Per un motivo o per l’altro, siamo di solito più portati a dirigere le nostre attenzioni di turisti verso le capitali: sarà perché ne sentiamo pronunciare più spesso il nome al telegiornale, o perché effettivamente in certi paesi l’accentramento amministrativo ha creato delle metropoli capaci di oscurare tutte le altre comunità, ma di fatto quando programmiamo un viaggio da fare all’estero pensiamo sempre a Parigi, a Londra, a Berlino, ad Amsterdam, a Vienna o comunque a una capitale.

La storia d’Europa, però, è una storia di divisione, di regionalismi, di Comuni in lotta tra loro e di cambi di confine, e così almeno in certe zone non è raro che praticamente ogni cittadina sia carica di storia, di monumenti, di attrazioni: se ci riferiamo all’Italia, infatti, non solo Roma è meritevole di una lunga e approfondita visita, ma anche Firenze, Venezia, Verona, Siena, Rimini, Genova, Napoli e molte altre città sono giustamente meta del turismo nazionale ed internazionale. Lasciando però per una volta fuori l’Italia, quali sono le più belle città europee – che non siano capitali – da visitare? Ecco le nostre proposte.

 

Barcellona

La città di Gaudí, delle cattedrali antiche e moderne

La più celebre, e forse più scontata, città non capitale da visitare in Europa è sicuramente Barcellona, il capoluogo della Catalogna da sempre capofila del desiderio di maggiore autonomia delle varie regioni spagnole.

Fiorente nel Medioevo – quando divenne capitale dell’Aragona – e poi decadente durante il secolo d’oro spagnolo (quando fu di fatto tagliata fuori dai traffici con l’America), ha riacquistato una certa importanza soprattutto dalla fine dell’Ottocento, quando la sua posizione strategica e il suo porto ne hanno fatto un importante snodo commerciale.

Oggi Barcellona è conosciuta soprattutto dal punto di vista artistico per il suo Modernismo Catalano e per l’opera di Antoni Gaudí, dal punto di vista letterario per i racconti di Manuel Vázquez Montalbán e Carlos Ruiz Zafón e, perché no, dal punto di vista sportivo per le Olimpiadi del 1992 e per la forza della squadra di calcio locale.

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Il simbolo della città è probabilmente la Sagrada Família, la cui costruzione è iniziata nel 1882 e al momento attuale non è ancora conclusa (una stima del comitato che ne dirige i lavori prevede che essi possano finire attorno al 2026), capolavoro di Gaudí che, su un iniziale progetto neogotico, seppe introdurre elementi liberty ma soprattutto una fantasia mai vista prima, che ad esempio faceva assomigliare le torri della chiesa a quelle dei castelli di sabbia dei bambini o alle stalattiti e stalagmiti sotterranee delle grotte.

Altri punti imperdibili della città sono il Palazzo della Musica Catalana di Lluís Domènech i Montaner, altro grande esponente del Modernismo Catalano, la Casa Batlló di cui abbiamo già parlato altrove e l’antica Cattedrale di Santa Maria del Mar (in cui Ildefonso Falcones ha ambientato un suo celebre romanzo), mentre per quanto riguarda i quartieri e i viali sono assolutamente da visitare il Quartiere Gotico (Barri Gòtic) – vero centro storico della città con la Cattedrale di Santa Eulalia, il cimitero romano, il Museo Picasso ma anche i suoi negozi e locali – e Las Ramblas, il lungo viale che collega Piazza di Catalogna con il porto antico.

Tra i musei, infine, segnaliamo il sorprendente Museo della Scienza e il Museo Nazionale d’Arte della Catalogna, specializzato soprattutto nell’arte romanica.

 

Bruges

La meraviglia del Medioevo fiammingo

Capitale delle Fiandre Occidentali, Bruges è probabilmente oggi famosa più per il suo glorioso passato di crocevia dei mercati medievali che non per particolari meriti attuali; ma, come spesso accade con le città che sono state protagoniste di interi periodi storici in passato, il capoluogo belga è sicuramente una di quelle mete che andrebbero riscoperte dal turismo anche italiano (perché quello internazionale l’ha già fatto da tempo).

Di particolare interesse è il centro storico medievale che, per una fortunata serie di circostanze e per la storica neutralità del Belgio, è stato risparmiato da tutti i principali conflitti degli ultimi secoli, conservandosi splendidamente – e non a caso è stato introdotto in toto, nel 2000, tra i patrimoni dell’umanità dell’Unesco: qui, in mezzo ai Reien (i canali un tempo utilizzati per il trasporto di merci), si trova il Burg, una piazza di pianta quadrata con ai lati il Municipio gotico del Trecento (il più antico palazzo pubblico del Belgio) e la piccola Basilica del Sacro Sangue, chiesa del XII secolo dove è ospitata appunto una reliquia del Sacro Sangue che sarebbe stata portata in Fiandra dal conte Teodorico di Alsazia, di ritorno da uno dei suoi frequenti viaggi in Terra Santa.

