Qualche settimana fa vi abbiamo presentato le più belle isole dell’Oceano Pacifico, mostrandovi spiagge incantate e climi tropicali; oggi completiamo il giro dei luoghi di villeggiatura più belli del mondo concentrandoci sugli atolli e gli isolotti dell’Oceano Indiano, che – tra Seychelles e Maldive – tengono facilmente testa a quei territori australi di cui abbiamo già parlato.

Come vedrete, la gran parte delle isole che abbiamo scelto sono situate tra la costa orientale dell’Africa e il largo dell’India, in una zona che ci ha riservato alcune delle più memorabili bellezze naturalistiche a disposizione del turista medio.

Ciononostante, prima di procedere con la presentazione, ci sentiamo in dovere di annunciarvi che non ci limiteremo solo a cinque mete. Rispettare alla lettera il principio del nostro nome, infatti, in questo caso ci pareva un po’ riduttivo.

Abbiamo quindi deciso, dopo l’iniziale lista di cinque isole, di allargare un po’ il tiro, fino ad includere Réunion, lo Sri Lanka ed altri importanti arcipelaghi di questo oceano. Leggeteci, dunque, fino in fondo.

      

 

1. Zanzibar

Partiamo, seguendo una linea che da nord-ovest si sposta gradualmente verso est, da Zanzibar, un’isola – o meglio un arcipelago, formato da due isolotti maggiori e da molte isole minori – che sta rapidamente crescendo nelle preferenze del turismo internazionale.

Il punto di svolta, dal punto di vista storico, è stato il 1964, quando una rivoluzione portò questo territorio (che era stato un sultanato, un protettorato britannico e una monarchia costituzionale) ad unirsi alla Repubblica della Tanzania, che si trova proprio di fronte alle sue coste, sul continente africano.

I paesaggi di Zanzibar
Sull’isola principale si trova l’omonima città di Zanzibar, il cui centro è denominato Stone Town e, nominato patrimonio dell’Unesco, presenta interessanti reperti architettonici e storici della cultura swahili.

D’altro canto, l’isola è stata per lungo tempo al centro degli scambi commerciali con l’Oriente e vi si trova una curiosa mescolanza di cultura africana, persiana, indiana ed europea (molto importanti economicamente sono ancora oggi sono le spezie che vi vengono prodotte, come zenzero, chiodi di garofano, pepe, cannella e noce moscata).

La temperatura è mite tutto l’anno e permette di gustarci anche le bellissime spiagge, che consentono di rilassarsi e di gustare i bei paesaggi che l’isola e l’Oceano consegnano ai visitatori; in ogni caso, è preferibile evitare le due stagioni umide, ricche di precipitazioni, che si sviluppano da marzo a maggio e nel mese di novembre.

      

 

2. Seychelles

Qualcosa sulle Seychelles – probabilmente una delle mete più celebri e ambite al mondo – abbiamo già scritto qualche tempo fa, quando abbiamo presentato i luoghi che i nostri lettori, tramite un sondaggio, avevano confessato di desiderare di visitare nel 2014.

E non è un caso che, proprio grazie al turismo, le Seychelles siano il secondo paese più ricco dell’Africa considerando il potere d’acquisto dei suoi cittadini, precedute solo dalla Guinea Equatoriale, grande produttore di petrolio.

Le Seychelles, tra le più famose isole dell'Oceano Indiano
Situate al nord del Masagascar, più o meno alla stessa altezza di Zanzibar ma più al largo, le Seychelles furono scoperte dal portoghese Vasco da Gama nei suoi viaggi verso le Indie, ma furono colonizzate prima dai francesi – che diedero loro il nome – e poi dagli inglesi, ottenendo l’indipendenza solo nel 1976.

Le isole, bisogna dirlo, sono molto care e gli alberghi di gran lusso, ma quello che l’arcipelago ha da offrire vale la spesa: i paesaggi, infatti, sono indimenticabili, così come le spiagge, indubbiamente tra le più belle che si può visitare su questa terra.

Anche qui il periodo di alta stagione va da luglio ad agosto e da dicembre a gennaio, ma in generale durante tutto l’anno le temperature sono miti; tra maggio e novembre, poi, soffiano gli alisei, che, volendo, permettono anche di praticare il windsurf.

