10 giochi da fare al chiuso per bambini

I migliori giochi per bambini al chiuso

Insistiamo sempre sul fatto che i bambini debbano uscire a giocare, debbano passare delle ore all’aria aperta, a rotolarsi sull’erba e a inseguirsi sui prati. A volte, però, questo non è possibile. Ci sono stagioni che rendono difficili i giochi all’aperto. Oppure giornate piovose che ci tengono lontani dalla strada e dai palloni sui prati. Ma non bisogna disperare: esistono infatti dei fantastici giochi per bambini al chiuso, da fare anche in casa.

Se volete staccare i vostri figli dalla televisione, dal computer o dallo smartphone, non servono neppure chissà quali spese. Certo, un set di Lego può sempre tornare comodo, come un bel gioco in scatola può riempire un pomeriggio. Ma a volte bastano un paio di buone idee per divertirsi.

Giochi dinamici lontani dalla tecnologia

Tempo fa vi abbiamo anche mostrato che sono sufficienti carta e penna. Ma oggi vogliamo parlare di qualche gioco più dinamico, di movimento.

Se avete in casa dei bambini di 5, 6 anni o più, ma anche dei ragazzi di 15 anni, e temete che si annoino, qui di seguito trovate dieci giochi per bambini al chiuso che strapperanno di sicuro un sorriso. Possono essere utilizzati benissimo anche in gruppo, per feste di compleanno o per giornate d’animazione. Scopriamoli uno ad uno.

 

1. Indovinare a occhi chiusi

Partiamo da giochi che possono essere proposti anche a bambini piccoli, che non sanno ancora leggere o scrivere. Il primo che abbiamo scelto è abbastanza comune, anche se assume nomi diversi a seconda delle città. Noi abbiamo deciso di chiamarlo Indovinare a occhi chiusi.

E ci sembra interessante perché permette ai partecipanti di imparare a conoscere le cose senza usare la vista, che è il senso di cui spesso abusiamo.

Indovinare a occhi chiusi
Per prima cosa bisogna procurarsi un sacco con una piccola apertura, che non permetta di vedere cosa c’è all’interno. In mancanza di un sacchetto di questo tipo ci si può arrangiare anche con uno scatolone. L’importante è che gli venga applicato un foro piccolo, che mantenga comunque segreto l’interno.

Questo contenitore va riempito di quante più cose possibili. Non dev’essere nulla di pericoloso o tagliente, né di troppo delicato, perché poi bisognerà “tastare” gli oggetti. L’importante, soprattutto, è che siano cose molto diverse tra loro al tatto.

La mano dentro al sacchetto

Una volta che il sacco è pronto, si dividono i bambini in due squadre. Ogni squadra si disporrà in fila, col primo membro bendato. L’organizzatore del gioco permetterà al ragazzo cieco di introdurre la mano dentro al sacco e di tastare per un paio di minuti quello che c’è all’interno.

Questi dovrà stare zitto ed esaminare a fondo con la mano. Una volta terminato il turno, avrà la possibilità di scrivere su un foglio segreto quello che pensa di aver trovato.

Il turno passerà poi al primo della squadra avversaria che rifarà la stessa cosa. Quindi toccherà al secondo della squadra di partenza, poi al secondo del secondo team e così via. Alla fine, tutti i bambini dovranno aver messo la mano all’interno del sacchetto e contribuito a scrivere la lista della squadra.

I membri di una stessa formazione potranno anche consultarsi tra loro. Alla fine consegneranno la lista all’organizzatore, che aprirà il sacchetto e controllerà, assegnando un punto per ogni cosa indovinata. Vince, ovviamente, chi fa più punti.

   

 

2. Camminare sul filo

Equilibrismi in salotto

Il secondo gioco è ugualmente divertente, ma punta non tanto sui sensi, quanto sull’equilibrio. Si tratta, in realtà, di una versione “depotenziata” di un gioco che di solito si fa all’aperto. Un gioco che però in questo modo diventa molto meno pericoloso e adatto anche a bambini relativamente piccoli.

