«Hai mai letto Neil Gaiman?» «No». «Ma tu devi assolutamente leggere Neil Gaiman! Ti piacerà moltissimo!» Dopo aver avuto questa conversazione svariate decine di volte, ho iniziato a provare una fortissima antipatia per Neil Gaiman, come sempre avviene quando le persone che abbiamo intorno si comportano come se ci conoscessero alla perfezione, dandoci per scontati. La cosa veramente seccante è che avevano ragione, naturalmente, e adesso Gaiman è uno dei miei scrittori preferiti.

Non solo Sandman e fantasy

È difficile spiegare Gaiman a chi non lo conosce e non di rado la prima parola che sentirete quando si parla di questo autore sarà Sandman (o, come è spesso chiamato in italiano, La saga degli Eterni), ovvero il fumetto uscito fra la fine degli anni ’80 e la metà dei ’90 che rese Gaiman uno dei primi casi letterari del genere. La seconda parola che sentirete è probabilmente “fantasy”, perché, come diceva il compianto Terry Prachett, «scrivi di un dannato drago una volta e immediatamente ti dicono che fai fantasy».

La produzione di Neil Gaiman, tuttavia, non si adatta facilmente a essere sintetizzata in un solo genere, anche per via della cospicua carenza di draghi, elfi e nani. In compenso ci sono troll, giganti e fate, ma non nei cinque libri di questo elenco. Gaiman ha scritto fumetti, romanzi, romanzi per ragazzi, racconti brevi, poesie, sceneggiature e saggi e ha la rara capacità di conservare uno stile unico e riconoscibile pur nella varietà di registri, atmosfere, generi, formati e linguaggi.


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Questo piccolo elenco, che non ambisce a essere esaustivo, raccoglie cinque romanzi, pescati tanto fra i libri per ragazzi quanto fra quelli per adulti. In qualche caso le traduzioni italiane, in particolare quelle dei titoli, possono essere considerate un tentativo di boicottaggio attivo, ma voi non fateci caso e leggeteli ugualmente: non ve ne pentirete.

 

American Gods

Le divinità che seguivano i migranti

La copertina italiana di "American Gods"Ci sono libri che, quando li leggiamo, ci fanno immergere in un universo, così che possiamo sentirci davvero parte dell’immaginario dell’autore. Leggere Il talismano di Stephen King, per esempio, ci permette di trasportarci insieme al protagonista in un universo parallelo e ammirarne la meraviglia, prima di tornare alla nostra vita di tutti i giorni. Con American Gods le cose non vanno esattamente così. Ogni volta che si chiude il libro, ci si accorge che l’universo contenuto fra le pagine è ancora lì, è il mondo che ci circonda, semplicemente non ce ne eravamo accorti.

Il romanzo segue le vicende di Shadow, un personaggio di poche parole e scarsamente incline al romanticismo, uno di quegli individui silenziosi le cui buone azioni tendono a passare inosservate per mancanza di impeto eroico. Shadow, all’inizio della storia, è appena uscito di prigione e sta tornando a casa, in un altro Stato, per presenziare al funerale di sua moglie, morta in un incidente stradale insieme al suo migliore amico.

Un’America diversa

L’America in cui si muove Shadow, tuttavia, non è quella che siamo abituati a vedere nei film. L’America di Gaiman – e verrà anche a voi il sospetto che sia quella la vera America – è una terra nella quale milioni di persone, fin da quando il pianeta era giovane e i continenti erano assai diversi da come li conosciamo, si sono riversate in flussi migratori costanti. A piedi o su una zattera, in aereo o in nave, partendo alla conquista di nuove terre o venendo strappati alle proprie e venduti come schiavi, individui, gruppi e comunità intere sono approdati sulle sue coste.

Ognuno ha portato con sé i propri dei: divinità indiane dai culti ancora fiorenti, divinità africane dimenticate da millenni, divinità di pantheon celebrati dalle saghe norrene. Tutti hanno viaggiato insieme alle masse umane e si sono installati in questo continente, per poi essere gradualmente dimenticati, a favore delle nuove divinità del progresso. Che ne è stato di tutti questi dei ormai disoccupati? Hanno dovuto trovarsi un lavoro per vivere. Tassisti, impresari di pompe funebri, truffatori, prostitute, macellai. Ognuno si dà da fare come può, fino a quando non scoppia una guerra fra i nuovi dei e quelli vecchi. Shadow, suo malgrado, si trova al centro del conflitto. Da American Gods verrà tratta una serie televisiva, che è attualmente in corso di produzione.

