La TV è un mezzo potentissimo, non lo scopriamo certo oggi. Riesce ad arrivare pressoché ovunque, ma sa anche diffondere messaggi con una grande capacità persuasiva. A volte e in certi frangenti pare perfino avere una capacità ipnotica, per il modo che ha di riuscire a convincere i telespettatori e a plasmare le mode e gli atteggiamenti.

Le cose che rendono la televisione un mezzo di comunicazione unico sono però molte, e non su tutte si è sempre indagato a dovere. Ad esempio, la TV riesce quasi inconsciamente a spettacolarizzare l’orrore, a rendercelo familiare, a volte perfino simpatico. Per vederne la prova, basta andare con la memoria ai programmi TV dedicati ai serial killer. Se la serie è ben congegnata e la trama ci permette di seguire la vita del “mostro”, infatti, è facile cadere nell’errore di simpatizzare per un pluriomicida e sperare che possa farla franca davanti alla legge.


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Pensate anche solo a Dexter, una delle serie di questo tipo più popolari degli ultimi anni. Se l’avete seguita per anni, non potete non aver amato il suo protagonista, uno che ha sulla coscienza decine di cadaveri, persone uccise tra l’altro in modo molto brutale. E a poco serve appellarsi al fatto che le vittime erano criminali: questa può essere anche solo una scusa che ci raccontiamo per dormire meglio la sera.

I cattivi in TV

Forse anche proprio per questa capacità di coinvolgimento che il mezzo televisivo riesce a mettere in campo, negli ultimi anni sono letteralmente proliferate le serie dedicate ai “cattivi”. Spacciatori di droga, mafiosi, assassini incalliti, truffatori: abbiamo fatto il tifo per tutti loro. Gli unici esclusi, almeno finora, sono stati i maniaci sessuali, per fortuna.

Ma rimanendo nel campo degli assassini seriali, quali sono i serial più belli? Quali gli show che ci hanno fatto accapponare la pelle mentre cercavamo di capire se il killer sarebbe stato preso? Noi ne abbiamo scelti cinque, tutti molto recenti, alcuni ancora in onda. Eccoli.

 

Criminal Minds

La squadra dei profiler dell’FBI

Il cast di Criminal MindsLa prima serie TV ad aver dato ampio spazio ai serial killer, e anzi ad averli messi al centro della scena, è stata sicuramente Criminal Minds. Lanciato nel 2005, il telefilm corale della CBS si concentra infatti sull’attività di un gruppo di profiler dell’FBI, i membri dell’Unità di Analisi Comportamentale, che vengono via via chiamati dalle polizie locali degli Stati Uniti per cercare di bloccare un omicida seriale in azione.

Ispirato ai dati effettivamente raccolti dall’FBI in più di 35 anni di attività sul campo, lo show vede i protagonisti impegnati a indagare su delitti che si verificano in varie parti della nazione, cercando di entrare nella psicologia del killer e di tracciarne, di conseguenza, un profilo, utile per restringere il campo delle indagini. Di solito la serie alterna momenti di introspezione nelle vite dei suoi protagonisti ad altri maggiormente votati all’azione e alla suspense.

I vari protagonisti

I protagonisti sono variati spesso nel corso di questi anni. Così non sono molti i personaggi presenti in tutte le stagioni realizzate finora: si tratta infatti solo di Spencer Reid (interpretato da Matthew Gray Gubler), J.J. (A.J. Cook) e Penelope Garcia (Kirsten Vangsness). Due personaggi storici hanno tra l’altro lasciato da poco lo show. Si tratta di Derek Morgan (alias Shemar Moore), che ha salutato alla fine dell’undicesima stagione, e Aaron Hotchner, che è stato fatto scomparire durante la dodicesima annata per via del licenziamento di Thomas Gibson.

