13 canzoni sull’amicizia in inglese e in italiano

Vi proponiamo cinque belle canzoni che affrontano il tema dell'amicizia

Come faremmo senza l’amicizia? È così fondamentale, nella nostra vita, eppure così imprevedibile. Ci può aiutare a risollevarci quando tutto sembra andare male, ma può essere essa stessa una causa di malessere. Come tutte le relazioni umane, può mandarci in paradiso e all’inferno; ma in maniera potenziata, perché nell’amicizia investiamo tante energie e speranze.

Rock, rap, musica classica

Forse proprio per questa ambiguità di fondo, il tema è stato spesso trattato dagli scrittori e dai cantanti, a livelli sia popolari che alti.

Tutti infatti sembrano aver qualcosa da dire sull’amicizia, sia che siano fini compositori che ambiscono a ricreare le atmosfere della musica classica, sia che siano rapper provenienti dai quartieri più malfamati delle grandi metropoli. Segno che l’amicizia, un po’ come l’amore, trascende tutti i confini e i limiti. Ma che è anche un mistero incomprensibile.

Già in passato ci siamo occupati dell’argomento, presentandovi canzoni in italiano e in inglese che potevate dedicare ai vostri migliori amici e amiche. Oggi però vorremmo proporvi brani che non vi abbiamo mai suggerito prima, cercando allo stesso tempo di andare oltre agli interessi e alle mode del momento.

Cioè di proporvi brani che non parlano di questo o quell’amico, ma dell’amicizia in generale. E lo fanno con parole destinate a durare, che andavano bene vent’anni fa ma andranno altrettanto bene anche tra vari decenni. Ecco alcune canzoni – sia in inglese che in italiano – che ci sembrano fare tutto questo molto bene.

 

1. Joe Cocker – With a Little Help from My Friends

Il pezzo che i Beatles scrissero per Ringo Starr

Cominciamo con la canzone più vecchia della nostra cinquina, ma anche forse la più famosa. With a Little Help from My Friends fu infatti incisa dai Beatles nella notte tra il 29 e il 30 marzo 1967. Ovvero poche ore dopo aver posato per le foto della copertina di Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band, quello che sarebbe diventato uno dei loro dischi più celebri.

Joe Cocker sulla copertina di With a Little Help From My Friends, una delle più straordinarie canzoni sull'amicizia

Quella incisione è leggendaria. La vulgata vuole, ad esempio, che all’alba un Ringo Starr ormai esausto avesse già messo il piede sulle scale per uscire dalla sala di registrazione, ma fosse stato fermato dagli altri tre. Lo obbligarono, quasi addormentato, ad incidere la parte cantata1.

 
Il brano era stato infatti scritto per lui, che si esibiva raramente alla voce. E il suo contributo fu memorabile. Anche perché le belle liriche scritte da Lennon e McCartney facilitavano l’operazione di creare un altro pezzo da novanta.

Noi, però, ci permettiamo di segnalarvi una cover, che è celebre almeno quanto l’originale, e forse anche di più. Appena un anno dopo, nel 1968, Joe Cocker riarrangiò infatti il brano in stile rhythm’n’blues, e lo incise, con l’apporto alla chitarra di Jimmy Page. Poi lo cantò anche a Woodstock, dove divenne uno dei brani-simbolo della manifestazione2.

 

2. Queen – You’re My Best Friend

Nonostante, come abbiamo scritto, tutti i più grandi cantautori abbiano presto o tardi affrontato il tema dell’amicizia, è raro che l’abbiano fatto più di una volta. Anche perché di solito le canzoni sugli amici non vendono come quelle d’amore, e quindi è meglio non esagerare troppo.

In pochi fanno eccezione a questa regola, e tra questi ci sono i Queen. Nel loro repertorio, infatti, figurano almeno due brani memorabili dedicati all’argomento: Friends Will Be Friends, di cui abbiamo già parlato altrove, e You’re My Best Friend3.

Uno dei pochi pezzi scritti da John Deacon

Quest’ultima uscì all’interno di A Night at the Opera nel 1975, e poi come singolo l’anno successivo. A scriverla non furono né Freddie Mercury, né Brian May, gli autori della maggior parte dei brani del gruppo, ma John Deacon, il timido bassista.