 

Buona Apocalisse a tutti!

Scritto a quattro mani con l’amico Terry Pratchett

Buona Apocalisse a tutti!, il romanzo scritto con Neil GaimanChi ha tradotto il titolo di Buona Apocalisse a tutti! dovrebbe essere arrestato. Questo è il Se mi lasci ti cancello della letteratura: un titolo che fa scappare chi potrebbe appassionarsi al libro e attira un pubblico che probabilmente lo detesterà. D’accordo, si tratta di un romanzo che potrebbe essere considerato per giovani adulti (certamente non è per ragazzi), ma non per questo deve suonare come un cinepanettone fantascientifico. Il titolo originale è Good Omens (che significa Buoni auspici) e il romanzo è stato scritto a quattro mani con Terry Pratchett, amico di lunga data di Neil Gaiman e scomparso recentemente.

Il romanzo parla, ovviamente, dell’Apocalisse. Il Paradiso e l’Inferno sono organizzati in modo molto diverso da come ce li immaginiamo, è tutto molto più burocratico e la burocrazia non piace a nessuno. Crowley e Aziraphale sono rispettivamente un demone e un angelo, di stanza sulla Terra, impiegati da secoli nell’amministrazione delle faccende celesti e infernali. I problemi cominciano quando arriva il momento di organizzare la fine del mondo. Una suora satanista troppo zelante, nel tentativo di aiutare la concorrenza, smarrisce accidentalmente le tracce del neonato che dovrebbe consegnare a una famiglia di devoti adoratori del Demonio. Dopotutto, a chi non è capitato di perdersi per strada l’Anticristo appena nato?

Tra l’Anticristo e i Cavalieri dell’Apocalisse

Naturalmente non si tratta di un caso: c’è qualcuno che ha tutto l’interesse a fare in modo che il pargolo infernale cresca in una famiglia perbene. Non importa se il tuo padre biologico è il Principe delle Tenebre: una buona educazione farà comunque di te una brava persona. Ne seguono una serie di complicati eventi, che vedono protagonisti – fra gli altri – un gruppo di ragazzini in un villaggio inglese, un aspirante cacciatore di streghe, un mastino infernale dal nome assai poco altisonante e i quattro Cavalieri dell’Apocalisse, che hanno fatto una discreta carriera e occupano posizioni di prestigio nella società contemporanea. A scontrarsi non saranno le forze del cielo e dell’inferno, ma le due opposte fazioni di chi ritiene che sia arrivato il momento per la razza umana di scomparire e chi invece ritiene che la Terra non sia poi un così brutto posto.

Una nota a margine: si è parlato per molti anni di un possibile adattamento televisivo o cinematografico di questo romanzo, ma il progetto non è mai stato realizzato. Quando Terry Pratchett è stato colpito dal morbo di Alzheimer e le sue condizioni hanno cominciato rapidamente a deteriorarsi, Neil Gaiman si è adoperato attivamente perché la BBC realizzasse almeno un adattamento radiofonico e perché questo fosse completato e trasmesso finché l’amico era ancora in grado di apprezzarlo. Gli stessi Gaiman e Pratchett hanno interpretato un microscopico cameo nella prima puntata.

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Nessun dove

Nelle fogne di Londra

"Nessun dove", romanzo ambientato nel sottosuolo di LondraNessun dove è stato adattato in diversi modi. Ne è stato tratto un fumetto, una miniserie TV e una splendida serie radiofonica della BBC, il cui cast include, fra gli altri, James McAvoy, Natalie Dormer, Christopher Lee e Benedict Cumberbatch. A voler essere precisi, il romanzo è uscito quando la serie TV era già al suo terzo episodio e ha superato notevolmente il successo del prodotto televisivo. L’idea originale è venuta da Lenny Henry, coautore della sceneggiatura televisiva, che aveva intenzione di raccontare le storie di gang di senzatetto per le strade di Londra. La preoccupazione iniziale di Gaiman, rispetto a questo progetto, era che descrivere in modo idealizzato e romantico la condizione dei senzatetto equivalesse a sottovalutare il problema e sminuirne la gravità.

