Le gare di velocità, siano esse di automobilismo o motociclismo, hanno sempre un loro fascino. Quando però si abbandonano i circuiti asfaltati delle grandi città e ci si addentra sullo sterrato, all’attenzione per la velocità si somma anche qualcos’altro. È questo il caso rispettivamente del rally e del motocross. Ovvero di quegli sport che mettono autovetture e motociclette su terreni accidentati, pieni di buche, dossi e curve spericolate.

Il fascino del motocross

Il rally ha il suo punto di forza nel fatto che viene corso in strade spesso lunghe e dissestate, preda degli agenti atmosferici. Il motocross, invece, gioca le sue carte sulla spettacolarità. Se avete mai avuto occasione di vedere una gara di questo tipo, sapete di cosa stiamo parlando. Salti acrobatici, curve pericolose, accelerate, errori, testa a testa. Insomma, un mondo molto particolare e completamente diverso dalle gare tradizionali.

Certo, il motocross è uno sport durissimo. Anzi, alcune indagini condotte negli anni ’80 hanno dimostrato che è uno degli sport più pesanti dal punto di vista fisico. Vengono sollecitate sia per la tenuta atletica in generale, sia le braccia, i polsi e le ginocchia. E quindi è ovvio che non sia uno sport per tutti. Se però ne siete appassionati e volete in qualche modo provarne l’ebbrezza, esistono per fortuna delle serie di videogiochi che ci permettono di riviverlo. Giochi che, soprattutto negli ultimi anni, si sono fatti via via sempre più realistici e appassionanti.

Nonostante il motocross sia sicuramente una disciplina di nicchia, i titoli di questo tipo sono parecchi. E vanno dai primordi dell’era dei videogiochi fino ai giorni nostri. Noi ne abbiamo scelti cinque che, ci sembra, permettono di fotografare bene l’evoluzione del settore. Eccoli, dal più vecchio al più recente.


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Motocross (1983)

Quando la Intellivision di Mattel sconvolgeva il mercato

Motocross, titolo che arriva dalla prima era dei videogiochiNon so se nel 1983 eravate già nati e avevate l’età per giocare ai videogame. Se è così, probabilmente avrete sentito parlare dell’Intellivision. Si trattava di una delle prime console, che fu immessa sul mercato dalla Mattel addirittura nel 1979 (anche se in Italia arrivò nel 1982). Una piattaforma ancora molto rudimentale, a 8 bit, che però in quegli anni era riuscita a rubare spazio all’Atari 2600, il leader indiscusso. E aveva lanciato molti titoli interessanti.

Tra questi videogiochi c’era anche Motocross. Il gioco era stato sviluppato dai Blue Sky Rangers, nome fittizio dietro cui venivano nascosti i geniali programmatori della Mattel, che la casa madre voleva – con questo pseudonimo – tenere lontani dalle “grinfie” di Atari. Gli elementi interessanti, in questo titolo, erano infatti molti, e il gioco era molto ben congegnato.

La prospettiva isometrica

Ad esempio, c’era la prospettiva isometrica, quella particolare tecnica che permetteva di simulare la tridimensionalità in un ambiente grafico 2D. Oppure c’era il grande realismo delle curve e dei salti. Già allora, infatti, si notava il peso delle varie forze fisiche che realmente intervengono durante una gara. Insomma, gli aspetti interessanti erano moltissimi e la giocabilità – nonostante una resa inevitabilmente spartana – era per l’epoca molto alta. Ci si poteva divertire in due giocatori, l’uno contro l’altro, oppure contro la CPU.

Il titolo è ovviamente morto con la Mattel Electronics. Proprio nel 1983 l’azienda visse infatti il suo momento di massima difficoltà a causa del crac dei videogiochi che sconvolse l’industria videoludica del Nord America. Negli ultimi anni, però, è ritornato qua e là in auge grazie al fenomeno del retrogaming. Per fare un esempio, lo si trova anche all’interno di Game Room, il software di Microsoft che simula una sala giochi e che permette di recuperare alcuni pezzi da novanta dei primi anni ’80.

