La fantascienza ha sempre avuto tante facce. Ha esplorato mondi lontanissimi, ha fatto atterrare sulla terra creature aliene indescrivibili, ci ha a volte angosciati con le possibilità futuribili del nostro pianeta Terra. In molte sue storie, e soprattutto in quelle raccontate al cinema e in televisione, ci ha però anche spesso parlato di astronavi, veicoli che viaggiavano nello spazio infinito lungo distanze letteralmente siderali e viaggiando verso nuove frontiere.

Proprio il tema della frontiera è forse quello più decisivo, soprattutto nella fantascienza di stampo americano. Quando il western ha cominciato ad andare in crisi perché il confine verso occidente era ormai stata raggiunto e superato, i narratori hanno cercato una frontiera nuova, una vera e propria ultima frontiera: lo spazio.

Al posto delle carovane, di conseguenza, hanno messo delle vere e proprie corazzate spaziali guidate da equipaggi formati da scienziati, avventurieri ed esploratori.

Quali sono però effettivamente le astronavi che hanno fatto la storia di questo genere? Quali sono quelle che sono entrate ormai nell’immaginario collettivo, che hanno dato origine a giocattoli, a modellini, e hanno popolato la fantasia dei giovani appassionati?

Ne abbiamo selezionate cinque che sono effettivamente famosissime. Vediamo di scoprirne le caratteristiche e di percorrerne la storia insieme.

 

1. Millennium Falcon

Non è certo facile decidere da quale astronave partire con la nostra esplorazione dei viaggi interstellari. Abbiamo però scelto, alla fine, il Millennium Falcon, la più famosa astronave della saga di Star Wars.

Guidata da Ian Solo (o Han Solo, se vogliamo usare il nome originale) e dal suo copilota Chewbecca, fa la sua prima comparsa nel capitolo iniziale della trilogia classica, Guerre Stellari – Una nuova speranza. Ritorna poi negli altri due episodi di quel primo trittico di film, anche se nell’episodio VI viene momentaneamente guidata da Lando Calrissian.

Il Millennium Falcon di Star Wars, forse la più celebre tra le astronavi in elencoFormalmente è un’astronave da carico, che effettivamente i due piloti originari usano soprattutto per attività di contrabbando. Viene però ad un certo punto coinvolta, da Luke Skywalker e da Obi-Wan Kenobi, nella lotta contro l’Impero, entrando nelle fila dell’Alleanza ribelle.

Secondo le informazioni date dei produttori dei film, è lunga quasi 35 metri e larga 20, con una apertura alare di 27 metri. Può portare un carico di 100 tonnellate e ha bisogno però di un equipaggio minimo, composto da un pilota, un copilota e due artiglieri.

Il capolavoro di Ralph McQuarrie

A disegnarla fu Ralph McQuarrie, concept artist venuto a mancare purtroppo nel 2012. Oltre al suo lavoro su Guerre stellari, ha collaborato a tanti altri film di fantascienza, come E.T. l’extraterrestre, Cocoon (per il quale ha vinto anche un Oscar) e la serie TV Galactica degli anni ’701.

Il Falcon, dal canto suo, è ovviamente entrato subito nel cuore dei fan della saga ed è di recente anche ritornato in scena, comparendo sia nell’episodio VII che nell’episodio VIII, cioè i primi due della nuova trilogia. Ha un ruolo centrale anche in Solo: A Star Wars Story, il capitolo a parte dedicato a Han Solo.

 

2. Enterprise

Due sono le grandi saghe di fantascienza americane incentrate sullo spazio. Di una, Star Wars, abbiamo già ampiamente parlato. L’altra è quella di Star Trek, che ha dato origine per la verità a molti più capitoli, visto che si è dipanata tra cinema e televisione.

Qui le navicelle spaziali sono pertanto numerose e anche piuttosto diverse tra loro. C’è però un nome che ricorre più spesso, quello della USS Enterprise. Questa è infatti la nave spaziale della serie classica, che ritorna anche in vari film (in particolare nel primo, nel secondo, nel terzo, nell’undicesimo, nel dodicesimo e nel tredicesimo).

La storica nave Enterprise che ha fatto la fortuna della saga di Star TrekOltre a questa nave, che vedete riprodotta anche qui in foto, esistono però svariate altre astronavi che portano lo stesso nome ma che sono in realtà diverse. Ad esempio ce ne sono due che, nella cronologia ufficiale, furono costruite addirittura prima di quella della serie classica, comparse nel primo film del 1979 e nella serie TV Star Trek: Enterprise.

