Cinque belle canzoni sull’estate in italiano

Scopriamo insieme le canzoni sull'estate più rappresentative della storia della musica italiana

Qualunque sia il periodo dell’anno, è sempre il momento di pensare all’estate. Se è inverno, bisogna iniziare a considerare il problema della prova costume. Se è primavera bisogna prenotare da qualche parte. Se è autunno, ci si pensa per rimpiangere il relax in spiaggia. E ogni volta che la mente va a quella stagione, subito si riempie anche delle note delle canzoni sull’estate.

Relax e divertimento

Per prepararci meglio alla stagione del riposo, del divertimento e dell’amore abbiamo quindi pensato di prepararvi un paio di liste sulle canzoni sull’estate, cercando di trovare quelle più celebri e rappresentative, quelle che magari – grazie a una ritmica o a delle frasi particolarmente azzeccate – sono entrate nell’immaginario collettivo. E le liste saranno appunto un paio perché abbiamo deciso di crearne una per le canzoni in lingua inglese e una, dalla quale partiamo oggi, con quelle in italiano.

Certo, la scelta non è stata facile perché i brani sono moltissimi e l’estate sembra aver avuto sempre un certo fascino sui musicisti (per non parlare degli ascoltatori), quindi vi invitiamo anche ad aggiungere nuovi titoli nei commenti nel caso in cui la vostra canzone preferita non fosse in cinquina.

 

Gino Paoli – Sapore di sale

Il gusto lento dell’estate

Sapore di sale di Gino Paoli, forse la più famosa tra le canzoni sull'estate in italianoQuando si pensa alle canzoni del periodo estivo, almeno in Italia, si pensa agli anni ’60. Sarà perché solo in quel decennio l’appena trovato benessere economico permise agli italiani di pagarsi una villeggiatura, di affittare un ombrellone, di spostarsi in una città sull’Adriatico o sul Tirreno.

Sarà perché era un’epoca spensierata nonostante i politici morissero a iosa (John Fitzgerald Kennedy e Martin Luther King in America, Enrico Mattei in Italia), uccisi da non si sapeva chi. Sarà perché la musica italiana finalmente si svecchiava, con l’arrivo dei primi cantautori della scuola genovese e contemporaneamente delle influenze del rock americano.


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Comunque sia andata, la scena musicale di quegli anni è molto spesso indelebilmente associata all’estate, e forse il simbolo di tutto questo è la celeberrima Sapore di sale di Gino Paoli, una canzone d’amore struggente che in realtà nasconde una storia difficile e contrastata.

Una storia difficile

Nel 1963 Paoli aveva 29 anni e si era da poco fatto conoscere al grande pubblico, prima con suoi brani cantati da altri (è il caso de Il cielo in una stanza, incisa da Mina), poi con la sua stessa voce. Da un anno, già sposato e in attesa di un figlio, aveva intrecciato una relazione con la minorenne Stefania Sandrelli, dalla quale nel ’64 sarebbe nata Amanda, ma ciononostante proprio nel luglio 1963 tentò il suicidio sparandosi un colpo al cuore.

Se a tutto questo si aggiungono i problemi col whisky, si ha il quadro di un periodo di sicuro non solare, pieno di contrasti, problemi, depressioni e passioni tormentate. Eppure Sapore di sale, anche grazie all’arrangiamento di Ennio Morricone, è un brano in cui si sente la calma delle giornate afose sulla spiaggia, la leggerezza dell’estate e, quasi, il suo sapore.

 

Giuni Russo – Un’estate al mare

La musica sperimentale che si fa pop

Un'estate al mare di Giuni RussoOggi sembra stranissimo ricordarlo, ma nei primi anni Ottanta non era raro trovare le foto di Franco Battiato nelle riviste per teenager. Questo era dovuto al successo di alcune sue canzoni che potevano essere prese come brani pop – ma in realtà avevano qualcosa in più, soprattutto a livello di testi, del consueto brano pop – ma anche ai pezzi che scriveva per altri cantanti, come nel caso di Un’estate al mare, incisa nel 1982 da Giuni Russo.

Sia Battiato che la Russo non erano e non sono mai stati due cantanti tipici da successo estivo: entrambi hanno flirtato a lungo con la musica sperimentale, entrambi hanno spesso preferito non scendere a compromessi con il mercato, e quando hanno incontrato il successo commerciale è stato perché il mercato stesso è andato loro incontro, o li ha apprezzati senza comprenderli fino in fondo.

Scritta da Battiato

In quegli stessi anni, sempre a tema estivo, Battiato scriveva non a caso Summer on a solitary beach, uno dei suoi pezzi più celebri, in cui la vacanza al mare diventava quasi un’esperienza straniante, più nell’arrangiamento della canzone che non nelle frasi del testo.

Un’estate al mare, invece, scritta assieme al fido Giusto Pio, è decisamente più solare, quasi un divertissement che i due si concessero tra un’incisione e l’altra e che però per la Russo coincise quasi fino alla prematura scomparsa con la condanna a non riuscirsi più a scrollare di dosso l’etichetta di cantante da spiaggia. Il disco, d’altro canto, ebbe un successo clamoroso: pubblicato in agosto, salì presto in testa alla classifica italiana, rimanendo in top ten per oltre otto mesi, sfociando comodamente nell’autunno e nell’inverno.

