Cinque belle frasi sull’immaginazione

L'immaginazione è un'arma potente nelle nostre mani: ecco cinque frasi che ce la spiegano

 
Quando si parla di ricchezza, bellezza, intelligenza, di fatto si parla di qualcosa che molti di noi hanno solo in parte e che però desiderano. Per questo si tende spesso a idealizzare tutte queste cose, a non comprenderne pienamente i pregi e i difetti. Completamente diverso è però quello che facciamo con l’immaginazione: perché l’immaginazione è gratis e tutti ne siamo ricolmi.

L’immaginazione riguarda tutti, anche gli scienziati

Anche per questo motivo, nel corso della storia pensatori di tutti i tipi si sono espressi su questa attività dell’animo umano. Ne hanno parlato filosofi, poeti, scrittori, perfino scienziati, anche se di solito siamo abituati a pensare che scienza e immaginazione siano due rette parallele che non si incontrano mai. Come vedremo, è vero invece il contrario, perché la scienza ha sempre avuto bisogno dell’immaginazione.

Per capirci qualcosa di più, abbiamo selezionato cinque frasi su questo tema che vi faranno pensare. Alcune sono celeberrime, altre un po’ meno famose ma comunque molto interessanti. Eccole, accompagnate da qualche nota sulle persone che le hanno pronunciate.


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Dall’immaginazione dipendono felicità e infelicità

L’analisi di Baldassarre Poli

Quello del filosofo Baldassarre Poli non è uno dei nomi che si trovano normalmente in un manuale scolastico. Poli è infatti uno di quelli che di solito vengono definiti “filosofi minori”, quelli che scrivono e hanno anche un discreto successo in vita, almeno all’interno del loro ambiente, ma vengono presto dimenticati dopo la morte. I motivi di questa dimenticanza – nel caso di Poli e anche di altri – sono molti, legati a volte a una scarsa rilevanza, a volte al fatto di essere “fuori moda”.

Nel caso di Poli, la sua filosofia fu un interessante mix di empirismo e razionalismo, venata di pesanti influenze romantiche. Attivo a Milano e Padova nella prima metà dell’Ottocento, raggiunse negli ultimi anni della carriera anche importanti cariche politiche, diventando responsabile del sistema educativo veneto. Dal punto di vista filosofico, si batté sempre contro le idee positiviste, che svilivano lo spirito rispetto alla materia. Uno spirito che trovava la sua esaltazione anche nell’immaginazione.

Dall’immaginazione dipende in gran parte quella somma di beni e di mali immaginari o ideali che ciascheduno aggiunge come un sopra più, sulla bilancia della propria felicità od infelicità.
(Baldassarre Poli)

 

Una minaccia per il mondo

La rivoluzione di Chuck Palahniuk

Che l’immaginazione sia un bene ma anche, in certi casi, un male è un fatto ben noto a molti scrittori. Pensate a Chuck Palahniuk e alla sua carriera. Se conoscete qualcuno dei suoi romanzi, sapete bene che nelle sue storie la fantasia tende a trasformarsi spesso in delirio, l’immaginazione in una deriva irrazionale. Eppure, continua ad essere il principale movente delle sue storie e della vita umana.

La frase che abbiamo scelto arriva da un romanzo forse meno noto dello scrittore americano, Ninna nanna, ma non per questo meno importante. Il libro fu infatti scritto in un certo senso come reazione alla morte del padre, ucciso nel 1999 dall’ex marito della fidanzata. E venne in mente a Palahniuk quando gli venne chiesto di esprimersi sulla possibile sentenza di morte da infliggere all’assassino.

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Nel romanzo, in cui si racconta una storia di morti infantili, proprio l’immaginazione è al centro della trama. In quanto – per una serie di vicissitudini che coinvolgono anche la magia – con l’immaginazione si può sia uccidere, sia salvare il mondo. In ogni caso, diventa lo strumento per smuoverlo dalla sua situazione iniziale.

Se tutti quanti ci ritroviamo con l’immaginazione atrofizzata, nessuno costituirà mai una minaccia per il mondo.
(Chuck Palahniuk)

 

Tra immaginazione e conoscenza

Il pensiero di Albert Einstein

Come scrivevamo in apertura, di solito siamo abituati a pensare che scienza e immaginazione viaggino su due binari diversi. Lo diceva anche Pascal, in tempi non sospetti: da una parte c’è lo spirito di geometria, cioè il modo dimostrativo di ragionare, quello proprio delle scienze; dall’altro c’è lo spirito di finezza, che non dimostra ma intuisce e si occupa di altri problemi.


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In realtà, quella stessa distinzione è meno netta di quanto possa sembrare (e lo diceva perfino Pascal). Nel senso che anche la scienza ha bisogno dell’intuito, della fantasia e dell’immaginazione. Molte scoperte che oggi ci migliorano la vita sono nate così: non perché avevamo davanti tutti i dati, ma perché una lampadina si è accesa. Una lampadina che arrivava da terreni inesplorati, che vanno al di là del conosciuto. Una cosa, tra l’altro, ben nota anche al più famoso degli scienziati del Novecento, Albert Einstein.

L’immaginazione è più importante della conoscenza. La conoscenza è limitata, l’immaginazione racchiude il mondo.
(Albert Einstein)

 

L’immaginazione al potere?

Il commento di Ennio Flaiano su uno dei motti del ’68

La politica è fatta di slogan, soprattutto quando comincia dal basso. Anche il movimento studentesco che nel 1968 e 1969 cominciò a protestare in tutta Europa, all’interno di quella che i giornali chiamarono la “contestazione”, ne aveva parecchi, spesso desunti da letture di carattere filosofico. Il più celebre, forse, era quello che voleva “l’immaginazione al potere”, tratto da alcuni scritti di Herbert Marcuse.

Nell’esponente della Scuola di Francoforte la frase indicava il tentativo di liberarsi dai condizionamenti della società contemporanea, un tentativo che poteva riuscire solo se si superava la razionalità, di cui quella stessa società era figlia. Per questo l’immaginazione diventava l’arma più potente per scardinare il sistema. Senza tener conto, però, che il potere può logorare. A notarlo fu, con una certa dose d’ironia, un letterato e umorista del calibro di Ennio Flaiano, pochi anni prima della sua prematura scomparsa.

L’immaginazione al potere. Ma quale immaginazione accetterà di restarvi?
(Ennio Flaiano)

 

Logica e immaginazione

Il parere di un grande cineasta come Alfred Hitchcock

Come abbiamo intuito da quello che abbiamo scritto finora, la ragione e la fantasia sono spesso percepite come due facce di una stessa medaglia: tra loro opposte, ma per la verità inscindibili. Ma hanno anche lo stesso peso? La stessa importanza? Molti pensano di no, soprattutto quando hanno a che fare continuamente con l’arte.

È questo anche il caso di Alfred Hitchcock, i cui gialli cinematografici hanno spesso una consequenzialità invidiabile ma in cui è sempre presente un elemento irrazionale, che sfugge agli schemi. Quell’elemento irrazionale è ciò che genera paura, orrore, timore, ma è anche quello che in un certo senso consente di comprendere in profondità la realtà. Un elemento che è in pratica l’immaginazione, la pura fantasia.

C’è qualcosa di più importante della logica: l’immaginazione.
(Alfred Hitchcock)

 

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