Siete in coda dal dottore e vi state annoiando? Avete preso il bigliettino alle poste ma ci sono almeno trenta persone prima di voi? La ragazza con cui avevate appuntamento ha deciso di farsi desiderare, comunicandovi un ritardo di almeno 15 minuti? Non disperate. Nell’attesa, si può sempre giocare.

Oggigiorno gli smartphone vengono spesso in soccorso di chi si trova in situazioni come le vostre. Permettono di navigare, consultare i social network e, appunto, giocare a rompicapi appassionanti, che faranno scivolare via il tempo in maniera molto rapida.

Con gli smartphone è facile, ma senza?

Possono però ancora capitare delle situazioni in cui il cellulare non vi può trarre d’impiccio. Se, ad esempio, non siete in coda dal dottore ma dal pediatra, non potete certo mettervi a giocare col telefonino mentre il vostro pargolo si gira i pollici, perché – lo sapete bene – non c’è niente di più pericoloso di un bambino annoiato. Così come se siete in auto, o se avete la batteria dello smartphone in esaurimento, o per mille altri motivi. È utile, insomma, avere una riserva di giochi “analogici”, che funzionino anche senza cellulare.

Ne abbiamo selezionati cinque. Tre richiedono più persone, e quindi sono perfetti quando siete in tanti ad annoiarvi. Due sono invece dei “solitari“, a cui potrete divertirvi anche da soli. Scopriamoli.

 

1. Catena

Un bel gioco di parole e lettere, da fare almeno in tre

Catena è un bel gioco sulle lettere e le paroleIniziamo con un gioco sociale, che può essere perfetto coi bambini. Infatti stimola la fantasia e aiuta a conoscere meglio le lettere che compongono le parole della nostra lingua. Ci si può giocare anche in due, ma funziona molto meglio in tre o con un numero di giocatori superiore.

Le regole sono semplici. Si decide un ordine di turno e il primo giocatore dà il via alla partita pronunciando una lettera (poniamo ad esempio “A”). Il secondo deve aggiungere alla prima una seconda lettera, in modo da non formare una parola di senso compiuto, ma facendo sì che quella sequenza possa essere invece solo l’inizio di una parola. Ad esempio, il secondo giocatore potrà aggiungere la “U”, formando così la catena “A-U”. “Au” non è una parola, ma “Auto”, ad esempio, comincia proprio con “A-U”.

Attenzione a non “chiudere” la parola

Ogni giocatore dovrà continuare aggiungendo lettere ed evitando di “chiudere” la parola. Poniamo ad esempio che il terzo metta in campo una “T”. Il quarto si troverà davanti alla sequenza “A-U-T”. Non potrà aggiungere la “O”, perché altrimenti chiuderebbe la parola e perderebbe. Dovrà trovare un’altra lettera, come ad esempio la “I”. E se qualcuno dicesse che non si può fare una parola che inizi con “A-U-T-I”, dovrebbe rassicurarlo mostrandogli ad esempio che vi si può formare “Autismo” o “Autistico”.

Quando un giocatore si trova con le spalle al muro e non può più aggiungere lettere senza chiudere la parola, allora perde una manche. La sconfitta completa arriva però solo dopo sei turni persi: infatti ogni sconfitto ottiene una lettera della parola “catena” (il nome del gioco), e solo quando, dopo 6 sconfitte, la completerà potrà dirsi battuto.

 

2. Venti domande

Un classico per passare il tempo

Venti domande è un classico tra i giochi per passare il tempoSe il gioco della catena è abbastanza originale – anche se il suo impianto è simile a quello di tanti altri giochi che si basano sull’alfabeto – molto più classico è invece Venti domande. Un gioco che probabilmente già conoscete, ma che nel momento adatto può darsi non vi torni in mente. Ebbene, ci siamo qua noi.

Per giocare bisogna essere almeno in due, ma quando si è in un numero maggiore di giocatori la competitività aumenta. A turno sta “sotto” una persona sempre diversa, che ha il compito di pensare un oggetto, un animale o una persona, a seconda della categoria con cui si è scelto di giocare. Una volta che avrà scelto il suo soggetto, gli altri avranno diritto a porgli in tutto venti domande, equamente divise tra i concorrenti. L’unico limite è che a queste domande chi sta “sotto” potrà rispondere solo con un “sì” o con un “no”.

Un esempio concreto

Se ad esempio la categoria prescelta fosse quella degli attori, le domande da porre dovrebbero essere del tipo: «Sei un uomo?» «Sei americano?» «Sei biondo?» «Hai mai recitato con Jack Nicholson?» E cose di questo genere. Se poi siete appassionati di una qualche categoria specifica – giocatori di calcio, siti internet, ragazze del vostro liceo – il gioco può diventare ancora più fantasioso ed entusiasmante.

Se nessuno indovina il nome della persona nascosta entro le venti domande, chi stava sotto prende un punto; altrimenti il punto va al giocatore che ha indovinato. Vince chi arriva prima a tre punti o, se la fila alle poste è particolarmente lunga, a cinque o dieci.


Leggi anche: Cinque grandi giochi per bimbi da fare in auto

 

3. Due verità e una bugia

Per quelli che hanno ancora molto da raccontarsi

Due verità e una bugia è un gioco molto appassionante anche tra amiciConcludiamo i giochi di gruppo con un’attività che è perfetta sia coi bambini che con persone che si conoscono relativamente poco. Anche perché obbliga ognuno a confessare i propri segreti (e sappiamo bene quanto i genitori vorrebbero conoscere i segreti dei loro bambini) senza quasi rendersene conto.