La soluzione è la quintessenza dello stile di Neil Gaiman: il racconto è trasportato in una dimensione irreale, che sublima i temi trattati rendendoli universali, pur mantenendo un legame fortissimo con la città di Londra. L’universo di Neverwhere, titolo originale dell’opera, prevede l’esistenza di un’altra città, sotto la capitale inglese. Una città nella quale si ritrovano tutti coloro che scivolano nelle crepe della realtà e non riescono più a trovare un posto nelle normali interazioni sociali.


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Il protagonista Richard Mayhew si ritrova in questa metropoli parallela dopo aver prestato soccorso a una ragazza ferita di nome Door. Richard non è preparato ad affrontare nulla di questo nuovo mondo. La sua vita è sempre stata, tutto sommato, comoda: ha un buon lavoro, una fidanzata fin troppo perfetta, un appartamento in una zona gradevole e una serie di rassicuranti abitudini. Richard non è un tipo particolarmente assertivo, non ama imporsi e, in linea di massima, segue la corrente.

Un vasto campionario umano

C’è una vasta gamma di cose che Richard non è abituato a fare. Scappare attraverso la rete intricata di tunnel che costituisce il sistema fognario cittadino, per esempio, o cercare di sfuggire a due sicari spietati dall’esperienza millenaria. La Londra sotterranea che lo accoglie è un luogo magnifico e terrificante, nel quale si incontrano signorie in conflitto fra loro, schiere di umani che si pongono al servizio dei topi, mercati che appaiono e scompaiono, guerrieri dalle abilità sovrumane, ponti che si lasciano attraversare solo esigendo un tributo di sangue, frati che custodiscono antichi segreti, splendide donne che si nutrono di calore umano, mercanti che vendono ciò che viene a galla nelle fogne, assassini, bestie sanguinarie, angeli, giullari e guardie del corpo.

Modalità di lettura consigliata, per chi fosse in grado di godere della versione originale: procuratevi l’audiolibro letto dall’autore e ascoltatelo viaggiando in metropolitana: la vostra percezione di ciò che avviene sottoterra cambierà completamente. Non occorre trovarsi a Londra, l’effetto è garantito in qualsiasi città.

 

L’oceano in fondo al sentiero

I bambini che fanno paura ai grandi

"L'oceano in fondo al sentiero" di Neil GaimanQuesto romanzo non doveva essere un romanzo. Nell’apprestarsi a raccontare questa storia, Neil Gaiman aveva intenzione di scrivere un racconto breve, da inviare alla sua compagna che si trovava in tournée in Australia – Neil Gaiman è sposato con la musicista Amanda Palmer. L’idea, stando a quanto l’autore ha dichiarato in alcune interviste, era quella di descrivere lo spirito della propria infanzia, ma è meglio non pensarci mentre si legge il libro, altrimenti si finisce a preoccuparsi parecchio per l’infanzia di Neil Gaiman, invece di godersi la storia.

Il racconto breve, in fase di scrittura, ha continuato a crescere, trasformandosi in un racconto lungo, poi un una novella e infine un romanzo vero e proprio. Il punto di vista è interamente soggettivo e l’identificazione del lettore con il protagonista è totale, al punto che questo rimane anonimo per tutta la narrazione, che è ovviamente in prima persona. La storia si apre con il ritorno del protagonista, ormai adulto, alla casa della sua infanzia. Il protagonista si ferma in quella che era la casa della sua vicina e amica Lettie Hempstock e, incontrando la madre e la nonna di Lettie, inizia a ricordare gli eventi accaduti molti anni prima.

Un essere soprannaturale che entra nel nostro mondo

Tutto è cominciato quando un uomo, un minatore sudafricano gravemente indebitato, ha rubato l’auto di famiglia e l’ha utilizzata per suicidarsi. La sua morte ha permesso a un essere soprannaturale e non particolarmente amichevole di entrare nel nostro mondo. Fermarlo, ovviamente, sarà compito del protagonista e di Lettie Hempstock, la più giovane di una famiglia che sembra essere composta di sole donne e la cui storia sembra essere infinitamente più antica di quanto il giovane protagonista possa comprendere.

Lettie sostiene che lo stagno in fondo al sentiero sia un oceano e accompagna il protagonista in un viaggio necessario per incatenare lo spirito malevolo alla sua dimensione. Lettie raccomanda al protagonista di non lasciare mai la sua mano, ma in un momento di confusione il protagonista non riesce a obbedire e immediatamente sente qualcosa che gli penetra nella pianta del piede.