Nel cast attuale figurano anche Paget Brewster, che interpreta Emily Prentiss, Joe Mantegna, che dà il volto a David Rossi, e Aisha Tyler, Adam Rodríguez e Damon Gupton, entrati da poco come interpreti rispettivamente di Tara Lewis, Luke Alvez e Stephen Walker. La serie va in onda ormai da dieci anni anche in Italia, in chiaro su Rai 2 e in anteprima pay su Fox Crime.

 

Dexter

Un simpatico serial killer di quartiere

Dexter, il più amato tra i serial killer delle serie TVSe però non ci mettiamo dal punto di vista dei detective ma da quello dei delinquenti, il punto di riferimento essenziale non può che essere Dexter. Questa serie trasmessa dal 2006 al 2013 dal canale americano Showtime è stata infatti la prima ad avere per protagonista un omicida seriale, il personaggio che dà il suo nome all’intera serie e che è stato ben interpretato da Michael C. Hall.

Basata, almeno per quanto riguarda la prima stagione, sul romanzo La mano sinistra di Dio dello specialista di crime story Jeff Lindsay, la serie presentava le avventure di Dexter Morgan, tecnico forense della polizia di Miami, specializzato nel seguire le tracce di sangue. Dietro a questa facciata di collaboratore delle forze dell’ordine, però, Dexter cova fin dalla giovinezza un disturbo molto grave, che lo porta ad atti di sadismo e violenza particolarmente efferati.

Il “codice”

Percepita questa sua tendenza, già il padre adottivo, il sergente della polizia di Miami Harry Morgan, riesce a incanalare la sua rabbia verso uno scopo che, quantomeno, potesse evitargli la sedia elettrica o l’uccisione di innocenti. Viene infatti insegnato a Dexter una sorta di “codice”, che lo obbligherà a sfogare la violenza solo verso chi in un certo senso se la merita, cioè i criminali che per vari motivi sono riusciti a farla franca di fronte alla legge. Una sorta di vendicatore con la passione del sangue.

Accanto a Hall, recitavano attori di prim’ordine, come Jennifer Carpenter, interprete della di lui sorella Debra, o i caratteristi David Zayas, James Remar e C.S. Lee. Apprezzatissimo dalla critica, lo show ha ottenuto nel corso degli anni due Emmy e due Golden Globe, oltre a una miriade di altri premi. Da notare che alcuni di questi riconoscimenti sono stati assegnati a John Lithgow, già protagonista di Una famiglia del terzo tipo, guest star della quarta stagione di Dexter nel ruolo proprio di un serial killer, Trinity.

 

The Following

Quando il pluriomicida usa i social network

Il cast di The Following, interessante serie TV su un serial killer molto seguito sui socialDopo i due telefilm storici sull’argomento, passiamo ora a presentare delle serie TV più recenti, di cui, per un motivo o per l’altro, non sono disponibili molte stagioni. La prima è The Following, mandata in onda tra il 2013 e il 2015 dall’americana Fox per un totale di tre stagioni e portata in Italia da Mediaset, prima su Premium Crime e poi, in chiaro, su Italia 1 e Top Crime.

Lo spunto iniziale è molto interessante. Protagonista è l’ex profiler dell’FBI Ryan Hardy, che si trova a dover dare la caccia a un serial killer appena scappato di prigione. Un serial killer, però, molto particolare: oltre a voler tornare ad uccidere, questo maniaco ha infatti negli anni messo in piedi una sorta di setta di devoti dell’omicidio, sfruttando le potenzialità dei social network. E come su Twitter e su altri sistemi del genere si “segue” il proprio guru, anche in questa serie ci sono dei seguaci del killer.


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Il rapporto tra Hardy e Carroll

Il compito di Hardy e dei due agenti che collaborano con lui si fa quindi proibitivo. Da un lato devono fermare Joe Carroll, l’evaso. Dall’altro però devono rintracciare i suoi ammiratori prima che passino all’azione. Inoltre tra Hardy e Carroll si sviluppa un rapporto di dipendenza reciproca che avrà pesanti ripercussioni sulla trama principale.

