Il football americano è uno sport che da noi non ha mai avuto troppa fortuna. Sono nate, negli ultimi quarant’anni, varie squadre sul territorio nazionale, e alcune di queste hanno ottenuto buoni risultati a livello continentale, ma questa disciplina non è mai riuscita ad uscire dalla nicchia in cui è confinata. Considerata troppo “americana” e complicata, subisce pure la concorrenza del rugby che, pur diversissimo nelle regole, negli ultimi anni ha avuto un buon successo mediatico e ha “cannibalizzato” i possibili appassionati.

Uno sport amato da Hollywood

Eppure questo sport avrebbe varie carte in regola per sfondare. Soprattutto perché è “pompato”, se così possiamo dire, da Hollywood, che gli ha dedicato alcuni film (e serie TV) memorabili. Se ci pensate solo un attimo, è difficile trovare una pellicola recente dedicata al calcio (se non spostandosi al di fuori dei mercato americano), mentre col football ce ne sono varie, legate sia allo sport in sé e per sé, sia al tifo, alle scommesse, alle squadre liceali e universitarie e così via.

C’è, anzi, una tale abbondanza che a volte è difficile individuare dei film che emergano al di sopra del gruppo. Noi ne abbiamo scelti cinque che, dagli anni ’70 ad oggi, ci sembra siano riusciti a cogliere più degli altri lo spirito di questo sport fatto di sudore e talento, forza e velocità. Eccoli.


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La canzone di Brian

Una storia di football commovente e vera

Abbiamo appena detto che i film sul football hanno fatto conoscere questo sport anche a lande come la nostra, distanti anni luce da quella disciplina, ma cominciamo l’elenco negando almeno in parte questo assunto. Una delle migliori opere sull’argomento è infatti La canzone di Brian, un film che purtroppo risulta difficilissimo da reperire in italiano. D’altronde, ha i suoi anni (uscì nel 1971) e soprattutto non fu lanciato per le sale, ma realizzato per la TV.

Nonostante la scarsità di mezzi, la pellicola è molto bella e merita un’occhiata. La storia è quella di Brian Piccolo, un giocatore dell’università di Wake Forest che scopre di avere il cancro poco dopo essere diventato professionista. Troverà conforto nell’amico e compagno di squadra Gale Sayers, un ragazzo di colore che gioca come lui per i Chicago Bears. La trama è tratta da una storia vera – Piccolo morì a 26 anni, appena un anno prima della realizzazione del film – ma è interessante anche per come gestisce la questione razziale, allora molto “calda”.

Inoltre a interpretare i due protagonisti furono due giovani attori destinati a una carriera radiosa. Piccolo è infatti impersonato da James Caan, al primo ruolo da protagonista prima di essere scelto, l’anno dopo, per Il padrino. Sayers è invece interpretato da Billy Dee Williams, poi reso famoso dalla saga di Star Wars (era Lando Calrissian) e altri film successivi.

 

Rudy – Il successo di un sogno

Quando la forza di volontà può tutto

Non si trova in DVD neppure Rudy – Il successo di un sogno, altro bel film sul football americano che in Italia non ha avuto grande successo. Per vostra fortuna, però, in questo caso è possibile vederlo in streaming su varie piattaforme, in attesa di un’eventuale nuova pubblicazione per il mercato dell’home video. Si tratta anche in questo caso di un film biografico tratto da una storia vera.

La vicenda narrata è infatti quella di Rudy Ruettiger, un ragazzo che tra gli anni ’60 e ’70 tentò ardentemente di entrare nell’università di Notre Dame e di giocare per la sua prestigiosa squadra di football. Alto appena 1 metro e 68 centimetri e pesante solo 75 chili, era decisamente sottodimensionato per i colossi che giocavano nella squadra e infatti nessuno voleva dargli una possibilità. Anche l’ingresso alla scuola gli era impedito dall’esame di ammissione, che non riusciva a superare per via di una dislessia non diagnosticata.

L’unica, importantissima presenza

Incurante di tutto, Ruettiger insistette per anni, riuscendo infine ad entrare al college e a trovare spazio nella squadra delle riserve. Alla fine ebbe anche l’occasione della vita, cioè per via di varie defezioni venne convocato in prima squadra e scese in campo per una manciata di secondi in una partita che divenne epica, perché si concluse con lui che effettuava un placcaggio sul quarterback avversario e veniva portato fuori dal campo in trionfo dai compagni.

Scritto e diretto da Angelo Pizzo e David Anspaugh, la coppia che sette anni prima aveva creato il bel film sul basket Colpo vincente (Hoosiers), il film aveva per protagonista Sean Astin. Ovvero il piccolo Mikey de I Goonies e il Sam de Il Signore degli Anelli.

