Cinque bei film d’amore drammatici

The Eternal Sunshine of the Spotless Mind è uno dei film d'amore più belli e drammatici degli ultimi anni

 
Voglia di tenerezza non è solo il titolo di un celebre film degli anni ’80 con Jack Nicholson, Shirley MacLaine e Debra Winger. È anche l’espressione migliore per descrivere quella strana sensazione che ogni tanto ci prende. Quel desiderio che non possiamo evitare di vedere struggenti storie d’amore sul grande schermo. Se poi sono pure drammatiche e riescono a farci piangere, tanto meglio.

Perché ci piace piangere al cinema?

Nessuno sa realmente per quale motivo accada, ma siamo attratti dalle lacrime e dal dolore. Forse perché vedere la sofferenza altrui ci rassicura sulla nostra vita, forse perché riesce a dare un senso anche al nostro, di dolore. O forse perché ci fa capire quanto siamo fortunati ad avere quello che abbiamo. Comunque stiano le cose, da sempre il romanticismo nei film è stato accompagnato dal dramma. A volte superato, a volte insormontabile, ma sempre presente.

Abbiamo selezionato per voi cinque pellicole che questi temi li affrontano di petto. Il criterio della scelta è stato duplice. Da un lato abbiamo voluto solo film di ottimo livello, che piaceranno sia a chi è appassionato di cinema, sia a chi vuole solo godersi una buona storia. Dall’altro, abbiamo cercato di non limitarci solo a un’unica epoca, ma di spaziare dal passato fino al presente più prossimo. Ecco quindi le nostre scelte.


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Il lato positivo – Silver Linings Playbook (2012)

Due pazzie che si incontrano

Forse non è propriamente un dramma nel pieno senso della parola, ma di sicuro in Il lato positivo di David O. Russell non mancano i momenti di tensione e di sconforto. Il protagonista del film è Pat, ben interpretato da Bradley Cooper; un uomo che sembra fin da subito fiducioso e ottimista, ma che non avrebbe molti motivi per esserlo. È infatti appena uscito da un ospedale psichiatrico e sul capo gli pende un ordine restrittivo che gli impedisce di avvicinarsi alla moglie. Un ordine che dovrebbe rovinare quello che è il suo principale obiettivo della vita, ora come ora: riconquistare la compagna, da cui si è suo malgrado separato dopo averne aggredito l’amante.

Accanto a lui si pone fin da subito Tiffany, interpretata da un’ancora più brava Jennifer Lawrence. Anche lei non se la passa troppo bene. È una giovane vedova che ha notevoli problemi nel mantenere un certo decoro in pubblico. Le due pazzie, come spesso succede nei film, riescono però ad incontrarsi e a sostenersi l’una con l’altra, non senza difficoltà. Anche perché l’obiettivo di Pat diventa tangibile quando inizia a prepararsi per un ballo che potrebbe farlo riavvicinare alla ex.

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Problemi di coppia e problemi di famiglia

A fare da contorno a tutto questo ci sono i due genitori dell’uomo, Pat Sr. e Dolores, coi volti rispettivamente di Robert De Niro e Jacki Weaver. Il modo in cui il padre si relaziona col figlio, scoprendo che i problemi mentali dell’uno non sono poi così diversi da quelli dell’altro, è una delle chiavi più interessanti della pellicola. Tanto è vero che amore, difficoltà relazionali e rapporti familiari si mescolano e influenzano l’uno con l’altro, come accade nella vita vera.

Il film – ispirato a un libro di Matthew Quick – ha vinto un Oscar, ma aveva già convinto con 8 nomination. A conquistare la statuetta è stata Jennifer Lawrence, che grazie a questo lavoro, ad appena 22 anni, ha ricevuto la sua definitiva consacrazione ad Hollywood. Sempre la giovane attrice ha inoltre conquistato anche un Golden Globe, anche se in quella manifestazione il film non è stato elencato tra quelli drammatici ma tra le commedie.

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Se mi lasci ti cancello (2004)

È possibile togliersi un amore dalla mente?