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Motocross Madness 2 (2000)

Un gioco altamente personalizzabile

Motocross Madness 2, storico gioco per PCFacciamo ora un bel balzo in avanti, e arriviamo al 2000. All’epoca la Microsoft non aveva ancora lanciato l’Xbox, la sua console. Già da tempo, però, distribuiva videogiochi prodotti da varie software house associate e pensati per il mercato dei PC. E qualche anno prima, nel 1998, aveva lanciato una serie dedicata al motocross. Il titolo era Motocross Madness e il successo era stato immediato.

Ancora meglio andò col sequel, Motocross Madness 2, uscito appunto nel 2000. Sviluppato dai Rainbow Studios, il gioco presentava una grafica di ottimo livello, almeno per l’epoca, forte di più di 50mila oggetti 3D. Ma il punto di forza principale era il gameplay, migliorato sia nel realismo, sia nella gamma di proposte e soluzioni.

Col multiplayer online

Il giocatore poteva infatti scegliere tra sei tipi di gare, tra cui la categoria Enduro, il Supercross e una interessante modalità carriera. Inoltre il titolo permetteva di giocare da soli contro la CPU, in due in locale e fino a 4 concorrenti grazie al multiplayer online, che si appoggiava ai server Microsoft, rimasti attivi fino al 2006. Infine le licenze che Microsoft aveva acquisito dai più importanti produttori di moto (Yamaha, Suzuki, Honda e KTM, solo per fare alcuni esempi) davano un tocco di realismo in più.

L’elemento di maggior novità, che ebbe anche un grande impatto sui fan, fu l’estrema personalizzazione che il titolo consentiva di mettere in atto. Con Photoshop si potevano infatti disegnare delle nuove mappe e nuovi percorsi che era consentito caricare poi nel gioco. Inoltre si potevano personalizzare anche le motociclette e l’abbigliamento dei crossisti. L’accoglienza fu di conseguenza molto buona anche tra i critici. A fine anno, non a caso, il titolo si aggiudicò l’Editor’s Choice Award della rivista britannica PC Gamer.

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MTX Mototrax (2004)

Viaggio nel freestyle

MTX Mototrax del 2004Chi segue il motocross a livello internazionale sa bene che esistono due grandi federazioni che si competono gli atleti e l’attenzione del pubblico. Da un lato c’è la FIM, la Federazione Internazionale di Motociclismo. Dall’altro c’è l’AMA, l’American Motorcyclist Association. Le gare sono diverse e in parte lo sono anche i regolamenti, anche se negli ultimi decenni c’è stato un avvicinamento. E questa diversità si trova, a volte, pure nei videogiochi.

MTX Mototrax è un titolo, ad esempio, che fu pensato per seguire alcuni dei principali crossisti della AMA. Rilasciato nel 2004, doveva anzi portare fin nel suo titolo il nome di una star dell’epoca, Travis Pastrana, campione degli X Games particolarmente popolare negli Stati Uniti. E se anche alla fine si è optato per un titolo più neutro, Pastrana compare nel videogioco nei livelli iniziali. Nella modalità carriera si comincia, infatti, proprio a muovere i primi passi nella moto a casa del campione.


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Il videogioco fu sviluppato dalla californiana Left Field Productions – specializzata fino ad allora in titoli di basket – e pubblicato da Activision, inizialmente per PlayStation 2 e Xbox. Nel giro di pochi mesi, però, uscì anche per PC e per Mac, mentre l’annunciata versione per Nintendo GameCube non vide mai la luce. Infine, arrivò anche su PSP, dove ebbe una seconda giovinezza e vendette piuttosto bene.

Il gioco puntava le sue carte sull’aspetto spettacolare e acrobatico del motocross. Erano presenti le gare di Supercross e le più tradizionali di Motocross, ma anche esibizioni di freestyle. In queste ultime in particolare il giocatore poteva sfidare campioni già affermati, come anche Carey Hart, Nate Adams o Kenny Bartram. Inoltre la modalità carriera era impreziosita dagli sponsor, che finanziavano i motociclisti in base ai risultati nelle gare e che permettevano di personalizzare ulteriormente l’attrezzatura.