Inoltre tra le chiese si segnalano anche la Cattedrale di San Salvatore, la principale della città che è anche la più antica chiesa gotica in mattoni esistente in Belgio, e l’imponente Chiesa di Nostra Signora, altro esempio del gotico brabantino famosa soprattutto per contenere una scultura della Madonna col Bambino di Michelangelo.

Per quanto riguarda invece le vie cittadine, meritano di essere visitate il Markt, cioè la centralissima piazza del mercato in cui si trova anche il Beffroi, l’alto campanile da cui, tramite il pagamento di un biglietto e una scala di 366 gradini, si può ammirare tutta la città dall’alto, il Begijnhof (l’antico beghinaggio di Bruges, cioè il complesso di case in cui vivevano, dal Medioevo fino all’inizio del Novecento, appunto le beghine, donne che si riunivano seguendo una vita monastica senza però prendere i voti) e, lì di fianco, il Minnewater o Lago dell’amore, un lago molto apprezzato anche per la presenza di numerosi cigni.

 

Edimburgo

Teatro, parate e storia nel capoluogo scozzese

Quando, ancora ad aprile, vi abbiamo chiesto di scegliere le vostre mete preferite per l’estate del 2014, dopo le comode Seychelles e il Brasile dei Mondiali di calcio avete optato per la Scozia, sede, a Glasgow, tra le altre cose dei ventesimi Giochi del Commonwealth che periodicamente riuniscono gli atleti delle nazioni che riconoscono come sovrana la regina d’Inghilterra.

Ma, al di là di quell’evento sportivo, non è tanto Glasgow la città più visitata della Scozia, bensì Edimburgo, l’antica capitale della regione che dal 1999 è tornata ad essere sede del Parlamento scozzese, istituito nuovamente da Tony Blair (in seguito a un referendum) dopo secoli di accentramento britannico a Londra.

Oggi Edinburgo è una città vivace e dal clima particolarmente mite in rapporto alla latitudine, visto che in estate si varia generalmente tra i 10 e i 18 gradi ma in inverno raramente si scende al di sotto dello 0 e che anche le piogge, che pure sono molto frequenti, quasi mai si rivelano intense.

Inoltre, a fine agosto vi si svolge l’importante Festival di Edimburgo, dedicato al teatro, in contemporanea del quale si tiene anche l’annuale Edinburgh Military Tattoo, una delle parate militari più celebri del mondo che si celebra sulla grande spianata del Castello cittadino e che vede l’affluenza di più di 200mila visitatori (è consigliabile per questo acquistare i biglietti in anticipo via internet), che sgomitano per assistere allo spettacolo delle cornamuse scozzesi, dei patrioti americani ma anche delle ballerine giamaicane e dei fuochi d’artificio finali.

Oltre a questo, di grande impatto non solo storico è Old Town, il centro medievale della città, attraversato dal cosiddetto Royal Mile, la strada principale che collega il Castello di Edimburgo con l’Holyrood Palace, di cui diremo qualcosa tra poco; sempre su questo “miglio” si affaccia la Cattedrale di Sant’Egidio, la principale chiesa cittadina, mentre nella New Town, edificata in epoca georgiana, si segnala Princes Street, famosa soprattutto per lo shopping.

Per quanto riguarda i musei, una capatina la meritano sicuramente gli interni dell’antico Castello del XII secolo, il Museo Nazionale Scozzese (particolarmente adatto ai bambini) e lo Yacht Reale Britannia; un buon punto panoramico, infine, è la collina chiamata Arthur’s Seat, a sud-est della città, vicino a quell’Holyrood Palace che è il palazzo reale scozzese, dove la regina Elisabetta II passa qualche settimana ogni estate.

 

Cracovia

Una città medievale proiettata nel futuro

Dopo aver visto le meraviglie (solo in parte nascoste) di Spagna, Belgio e Scozia, spostiamoci verso l’est Europa, in quei territori che la Guerra fredda aveva per molto tempo precluso al turismo internazionale e che il comunismo aveva minacciato in parte di deturpare con la retorica del realismo socialista e dell’architettura votata solo a fini funzionali.

La Polonia, ad esempio, è uno di quei paesi che negli ultimi anni è cresciuto a ritmo più sostenuto, sia sul versante economico che in quello turistico, ospitando eventi culturali e sportivi ed aprendosi a mostrare il proprio glorioso passato ai visitatori internazionali; e Cracovia, da questo punto di vista, è la città che ne ha tratto maggior beneficio.