You're My Best Friend, una delle più famose canzoni sull'amicizia, firmata dai Queen

Che la scrisse non pensando, in realtà, ad un amico vero e proprio, ma alla moglie. A differenza degli altri Queen, Deacon è sempre stato un tipo molto tranquillo, forse addirittura troppo, e la moglie è sempre stata l’unica in grado di capirlo fino in fondo, proprio come fa un amico.

 
La particolarità della canzone sta anche nella strumentazione usata. Deacon infatti voleva provare a registrare una canzone in cui si usasse un piano elettrico Fender Rhodes, che in quel periodo andava parecchio di moda (lo usavano sia Stevie Wonder che gli Steely Dan)4.

Mercury, il pianista del gruppo, si rifiutava però di utilizzarlo, legato com’era al pianoforte vero e proprio, e quindi Deacon lo imparò a suonare da autodidatta per poterlo inserire. Con ottimi risultati.

 

3. The White Stripes – We’re Going to Be Friends

I White Stripes sono stati una delle band più interessanti nei primi anni Duemila. La loro commistione di alternative e garage rock, con pesanti venature blues, li ha resi unici nel panorama rock mondiale.

We're Going to Be Friends dei White StripesE le loro canzoni erano originali e belle, spesso capaci di stimolare le più ruvide sensazioni ma anche di concedersi qualche momento emotivamente forte. Proprio al lato sensibile della loro produzione appartiene We’re Going to Be Friends, in cui raccontano di un’amicizia scolastica.

Nel brano si racconta infatti di quel legame che nasce tra bambini, quando si va alle elementari e si impara a leggere e a scrivere. Quando, come racconta la voce di Jack White, si fa lo show and tell, si gioca con la palla e la maestra segna l’altezza dei piccoli studenti sul muro.

 
Una canzone molto dolce e molto semplice anche nell’arrangiamento (in cui basta l’arpeggio di una chitarra), ma che riesce a cogliere la magia dell’infanzia. E che in questo senso è stata usata molto proficuamente anche nel film Napoleon Dynamite5.

Un brano anomalo per il duo

Per chi non li conosce, i White Stripes sono quelli di Seven Nation Army, la canzone che tutti i tifosi italiani cantavano durante i Mondiali del 20066.

E che adesso è diventata la colonna sonora di vari eventi ed imprese sportive. Fa quindi un po’ specie che un gruppo che poteva parlare agli stadi interi riuscisse anche a sfornare pezzi di questa intimità. Ma questo era uno dei tanti pregi di Jack e Meg White.

 

4. Francesco Guccini – Gli amici

Chiudiamo con due pezzi italiani. Non si tratta dei più noti sul tema dell’amicizia, perché quelli li abbiamo già segnalati in altri articoli. Sono, però, due tra i più belli, simpatici e intensi mai composti, che vale la pena di riscoprire.

Guccini, album in cui era contenuta anche Gli amiciIl primo – Gli amici – è firmato addirittura da Francesco Guccini, uno che raramente è entrato nell’argomento, nonostante gli amici abbiano probabilmente avuto una parte decisiva nella sua vita.

D’altronde, l’abbiamo detto anche in apertura: l’amicizia è una di quelle cose belle che troppo spesso si danno per scontate. Un po’ lo dice anche Guccini nella sua canzone: «Non so se è pregio o colpa esser fatti così: c’è gente che è di casa in serie B». Ad indicare come gli amici stiano spesso in secondo piano.

 
Ma le sue parole non lesinano nel sottolinearne l’importanza:

Contandoli uno a uno non son certo parecchi,
son come i denti in bocca a certi vecchi,
ma proprio perché pochi son buoni fino in fondo
e sempre pronti a masticare il mondo.

La memorabile esibizione al Club Tenco con Roberto Vecchioni

La canzone compariva in chiusura a Guccini, album del 1983 e undicesimo del cantautore emiliano. E non stonava, in quel disco dedicato al tema del viaggio (c’erano anche Autogrill, Argentina e Gulliver), perché in fondo anche la nostra vita terrena è appunto un viaggio che si affronta con vari compagni.