Anche in questo caso non servono molte cose. L’unico problema potrebbe derivare da una questione logistica. Il gioco riesce infatti meglio quando si ha a disposizione una stanza molto lunga. Si potrebbe optare per un corridoio o, in mancanza d’altro, scegliere un percorso a zig zag.

Tra i giochi per bambini da fare al chiuso, quello in cui si cerca di imitare un equilibrista è uno dei più divertenti
Comunque, una volta individuata la “location”, ci si deve dotare di nastro adesivo di carta, quello bianco. Lo si userà per tracciare una lunga linea sul pavimento, che costituirà il “filo” su cui camminare.

Come complicare la faccenda

A questo punto i bambini, uno alla volta, dovranno cercare di compiere il percorso mettendo un piede dietro l’altro, senza perdere l’equilibrio (e cioè senza appoggiare alcun piede al di fuori della linea). Se i bambini fossero troppo bravi e il gioco risultasse troppo semplice, lo si può poi sempre complicare.

Ad esempio, chiedendo ai partecipanti di procedere tenendo in bocca un cucchiaio con sopra una pallina da ping-pong. Ovviamente, la squadra che fa più metri vince.

   

 

3. La patata bollente

Passiamo ora ai giochi che si adattano bene anche ai bambini un po’ più cresciuti. Il primo viene chiamato gioco della Cipolla o della Patata bollente. Per prepararlo bisogna procurarsi un po’ di vecchi giornali. Questi vanno accartocciati a formare una palla.

Anzi, vanno disposti a strati concentrici, magari aiutandosi con un po’ di nastro adesivo. L’importante è che si possano strappare via via gli strati, senza perdere l’integrità della sfera.

Una bella palla fatta coi giornali è indispensabile per questo gioco
Prima di procedere con la preparazione, però, aspettate un attimo. Tra uno strato e l’altro della vostra palla dovete inserire infatti dei bigliettini con delle penitenze. A seconda dell’età dei partecipanti al gioco potete scegliere penitenze via via più difficili.

Ai più piccoli potete chiedere di pronunciare certi scioglilingua, fare dei salti su un piede solo o dare un bacino alla vicina. Ai più grandi cose più complesse, come bere un bibitone di ingredienti indigesti o confessare un terribile segreto. Infine, bisogna preparare uno stereo con un po’ di musica.

Le penitenze dentro alla cipolla

Per giocare bisogna disporre i partecipanti in cerchio. Si dà la palla di giornali al primo e si fa partire la musica. Mentre la canzone procede, i partecipanti dovranno passarsi la palla il più in fretta possibile, proprio come se fosse una patata bollente.

Ad un certo punto, l’organizzatore fermerà all’improvviso la musica. Chi rimarrà in quel momento con la palla in mano dovrà subire una penitenza. Per questo “sbuccerà” la cipolla, togliendo il primo strato di giornali, e leggerà il bigliettino.

Il gioco prosegue fino a quando le penitenze non vengono esaurite e la cipolla si consuma. Se però la faccenda dei giornali vi sembra troppo laboriosa, ci sono delle varianti. Si tratta di opzioni meno pittoresche ma comunque efficaci.

Ad esempio, i bigliettini possono essere anche messi alla rinfusa dentro a una scatola da scarpe. Questa viene fatta girare nel cerchio e quando la musica si ferma il malcapitato deve semplicemente pescare uno dei biglietti.

   

 

4. Sedie musicali

Un classico tra i giochi per bambini al chiuso

Arriviamo al più famoso tra i giochi per bambini al chiuso: quello delle sedie musicali. Anche qui serve della musica che possa essere interrotta in qualsiasi momento, ma in più bisogna disporre di un buon numero di sedie. Queste vanno sistemate in cerchio, con le sedute rivolte verso l’esterno. Il numero deve essere uguale a quello dei partecipanti al gioco meno uno.

