Cinque bei giochi di rally per PC

Un'immagine promozionale di Colin McRae: Dirt 2, forse il miglior gioco di rally per PC di sempre

Se siete appassionati di automobilismo, probabilmente avrete spesso sognato di guidare un’auto da corsa o un veicolo particolarmente veloce. Un sogno che un tempo, se non abbracciavate una carriera specifica e impegnativa, sembrava irrealizzabile. Nell’ultimo decennio, grazie a simulazioni sempre più realistiche, quel sogno è però in qualche caso diventato realtà. Perché è vero che stare davanti a un computer non rende l’idea di cosa voglia dire guidare a certe velocità, ma è anche vero che ormai i videogiochi del settore sono così dettagliati che perfino i veri piloti possono utilizzarli per allenarsi.

E quello dei giochi d’auto è, non a caso, un settore che sforna con costanza titoli sempre più interessanti. Titoli che tra l’altro coprono un grande “range”. Dalle simulazioni della Formula 1 agli inseguimenti nelle strade delle città, dai giochi che consentono di scegliere tra centinaia di auto ed altri che si specializzano, la gamma è amplissima.


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Oggi vogliamo concentrarci sui giochi di rally, quelli cioè che portano un pilota a correre su strade asfaltate ma soprattutto sullo sterrato, in percorsi particolarmente tortuosi e pieni di asperità. Una disciplina che ha un suo indubbio fascino, perché mette alla prova le abilità di guida, portando il giocatore all’interno delle condizioni più estreme.

Da un paio di mesi è uscito sul mercato un nuovo, atteso gioco che rientra in questo settore, Dirt Rally. Un gioco che si è rivelato tutto sommato all’altezza dei suoi predecessori, ma che deve essere ancora messo pienamente alla prova. Nell’attesa che questo – da parte nostra e da parte vostra – avvenga, ci concentreremo sui cinque giochi migliori che l’hanno preceduto. Scopriamoli.

 

Colin McRae Rally 04

Grafica perfetta e modalità online

È inutile nascondercelo: nel settore dei giochi di rally esiste un dominatore indiscusso. Si tratta della serie Colin McRae Rally di Codemasters, che nel corso degli anni si è evoluta e ha cambiato nome, anche a causa della tragica scomparsa dello stesso McRae, assumendo quello di Dirt. Dal 1998 ad oggi la serie ha dominato il mercato, convincendo sia la critica che il pubblico con titoli spesso memorabili. E il primo da cui vogliamo partire, quello che ha segnato un deciso passo avanti nel settore, è a nostro avviso Colin McRae Rally 04, la versione uscita per PC nell’aprile del 2004.

Lanciato inizialmente su PS2 e poi rilasciato anche per Xbox e Windows, il gioco presentava varie migliorie rispetto alle versioni precedenti. Prima di tutto, la grafica era notevolmente migliorata, permettendo un’immersione totale nelle dinamiche del gioco. In secondo luogo arrivava finalmente il multiplayer online. In generale comunque la bellezza del gioco, ma anche della serie in generale, era quella di mescolare simulazione vera e propria e gioco arcade. In questo modo, il divertimento era assicurato sia per chi era un devoto fan del rally, sia per chi non aveva mai seguito una corsa, ma amava mettersi alla prova su circuiti quasi impossibili.

L’unico difetto era che, rispetto alle versioni precedenti, l’edizione 04 perdeva la licenza ufficiale del World Rally Championship, e questo faceva sì che le auto fossero prese da altri campionati o con livree inventate. Ma, al di là di questo, Colin McRae Rally 04 rimane un gioco che ai suoi tempi fece epoca.

 

Colin McRae: Dirt

Tante novità, non tutte semplici da digerire

La serie, che stava giustamente incontrando un ottimo successo, venne parzialmente rinnovata da Codemasters nel 2007. L’obiettivo era duplice. Da un lato, gli sviluppatori britannici volevano ridisegnarne il motore di gioco, cosa che fecero col supporto di Sony. Dall’altro, volevano aumentare le gare su fondi accidentati extrastradali, come il titolo (Dirt significa “polvere”) lasciava intuire. Ne nacque un gioco di ottima fattura, uscito nel giugno 2007 e seguito anche da una versione per Xbox 360 e una per PlayStation 3.

Queste migliorie avevano portato ad un’esperienza ancora più realistica, ma anche difficile da gestire. Non solo dal punto di vista dell’utente, ma anche del computer. Chi non aveva infatti una macchina di ultimissima generazione rischiava di avere un prodotto poco fluido, cosa che non mancò di generare polemiche. Il fatto era che Dirt era, probabilmente, troppo avanti coi tempi, e lo si è potuto gustare pienamente solo negli anni successivi.