Celebre, però, anche un’interpretazione live che qualche anno dopo Guccini ne diede al Club Tenco in duetto con Roberto Vecchioni7. D’altronde, proprio Vecchioni è – nel campo dei cantautori italiani – uno degli amici più cari del vecchio maestro di Pàvana.

 

5. Alex Britti – Amico mio

Parole semplici, che colgono nel segno

.23, album di Alex Britti del 2009Chiudiamo la lista delle canzoni con Amico mio di Alex Britti, contenuta nell’album .23 del 2009. La canzone non divenne uno dei singoli estratti per quel disco – che furono invece Piove e Buona fortuna – ma è entrata comunque nel cuore di molti fan8.

Il punto forte del brano è infatti il testo, scritto da un Britti che sa esprimere con grande semplicità alcuni dei concetti chiave dell’amicizia: «Amico mio, mi basta che almeno ci sia tu a ridere se piango e a tirarmi su».

 
Una capacità che emerge anche nella seconda parte della canzone:

Amico mio, per sempre
ti ringrazierò
per tutte le parole
che un giorno ti dirò.
 
Amico lontanissimo
che stai vicino a me
in quei momenti semplici
che passo insieme a te.
 
Amico mio sincero,
ovunque tu sarai,
anche dall’altra parte del mondo,
un altro amico avrai.
 
Amico mio da sempre,
amico nuovo come te
a volte sembra niente
ma un amico è importante.

 

Altre 8 canzoni sull’amicizia, oltre alle 5 già segnalate

Cinque canzoni non sono poi così tante, quando si vuole cercare di definire un rapporto speciale come quello dell’amicizia. Per questo motivo abbiamo deciso di scegliere anche qualche altro brano supplementare, ancora sia in italiano che in inglese, che possa fornirvi degli altri spunti.

 

Dario Baldan Bembo – Amico è (Inno dell’amicizia)

Amico è è sicuramente una delle canzoni più famose, in Italia, sul tema dell’amicizia. Eppure ebbe un’origine poco “nobile”, se così vogliamo dire, perché fu pensata e realizzata sostanzialmente per essere usata come sigla di chiusura di un telequiz.

Per fortuna del suo autore – Dario Baldan Bembo, che si avvalse però ai testi anche della collaborazione di Sergio Bardotti e di Nini Giacomelli – quella trasmissione era Superflash, primo grande successo di Mike Bongiorno su Canale 5. Pubblicato nel 1982, il singolo divenne subito un classico.

Ben E. King – Stand By Me

Stand by Me è un altro pezzo da novanta, della storia però della musica soul. Inciso nel 1961, è uno dei brani più volte riproposti e reinterpretati della storia della musica9, tanto che si stima che King abbia incassato più di 20 milioni di dollari solo di royalties.

La canzone fu scritta dallo stesso King assieme a Jerry Leiber e Mike Stoller e si ispirava ad alcuni spiritual e a passi dei Salmi. Per questo la persona a cui si chiedeva aiuto (il titolo significa “Stammi accanto”) poteva essere Dio o una donna. O, più semplicemente, un amico.

 

The Jackson 5 – I’ll Be There

I’ll Be There è uno dei classici della musica black americana degli anni ’70. Incisa proprio nel 1970, era stata scritta Berry Gordy, Hal Davis, Bob West e Willie Hutch, grandi musicisti in forza, all’epoca, alla Motown. Soprattutto, però, era cantata dai Jackson 5, allora all’apice del loro successo.

I cinque fratelli Jackson – Jackie, Tito, Jermaine, Marlon e soprattutto il giovanissimo Michael – avevano raggiunto la vetta della classifica americana appena pochi mesi prima, con l’hit I Want You Back. I’ll Be There confermava il loro talento, con una canzone dedicata alla presenza e alla vicinanza degli amici.

Gino Paoli – Quattro amici

L’amicizia non è solo sostegno, fedeltà, simpatia. A volte è anche qualcosa che si perde con l’andare degli anni, un sentimento di grandi slanci quando si è giovani ma anche di crudo realismo man mano che si invecchia. Tutte caratteristiche ben evidenziate anche da Gino Paoli nella sua Quattro amici.