 

Jerry Maguire

Il procuratore sportivo e il giocatore di football

Dopo due film di cui probabilmente non avevate mai sentito parlare, arriviamo a qualcosa di più famoso. Jerry Maguire fu infatti uno dei campioni d’incassi del 1996. Costato 50 milioni di dollari – per la presenza di una star di prima grandezza come Tom Cruise, all’epoca all’apice della popolarità –, ne guadagnò quasi 300 in tutto il mondo. E fece decollare anche la carriera di Cameron Crowe, autore sia della sceneggiatura che della regia, che aveva già convinto con Singles ma a cui mancava ancora un colpo gobbo al botteghino.

La storia è quella di un procuratore sportivo, appunto Jerry Maguire, che in seguito a una crisi di coscienza viene licenziato dalla sua agenzia e prova a mettersi in proprio. Nella nuova avventura, che dovrebbe essere contrassegnata da una maggior attenzione all’etica e ai clienti, lo segue solo un atleta, il giocatore di football Rod Tidwell. Nel frattempo, anche i rapporti personali di Jerry vanno in crisi, mentre sembra nascere del tenero con l’unica collaboratrice rimasta, Dorothy.


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La pellicola mescola amore e sport, motivazione ed etica, e lo fa riuscendo a non cadere mai nel patetico. Anzi, riesce a dosare molto bene le emozioni, mostrandosi cinica quando serve e tenera in altri momenti. Merito di Crowe, sicuramente, che ha saputo gestire bene la sceneggiatura, ma anche di un parco attori ottimamente assortito. Oltre al già citato Cruise, erano della partita un’ancora sconosciuta Renée Zellweger, Cuba Gooding Jr. (premiato anche con l’Oscar) e il bambino Jonathan Lipnicki, poi protagonista anche di Stuart Little.

 

Il sapore della vittoria – Uniti si vince

Lo sport come motore dell’integrazione

Abbiamo aperto con un film degli anni ’70 che mescolava football e questione razziale, ma siamo pronti ora per tornare sull’argomento. Perché proprio in quel decennio il football americano fu uno dei motori principali dell’integrazione, portando alla ribalta atleti di colore che riuscivano a collaborare con i loro compagni bianchi. Da questo punto di vista, una delle storie più famose ed eclatanti è quella del Liceo T.C. Williams di Alexandria, in Virginia, raccontata nel film Il sapore della vittoria.

Nel 1971 in quel liceo fu infatti assunto un coach di colore, Herman Boone. La sua assunzione non fu figlia di una reale convinzione del Consiglio, quanto della volontà di “dare un contentino” alla comunità afroamericana. Tanto che i dirigenti avevano intenzione di licenziare il coach alla prima occasione utile. In realtà Boone – coadiuvato dall’ex coach bianco Bill Yoast – riuscì a mettere assieme una squadra mista di afroamericani e caucasici (la prima a livello liceale della Virginia) e ad arrivare, tra mille peripezie, fino alla vittoria del torneo statale.

Il film si permette qualche licenza rispetto alla realtà storica dei fatti, ma è fedele nel raccontare il clima pericoloso e “caldo” di quegli anni. Soprattutto riesce a mescolare sport e sociologia, discorsi motivazionali e ritratti dell’adolescenza, rimanendo comunque svelto e accattivante. Merito soprattutto del produttore Jerry Bruckheimer, un esperto veterano, ma anche del buon cast. Il protagonista infatti è un convincente Denzel Washington, ma tra i suoi giovani allievi si trovano anche il Donald Faison di Scrubs e Ryan Gosling.

 

Friday Night Lights

Le tensioni del liceo e il torneo statale

Concludiamo con un film recente, del 2004, che, nonostante il budget contenuto, ha avuto un tale successo di critica e di pubblico da dare origine a una serie TV. Stiamo parlando di Friday Night Lights, diretto da Peter Berg e tratto anch’esso da una storia vera. Al centro c’è infatti il sogno di una squadra liceale del Texas – i Panthers di Odessa – di vincere il torneo statale.

Di per sé la squadra non sembra avere le carte in regola per arrivare tanto in alto. Nonostante il tifo sfrenato della cittadina, sembrano mancare la forza fisica e la stazza. L’allenatore Gary Gaines decide di puntare tutto sull’unico vero fuoriclasse, il runningback Boobie Miles, mentre gli altri giocatori rimangono un po’ in ombra. L’infortunio che occorre alla stella, però, obbliga tutti a cambiare strategia, e dopo qualche difficoltà la squadra comincia ad ingranare.

Arriverà fino alla finalissima giocata a Houston, non senza colpi di scena e tensioni. Perché il film, come anche la serie che ne è derivata, non è solo un racconto sportivo, ma anche un viaggio all’interno del football liceale, delle aspettative e dell’ansia di riscatto di molti ragazzi e delle loro famiglie. Nel cast l’unico attore famoso è Billy Bob Thornton, ma tutti gli interpreti forniscono un’ottima prova.

 

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