Tre erano le modalità di gioco possibili: gara semplice, carriera e campionato. Mancava, purtroppo, una vera e propria modalità online: l’unica cosa che si poteva fare era salvare i propri tempi nelle varie gare e confrontarli con quelli di altri concorrenti in giro per il mondo. Ma gare vere e proprie in multiplayer non erano in questo caso possibili.

 

Sega Rally Revo

L’unico concorrente degno di nota

Come detto, la serie intitolata prima a Colin McRae e poi Dirt è quella che ha fatto la storia di questo settore, almeno su PC. Non sono mancati però, negli anni, degli studios che hanno cercato di intaccare il monopolio di Codemasters. In realtà non ci sono quasi mai riusciti, però ci sembrava doveroso citare almeno il gioco che ci è andato più vicino. Si tratta, a nostro avviso, di Sega Rally Revo, titolo sviluppato dal Sega Racing Studio e rilasciato verso la fine del 2007 per Windows, PS3, PSP e Xbox 360.


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La particolarità più rilevante del gioco era l’utilizzo del motore grafico GeoDeformation. Questo teneva traccia delle deformazioni del terreno causate dal passare delle auto, cosa che faceva sì che il percorso si modificasse giro dopo giro, con buche che comparivano dove prima non ce n’erano e nuovi ostacoli sul percorso. Inoltre si poteva giocare in locale contro un altro giocatore o, meglio ancora, in modalità multiplayer online sfidando fino a cinque altri concorrenti pescati in giro per il mondo.

Certo, in generale mancava il realismo della serie intitolata a McRae, ma Sega Rally Revo si lasciava giocare e mostrava un certo gusto arcade. Una curiosità, per concludere: il Sega Racing Studio sarebbe stato assorbito, pochi mesi dopo il rilascio di questo gioco, proprio da Codemasters, gli sviluppatori di Dirt. Quando si dice: se non puoi sconfiggerli, fatteli amici.

 

Colin McRae: Dirt 2

Forse il migliore in assoluto

Passiamo a quello che è probabilmente il miglior gioco della nostra cinquina ma anche, in generale, uno dei migliori giochi d’auto di sempre: Colin McRae: Dirt 2. Rilasciato per Windows nel dicembre 2009 e, un paio d’anni più tardi, anche per OS X, il gioco fu il primo ad uscire dopo la tragica scomparsa dello stesso McRae, morto assieme a uno dei figli a causa di un incidente in elicottero. Il gioco migliorava molti degli aspetti già sviluppati coi capitoli precedenti, lavorando soprattutto sulla grafica e sulla varietà dei percorsi.

Se proprio un difetto bisogna trovargli, è quello della scarsa influenza che gli eventi della corsa avevano sulle auto. Il percorso infatti si deteriorava in una maniera che la maggior parte dei giocatori ha trovato troppo leggera, e le stesse vetture, pur danneggiate dagli scontri e dai fuori pista, raramente diventavano ingovernabili.

Questa piccola mancanza di realismo era però compensata da una serie di novità molto importanti. La grafica era veramente superlativa, mentre le difficoltà di guida erano in parte attenuate – almeno nei livelli più semplici – dall’introduzione della funzione rewind, che permetteva in un certo senso di riavvolgere la corsa e tornare indietro al momento in cui si era commesso un errore, per porvi rimedio. Inoltre il multiplayer online permetteva ora di sfidare fino a 7 giocatori diversi.

 

Dirt 3

Tante nuove modalità

Concludiamo la nostra panoramica con Dirt 3, uscito nel maggio 2011 per Windows, PS3, Xbox 360 e poi portato, negli anni successivi, anche su Xbox One e OS X. Le novità, in questa versione, furono molte. Furono introdotte delle modalità inedite e in parte giocose, necessarie per guadagnare punti e farsi notare da qualche sponsor, come la modalità Gymkhana, la rubabandiera, la diffusione di un’infezione zombi e così via. Inoltre il flashback di cui abbiamo appena finito di parlare per la versione precedente continuava ad essere disponibile, ma con penalità nella raccolta di questi punti-esperienza.

Quello che mancava, forse, era un concreto adeguamento ai tempi. Non tanto nel senso della grafica o della qualità del gioco in sé, che rimaneva sempre altissima, quanto per l’attenzione a cosa i giocatori cercano oggi. L’esempio più lampante era l’integrazione con YouTube. Gli sviluppatori permisero, infatti, che direttamente dal gioco fosse possibile caricare sul portale dei video delle proprie corse. Video però limitati ad appena 1 minuti di ripresa, troppo poco per poter gustare appieno gli effetti di quello che si era fatto.

Insomma, se il gioco rimaneva saldamente ai vertici del suo settore, sembrava iniziare a faticare ad aggiornarsi completamente e a tenersi al passo coi tempi. Vedremo solo col tempo se la serie saprà rinnovarsi. Dirt Rally, da questo punto di vista, sembra promettere bene.

 

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