Cinque battute improvvisate tratte da film famosi

La scena finale di Blade Runner in cui compare la celebre battuta (improvvisata) del

Una delle caratteristiche più affascinanti del cinema è la sua continua capacità di sorprenderti, di coglierti del tutto impreparato quando una scena si visualizza davanti ai tuoi occhi e arriva a toccare le corde della tua anima. Un attimo improvviso che può anche cambiare la tua vita.

E a proposito di attimi improvvisi… capita a volte che alcune di queste scene abbiano colto impreparati tutti, persino gli altri attori e il regista del film, in quanto frasi non previste nella sceneggiatura e dunque completamente improvvisate sul momento.

Frasi risultate così ben riuscite da essere tuttavia mantenute nel montaggio finale. E che per loro natura non possono che entrare nella storia. Eccone a voi cinque.

 

1. «Sto camminando qui!»

Dustin Hoffman contro il tassista

Scena tratta da Midnight Cowboy (Un uomo da marciapiede), film del 1969 diretto da John Schlesinger. Joe Buck (Jon Voight), annoiato dalla routine della sua vita da lavapiatti, decide di trasferirsi a New York per fare il gigolò, convinto che in questo modo guadagnerà molti soldi in maniera rapida.

La realtà invece si dimostra ben diversa e, disperato, Joe si rifugia in un bar dove incontra l’italoamericano “Ratso” Rizzo (Dustin Hoffman) che, approfittando della sua ingenuità, decide di spillargli un po’ di soldi e lo porta a fare una passeggiata per le strade della Grande Mela.

La natura improvvisata di questa scena è controversa. Secondo la versione più accreditata (narrata da Hoffman e confermata da Voight), la troupe non aveva ricevuto l’autorizzazione a chiudere le strade per le riprese, così venne inserita una telecamera in un furgone e furono piazzati dei microfoni nascosti nei vestiti degli attori.

I numerosi tentativi

Un uomo da marciapiede

Le prime 14 riprese però non andarono a buon fine. Alla quindicesima tutto stava per filare lascio quando un taxi attraversò col semaforo rosso e rischiò di investire Hoffman.

L’attore voleva esclamare: «Hey, we’re shooting here!» («Stiamo girando»), ma per non rovinare il tutto e dover girare la scena una sedicesima volta uscì per un attimo dal personaggio di Rizzo e disse: «I’m walking here!» («Sto camminando qui!»).

 
Questa scena è stata ripresa molte volte in altri film: forse vi ricorderete gli omaggi in Ritorno al futuro II e Forrest Gump.

 

2. «Ci serve una barca più grossa»

Lo sceriffo contro lo squalo

Scena tratta da Jaws (Lo squalo), film del 1975 diretto da Steven Spielberg. Martin Brody (Roy Scheider), sceriffo della piccola isola di Amity, sospetta che uno squalo si aggiri nelle acque costiere e abbia ucciso dei bagnanti.

All’inizio il sindaco non gli dà credito, ma è costretto a ricredersi quando lo squalo provoca una piccola strage durante un ritrovo di turisti in spiaggia. Viene così organizzata una caccia allo squalo a cui partecipano, oltre che Brody, l’oceanografo Matt Hooper (Richard Dreyfuss) e il cacciatore Quint (Robert Shaw).

Quando la spedizione è in mare aperto, Brody ha un incontro ravvicinato con lo squalo, la cui stazza si rivela più ampia di quanto immaginato. Terrorizzato, lo sceriffo indietreggia fino a entrare nella cabina dove si trova Quint e pronunciare la frase: «You’re gonna need a bigger boat».

Questa frase fu del tutto improvvisata da Scheider e Spielberg, regista che nel corso della sua carriera ha sempre incentivato gli attori a dare il meglio di sé e a contribuire allo sviluppo della trama del film, decise di mantenerla nel montaggio finale.

 

3. «Ma dici a me?»

