Cinque bei documentari sulla Seconda guerra mondiale

I migliori documentari sulla Seconda guerra mondiale

La Seconda guerra mondiale è stata sicuramente uno degli eventi topici del secolo scorso; l’evento, anzi, che ha decisamente spezzato in due il Novecento, tra una prima metà dominata dalla guerra e dalle tensioni (oltre che dai totalitarismi) e una seconda contraddistinta invece da un lungo, faticoso ma inesorabile cammino verso la pace.

Non è un caso, quindi, che quel conflitto durato sei anni sia stato studiato, ricordato e analizzato in varie misure e in vari modi; sia perché ebbe un significato così profondo nel definire l’Europa e il mondo da quel momento in poi, ma anche perché fu vissuto sulla propria pelle dalla popolazione di mezzo mondo, che vide i soldati combattere ai confini della propria città o ebbe dei parenti e degli amici che in quel conflitto persero una parte di loro stessi.


Leggi anche: Cinque straordinari romanzi di guerra

Ora che lo scorrere degli anni ci allontana sempre di più da quella realtà ormai lontana, si cerca di mantenere viva la memoria di quegli eventi in vari modi; e uno dei più efficaci è sicuramente il documentario, in cui si ricostruiscono gli eventi col piglio dello storico ma cercando di renderli appetibili al grande pubblico grazie alla televisione.

Vari sono i lavori di questo tipo che sono stati trasmessi in TV o lanciati in DVD negli ultimi anni, soprattutto (ma non solo) di scuola inglese e americana; ma quali sono i migliori? Quali quelli più appassionanti, che si tengono ben lontani dalla noia in cui si può facilmente incappare con format di questo tipo e riescono allo stesso tempo a dare una panoramica interessante e completa del conflitto? Ecco i cinque che a noi sembrano i migliori.

 

The World at War

Il capolavoro inglese narrato da Laurence Olivier

The World at War, storico documentario sulla Seconda guerra mondialeForse il più bel documentario sul secondo conflitto mondiale mai realizzato non è né recente, né facilmente recuperabile in Italia. Stiamo parlando di The World at War, una serie prodotta dal canale britannico ITV tra il 1973 e il 1974 e narrata in lingua originale dalla voce del prestigioso attore shakespeariano (e cinematografico) Laurence Olivier.

Composta di 26 episodi (per un totale di più di 22 ore di trasmissione), la serie partì il 31 ottobre 1973 con un episodio dedicato all’ascesa di Hitler in Germania, per poi passare già nella seconda puntata all’invasione della Polonia, per spostarsi quindi poi, con l’andare delle settimane, al fronte sull’Oceano Pacifico e a quello africano. Infine, nelle ultime puntate, spazio veniva lasciato all’analisi del cosiddetto fronte interno, delle condizioni di vita in Gran Bretagna, Germania e nei paesi occupati, fino ad affrontare gli spinosi temi della Soluzione Finale e della bomba atomica sul Giappone.

Realizzata da Jeremy Isaacs, allora un giovane produttore di belle speranze e oggi baronetto, la serie è ancora considerata una pietra miliare della televisione britannica, sia perché realizzata con grande dispendio di mezzi (il costo complessivo si aggirò attorno al milione di sterline, un vero record per l’epoca), sia per la qualità del racconto, capace di soffermarsi sulle manovre militari ma anche sull’effetto che la guerra aveva sulla vita sia dei soldati che dei civili.

In Italia, come dicevamo, la serie è difficile da reperire. A quanto ci risulta, non è mai stata doppiata in italiano, ma tramite negozi via web è possibile – se si conosce l’inglese – acquistarne il cofanetto in lingua originale, o al limite vederne qualche puntata su YouTube.

 

Battlefield

Tutte le battaglie raccontate dagli americani

La serie BattlefieldMolto più recente è invece la serie Battlefield, giunta a 42 episodi tra il 1994 e il 2002 e prodotta e trasmessa dall’americana PBS, il canale che più, negli Stati Uniti, assomiglia a quello che per noi europei è una TV pubblica: la PBS, infatti, è un’azienda no-profit di proprietà di un network che comprende più di 300 emittenti pubbliche, e il cui intento – in principio come ora – era prettamente educativo. Proprio in quest’ottica, il network si occupa perlopiù di cultura, scienza, tecnologia, storia, medicina ed altri temi che altrimenti troverebbero poco spazio in emittenti che si devono confrontare col mercato.