Situata nella parte meridionale del paese, Cracovia è una città dalla storia antichissima, visto che un insediamento esisteva già ai tempi dell’Età del Ferro e che dal X secolo d.C. divenne uno dei capoluoghi della regione, importante snodo tra la Germania e la Russia. Oggi è una metropoli viva e pulsante, centro culturale ed economico del paese che si vuole affacciare all’Europa, come dimostrano il titolo di Capitale europea della cultura ottenuto nel 2000, l’organizzazione di eventi sportivi come il Mondiale di pallavolo di quest’anno e di religiosi come la Giornata Mondiale della Gioventù che vi si svolgerà nel 2016.

Il centro storico è insignito del titolo di patrimonio dell’umanità dall’Unesco ed in effetti presenta vari motivi di interesse: nonostante sia tutto sommato piuttosto compresso, vi spicca la più grande piazza medievale d’Europa, la Piazza del Mercato (Rynek Główny), un quadrato di 200 metri di lato tutta circondata da palazzi del Seicento e del Settecento, oltre alla Basilica di Santa Maria, costruita in stile gotico ma poi rinnovata anche con impronte dell’Art Nouveau, che con le sue due torri è uno dei simboli della città.

Altra chiesa molto importante è la Cattedrale di Wawel che funge da santuario nazionale polacco e in cui tradizionalmente venivano incoronati i re di Polonia, mentre sul versante delle architetture militari non si può mancare una visita al Castello di Wawel, vicino alla già citata Cattedrale, residenza reale dall’XI alla fine del XVI secolo e oggi struttura che ospita il celebre dipinto della Dama con l’ermellino di Leonardo da Vinci.

Inoltre a Cracovia si trova anche la fabbrica di Oskar Schindler resa famosa dal film di Steven Spielberg Schilder’s List, oggi trasformata in un interessante museo interattivo sull’Olocausto, anche se per visitarlo bisogna masticare almeno un po’ di inglese visto che non dispone di audioguide in italiano.

 

San Pietroburgo

La grandezza della Russia del Settecento

Con 5 milioni di abitanti, San Pietroburgo è, in Europa, una delle più grandi città a non essere capitali di uno stato e sicuramente la metropoli più settentrionale del mondo, visto che a livello di latitudine si trova un po’ più a nord di Stoccolma e delle città della Gran Bretagna.

Fondata dallo zar Pietro il Grande nel 1703 per celebrare la riconquista di quei territori appena strappati agli svedesi, la città fu edificata servendosi in larghissima misura di architetti italiani, che hanno lasciato un’impronta indelebile: il progetto iniziale fu realizzato dallo svizzero Domenico Trezzini, nato nel Canton Ticino ma formatosi a Roma, mentre molto attivi furono anche il fiorentino Bartolomeo Rastrelli e, un secolo dopo, il napoletano Carlo Rossi.

I monumenti più apprezzabili sono quasi tutti situati nel centro storico, a memoria dei due secoli in cui la città fu capitale dell’Impero Russo: si segnala prima di tutto la famosa Chiesa del Salvatore sul Sangue Versato, che fu eretta tra il 1883 e il 1907 sul luogo in cui, due anni prima, lo zar Alessandro II era stato ucciso da terroristi socialisti, una chiesa in stile neobizantino che contiene 7mila metri quadrati di mosaico, piastrelle di ceramica e cupole grandemente decorate.

Inoltre, imperdibile è il Palazzo d’Inverno costruito dal già citato Rastrelli, il palazzo reale più lungo del mondo e pieno di sale riccamente decorate, maestose ed opulenti, secondo quell’idea di grandezza che caratterizzava il governo degli zar soprattutto nel Settecento.

Proprio il Palazzo d’Inverno, reso celebre anche dall’attacco che vi portarono i comunisti nel corso della Rivoluzione d’ottobre, è oggi sede almeno in parte del Museo dell’Ermitage, il principale di San Pietroburgo e uno dei più importanti del mondo per la sua collezione che comprende opere di Leonardo da Vinci, Caravaggio, Canova, Rembrandt, Rubens, Tiziano, Cézanne, David, Degas, Gauguin, Monet, Renoir, Van Gogh, Matisse, Picasso ed altri ancora.

Infine, a 20 chilometri a ovest della città, sul Golfo di Finlandia, si erge Peterhof, la reggia di Pietro il Grande che è una delle sette meraviglie della Russia: contornato da splendidi giardini, è un complesso opulente e ricco che fu quasi completamente distrutto dai bombardamenti e dall’occupazione tedesca durante la Seconda guerra mondiale ma che è stato recuperato nel corso dei decenni ed è oggi possibile visitare in tutte le sue attrazioni (giardini, interni del palazzo, grotte e così via, anche se per ognuna bisogna prendere un biglietto diverso, e fare una diversa coda).

 

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