Tornando a casa, il giovane protagonista estrae dal proprio piede un lungo verme, ma non riesce a eliminarlo completamente. Il giorno dopo la madre del protagonista gli presenta la nuova governante, che il bambino capisce subito essere in realtà il verme, nonché lo spirito ormai determinato a restare nel mondo dei vivi. La sua influenza malvagia penetra ogni aspetto della vita familiare e il protagonista si trova sempre più isolato e in pericolo. Sarà Lettie a salvarlo, ma entrambi dovranno pagare un prezzo molto alto.

A dispetto dell’apparenza, non un libro per l’infanzia

Come molte opere di Gaiman, L’oceano in fondo al sentiero sfugge alle classificazioni: nonostante i protagonisti siano due bambini e il punto di vista, così come il linguaggio, siano coerenti con l’idea del romanzo per ragazzi, raramente il libro viene inserito in questa categoria. La storia è troppo scura e alcune scene troppo crude per gli standard consolidati della narrativa per l’infanzia.

D’altra parte ci sono adulti che si sentirebbero in lieve imbarazzo ad ammettere di avere infinitamente apprezzato una storia contenente elementi come la governante perfida e l’oceano trasportato in un catino. Neil Gaiman è così: si inserisce negli spazi vuoti fra le cose, fra i generi, fra il calore rassicurante delle favole e gli angoli oscuri delle paure infantili.

 

Il figlio del cimitero

Un bambino allevato dai morti

"Il figlio del cimitero", un inusuale romanzo per ragazziAnche nel caso de Il figlio del cimitero ci troviamo davanti a una traduzione creativa del titolo: l’originale era The Graveyard Book, ovvero Il libro del cimitero, ma evidentemente i traduttori ritengono che i lettori italiani non siano in grado di sopportare un libro che non spieghi per filo e per segno, fin dal titolo, il senso della storia. A differenza de L’oceano in fondo al sentiero, questo romanzo è classificato come letteratura per ragazzi e quindi, naturalmente, inizia con lo sterminio di un’intera famiglia a opera di un uomo di nome Jack del Mazzo (un tentativo passabile di tradurre l’originale inglese Jack of All Trades, un’espressione che si usa per indicare chi ha un’infarinatura di molte conoscenze o abilità diverse, ma non ne approfondisce nessuna).

Quello che Jack non ha notato è che il figlio poco più che neonato dei coniugi che ha appena ucciso si è arrampicato fuori dalla culla ed è sgattaiolato fuori casa, infilandosi fra le sbarre del cancello del più vicino cimitero. Questo si rivela il luogo più sicuro per il piccolo, che viene adottato da una coppia di anziani spettri e allevato dall’intera comunità dei defunti con l’aiuto del custode Silas, che non appartiene strettamente parlando né al mondo dei morti né a quello dei vivi.

La formazione di Nobody Owens

Al bambino viene dato il nome di Nobody, dal momento che “non somiglia a nessuno tranne che a se stesso” e il cognome dei suoi genitori adottivi, i coniugi Owens. Nobody Owens, per tutti Bod, cresce sereno e riceve un’eccellente educazione in un luogo che a molti non riesce rassicurante. L’avvicinarsi dell’adolescenza, naturalmente, rivela sempre più pressante la necessità di interagire con i vivi: lo studio e la conoscenza non possono sostituire le esperienze umane e il contatto con i propri simili. Bod dovrà anche preoccuparsi di risolvere la questione in sospeso con l’uomo di nome Jack e venire a capo del mistero legato alla morte della sua famiglia e a una misteriosa organizzazione di assassini, la Confraternita dei Jack del Mazzo.

Lungo il suo percorso, nella migliore tradizione dei romanzi di formazione per ragazzi, Bod incontrerà i personaggi più diversi, creature del mondo dei morti e creature a cavallo fra i due mondi, streghe e licantropi (la sua istitutrice è una donna-lupo russa, Miss Lupescu, che però preferisce essere conosciuta come “Il Mastino di Dio”) e, naturalmente, la creatura più strana di tutte: una ragazza. Lo scontro finale contrappone Bod e la sua insolita famiglia a Jack e alla sua oscura organizzazione e finalmente verrà alla luce il motivo per cui la Confraternita ha cercato di uccidere il piccolo Bod.

 

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