      

 

3. Maldive

Ancora più ad est delle Seychelles, praticamente sotto all’India, sorge l’altro arcipelago “pregiato” dell’Oceano Indiano, quello delle Maldive, uno stato che è composto da circa venti atolli distinti in diversi distretti amministrativi.

Anche qui una serie di bellezze naturali sono associate a costi piuttosto proibitivi, che rendono gli atolli una meta assolutamente di lusso ma allo stesso tempo adatta a praticare alcuni degli sport acquatici più belli e caratteristici.

La meraviglia delle Maldive
Buona parte della fama delle Maldive è infatti dovuta alla presenza della barriera corallina e delle strutture per lo snorkeling, oltre che al windsurf, soprattutto in determinate stagioni.

Anche qui, però, c’è qualche aspetto negativo da rimarcare: in primo luogo, il surriscaldamento globale sta lentamente ma inesorabilmente sbiancando i coralli più superficiali e soprattutto sta innalzando il livello dei mari, tanto è vero che molti resort sono stati costretti ad innalzare muri di cemento per impedire l’erosione della costa su cui si trovano.

Inoltre, il costo dei beni di consumo è in certi casi veramente proibitivo. Infine bisogna ricordare che le Maldive sono uno stato a maggioranza islamica, quindi non vi si vendono alcolici (se non nei resort, ma sempre serviti da personale straniero, perlopiù indiano) né si può prendere il sole in topless o, peggio ancora, praticare il nudismo.

      

 

4. Madagascar

Spostiamoci ora un po’ più a sud ed addentriamoci in quella che è nettamente la più grande delle isole che abbiamo scelto, il Madagascar, che vanta una superficie che è quasi il doppio di quella italiana. Non a caso si tratta della quarta isola più grande del mondo dopo la Groenlandia, la Nuova Guinea e il Borneo.

Essendo così ampio, il Madagascar offre una miriade di attrazioni anche molto diverse tra loro.

I baobab del Madagascar
Ad esempio, l’entroterra è dominato dall’altopiano centrale, ricco di colline fertili per l’agricoltura, mentre per quanto riguarda le spiagge si privilegiano quelle della costa occidentale, sul lato africano, perché sul versante oceanico sono frequentissime le piogge durante tutto il corso dell’anno.

Ma non è solo per il mare che il Madagascar è una meta ambita del turismo internazionale: di importante rilievo sono infatti anche la flora e la fauna locali, con ad esempio dei bellissimi baobab spesso immortalati in suggestivi scatti ma anche i lemuri e le spiagge coralline.

Insomma, un luogo in cui al mare si può aggiungere qualche importante esperienza naturalistica; in ogni caso, la stagione privilegiata è quella dell’inverno australe, da aprile ad ottobre, perché nei restanti mesi dell’anno arriva la stagione umida e soprattutto l’isola può essere soggetta a cicloni a volte anche piuttosto violenti.

      

 

5. Mauritius

Concludiamo la prima parte dell’articolo con le Mauritius, isole poste ad est del Madagascar che dal 1968 formano uno stato autonomo tra i più interessanti dell’intero continente africano, sia per la distribuzione della ricchezza molto più equa della media, sia per la grande spinta al turismo che è stata data negli ultimi anni.

Ma è soprattutto la bellezza naturalistica a fare di questo arcipelago uno dei più noti al mondo, se è vero che lo scrittore americano Mark Twain affermava che il Paradiso doveva essere stato copiato da queste isole.

I paesaggi di Mauritius
Anche in questo caso bisogna scegliere accuratamente la stagione in cui recarvisi a seconda di quali intenzioni si hanno.

Se si vuole fare windsurf, infatti, non ci si deve fare particolari problemi perché gli alisei si riescono a trovare praticamente in ogni stagione, ma se si vuole acqua calda e clima tropicale è preferibile orientarsi sulla costa ovest nei periodi tra maggio e novembre e invece su quella orientale tra dicembre ed aprile, per evitare le frequenti piogge.

Infine, è molto rinomata la pesca d’altura, che si può tranquillamente praticare noleggiando una barca tramite il proprio resort.