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MX vs. ATV Reflex (2009)

Gareggiare contro i quad

La copertina di MX vs. ATV Reflex, bel videogioco di motocross del 2009I Rainbow Studios che avevano già collaborato con Microsoft per la realizzazione di Motocross Madness non smisero di lavorare a videogiochi di motocross. Anzi, nel corso del tempo hanno sfruttato l’esperienza acquisita per dar vita ad altri titoli, contrassegnati dalla stessa cura dei dettagli e da una piacevole giocabilità. Nel 2001 avevano realizzato ATV Offroad Fury, dedicato ai quad. Nel 2004 avevano poi creato MX Unleashed, nuovo titolo che si concentrava sul mondo del motocross.

Entrambe queste serie avevano riscosso un discreto successo. Sembrava inoltre esserci ancora spazio, nel mercato, per questo genere di giochi. Così nel 2005 alla Rainbow decisero di fondere le due linee e creare una nuova saga chiamata MX vs. ATV. In questi giochi, pubblicati dalla THQ, si confrontano infatti le motociclette e i cosiddetti ATV, gli All-terrain vehicle, i veicoli per tutti i tipi di terreno. Tra questi, per fare alcuni esempi, ci sono i quad, i buggies ed altre vetture simili.

Una serie da 7 titoli, ancora in corso

La serie finora ha prodotto ben 7 videogiochi, sviluppati per le console di Sony e Microsoft ma occasionalmente giunti anche su PC Windows, Nintendo Wii e console portatili. Il più bello della linea, secondo noi, è Reflex. Prodotto nel 2009 (e giunto in Europa nel 2010), fu pubblicato per PlayStation 3, Xbox 360, Windows, PSP e Nintendo DS.

Oltre alle gare di motocross e Supercross, all’interno del gioco sono presenti eventi di Omnicross, freestyle e di altre categorie minori. Tutto questo dà al titolo una grande ampiezza, rendendolo capace di non stufare mai. Inoltre, rispetto ai suoi predecessori veniva qui rivista completamente la fisica, fornendo un realismo estremo e fortemente innovativo per l’epoca. Infine, un altro punto forte era il terreno, che per la prima volta si deformava al passaggio degli avversari. Il tutto con lo scopo di rendere ancora più difficile il percorso del giocatore.

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MXGP 2: The Official Motocross Videogame (2016)

Un prodotto made in Italy

MXGP 2: The Official Motocross Videogame, l'ultimo capolavoro dedicato al motocrossIl più bel titolo per gli appassionati di videogiochi di motocross, però, secondo noi è anche l’ultimo uscito, che ha spostato un po’ più in là l’asticella del realismo e del coinvolgimento. Stiamo parlando di MXGP 2, seconda uscita di una fortunata serie inaugurata nel 2014 da Milestone. E ci piace metterlo in cinquina anche perché, per una volta, non si tratta di un gioco creato in Gran Bretagna o negli Stati Uniti, ma a casa nostra.

La Milestone è infatti un’azienda che ha sede a Milano, dove fu fondata nel 1994 da Antonio Farina. A partire dalla fine degli anni ’90 si è specializzata in titoli che simulano le corse, sia automobilistiche che motociclistiche. Ad esempio ha prodotto i fortunati giochi di Superbike pubblicati da EA Sports. Poi è arrivata la serie di MotoGP, commercializzata con buon successo in tutto il mondo. Infine, appunto, MXGP, pensata per un pubblico forse più ridotto, ma molto ben fatta.

Una simulazione del Campionato Mondiale di Motocross

L’ultimo titolo dedicato al motocross, come anticipato, è MXGP 2, uscito in tutto il mondo tra la primavera e l’estate 2016. Pubblicato per PlayStation 4, Xbox One e computer Windows, il gioco permette di simulare la partecipazione al Campionato Mondiale di Motocross, riproducendo tutti i tracciati previsti. È possibile unirsi a uno dei team già esistenti oppure creare addirittura il proprio. E in questo caso si può personalizzare tutti gli aspetti della propria moto.

La cosa forse più riuscita, al di là dell’ampia offerta di tracciati e veicoli, è la guidabilità della moto, particolarmente azzeccata e coinvolgente. Meno convincente, invece, la gestione degli urti con gli altri motociclisti, ma si tratta comunque di particolari dal peso relativo. In linea di massima, sia per la grafica che per il divertimento, il titolo di Milestone rimane probabilmente il migliore mai prodotto nel campo del motocross.

 

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