Poi, ci sono almeno altre sette navi stellari che sono dirette evoluzioni della prima Enterprise e che compaiono nei vari media successivi, ma sempre interni al mondo creato da Gene Roddenberry.

Il coinvolgimento della NASA

La nave originale, la più famosa, appartiene alla Federazione dei Pianeti Uniti ed è una delle prime dotate di propulsione a curvatura. Il suo comandante è il capitano Kirk, uno dei personaggi chiave di tutta la saga. Tra gli altri ufficiali che ci sono a bordo si segnalano Spock, che ne diventerà poi capitano, Montgomery Scott e Hikaru Sulu.

Chiudiamo con una piccola curiosità. Nel 1972 la NASA creò il suo primo shuttle che, nelle intenzioni dei progettisti, avrebbe dovuto chiamarsi Space Shuttle Constitution. Il nome era scelto in onore del bicentenario della proclamazione della Costituzione degli Stati Uniti, che sarebbe arrivato di lì a pochi anni.

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I fan di Star Trek, però, raccolsero le firme affinché lo shuttle fosse intitolato all’Enterprise, in una sorta di omaggio alla saga sci-fi. La NASA ascoltò queste richieste e decise di cambiare nome, tanto che, all’inaugurazione dello shuttle, fu invitato l’intero cast della serie originale e venne eseguito il tema musicale dello show.

 

3. Discovery

Il nome dell’astronave Discovery, la terza della nostra lista, è forse meno noto di quelle che abbiamo presentato finora. La sua forma, che vedete nella foto qui sotto, però, e certamente altrettanto famosa. E vi sarà tornare alla mente il film in cui l’avete vista.

Si tratta infatti del veicolo al centro della trama di 2001: Odissea nello spazio, il capolavoro di Stanley Kubrick uscito nel 1968. Il suo vero nome, in realtà è USS Discovery One, ma tra i fan è nota semplicemente col nome con cui l’abbiamo introdotta.

La Discovery in 2001: Odissea nello spazioHa una “silhouette” molto particolare, diversa da quelle più avveniristiche delle protagoniste degli altri film. Questo è dovuto anche al fatto che fu una delle prime ad essere immaginata in maniera completa e complessa e a comparire sul grande schermo.

A crearla, in realtà, non fu Kubrick ma Arthur C. Clarke, autore del romanzo da cui fu tratto il film. È celebre perché a comandarla non sono tanto gli astronauti, gli esseri umani, ma un super computer, uno dei primi casi di intelligenza artificiale visti al cinema, HAL 9000, un computer intelligentissimo ma anche, proprio per questo, pericoloso.

Giove o Saturno

Nel libro l’astronave viene presentata come un veicolo lungo ben 400 piedi, che equivalgono a circa 120 metri, con un diametro sferico di 40 piedi. Nel film però queste misure vengono ulteriormente aumentate, visto che, in particolare nel seguito, 2010 – L’anno del contatto, si parla addirittura di 800 piedi di lunghezza.

Nel film l’astronave arriva attorno a Giove e lì si ferma, per via di varie vicissitudini. In realtà nel romanzo riusciva però ad arrivare fino a Saturno.

Il motivo per cui c’è questa differenza tra l’originale e la sua riduzione cinematografica è dovuto al fatto che Kubrick si trovò a fronteggiare le pressanti richieste dei produttori. Preoccupati dai ritardi della lavorazione e dai costi che il film stava generando, gli imposero dei tagli.

Così la sceneggiatura originale venne semplificata in corso d’opera e si decise di accontentarsi di quello che si era realizzato fino ad allora. Questo per fortuna non incise sul risultato finale, tanto che ancora oggi, a distanza di 50 anni, 2001 è visto e apprezzato in tutto il mondo.

 

4. Corazzata Yamato

Come avrete notato scorgendo il sommario iniziare, quasi tutte le astronavi che abbiamo inserito in questo elenco sono americane, create cioè all’interno di film o serie TV statunitensi. C’è però un’eccezione, che vediamo ora: quella della corazzata Yamato.

Questa astronave è tra l’altro anche l’unica che ha una base storica. Prende il nome da una corazzata giapponese costruita negli anni ’30 che fu utilizzata durante la Seconda guerra mondiale. Era, all’epoca, una delle due navi più grandi del mondo, dotata di un carico bellico impressionante, frutto dei progressi dell’ingegneria navale nipponica.

