Figlio in arrivo? È strano, vero? Perché è una sensazione che hanno provato miliardi e miliardi di persone prima di voi, ma a voi pare di essere i primi. Perché è la più banale, in fondo, delle sensazioni che attraversano la vita di una persona, ma è forse la più importante che avrete nella vostra esistenza. Perché di bambini ne nascono migliaia ogni giorno, ma il vostro è sempre speciale.

E questo non vale solo per voi. Vale anche per i cantanti e per gli artisti. Che, se sono dotati di particolare talento, rispetto a voi hanno un vantaggio: possono esprimere le loro emozioni in una canzone e condividerla col loro pubblico. Quindi, se non riuscite a far capire quello che provate, potete affidare i vostri sentimenti a un brano musicale. Abbiamo scelto i cinque più belli – almeno secondo noi – scritti per un figlio. Due sono in italiano, tre in inglese, ma ve ne spiegheremo e tradurremo i testi.


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Prima di iniziare, però, spazio agli esclusi eccellenti. Se non vi piacciono le cinque canzoni che abbiamo scelto, o se volete qualche altro suggerimento, provate ad ascoltare anche Ogni tanto di Gianna Nannini, Da adesso in poi di Ligabue, Avrai di Claudio Baglioni, Attesa e inaspettata di Niccolò Fabi, Angelo di Francesco Renga e Benvenuto di Vasco Rossi in campo italiano. Se invece masticate bene l’inglese, vi consigliamo Sail to the Moon dei Radiohead, Flowers for Zoe di Lenny Kravitz, Kite degli U2 e A Young Gypsy di Joan Baez.

Menzione a parte per Tears in Heaven, straordinaria canzone di Eric Clapton. Se si dovesse valutare solo la qualità, il brano non potrebbe rimanere fuori da questa cinquina. Ma, come scrivevamo altrove, si tratta di una canzone dedicata al figlio scomparso in circostanze assai tragiche, e l’intento di questa lista voleva essere un altro. Procediamo.

 

Cat Stevens – Father and Son

Da padre a figlio

Father and Son fu pubblicata nel 1970 all’interno dell’album Tea for the Tillerman, di sicuro il più celebre della carriera di Cat Stevens. In quel disco c’erano pezzi memorabili come Wild World e la stessa Tea for the Tillerman, ma anche questo brano che mette in scena un dialogo tra un padre e un figlio. La canzone fu scritta inizialmente per un musical ambientato nella Russia della rivoluzione bolscevica, ma quando il progetto fu abortito venne riciclata per l’album. Questo spiega la struttura a due voci, poi rese nell’album da Stevens con due timbri vocali differenti.

Il testo è semplice, ma uno dei più belli sul rapporto padre-figlio mai scritti. «I was once like you are now – dice il padre – and I know that it’s not easy to be calm when you’ve found something going on. But take your time, think a lot, think of everything you’ve got, for you will still be here tomorrow but your dreams may not». Ovvero: «Una volta ero come te e so che non è facile rimanere calmi quando si trova qualcosa per cui andare avanti. Ma prenditi il tuo tempo, pensa molto, pensa a tutto quello che hai, perché tu sarai ancora qui domani, ma i tuoi sogni forse no».

 

Bob Dylan – Forever Young

Una preghiera per il proprio piccolo

Se Father and Son è uno dei due o tre pezzi più importanti della discografia di Cat Stevens, lo stesso non può dirsi per Forever Young. D’altronde, Bob Dylan ha inciso in carriera tanti capolavori – molti dei quali entrati nella storia – che è francamente difficile emergere. Ma Forever Young, pubblicata nel 1974 all’interno di Planet Waves, è una grande canzone, che non a caso è stata oggetto di numerose cover, realizzate da artisti che spaziano da Joan Baez a Norah Jones.

In quel disco, in realtà, il brano compariva in due versioni, una più lenta e una più accelerata. La canzone fu scritta da Dylan come una ninna nanna per il figlio Jesse, nato nel 1966. Infatti, è una sorta di preghiera perché il proprio bambino rimanga sempre forte e trovi la felicità: «May God bless and keep you always. May your wishes all come true. May you always do for others and let others do for you. May you build a ladder to the stars and climb on every rung. May you stay forever young. Forever young, forever young, may you stay forever young». Che si può tradurre così: «Possa Dio accompagnarti e benedirti sempre. Possano tutti i tuoi desideri avverarsi. Possa tu far sempre per gli altri e lasciare che gli altri facciano per te. Possa tu costruire una scala per le stelle e salire ogni scalino. Possa tu rimanere giovane per sempre».