Quando la musica inizia a suonare, infatti, i giocatori devono cominciare a girare in cerchio, magari accennando qualche passo di danza, attorno alle sedie. Nel momento in cui l’organizzatore interrompe all’improvviso la musica, tutti devono cercare di sedersi. L’ultimo che arriva, e che quindi rimane in piedi, viene eliminato.

Il gioco delle sedie musicali fatto da alcuni adulti
Subito dopo i giocatori si alzano in piedi, viene tolta una sedia dal centro (in modo che ce ne sia sempre una in meno di chi gioca) e si fa ripartire la musica. Si continua così fino a quando non rimane un unico vincitore.

Se poi si vuole, si può anche complicare il tutto, ad esempio imponendo a chi deve sedersi di trovare, prima, un particolare oggetto (un bicchiere, una scarpa di qualcun altro, una penna) e quindi mandarlo a correre per casa ogni volta che la musica s’interrompe.

   

 

5. Chi sono io?

Concludiamo la prima parte del nostro elenco con un gioco simpatico, che può adattarsi sia ai bambini, sia ai ragazzi, sia anche agli adulti. L’abbiamo chiamato Chi sono io? e funziona così. L’organizzatore sceglie una categoria: ad esempio animali, oppure attori di Hollywood, oppure ancora supereroi.

A quel punto, scrive una serie di nomi di esemplari di quella categoria su altrettanti cartoncini, uno per ogni giocatore.

Ellen DeGeneres – qui con Zooey Deschanel – ha introdotto il gioco Chi sono io? nel suo talk-show, chiamandolo Heads Up!
Ad esempio, scriverà “Leone”, “Cavallo”, “Gatto”, “Elefante” e così via con gli animali. “Brad Pitt”, “Julia Roberts”, “Emma Watson”, “Harrison Ford” per gli attori e qualcosa del genere se si scelgono altre categorie. Dopodiché, senza far vedere le parole, legherà il cartoncino sulla fronte di ogni giocatore.

Così, nessuno saprà cosa c’è scritto sul biglietto attaccato alla propria fronte, mentre leggerà quelli degli altri giocatori.

Un gioco per tutte le stagioni

A questo punto comincia il gioco vero e proprio. Lo scopo è indovinare chi si è, cioè cosa c’è scritto sulla propria tessera. A ognuno spetta, a turno, la possibilità di fare una domanda, a cui si possa rispondere solo con un sì o con un no. Ad esempio: «Sono un maschio?». Oppure: «Vivo nella savana?». Oppure ancora: «So volare?»

A furia di domande, di risposte e di giri alcuni inizieranno ad avere qualche idea su chi potrebbero essere. Così potranno usare il loro turno di domanda per azzardare una risposta. «Io sono forse un cane?». Il primo che indovina vince.

Vedrete che il gioco piacerà ai vostri figli ma probabilmente anche a voi. Come vedete dalla foto qui sopra, d’altronde, è stato utilizzato anche da Ellen DeGeneres nel suo talk show, in una versione lievemente modificata1.

   

 

Altri 5 giochi da fare al chiuso per bambini, oltre ai 5 già segnalati

Quando è inverno, oppure quando il maltempo imperversa a lungo, cinque giochi da fare in casa possono non essere abbastanza. Potrebbe esserci bisogno di sempre nuove idee per non far annoiare i nostri giovani ragazzi. Ecco allora altri cinque giochi che potrebbero piacere e divertire.

 

Pallacanestro casalinga

Cominciamo la seconda parte dell’elenco con un’attività che cerca di replicare, in casa, quello che di solito si fa all’aperto. Ma lo fa cercando allo stesso tempo di tener presente che tra le mura domestiche sono presenti molti oggetti delicati con cui all’esterno non si deve ovviamente fare i conti.