Quante volte abbiamo pensato che sarebbe bello cancellare dalla nostra mente i ricordi più dolorosi! E soprattutto quelli d’amore. Provate a ricordare le sensazioni che avete provato quando una delle vostre storie è finita: volevate a tutti i costi voltare pagina, ma non ci riuscivate, perché ogni canzone che passava alla radio, ogni oggetto che vi capitava sottomano, ogni persona che incontravate per strada vi ricordavano lei o lui. Ebbene, Se mi lasci ti cancello, straordinario film del 2004, parte proprio da questo presupposto. E se cancellare i ricordi fosse possibile?

Non lasciatevi trarre in inganno dallo stupido titolo italiano, scelto per ragioni puramente commerciali. Il film è struggente, intenso, difficile e doloroso come solo l’amore sa essere. E pure labirintico. Joel (Jim Carrey) è infatti un uomo che decide di sottoporsi a una cura sperimentale per cancellare dalla memoria il ricordo di Clementine (Kate Winslet), sua ex compagna. Solo che la cancellazione non è indolore, visto che l’uomo letteralmente rivive i ricordi man mano che questi vengono estorti dalla sua mente.


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Non dimenticare più

Se all’inizio i sentimenti che lo dominavano era la rabbia e la depressione, man mano in lui qualcosa cambia. Rivedere quello che è stato con Clementine, i momenti belli come quelli brutti, gli rende sempre più impossibile rimanere fermo nel suo proposito. Tenta, insomma, di ribellarsi al processo, in una sorta di sfida contro la macchina che avviene tutta all’interno della sua mente.

Scritto da Charlie Kaufman, che già ci aveva stupito con Essere John Malkovich e Il ladro di orchidee, il film è diretto da Michel Gondry. Un regista che ha saputo dare un tocco lieve e bizzarro al procedere della storia. Inoltre sono da menzionare le straordinarie prove degli attori. Oltre ai già citati protagonisti, recitano nella pellicola anche Tom Wilkinson, Kirsten Dunst, Mark Ruffalo e Elijah Wood.

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Prima dell’alba (1995)

Una storia d’amore di una sola notte

Sono passati ormai più di vent’anni da quando Richard Linklater, uno dei registi più interessanti della nuova generazione, ha iniziato a lavorare col tempo. Forse avrete visto, infatti, Boyhood, il bel film del 2014 che ritrae la crescita di un ragazzo durante più di un decennio, senza artifici, visto che la lavorazione è durata dal 2002 al 2013. Ma già da tempo Linklater amava giocare coi suoi personaggi e fotografarli da un momento all’altro delle loro vite.

Così è stato, ad esempio, per la saga cominciata con Prima dell’alba. In quel film, uscito nei cinema nel 1995, si incontravano infatti due ragazzi. Da un lato c’era Jesse (Ethan Hawke), un giovane americano, e dall’altro Céline (Julie Delphy), una coetanea francese. Si imbattevano l’uno nell’altro su un treno che passava per Vienna, e decidevano d’istinto di passare qualche ora assieme nella capitale austriaca prima di ritornare alle loro vite. Cioè lontani migliaia di chilometri l’uno dall’altra.

Da Vienna a Parigi

Poco accade, in realtà, in quella nottata passata a girare per le strade di Vienna. Il viaggio è infatti più che altro all’interno dei due personaggi, due giovani che si sentono naturalmente attratti l’uno dall’altra ma che sanno già che la storia non può neppure cominciare. Questo li porta a vivere con apertura ma anche rassegnazione le ore assieme, fino all’inevitabile epilogo.

Come dicevamo, Linklater non si accontenta però di una sola istantanea su un momento della vita. Dopo essere brevemente apparsi nel film d’animazione Waking Life, Jesse e Céline sono stati protagonisti di due sequel, a 9 anni esatti di distanza l’uno dall’altro. Nel 2004 è infatti uscito Before Sunset, ambientato a Parigi, mentre nel 2013 è stata la volta di Before Midnight.