La serie è stata accolta con un atteggiamento ambivalente dalla critica e dal pubblico. Da un lato, lo spunto iniziale è piaciuto e viene ben sostenuto nella prima stagione. Dall’altro, però, la serie sembra a volte eccedere nella violenza e nelle scene forti, incrinando gli equilibri su cui si regge. Buona ad ogni modo l’interpretazione dei due protagonisti, Kevin Bacon e James Purefoy.

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Hannibal

Profiler e psichiatra fianco a fianco

Il cast di Hannibal, la serieFinora abbiamo visto serie che si concentrano di volta in volta o sulla squadra investigativa o sul serial killer. Hannibal si pone a metà tra queste due possibilità, mostrandoci un detective e un assassino che lavorano fianco a fianco.

Al centro della storia c’è infatti il profiler Will Graham, un uomo abituato non solo a cercare di identificare i killer seriali, ma anche a provare empatia nei loro confronti e ad immedesimarsi nel loro modo di pensare. Questo lo porta, a lungo andare, a non reggere più lo stress di un lavoro di questo tipo e per questo gli viene affiancato uno psichiatra. Solo che questo psichiatra non è altro che il giovane Hannibal Lecter, destinato a una brillante e terribile carriera nel settore.

Dall’America all’Italia

La serie è stata trasmessa per sole tre stagioni – dal 2013 al 2015 – dall’emittente americana NBC. In Italia invece è stata importata da Mediaset, che l’ha prima mandata in onda a pagamento su Premium Crime e poi l’ha portata anche su Italia 1 e Top Crime.

Oltre che per l’efficacia delle trame e della messa in scena, la serie è stata fin da subito apprezzata per la qualità degli attori coinvolti. Nei due ruoli principali hanno infatti recitato da un lato il veterano Mads Mikkelsen, straordinario nel rinverdire il carisma di Hannibal, e dall’altro il giovane Hugh Dancy, attore in grande ascesa. In ruoli secondari hanno poi lavorato anche Laurence Fishburne, Gillian Anderson, Cynthia Nixon e Zachary Quinto (uno che a sua volta era già stato in un certo senso un serial killer in Heroes).

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Bates Motel

La serie ispirata a Psyco

Norman e Norma, protagonisti di Bates MotelHannibal riprendeva il personaggio letterario e cinematografico di Hannibal Lecter, cercando di raccontarne la vita prima degli eventi già narrati in altre opere. Qualcosa del genere fa anche Bates Motel, l’ultima serie della nostra cinquina e l’unica, tra quelle più recenti, ad andare ancora in onda. Prodotta dal network A&E, ha infatti esordito nel 2013 ed è arrivata in Italia sia tramite Netflix che su Rai 2.

Come i nostri lettori più attenti avranno già intuito, alla base di questa serie TV c’è il celebre Psyco, film di Alfred Hitchcock del 1960 considerato il primo ad affrontare in modo moderno il tema degli omicidi seriali. Protagonista di quella pellicola era, infatti, Norman Bates, giovane e gentile uomo che gestiva un motel ma che si rivelava uno spietato serial killer in grado di compiere i propri crimini solo quando si mascherava come la madre scomparsa.

Non un prequel

La serie, però, non è un prequel del film di Hitchcock. L’ambientazione è infatti contemporanea e varie sono le incongruenze che non permettono di legale il telefilm al film degli anni ’60. È però chiaro l’omaggio e lo spunto di partenza. Norman è qui infatti ritratto a 17 anni, nel momento in cui inizia a dare segni di squilibrio mentale. Accanto a lui c’è ancora la madre, Norma, che cercherà di rifarsi una vita dopo la morte del marito ma che si scontrerà anche col rapporto morboso imbastito col figlio.

Anche in questo caso, ottimo è stato il responso della critica, grazie a una trama che si è fatta via via più trascinante col procedere delle puntate. Il cast si basa sulla rivelazione Freddie Highmore, già bambino prodigio in Neverland e La fabbrica di cioccolato. Accanto a lui però figurano anche Vera Farmiga (nomination agli Oscar per Tra le nuvole), Nicola Peltz e Max Thierot.

 

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