Se outdoor ci si può sfogare con una bella partita a calcio o a basket, in casa, infatti, di solito non si può fare lo stesso. A meno che non si prendano alcuni accorgimenti semplici ma in realtà molto efficaci. L’attività che vi proponiamo ora fa proprio questo, permettendovi di giocare a basket (o almeno a una sua versione ridotta) in appartamento.

Con palline da ping pong

Per giocare vi servono innanzitutto delle palline da ping pong, al limite anche una sola. La loro leggerezza fa sì che, se anche dovessero “sfuggirvi di mano”, di sicuro non faranno danni. Inoltre c’è bisogno di alcuni cesti: possono essere cestini della spazzatura (opportunamente ripuliti), ma anche ceste dei panni, bacinelle o cose del genere.

A questo punto, a seconda della stanza che abbiamo a disposizione (meglio se un lungo corridoio, ma ci si può adattare a qualsiasi ambiente) si devono disporre i cesti in fila, mettendo magari davanti quelli più ampi e più lontani quelli più piccoli.

Ogni giocatore dovrà quindi prendere una pallina da ping pong e cercare di fare canestro: il primo varrà un punto, il secondo, un po’ più distante, due, il terzo tre e così via. Tutti si alterneranno al tiro e alla fine si conteranno i punti guadagnati in tre, quattro o cinque manche per determinare il vincitore.

Laser Tag

Ancora più dinamico è il Laser Tag, un gioco che ha bisogno per la verità di qualche “aggeggio” elettronico per funzionare al meglio. Se però si dispone della necessaria attrezzatura – che può essere acquistata anche a poche decine di euro, ad esempio qui –, il divertimento è letteralmente assicurato.

Il principio è quello di replicare una sorta di sparatoria degna dei migliori film d’azione. Lo si farà, però, non utilizzando ovviamente proiettili, neppure di plastica o di gomma, che possono comunque fare male (se sparati da distanza ravvicinata) o rompere qualche oggetto presente in casa.

L’importante è che sia realistico

Il Laser Tag usa, invece, raggi infrarossi per segnalare ai giocatori quando hanno colpito un avversario, a patto che quest’ultimo sia dotato dell’apposito ricevitore. In questo modo si può ottenere un effetto abbastanza realistico senza rischiare danni a cose o persone.

Se si dispone di abbastanza pistole laser e di ricevitori si possono addirittura formare delle squadre, 2 contro 2 o 3 contro 3. In questo modo si può dare origine a sfide molto appassionanti che si dipanano lungo diversi ambienti della casa, con agguati, piani d’azione e colpi di scena.

In ogni caso, nonostante non volino proiettili bisogna comunque prestare attenzione all’evolversi del gioco. I bambini tendono infatti a lasciarsi prendere molto dalla sfida e a volte possono scappare o lanciarsi da qualche parte in maniera imprudente. Quindi la supervisione di un adulto è spesso necessaria.

 

Il gioco dei mimi

Calmiamoci ora un attimo con un gioco che si può fare stando comodamente seduti in salotto, ma che nonostante questo rimane molto appassionante. Si tratta del classico gioco dei mimi, a cui abbiamo giocato tutti in vita nostra ma che non smette di divertire chi lo pratica.

Per farlo non servono materiali particolari: basta essere abbastanza numerosi da poter creare due squadre di giocatori. Il numero minimo, quindi, è di quattro bambini, ma più si è, meglio è.

Scegliere le categorie giuste

Le regole sono semplici: un membro della squadra è chiamato a far indovinare ai propri compagni il titolo di un libro, di un film o di una canzone semplicemente mimandola, senza usare alcuna parola. Per farlo ha a disposizione un tempo limitato (ad esempio 2 minuti): se ci riesce, la sua squadra ottiene un punto.