Il famoso monologo di De Niro

Scena tratta da Taxi Driver, film del 1976 diretto da Martin Scorsese. Travis Bickle (Robert De Niro) è un reduce di guerra che, a causa degli orrori che ha vissuto, è preda di una forte insonnia.

Accetta dunque un lavoro come tassista notturno. Durante uno dei suoi giri, una giovane prostituta di nome Iris (Jodie Foster) sale sul suo taxi chiedendo di essere portata via, ma il suo “protettore” la trascina con la forza fuori dal veicolo.

Disgustato dal degrado morale della società che lo circonda, Travis compra delle armi con l’obiettivo di eliminare quelli che lui ritiene i nuovi nemici dell’America, tra cui il protettore di Iris e un politico a lui inviso.

Si piazza dunque davanti a uno specchio e, immaginandosi un dialogo con uno di questi nemici, ne esce fuori uno dei monologhi più celebri della storia del cinema, durante il quale Travis ripete più volte la frase: «You talkin’ to me?» prima di estrarre una pistola.

L’esperienza dell’Actor’s Studio

Frase non presente nella sceneggiatura originale di Paul Schrader, la quale prevedeva in maniera generica solo che il protagonista parlasse con se stesso allo specchio.

De Niro si ispirò alle lezioni di recitazione dell’Actor’s Studio, dove gli veniva spesso chiesto di ripetere più volte la stessa frase con intonazioni diverse. Sono innumerevoli poi le volte in cui questa scena è stata omaggiata/parodiata, anche da De Niro stesso!

 

4. «So’ comunista così!»

Il momento di gloria di Mario Brega

Scena tratta da Un sacco bello, film del 1980 diretto da Carlo Verdone. In questa pellicola, l’attore romano interpreta diversi personaggi, uno dei quali è Ruggero, un seguace dell’amore libero che, incontrando suo padre (Mario Brega), viene da questi invitato a casa, con la speranza da parte del genitore di riuscire a fargli abbandonare la comune in cui vive.

In un incontro che si rivela alquanto affollato, ne scaturisce una situazione tragicomica durante la quale il padre di Ruggero viene accusato di essere un fascista. Lui non ci sta e ribatte di essere «Comunista così!», allargando le braccia.

Questa scena, non prevista nel copione come più volte confermato da Verdone, fu improvvisata da Mario Brega e il regista decise di non tagliarla, facendo così vivere una rinnovata popolarità a un attore prima noto per i suoi ruoli da cattivo nei film di Sergio Leone.

 

5. «Come lacrime nella pioggia»

La battuta scritta da Rutger Hauer

Scena tratta da Blade Runner, film del 1982 diretto da Ridley Scott. Il poliziotto Rick Deckard (Harrison Ford) viene incaricato di eliminare quattro replicanti, simili nell’aspetto in tutto e per tutto agli esseri umani, i quali sono fuggiti dalle colonie in cui erano confinati e si sono nascosti a Los Angeles.

Deckard, anche se a malincuore, compie il suo incarico fino a quando rimane da uccidere un ultimo replicante, Roy Batty (Rutger Hauer).

Dopo un inseguimento sui tetti della città, Deckard rischia di cadere, ma Batty con le ultime forze rimastegli decide di salvare la vita al poliziotto, pronunciando poi questo monologo: «Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi.

Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione. E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. È tempo di morire».

Un dialogo tagliato

Il dialogo originale era molto più lungo, ma Hauer pensò che un replicante con poche energie in corpo sarebbe riuscito a pronunciare solo alcune parole, il suo addio quindi doveva essere più diretto, ma doveva anche essere la testimonianza della sua profondità d’animo.

D’intesa col regista, dunque, tagliò il dialogo, ma aggiunse poi di suo la penultima frase. L’interpretazione di Hauer fu così toccante e convincente che l’intera troupe ne rimase colpita, applaudendo e commuovendosi al termine delle riprese.

 

E voi, quale battuta improvvisata preferite?

 

Conosci altre battute improvvisate in film famosi? Indicacele nei commenti.

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