Cinque bei film con Raoul Bova

I migliori film con Raoul Bova

L’Italia ha una buona, se non addirittura ottima, tradizione di attori. Anche volendo lasciar da parte i mostri sacri come Marcello Mastroianni o Vittorio Gassman, la nostra scuola ha sempre fornito grandi talenti recitativi. Attori capaci di impegnarsi in film tra loro molto diversi e di fornire sempre ottime e memorabili prove.

Certo, alcuni talenti si specializzavano, anche a causa del loro aspetto fisico o della loro parlata. C’era l’attore che faceva sempre l’immigrato meridionale, quello con la faccia mezza deforme, quello che interpretava sempre il nobile e così via. E poi c’era il bello, quell’attore troppo affascinante per poter interpretare ruoli diversi da quello dell’uomo fatale. L’attore destinato a far innamorare la protagonista della pellicola.

Il bello del cinema

Negli ultimi anni, il ruolo del bello, nel cinema italiano, è stato appannaggio di pochi. Tra questi forse il nome più ricorrente è stato quello di Raoul Bova. L’attore romano ha ormai interpretato più di quaranta pellicole per il grande schermo e molte produzioni televisive.

Se in TV lo si è visto soprattutto nel ruolo del poliziotto maledetto, come nella fortunata serie di Ultimo, al cinema è diventato il tipico rubacuori romantico. Un ruolo dovuto anche alcune commedie e film d’amore che l’hanno visto protagonista negli ultimi tempi. Quali sono, però, le pellicole migliori, quelle in cui si può vedere il talento di Bova messo a miglior frutto? Ne abbiamo selezionate cinque in cui l’attore romano è stato protagonista o comunque ha avuto un ruolo di primissimo piano.

 

La finestra di fronte

Il fascinoso vicino di casa

La finestra di fronte, bel film con Raoul Bova e Giovanna MezzogiornoL’esordio al cinema di Raoul Bova è datato 1992. Poco più che ventenne, apparve in alcune pellicole di scarso livello artistico. D’altronde, era un attore ancora molto acerbo, che a volte veniva addirittura doppiato e che poteva mettere in campo solo il suo bel viso e il suo fisico da nuotatore, ma poco altro. Il talento, come sempre, è venuto col tempo, con le esperienze, con lo studio. Anche con la TV, dove, grazie a varie fiction, è riuscito a farsi le ossa e a maturare.

Il primo film di un certo livello a vederlo tra i protagonisti è La finestra di fronte, di Ferzan Ozpetek. In quel periodo l’attore stava anche tentando la via dell’America, recitando in film hollywoodiani come Sotto il sole della Toscana e Alien vs. Predator. La pellicola, un’agrodolce riflessione sull’importanza della memoria, vede Bova interpretare il ruolo del vicino di casa della protagonista (Giovanna Mezzogiorno). Una donna intrappolata nella routine quotidiana della sua famiglia e del suo lavoro.


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La vita di Giovanna, infatti, si trova spezzata tra due eventi quasi concomitanti. Da un lato comincia a spiare Lorenzo, il bell’uomo che vive appunto alla finestra di fronte. Dall’altro, le capita in casa un anziano che sembra aver perduto la memoria, ma che più avanti si rivelerà essere l’ex pasticciere Davide (Massimo Girotti, scomparso poco dopo la fine delle riprese), un ebreo omosessuale con una triste storia alle spalle. Da questi due uomini, e dalla relazione che sembrerà in procinto di nascere tra lei e Lorenzo, la donna capirà molto.

Il film, all’epoca, ebbe un grandissimo successo sia di pubblico che di critica. Si aggiudicò cinque David di Donatello, tre Nastri d’Argento, quattro Ciak d’oro e numerosi altri premi sia in Italia che all’estero. E confermò che Bova era in grado di interpretare anche ruoli di un certo spessore.

 

Sbirri

Un quasi documentario sulla droga a Milano

Sbirri, in cui Raoul Bova è assoluto protagonistaDi tutt’altro tenore è Sbirri, un progetto anomalo e fortemente voluto da Raoul Bova, che, oltre che protagonista, ne è stato anche il produttore. Il film, infatti, si pone a metà strada tra la fiction e il documentario. E cerca di avviare un’indagine all’interno di un tema difficile e “caldo” come quello della droga a Milano.

Diretto da Roberto Burchielli, autore e regista molto attivo in televisione, e sceneggiato da Duccio Camerini, anch’egli autore (e attore) in svariate serie TV, il film presenta la storia del giornalista Matteo Gatti, interpretato proprio da Bova. Questi, dopo aver inseguito per tanti anni il successo professionale, si ritrova con la famiglia a pezzi. E il motivo è la morte del figlio Marco, stroncato da un’overdose di ecstasy.

Un’inchiesta

Da qui il desiderio del giornalista di realizzare una grande inchiesta sulle vie dello spaccio milanese. Un’inchiesta che segua passo passo le operazioni della polizia e divenga in questo modo anche da un lato un canale d’indagine per scoprire chi è realmente responsabile della morte del ragazzo, dall’altro una sorta di mea culpa. Il protagonista vuole infatti espiare le responsabilità che sente di avere.

Girato per gran parte delle scene in presa diretta, il film è frutto della collaborazione con la Squadra di Polizia Anti-Droga di Milano, che si portò dietro Bova (ovviamente camuffato) e la troupe durante le vere retate e le reali operazioni anticrimine che venivano condotte in città. Per questo, Sbirri – forse non troppo visto al cinema, ma apprezzato dalla critica (ha vinto anche un Nastro d’argento speciale) – è un’inedita via di mezzo tra narrazione e realtà. In cui non manca una importante componente di impegno civile.