La cosa un po’ complicata è azzeccare la categoria giusta. A seconda dell’età dei vostri bambini, infatti, potreste utilizzare cose diverse. Ragazzi delle scuole medie possono cavarsela abbastanza bene con il titolo dei film o delle canzoni, ma alle elementari forse è meglio buttarsi sui cartoni animati, sulle trasmissioni TV o sulle persone.

Se poi aveste a disposizione anche dei fogli abbastanza grandi e un pennarello (oppure una lavagna cancellabile), potreste anche giocare a Pictionary, cioè il mimo in cui invece di mimare si disegna. Anche in questo caso il divertimento è assicurato e anzi forse addirittura maggiore.

Un, due, tre, stella!

Chiudiamo con due giochi classici, che possono essere messi in scena sia all’aperto che al chiuso. Il primo è Un, due, tre, stella!: per giocarci, in fondo, basta avere una stanza abbastanza lunga o meglio ancora un corridoio in cui muoversi senza timore di far cadere qualche vaso.

Le regole tradizionali prevedono che un bambino si metta a un capo del corridoio, appoggiato contro una parete, e tutti gli altri giocatori al capo opposto. Mentre quello che “sta sotto” comincia a contare, gli altri devono correre per avvicinarsi a lui.

Le regole

Quando però la conta finisce (con la formula «Uno, due, tre, stella!») e chi sta sotto si gira, i bambini si devono immobilizzare. Se non riescono a mantenere la posizione e il controllore li scorge muoversi, questi devono retrocedere – a seconda delle versioni – o all’inizio del campo o alla posizione che occupavano prima dell’ultimo turno di corsa.

Vince chi per primo riesce ad arrivare a toccare chi “sta sotto” mentre questi è girato e a pronunciare la parola «Stellone!». Inoltre è possibile vivacizzare il gioco, ad esempio permettendo a chi sta sotto di girare tra le statue per controllarle meglio o ai giocatori, se non visti, di avanzare di qualche passo anche mentre non si effettua la conta.

Ovviamente chi riesce ad urlare «Stellone!» finisce per “star sotto” nel turno successivo, mentre chi aveva appena fatto il controllore torna ad essere un giocatore qualsiasi.

 

Nascondino

Gioco classico di estrema semplicità è anche il Nascondino, un’attività adatta già dai tre anni in su che però può essere divertente pure ad età maggiori.

Tutto quello che serve sono almeno due giocatori (ma se il numero cresce l’effetto è ancora migliore) e dello spazio in cui nascondersi. Nel nostro caso, bisogna quindi che la casa sia abbastanza grande da offrire possibili nascondigli ad un buon numero di giocatori e abbia quindi diverse stanze, mobili e anfratti.

La tana e la corsa

La variante più semplice e più nota è quella che vede uno dei giocatori “stare sotto”, cioè contare fino a un numero prefissato con gli occhi chiusi (20 può bastare, a patto che non si conti troppo velocemente) e la testa appoggiata alla “tana”, mentre i compagni si nascondono.

Terminata la conta, comincia la caccia e, una volta individuato l’amico nascosto, chi sta sotto deve correre verso la tana e toccarla, così da catturare il bambino individuato. Se invece ci arriva per primo l’avversario, esso può liberare se stesso o, con un generoso «tana libera tutti», anche tutti gli altri nascosti, facendo “star sotto” di nuovo la stessa persona.

Esiste poi la variante del Rimpiattino – termine a volte usato anche come sinonimo del Nascondino tradizionale – in cui non basta solo individuare il compagno nascosto ma bisogna anche rincorrerlo e acchiapparlo. In questo caso, però, il rischio è di provocare scontri e cadute che in casa possono essere abbastanza pericolose, sia per i bimbi che per i soprammobili.

 

L’infografica col riassunto finale

I migliori giochi per bambini al chiuso

 

E voi, quale gioco da fare al chiuso per bambini preferite?

Note e approfondimenti

  • 1 Che potete vedere ad esempio qui.

 

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