La canzone, registrata nel 1991, apparve all’interno dell’album Matto come un gatto, ed ebbe un successo insperato. Nonostante Paoli avesse all’epoca ormai quasi sessant’anni, il brano piacque molto ai più giovani, riuscendo a vincere anche il Festivalbar, forse proprio per via del racconto disincantato delle varie fasi della vita.

 

The Rembrandts – I’ll Be There for You

I’ll Be There for You ha un titolo molto simile a quello della canzone dei Jacksons 5 che abbiamo già presentato, ma è in realtà molto diversa nel ritmo e nell’epoca. Qui siamo infatti di fronte a un pezzo power pop (o al limite alternative) inciso a metà anni ’90 dai Rembrandts, una band che riuscì a registrare solo quest’unico successo.

Ancora più caratteristica, però, fu l’occasione che portò alla creazione del singolo. La canzone venne infatti scritta per diventare la sigla di Friends, la celebre sitcom della NBC che proprio in quegli anni stava nascendo. Così questa canzone è rimasta, nell’immaginario collettivo, un sinonimo dell’amicizia tra giovani adulti.

Thin Lizzy – The Boys Are Back in Town

Passiamo alla musica più dura, quella che vira prepotentemente sull’hard rock e sul blues. Quella che dominava la scena della musica “bianca” negli anni ’70, dalla Gran Bretagna agli Stati Uniti. Passando anche per l’Irlanda, dove una band proprio nel 1976 incise il suo pezzo più famoso.

Quella band erano i Thin Lizzy, mentre la canzone era The Boys Are Back in Town, che raccontava di una reunion tra ragazzi ritornati a gozzovigliare in città. Un inno all’amicizia e al cameratismo che portò la band irlandese fino alla posizione 8 della top ten inglese.

 

Laura Pausini – Un amico è così

Laura Pausini ha spesso raccontato le emozioni della vita dei giovani. Ha parlato quindi sovente dell’amore, ma ha dedicato anche alcune composizioni all’amicizia, già fin dall’inizio della sua carriera. Come dimostra questa Un amico è così, pubblicata nel 1994.

Il brano era contenuto all’interno del secondo album della cantante, Laura (quello di Strani amori), ed era firmato dagli storici collaboratori Cheope e Marco Marati per il testo e Angelo Valsiglio e Roberto Buti per la musica. E rimase nel cuore di molti fan.

Drake – Started from the Bottom

Concludiamo con una canzone hip hop. Non è raro, infatti, che i cantanti che si riconoscono in questo genere parlino dell’amicizia e del senso di fedeltà che li lega ai loro compagni d’avventura. Tra tutti i brani che si potrebbero citare, però, a noi piace segnalare Started from the Bottom.

Questa canzone è stata scritta ed eseguita da Drake, che l’ha lanciata come primo singolo del suo terzo album, Nothing Was the Same. Il pezzo racconta la gavetta fatta dall’artista canadese, accompagnato sempre dai suoi amici che lui ha saputo anche tenersi accanto fino al raggiungimento del successo.

 

Note e approfondimenti

  • 1 A questo link trovate qualche curiosità in più sulla storia di questa canzone.
  • 2 Inoltre, se il pezzo vi piace, sappiate che è stato inciso con grande successo anche dai Wet Wet Wet e dal duo Sam & Mark. Le due versioni potete ascoltarle rispettivamente qui e qui. Le incisioni più famose, cioè quelle dei Beatles e di Joe Cocker, potete sentirle invece a questo link e a quest’altro.
  • 3 Potete ascoltare e vedere il video ufficiale della prima e quello della seconda.
  • 4 Se volete approfondire, qui trovate una interessante storia di questo particolare strumento.
  • 5 È usata nei particolarissimi titoli di testa del film, che si possono rivedere qui.
  • 6 Se non ve la ricordate più, ascoltatela qui.
  • 7 La si può rivedere su YouTube cliccando qui.
  • 8 Tra l’altro, su YouTube si trova un video (cliccando qui) in cui la musica di Britti è stata messa in sottofondo ad alcune immagini di Papà, ho trovato un amico, film bello e commovente che parla proprio di amicizia.
  • 9 In Italia, ad esempio, fu cantato da Adriano Celentano col titolo di Pregherò, ma in lingua inglese venne interpretato in una celebre versione anche da John Lennon.

 

Segnala altre belle canzoni sull’amicizia nei commenti.

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