Da questa filosofia è nata, appunto, Batterfield, una serie che si proponeva l’obiettivo di raccontare alcune (ma che poi, col tempo, sono diventate molte) delle principali battaglie della Seconda guerra mondiale. La prima serie cominciava subito col botto, partendo dalla Campagna di Francia e arrivando alla Battaglia di Berlino, passando nel mezzo per la Battaglia d’Inghilterra, per quella delle Midway, per quella di Stalingrado e per lo Sbarco in Normandia.


Leggi anche: Cinque videogiochi ambientati nella Seconda guerra mondiale

Dalla seconda stagione in poi ci si concentrava sul fronte italiano e su quello africano, sulla Campagna di Russia e perfino sui fronti dimenticati come quello scandinavo. Dei 42 episodi citati, però, non tutti sono dedicati alla Seconda guerra mondiale: la terza stagione, infatti, convinti che ormai si fosse già detto quello che c’era da dire, fu dedicata dai produttori alla guerra del Vietnam, salvo poi ritornare alle origini l’anno successivo, anche perché ancora fortissima era la richiesta degli appassionati per informazioni sulle battaglie degli anni ’40.

Contando che ogni episodio dura quasi due ore, ci si può comunque facilmente rendere conto di quanto sia stato titanico lo sforzo degli americani. Il principale fautore di tutto il progetto è stato Dave Flitton, spesso coadiuvato, però, sia nella scrittura che nella regia da Andy Aitken e James Wignall. Anche in questo caso, mancando un doppiaggio italiano, bisogna accontentarsi dei DVD in lingua originale.

 

Auschwitz: the Nazis and the “Final Solution”

Dentro al campo di concentramento

L'entrata di Auschwitz ritratto sulla copertina del DVD del documentario della BBCSicuramente, gli angloamericani non ebbero solo un ruolo fondamentale nel condurre e concludere la Seconda guerra mondiale, ma anche nel raccontarla: come vedremo, a parte pochi casi recentissimi, tutti i migliori documentari sul conflitto sono infatti di matrice britannica o statunitense, proprio perché in questi paesi il documentario è ormai da tempo diventato un momento di riscoperta dell’identità nazionale, di unione, di accuratezza storica e divulgazione. Cosa che in Italia e in parte in Europa sarebbe difficile fare, compromessi come siamo con pagine che vorremmo almeno in parte dimenticare.

Auschwitz: the Nazis and the “Final Solution” è così un’altra produzione proveniente dal Regno Unito, anche se realizzata questa volta dalla BBC e da una serie di storici capitanati da Laurence Rees (con voce narrante di Samuel West, attore visto anche in Casa Howard, Notting Hill ed altri film inglesi). Strutturata in sei episodi della durata di 60 minuti l’uno, si concentra sulla storia di Auschwitz utilizzando anche interviste con i prigionieri e con alcune guardie.

Lanciato nel gennaio 2005, il documentario sfrutta filmati d’archivio sia in bianco e nero che a colori che raramente erano stati trasmessi prima di allora, interviste ai sopravvissuti e a reduci nazisti, ricostruzioni effettuate in 3D al computer di edifici demoliti (che è stato possibile effettuare solo dopo l’apertura dei vecchi archivi dell’Unione Sovietica, avvenuta negli anni ’90) e soprattutto il racconto – più accurato e preciso rispetto al passato – di alcuni importanti incontri e di riunioni che hanno fatto la storia del campo di concentramento più tristemente celebre del Terzo Reich.

Creato con una grande attenzione alla veridicità storica, il lungo racconto dedica ampio spazio anche alla Conferenza di Wannsee, in cui fu deciso il destino degli ebrei europei, e più in generale all’Olocausto anche al di là di Auschwitz, configurandosi come la più suggestiva ricostruzione della Soluzione Finale perpetrata da Hitler e dai suoi sottoposti. Anche in questo caso non esiste doppiaggio italiano.