L'astronave YamatoEbbe per questo motivo un ruolo attivo e importante nell’invasione giapponese delle varie isole del Pacifico, fino a quando la guerra non cominciò a volgere a favore degli Stati Uniti.

Proprio negli ultimi mesi del conflitto, in una poderosa battaglia, la Yamato fu affondata dai siluri e dagli aerei americani. La sconfitta destò grande scalpore in Giappone, visto che quella nave sembrava realmente inaffondabile e l’ultimo grande baluardo a difesa degli interessi bellici nipponici.

Il lavoro di Leiji Matsumoto

Anche per questo motivo, la corazzata ha avuto sempre ruolo importante nell’immaginario giapponese. Non deve quindi stupire che abbia ispirato fumettisti e animatori. Nel 1974, infatti, iniziò a comparire sulla TV nipponica un anime intitolato proprio La corazzata Yamato. Contemporaneamente, la stessa storia veniva serializzata a fumetti.

Leiji Matsumoto a Ginevra nel 2014 (foto di Fabien Perissinotto via Wikimedia Commons)
Leiji Matsumoto a Ginevra nel 2014 (foto di Fabien Perissinotto via Wikimedia Commons)
Gli autori erano vari, ma sicuramente quello che aveva avuto il peso principale nel design dei personaggi e nello sviluppo della storia era Leiji Matsumoto, maestro della fantascienza nipponica. Fu infatti anche autore di Capitan Harlock, di Galaxy Express 999 e di molte altre serie ambientate nello spazio.

All’interno della storia, ambientata in un futuro non troppo distante, avveniva proprio il recupero dell’antica corazzata, che i protagonisti andavano a salvare dalle profondità del mare.

Una volta riparata e trasformata da nave in astronave, la Yamato diventava il veicolo con cui raggiungere il lontano pianeta di Iskandar. Lì l’umanità avrebbe trovato la possibile soluzione a una radioattività che stava rendendo impossibile la vita sul pianeta Terra.

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La serie TV non ebbe subito un grande successo e fu interrotta in anticipo. nel corso del tempo però venne ampiamente rivalutata ed è diventata oggi un oggetto di culto. Già negli anni ’70, d’altra parte, vennero varate una seconda una terza stagione dell’anime, sempre con la Yamato come protagonista.

 

5. Nostromo

L’ultima astronave del nostro elenco è meno nota delle altre nella sua forma e nel suo design, perché in effetti non si vede spesso dall’esterno nel film di cui è protagonista. È però, comunque, molto importante e simbolicamente significativa perché rappresenta in un certo senso l’angoscia che i viaggi nello spazio possono generare.

Si tratta infatti della Nostromo, nave centrale nella trama di Alien, classico della fantascienza e dell’horror diretto da Ridley Scott nel 1979.

La Nostromo così come compare in AlienCome certamente ricorderete, la storia del film si concentra proprio su quello che avviene all’interno di questa astronave, isolata nello spazio e lontana quindi da ogni possibile soccorso. Emblematico in questo senso lo slogan che venne usato nella campagna promozionale per il film: «Nello spazio nessuno può sentirti urlare».

L’equipaggio della Nostromo, infatti, si trova coinvolto suo malgrado in una sorta di infezione aliena. Una strana razza di mostri parassiti riesce infatti a germinare letteralmente all’interno dei corpi dell’equipaggio, mettendo a serio rischio l’incolumità di tutti.

L’unica che riuscirà ad opporsi ai cosiddetti xenomorfi sarà la protagonista della pellicola, Ellen Ripley, interpretata da Sigourney Weaver, nel ruolo che la rese celebre.

Un omaggio a Joseph Conrad

Come la Millennium Falcon con cui abbiamo aperto, anche la Nostromo era in realtà una nave da carico, utilizzata per prelevare alcuni campioni per delle ricerche scientifiche.

A idearla fu il designer Ron Cobb, che aveva collaborato anche a Star Wars, mentre il suo nome è un omaggio allo scrittore britannico Joseph Conrad, le cui opere furono in buona parte di ispirazione per gli sceneggiatori.

Non è un caso che all’interno del film molti altri siano i riferimenti ai romanzi e i racconti dello scrittore, come ad esempio il Narcissus, navicella di salvataggio del Nostromo. Alcuni nomi di personaggi sono inoltre tratti da Cuore di tenebra.

 

Note e approfondimenti

  • 1 Se volete approfondire, qui trovate qualche notizia in più su di lui.

 

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