Prima dell'alba (1995) – Gli sguardi che si incrociano

 

Casablanca (1942)

Il dissidio tra amore sensuale e amor di patria

I capolavori a volte nascono per caso. O quantomeno non nascono con l’idea di diventare capolavori. Quando Humphrey Bogart e Ingrid Bergman accettarono di lavorare nel nuovo film di Michael Curtiz probabilmente non si aspettavano che saremmo stati qui a parlarne anche quasi 75 anni dopo. Né che quella sarebbe diventata una delle pellicole più famose della storia del cinema.

Eppure, a ben guardare, Casablanca le carte in regola le aveva. Certo, era un film legato alla stretta attualità della Seconda guerra mondiale, ma gli eventi di cui parlava – l’amore, il tradimento, i doveri patriottici, la lotta e l’amicizia – trascendevano la contingenza del momento. E il bianco e nero della fotografia si adattava magnificamente a quell’atmosfera triste e un po’ decadente del nord Africa controllato dai nazisti.


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Rick e Ilsa

La storia, probabilmente, la conoscete già, ma rivedere il film non potrà che farvi bene. Al centro ci sono due personaggi molto diversi. Il “lui” della situazione è Rick Blaine (Bogart), un americano che ha vissuto a lungo a Parigi e che si è rifugiato in Marocco dopo l’invasione tedesca. La “lei” è Ilsa Lund Laszlo (la Bergman), sua compagna ai tempi della Francia che però non l’ha seguito nella sua fuga verso l’Africa, abbandonandolo senza spiegazioni.

A mettersi in mezzo al loro amore è il classico terzo incomodo, Victor Laszlo (Paul Henreid), leader della resistenza cecoslovacca ricercato dalla Gestapo. Ilsa ama Rick, ma si sente legata a Victor, che d’altronde rischia continuamente la vita. Sarà Rick a scegliere per lei, una scelta dolorosa ma inevitabile. Che Humphrey Bogart renderà immortale con una serie di espressioni e battute che ne hanno decretato il mito.

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Via col vento (1939)

La memorabile figura di Rossella e i suoi contrastati amori

Se dovessimo pensare alle più grandi figure femminili della storia del cinema, al primo posto molti di noi metterebbero Rossella O’Hara. Il personaggio creato da Margaret Mitchell su carta e poi trasportato sul grande schermo da Vivien Leigh è infatti testarda, affascinante, stupida, forte, bellissima, intraprendente, irrispettosa, crudele. In tre parole: una donna indimenticabile.

Ruota tutto attorno a lei Via col vento, uno dei più celebri film d’amore e drammatici della storia di Hollywood. La conosciamo, all’inizio, mentre cerca di convincere Ashley Wilkes (Leslie Howard) a innamorarsi di lei – mentre lui le preferisce la smorta Melania (Olivia de Havilland). La seguiamo mentre, per ripicca, sposa un giovane soldato che la rende vedova poco dopo. La studiamo mentre inizia una strana e combattuta relazione con Rhett Butler (Clark Gable), l’unico che sembra in grado di contenerla.

Vivien Leigh, Clark Gable e David O. Selznick

Ma Via col vento non è solo un film di personaggi. È soprattutto un film di attori. Vivien Leigh e Clark Gable non erano certo divi tutti d’un pezzo. Lei aveva problemi psichici che sarebbero esplosi in maniera non più contenibile dopo il film. Lui era un alcolista che spesso incappava in scandali subito messi sotto silenzio dalla casa di produzione. Ma misero queste loro particolarità nei personaggi, rendendoli vivi e vitali.

D’altronde, dovettero fare quasi tutto da soli. Il regista cambiò quattro volte, per motivi vari. Anche se la pellicola è accreditata a Victor Fleming, vi lavorarono pure George Cukor, Sam Wood e Cameron Menzies. L’unica figura di riferimento che seguì il film dall’inizio alla fine fu il produttore, David O. Selznick, uno dei magnati dell’epoca. Che si portò meritatamente a casa l’Oscar per il miglior film.

Via col vento – "Vi amo perchè siamo eguali: gentaglia tutti e due"

 

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