      

 

Altre 6 belle isole dell’Oceano Indiano, oltre alle 5 già segnalate

Nonostante sia il più piccolo dei tre oceani che compongono il pianeta Terra, quello indiano rimane comunque molto ampio. E, soprattutto, pieno di isole bellissime. Per questo le prime cinque che vi abbiamo presentato potrebbero non bastarvi. Eccone altre sei che meritano di essere visitate.

 

Sri Lanka

Lo Sri Lanka è uno stato insulare che si trova a breve distanza dalle coste dell’India. La sua particolare forma, che sembra rassomigliarla a una goccia, le è valso il soprannome di “lacrima dell’India”, perché sembra proprio che si stacchi, come una lacrima, dalla penisola.

L’isola non è affatto piccola, perché misura 65.000 km² ed ha 21 milioni di abitanti. È famosa per la sua produzione di cannella e di tè, ma anche per una sanguinosa guerra civile che l’ha attraversata fino al 2009. Oggi, pacificata, sta investendo molto sul turismo, anche se i prezzi per gli occidentali sono ancora molto accessibili.

Laccadive

Le Laccadive sono isole che fanno parte dell’Unione Indiana, di cui costituiscono il territorio più piccolo. Si tratta di un arcipelago composto da dodici atolli corallini e da varie altre isole; solo undici di queste isole, comunque, sono abitate.

Isolate dal resto dell’Asia e dotate di un paesaggio tra i più memorabili del continente, le isole sono da tempo meta del turismo indiano e negli ultimi anni si è cercato di incrementare anche quello internazionale. Ciononostante, per visitare il territorio serve un permesso particolare e alcune isole sono ancora interdette agli stranieri.

 

Isole Sparse dell’Oceano Indiano

Il nome di questa meta – le Isole Sparse dell’Oceano Indiano, appunto – è già abbastanza rappresentativo: si tratta infatti di quattro isole coralline e di un atollo che sorgono in quell’Oceano, prive di popolazione autoctona e dipendenti dalla Francia.

Sorgono principalmente tra l’isola di Madagascar e la costa africana: si tratta delle isole di Europa, Gloriose, Juan de Nova e dell’atollo Bassas da India, mentre la quarta isola, Tromelin, si trova più a est. Il problema è che per il momento non c’è turismo: le isole sono riserve naturali con solo stazioni meteorologiche e una piccola guarnigione militare.

Comore

Anche quello delle Comore è uno stato insulare, che sorge tra il Madagascar e il Mozambico. A comporre la nazione sono tre isole vulcaniche: Grande Comore, Mohéli e Anjouan. Lo stato si vorrebbe estendere anche sulla vicina isola di Mayotte, che da anni viene reclamata ma che è ancora in possesso della Francia.

Il clima delle isole è tropicale e pertanto è meglio visitarle durante la stagione secca, tra maggio ed ottobre. Lì si trovano spiagge meravigliose e da cartolina, con paesaggi mozzafiato. Inoltre, su Grande Comore è presente il Karthala, un grande vulcano ancora attivo che rende il tutto ancora più suggestivo.

 

Riunione

Anche la Riunione è un’isola che dipende ancora dalla Francia, da cui non si è mai staccata. Sorge al largo del Madagascar ed ha una superficie di 2.500 km² circa, con capoluogo Saint-Denis. Gli abitanti sono 850mila, che crescono però anche parecchio grazie al turismo.

Il clima è tropicale, ed è bene anche qui approfittare della stagione secca (da maggio ad ottobre), anche perché nel resto dell’anno non sono infrequenti i cicloni. Oltre che di turismo balneare, l’isola vive anche della produzione della canna da zucchero. Inoltre, è un’importante meta per il bird watching a causa dei molti animali endemici e rari.

Rodrigues

Rodrigues è un’isoletta che fa capo a Mauritius, ma che si trova in realtà a più di 500 chilometri di distanza, nel bel mezzo dell’Oceano Indiano. Per questo, a nostro avviso, merita una veloce trattazione a parte. Il suo nome deriva dal navigatore portoghese che la scoprì nel 1528, Diego Rodrigues.

L’isola è importante per il suo ecosistema, unico nel suo genere: qui vivono diverse specie endemiche, mentre la barriera corallina locale è molto particolare. Nonostante questo, il turismo è ancora poco sviluppato, meno che a Mauritius, e questo potrebbe essere un motivo per privilegiarla nella scelta delle prossime vacanze.

 

 

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