In pratica, è un gioco di racconti. Il giocatore che sta “sotto” deve infatti illustrare tre storie, tre fatti che gli sono accaduti. Due devono essere successi veramente, mentre un terzo deve essere completamente inventato. L’ordine in cui le storie devono essere raccontate sarà ovviamente casuale, in modo che non sia facile per gli altri concorrenti indovinare dove stia la verità e dove la bugia.

Scoprire la menzogna

Quando le tre storie sono concluse, gli altri dovranno quindi tentare di indovinare la menzogna. Ognuno avanzerà la propria ipotesi, scommettendo sulla storia A, B o C, e alla fine il narratore rivelerà chi ha vinto, ottenendo un punto, e chi ha perso. Successivamente toccherà a un altro concorrente raccontare le sue tre storie e avanti così fino a quando un giocatore non raggiunge quota 3 punti (o 5, se l’attesa è molto lunga).

Per rendere più interessante il gioco ognuno sarà costretto a raccontare bugie che sembrino verosimili e storie invece reali che sembrino frutto di fantasia. Ovvero a confessare le cose più strane che gli sono accadute. Questo rende il gioco particolarmente divertente. E può diventare addirittura piccante se a giocare sono degli adulti che stanno cominciando a conoscersi meglio.

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4. Il gioco delle liste

Il solitario perfetto per gli amanti del nostro sito

Per il gioco delle liste basta un pezzo di carta, ma se ha le righe è meglioDopo aver visto alcuni giochi da fare in compagnia, arriviamo, come promesso, a quelli che potete fare anche da soli. Perché, diciamolo, le situazioni più noiose sono proprio quelle in cui ci si trova senza nessun altro al fianco, e in cui è utile avere in mente un bel gioco per far passare il tempo. Il primo che vi proponiamo è il Gioco delle liste, una sfida contro se stessi che affonda le sue origini addirittura nella sitcom Friends.

Come forse ricorderete, in un episodio di quello show Chandler sfidava Ross – e poi tutti gli altri amici – a scrivere tutti e 50 gli stati che formano gli USA entro pochi minuti. Nessuno riusciva nell’impresa, anche se per Joey la sfida aveva esiti tragici. Ora, quello stesso spunto può essere usato però per interessanti gare contro se stessi.

Elenchi da almeno 30 elementi

Dovete prima di tutto armarvi di carta e penna (o di uno smartphone che disponga di un’app per le note). Dopodiché dovete pensare a una categoria che contenga almeno 30 elementi. Ad esempio, i capoluoghi di provincia del nord Italia, o gli stati dell’Asia, o le squadre di basket dell’NBA. A questo punto, tenendo conto del tempo, dovete cominciare a scrivere tutti gli elementi, vedendo se riuscite a completare la lista in meno di 5 minuti (e senza barare).

In certi casi, se siete degli esperti nella categoria che avete scelto, la stesura procederà quasi da sola. Negli altri, però, arriverete facilmente a 15-20 elementi, dopodiché potreste anche arenarvi. Segnatevi però da parte le liste che non siete riusciti a completare nel tempo stabilito e ricordatevi poi di sfidare i vostri amici a far meglio di voi.


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5. L’io del futuro

Un gioco mentale che può fornire anche qualche motivazione

Per giocare all'io del futuro bisogna avere sott'occhio una persona qualsiasi, anche un passanteSe, come dicevamo all’inizio, siete davvero in attesa alle poste o dal medico, sarete sicuramente circondati da altre persone. Estranei coi quali non vale forse la pena di scambiar parola, ma che possono tornare utili per l’ultimo gioco – un altro solitario – della nostra cinquina. Un gioco che può avere anche il benefico effetto di spingervi a migliorare e a diventare persone migliori.

Per prima cosa dovete guardarvi attorno ed adocchiare una persona del vostro stesso sesso, più vecchia di voi. Trovata? Benissimo. Ora dovete immaginare che quella persona siate voi nel futuro, tra dieci anni. Come siete arrivati ad essere così? Quali tappe ha intrapreso la vostra vita? A cosa avete rinunciato e cosa avete fatto per assumere quell’atteggiamento, quei vestiti, quelle pose?

Un gioco che è una storia su voi stessi

In pratica, dovete creare una storia basata su voi stessi come punto di partenza e la persona che avete scelto come punto d’arrivo. Mettiamo, ad esempio, che siate una ragazza del liceo e lo sguardo vi sia caduto su una professionista in tailleur che non sta ferma un attimo, attaccata al cellulare. Che università avete fatto per arrivare lì? Che lavoro svolgete? E perché dovete perennemente contrattare al telefono?

Perché il gioco riesca bene, però, non dovete essere superficiali. Cercate i dettagli. Ad esempio, la donna del nostro esempio porta la fede al dito? Sì? E allora con chi si potrebbe essere sposata? È un matrimonio felice? Conoscendovi, è stato lui a spingervi a fare un lavoro così impegnativo oppure l’uomo dei vostri sogni finirebbe per mettervi i bastoni tra le ruote? E con chi sta parlando, la vostra io del futuro, al telefono? Magari con una figlia? Insomma, ce n’è per far lavorare la fantasia per ore. E chissà che così non troviate qualcuno che non vi ispiri qualche cambiamento in voi stessi.

 

 

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