 

Righeira – L’estate sta finendo

«In spiaggia di ombrelloni non ce ne sono più»

L'estate sta finendo, hit dei RigheiraUn destino simile, almeno dal punto di vista del percorso in classifica, è quello che – un anno dopo rispetto alla canzone della Russo – toccò a una coppia di giovanotti torinesi, i Righeira, col loro pezzo d’esordio, Vamos a la playa.

Pubblicato a fine agosto, ad estate quasi oramai conclusa, volò infatti subito in vetta alla classifica rimanendoci per sette settimane consecutive, fino ad ottobre inoltrato, come se gli italiani in quei primi anni Ottanta facessero di tutto per impedire – almeno alla radio – la fine dell’estate.


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Al di là dei parallelismi discografici, diversa però era la storia dei Righeira e di Giuni Russo. I due torinesi, infatti, avevano poco più di vent’anni ed erano davvero all’esordio assoluto, mentre la Russo vantava già tre lustri di lavoro nel mondo musicale, anche se non sempre baciati dalla fortuna del successo.

Il 1985

Completamente l’inverso è quello che al duo torinese accadde poi due anni più tardi. Era infatti l’inizio dell’estate del 1985 quando diedero alle stampe L’estate sta finendo, un pezzo che parlava della fine di quella stagione, sempre con i toni pop dei loro esordi.

I due – che non avrebbero più riabbracciato un successo del genere, scomparendo lentamente dalle scene sul finire degli anni ’80 – forti del loro look a dir poco originale vinsero quell’anno anche il Festivalbar, superando artisti del calibro di Fiorella Mannoia, i Marillion, Enrico Ruggeri, i Simply Red, Vasco Rossi e Gianna Nannini, e consegnarono la loro canzone alla memoria collettiva di quegli anni.

 

Perturbazione – Agosto

Il lato triste dell’estate

In circolo, disco dei Perturbazione che conteneva anche il brano AgostoMolti, in Italia, hanno imparato a conoscerli grazie alla recente partecipazione al Festival di Sanremo di cui abbiamo parlato anche noi, ma in realtà i Perturbazione sono un gruppo che di gavetta ne ha fatta tanta, e che in qualche occasione aveva già avuto modo di farsi conoscere al grande pubblico.

Dopo l’esordio a fine anni ’90 con Waiting to Happen, inciso in lingua inglese, nel 2002 decisero infatti di passare all’italiano e pubblicare In circolo, disco che fece molta fatica in un primo momento a farsi strada nel mercato discografico ma che poi venne notato grazie al secondo singolo, questa Agosto che potete ascoltare qui di seguito accompagnata dal bel video originale che si aggiudicò all’epoca vari premi.

La malinconia

Se, finora, abbiamo presentato brani che dell’estate esaltavano il lato romantico o disimpegnato – pur nascondendo a volte un malessere sepolto – la canzone dei Perturbazione invece abbraccia ben altri sentimenti, ovvero il senso di malinconia e solitudine che le città svuotate possono lasciare addosso.

Certe frasi della canzone, in questo senso, sono emblematiche: «Agosto / è il mese più freddo dell’anno / nell’altro emisfero lo chiamano inverno», o «Se non è vero che hai paura / non è vero che ti senti solo / non è vero che fa freddo / allora perché tremi in questo agosto?».

Un brano insomma atipico sia nella trattazione del soggetto, sia nella discografia della stessa band di Rivoli, che invece ama solitamente posare uno sguardo ironico sulla realtà anche più triste; ciononostante, un brano che abbiamo scelto per la sua bellezza e per la capacità di chiudere il cerchio su tutto ciò che l’estate significa per gli uomini.

 

Negramaro – Estate

Il difficile equilibrio

Estate dei NegramaroConcludiamo col brano dedicato ai mesi caldi di maggior successo degli ultimi anni, la Estate dei Negramaro uscita nel 2005 all’interno dell’album Mentre tutto scorre. Anche in questo caso, il gruppo era sostanzialmente agli esordi. Erano già stati pubblicati due dischi – il secondo dei quali, 000577, anche di buon successo – ma solo nel febbraio di quel 2005 la band guidata da Giuliano Sangiorgi si era presentata tra i giovani di Sanremo, conquistando critica e pubblico.

Il brano del Festival, quel Mentre tutto scorre che avrebbe dato il titolo a tutto il disco, aprì la strada, ma fu soprattutto Estate a consacrare il gruppo salentino, grazie anche al video che fu diretto dall’allora ventitreenne Silvio Muccino, già attore navigato grazie ai film del fratello Gabriele ma in pratica alla prima prova dietro alla macchina da presa (anche se in quello stesso anno avrebbe diretto pure il video di Le donne lo sanno di Ligabue).

La fragilità dell’estate

Rispetto ai brani che abbiamo visto finora, qui il testo è decisamente più criptico, tutto giocato sul bilico e sulla voglia di equilibrio, sul fatto che «tremo mentre canto, […] il segno di un’estate che vorrei potesse non finire mai», come se l’estate fosse il catalizzatore di quelle emozioni che rendono fragile, contrastata e tremolante la vita.

Anche il video cerca di cogliere quest’impressione, tra immagini che su una spiaggia vanno in avanti ed altre che scorrono all’indietro, mentre Sangiorgi si scrive sulla pelle le frasi del testo, in cerca di un’eternità e una fermezza sempre sfuggenti.

 

Segnala altre belle canzoni sull’estate in italiano nei commenti.

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