 

The War

Grandi attori per raccontare la guerra degli statunitensi

The War, prodotto dall'americana PBSTrasmesso ancora una volta dalla PBS – che ha importato in America anche il documentario su Auschwitz di cui abbiamo appena parlato – è anche The War, lunga serie creata nel 2007 da Geoffrey Ward, una delle principali autorità americane nel campo del documentario storico: i suoi lavori, spesso premiati con l’Emmy, hanno spaziato nel corso della carriera dal clan Kennedy alla guerra di Secessione, dalla storia del baseball a Roosevelt.

Proprio con l’Emmy è stata premiata anche The War, serie divisa in 7 episodi della durata di due ore ciascuno che raccontano la Seconda guerra mondiale dal punto di vista esclusivamente americano, seguendo in particolare le vicende di un certo numero di persone che furono inviate in Europa, sul Pacifico o in Africa, nei vari teatri di guerra, con l’aiuto anche di alcuni attori – tra cui Tom Hanks, Samuel L. Jackson e Eli Wallach – che leggono articoli, telegrammi e lettere provenienti dal fronte.

Il primo episodio, trasmesso il 23 settembre 2007 sui teleschermi americani, presentava l’entrata in guerra degli Stati Uniti e il primo anno di conflitto; dalla seconda puntata si entrava poi più nel dettaglio, con le varie operazioni militari sui fronti, fino ad arrivare all’ultimo episodio che si concentrava sulle ultime settimane di conflitto e sul nuovo mondo che si apriva alla pace.

Esportato in vari paesi, sia anglofoni che di lingua diversa (buon successo hanno avuto, in particolare, anche le trasmissioni in Francia, Germania ed Austria), anche questo documentario è ancora inedito in Italia, ma è facile recuperarlo, a seconda delle esigenze, sia inglese che in francese o in tedesco.

 

Apocalypse – La Seconda Guerra Mondiale

Il documentario francese trasmesso anche in Italia

Apocalypse, uno dei migliori documentari sulla Seconda guerra mondiale disponibile anche in italianoÈ invece per una volta francese – e per una volta presente anche in italiano – l’ultimo dei nostri documentari, il recente Apocalypse, trasmesso per la prima volta nel 2009 dalle emittenti France 2 in Francia, RTBF in Belgio e TSR in Svizzera, per poi essere tradotto ed esportato in vari paesi (nel nostro è stato trasmesso da Rete 4 e da National Geographic Channel).

Diviso in sei episodi per un totale di più di 5 ore di filmato, il documentario è stato realizzato da Daniel Costelle, Isabelle Clarke, Jean-Louis Guillaud e Henri de Turenne (che già aveva vinto un Emmy nel 1982 per un documentario sulla guerra del Vietnam), ed ha usufruito della narrazione di Mathieu Kassovitz, regista e attore francese famoso dalle nostre parti soprattutto per la parte di Nino Quincampoix ne Il favoloso mondo di Amélie.

I sei episodi, come in altre serie, prendono avvio dalle premesse della guerra, partendo dall’ascesa del nazismo fino all’aggressione alla Polonia; si passa poi alla caduta della Francia e alla Battaglia d’Inghilterra, alla guerra del deserto e alla Campagna di Russia, fino all’allargamento della guerra e alle ultime e decisive battaglie. Il tutto, dando largo spazio ai ritratti dei protagonisti di quella guerra (tra cui anche gli italiani Mussolini e Ciano).

I filmati presentati sono tutti originali realizzati a suo tempo da corrispondenti di guerra, soldati e combattenti della resistenza (e, in certi casi, anche da privati cittadini), in gran parte colorizzati in modo da rendere tutta la trasmissione a colori; unica eccezioni, alcuni filmati sull’Olocausto, in cui per una precisa scelta si è deciso di lasciare le immagini nell’originale bianco e nero.

 

Segnala altri bei documentari sulla Seconda guerra mondiale nei commenti.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here