina, però, incontra un uomo umile ma apparentemente molto saggio, che ribattezza Socrate. Gli incontri continuano nel tempo e il vecchio spiega al giovane la sua filosofia di vita.

Nel cast del film il ruolo del protagonista è assegnato a Scott Mechlowicz, visto anche in EuroTrip e Mean Creek. L’attore più famoso è però Nick Nolte, che interpreta il ruolo di Socrate. In parti secondarie compaiono anche Paul Wesley, poi tra i protagonisti di The Vampire Diaries, ed Amy Smart.

 

Per un corpo perfetto

Sacrificio e disturbi

Per un corpo perfettoChiudiamo con due pellicole diverse da quelle di cui abbiamo discusso finora. Due film che presentano l’altra faccia della medaglia, il lato meno luminoso della ginnastica artistica e dello sport in generale. Abbiamo detto, infatti, che questa specialità regala grandi soddisfazioni e momenti di gloria inarrivabili, ma richiede anche sacrifici. Allenamenti massacranti, attenzione ad ogni minimo dettaglio, una cura quasi maniacale del proprio corpo.

A volte questa cura maniacale può degenerare in qualcosa di grave. O almeno questo è quello che racconta Per un corpo perfetto, altro film per la TV americano lanciato sul finire degli anni ’90. Diretto da Douglas Barr e realizzato per NBC, mostra la vita della giovane ginnasta Andie Bradley, interpretata da Amy Jo Johnson. La ragazza è una ginnasta di medio livello che però, dopo una serie di buone gare, decide di iscriversi ad una palestra in cui si punta in alto.

Grande competitività

L’allenatore David Blair, infatti, vuole formare delle ginnaste che possano andare alle Olimpiadi. Quindi all’interno della palestra la competitività è molto alta. Nonostante Andie stringa amicizia con qualche ragazza, rimane anche preoccupata dal fatto che molte, per eccellere, facciano uso di sostanze chimiche e maturino forme di disturbo alimentare. Anche lei viene trascinata in questo vortice, vedendo però la sua vita peggiorare di giorno in giorno.

 

Nadia

Il biopic non autorizzato

Nadia, biopic non autorizzato su Nadia ComăneciConcludiamo con Nadia, il più strano film della nostra cinquina ma a suo modo anche il più interessante. Il suo titolo è legato a Nadia Comăneci, la più grande ginnasta di tutti i tempi e forse la più grande sportiva tout court. Difatti, questo è un biopic realizzato dalla TV americana quando la ginnasta romena aveva appena concluso la sua prodigiosa carriera, nel 1984. Ma – e qui sta la particolarità più rilevante – è una biografia non autorizzata.

Come ricorderete se non siete più giovanissimi, la Comăneci conquistò grande fama mondiale alla fine degli anni ’70. In quella fase, ancora giovanissima, conquistò cinque medaglie d’oro in due edizioni consecutive delle Olimpiadi, a Montréal e a Mosca, stupendo tutti per le sue straordinarie abilità. Questo le regalò grandi onori in patria, ma anche un destino non certo invidiabile. A quel tempo – e lo sarebbe stata per molti anni ancora – la Romania era infatti in mano al terribile dittatore Ceaușescu.

Nadia e il regime

Nicu Ceaușescu, il terzogenito e “delfino” all’interno del partito, divenne l’amante della giovanissima Nadia. Un amante poco amorevole, tanto che si parlò di abusi e violenze. In più il regime la sfruttò in ogni modo per fini propagandistici, anche plasmandone la vita e cambiandole gli allenatori. Tutto questo portò a varie crisi, che il mondo occidentale percepiva solo in parte.

Nadia, il film americano, lavora quindi sulle suggestioni e su informazioni di terza mano, ma riesce comunque a descrivere un clima plausibile. E ad indagare su un talento della ginnastica artistica che è stato indubbiamente unico e irripetibile.

 

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