 

La nostra vita

Un film con Raoul Bova nella Roma di oggi

La nostra vita, bel film di Daniele LuchettiPer dare il proprio contributo a un buon film non serve esserne il protagonista principale. Si può essere anche il primo tra i non protagonisti, una spalla, un personaggio di contorno. La nostra vita, premiatissimo film del 2010 di Daniele Luchetti, ha infatti visto al centro delle scene Elio Germano, il bravo attore che ha stupito molti con un’interpretazione memorabile. Di sicuro ha però tratto giovamento anche dalle ottime performance di vari attori di contorno. Tra i quali c’erano Isabella Ragonese, Luca Zingaretti e proprio Raoul Bova.

Ambientato alla periferia di Roma, il film presenta la storia di Claudio, un operaio edile che rimane vedovo nel momento in cui la moglie mette alla luce il terzo figlio. Tra la difficoltà di affrontare la scomparsa della donna amata e una serie di problemi economici e lavorativi, cerca di dare ai propri figli l’affetto che teme possa loro mancare. Commettendo però anche una serie di errori a cui poi riuscirà in parte a rimediare.


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Bova, in tutto questo, interpreta il ruolo del fratello di Claudio, Piero. Si tratta di un uomo timido e imbranato che però non esita a mettere a disposizione i suoi risparmi per aiutare il fratello. Sicuro che dietro alla scorza, alla sofferenza e anche a qualche scelta avventata ci sia un uomo in grado di prendersi le sue responsabilità.

Il film è stato bene accolto sia in Italia che all’estero. A Cannes, Elio Germano ha vinto il premio come migliore attore, meritatissimo. Numerosi riconoscimenti sono arrivati anche ai David di Donatello e ai Nastri d’argento. Per Raoul Bova bisogna segnalare anche una nomination come attore non protagonista proprio ai David, dove però è stato superato da Giuseppe Battiston. Per Bova era la seconda nomination al premio, dopo quella del 1996 per Palermo-Milano solo andata.

 

Immaturi

I trentottenni alle prese con i primi bilanci di vita

Immaturi e il suo ampio castAvviciniamoci ora ai film più recenti e in particolare a due pellicole uscite entrambe nel 2011, nei primi mesi dell’anno: Immaturi, di cui è già stato girato pure un sequel (Immaturi – Il viaggio), e Nessuno mi può giudicare, che ha dato vita a una fortunata collaborazione con Paola Cortellesi.

Il primo di questi due è un film corale, scritto e diretto da Paolo Genovese – già regista di un campione di incassi come La banda dei Babbi Natale –, in cui un gruppo di trentottenni si trova per un inghippo burocratico a dover rifare l’esame di maturità a quasi vent’anni di distanza: ci sono il bamboccione Lorenzo (Ricky Memphis), la cuoca sessodipendente Francesca (Ambra Angiolini), la manager divorziata Luisa (Barbora Bobulova), il conduttore radiofonico Piero (Luca Bizzarri), lo sbruffone Virgilio (Paolo Kessisoglu).

Un neuropsichiatra infantile

E c’è anche, ovviamente, Raoul Bova, che interpreta il ruolo di Giorgio, un neuropsichiatra infantile che da anni convive con Marta (Luisa Ranieri), ma che entra in crisi nel momento in cui lei si scopre incinta. Tra il rimettersi a studiare, la riflessione personale e l’incontro con la vecchia fidanzata del liceo, Eleonora (Anita Caprioli), lasciata in circostanze mai del tutto chiarite, riuscirà però a capire qual è il suo ruolo.

Il film è stato un grande successo di pubblico, visto che con oltre 15 milioni di euro di incassi si è classificato al terzo posto tra i film italiani del 2011 dietro a Che bella giornata e Qualunquemente; già nel 2012 ne è stato girato quindi il sequel, Immaturi – Il viaggio, in cui gli stessi personaggi del primo film si ritrovano a festeggiare la raggiunta maturità con un viaggio in Grecia.

 

Nessuno mi può giudicare

La commedia romantica con Paola Cortellesi

Nessuno mi può giudicare, recente film con Raoul BovaMeno prorompente al botteghino, ma molto apprezzata dalla critica è anche la seconda commedia che nel 2011 ha visto Bova protagonista, Nessuno mi può giudicare, in cui l’attore romano ha recitato al fianco di Paola Cortellesi, Rocco Papaleo, Caterina Guzzanti e altri.

Scritto e diretto da Massimiliano Bruno – un autore a cui sarà lecito prima o poi dedicare una cinquina, visto che vanta sceneggiature importanti come Notte prima degli esami, Questa notte è ancora nostra e Maschi contro femmine – a partire da un soggetto dell’amico Fausto Brizzi, il film racconta le disavventure di Alice, ricca signora di Roma nord che, alla morte improvvisa del marito, si trova sommersa dai debiti.

L’escort e il gestore dell’internet point

Venduta la villa e licenziati i domestici, la donna si deve trasferire in un minuscolo appartamento al Quarticciolo ma soprattutto, per salvarsi dai debiti, deve cominciare a lavorare come escort, all’inizio non senza imbarazzi e difficoltà. La situazione si complica ulteriormente quando la donna si innamora del gestore di un internet point, Giulio (proprio Raoul Bova), a cui però decide inizialmente di nascondere il suo lavoro segreto.

Premiato a sorpresa in varie occasioni – con anche un Globo d’oro e una nomination ai Nastri d’argento portati a casa da Bova –, il film ha lanciato la coppia Bova-Cortellesi, due attori romani che non avevano mai recitato assieme ma che si sono rivelati subito molto affiatati; non a caso, i due sono anche protagonisti di un film uscito proprio in questi giorni nelle sale, Scusate se esisto!, scritto anche dalla stessa Cortellesi assieme al marito Riccardo Milani, che ne è il regista.

 

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