 

John Lennon – Beautiful Boy (Darling Boy)

Quando l’ex Beatle consolava Sean

La terza canzone in inglese della nostra lista, e la terza anche in ordine cronologico, è frutto del lavoro di un altro mostro sacro. Beautiful Boy (Darling Boy) fu scritta e incisa infatti da John Lennon nel suo ultimo album, Double Fantasy, uscito nel 1980. L’ex Beatle la pensò per il figlio Sean, avuto nel 1975 da Yoko Ono, a cui nel brano si rivolge, come a consolarlo dopo un brutto incubo. Arrivano poi vari consigli e massime (tra cui la celeberrima frase «Life is what happens to you while you’re busy making other plans», cioè «La vita è ciò che ti accade mentre sei impegnato a fare altri progetti») prima di augurare di nuovo buonanotte al figlio.


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«Close your eyes – cantava Lennon –, have no fear. The monster’s gone, he’s on the run and your daddy’s here. Beautiful, beautiful, beautiful, beautiful boy. Beautiful, beautiful, beautiful, beautiful boy». In italiano: «Chiudi gli occhi, non aver paura. Il mostro se n’è andato, sta scappando e il papà è qui. Bellissimo, bellissimo, bellissimo, bellissimo ragazzo». Una piccola curiosità: la canzone è una delle preferite di Paul McCartney. In una puntata dello show radiofonico Desert Island Discs, in cui l’ospite VIP deve scegliere 8 dischi da portarsi su un’isola deserta, l’ex compagno di Lennon incluse Beautiful Boy nella sua selezione, dicendo anche che era in assoluto la sua preferita.

 

Eros Ramazzotti – L’aurora

Per la nascita della primogenita

Passiamo in Italia, dove le canzoni per i figli sono una questione abbastanza recente. Se si escludono Avrai di Claudio Baglioni e Fiore di maggio di Fabio Concato, le più famose canzoni italiane dedicate ai figli iniziarono a comparire nella seconda metà degli anni ’90. Ad aprire le danze fu, in un certo senso, L’aurora, che Eros Ramazzotti incise nel 1996. L’album era Dove c’è musica, un disco che celebrava vari amori del cantautore romano: il primo singolo, Più bella cosa, era infatti dedicato alla compagna di allora, Michelle Hunziker.

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La relazione tra Ramazzotti e la showgirl elvetica all’epoca faceva parlare tutte le riviste di gossip. Diventata famosa grazie a una campagna pubblicitaria di biancheria intima, la ragazza aveva conosciuto il cantante nel 1995, appena diventata maggiorenne. L’anno dopo era rimasta incinta di quella che sarebbe divenuta Aurora Ramazzotti, a cui il cantante decise di dedicare questa canzone (che convinse molte future mamme a chiamare così le loro figlie, facendo decollare un nome che fino ad allora era usato raramente). «Sarà sarà l’aurora – recitava il ritornello –. Per me sarà così. Come uscire fuori, come respirare un’aria nuova sempre di più. E tu, e tu, amore, vedrai che presto tornerai dove adesso non ci sei».

 

Jovanotti – Per te

Dedicata alla figlia Teresa

L’ultimo pezzo che abbiamo scelto risale al 1999. Autore, assieme a Michele Centonze e Saturnino Celani, fu Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, che lo incluse all’interno del suo decimo album, Lorenzo 1999 – Capo Horn. La canzone era la prima dell’album e fu scelta anche come primo singolo, come se riassumesse in sé tutti i punti chiave del nuovo lavoro. Semplice, come molti dei pezzi più intimisti di Jovanotti, era dedicato a Teresa Cherubini, nata nel dicembre 1998 dalla compagna Francesca Valiani.

Oggi Teresa sta per diventare maggiorenne, come è successo qualche mese fa ad Aurora Ramazzotti, e fa un po’ impressione vedere come canzoni che sembrano scritte ieri in realtà parlano di bambine che ormai sono parecchio cresciute. Ma Per te è una delle serenate più toccanti della produzione del rapper. «È per te che sono verdi gli alberi – comincia – e rosa i fiocchi in maternità. È per te che il sole brucia a luglio, è per te tutta questa città. È per te che sono bianchi i muri e la colomba vola. È per te il 13 dicembre [il giorno della nascita di Teresa], è per te la campanella a scuola. È per te ogni cosa che c’è ninna na ninna e… è per te ogni cosa che c’è ninna na ninna e…».

 

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