15 famose poesie da dedicare al papà

Dormire in braccio al papà

Partiamo da un presupposto: se siete arrivati qui cercando una bella poesia da dedicare ad un papà, non state cercando la lirica di uno scrittore famoso, di un poeta maledetto o di un ermetico. Cercate, invece, qualcosa di più diretto, qualcosa che a vostro padre possa effettivamente far piacere anche se non è un esperto di letteratura.

Questo restringe molto il nostro campo d’azione. Dobbiamo togliere dal novero delle possibili scelte tutte quelle toccanti liriche che trattano di lontananza e perdita – come X Agosto di Giovanni Pascoli, solo per fare un esempio – e quelle importanti, ma forse troppo complesse.

Invece, spazio anche a qualche filastrocca, nel caso in cui tra i nostri lettori ci sia qualche mamma o qualche maestra che cerca qualcosa di nuovo da far studiare ai propri bambini in vista della festa del papà. Tenendo però una porta aperta anche per chi ha qualche anno in più.


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Considerando tutti questi parametri, abbiamo scelto le poesie che trovate qui di seguito, facili da imparare a memoria o da venire trascritte su un biglietto. Dedicatele al vostro papà o usatele come spunto per qualche verso vergato direttamente da voi.

 

1. “Il principe”

Di Marco Moschini

Per i bambini, il papà è di solito una figura fenomenale. Forte e allo stesso tempo buffo, distante ma anche vicino, severo ma – se tutto va bene – giusto.

Alto, possente, può dare l’idea di un nobile, ed è normale che i bambini possano fantasticarci un po’ sopra. Per questo la breve poesia di Marco Moschini che proponiamo qui di seguito in genere piace molto: perché gioca con la fantasia, rendendo magici elementi di vita quotidiana.

Tenere per mano il dito del papà
Moschini è un ex maestro elementare che ha collaborato, nel corso degli anni, a numerose pubblicazioni per la scuola primaria. I suoi libri sono stati pubblicati sia da case editrice specialistiche, legate alla prima infanzia, sia da editori generici e a volte tradotti anche all’estero.

Arriva un Principe
con un cavallo bianco:
viene da lontano
e sembra molto stanco.
Al posto della spada
c’è l’ombrello
e c’è il cappotto
al posto del mantello;
però a guardarci bene
il cavallo non ce l’ha,
io gli corro incontro
e gli dico: “Ciao papà!”

 

2. “Cos’è un papà”

Di L. Musacchio

Quella del papà è una figura ambivalente. Mentre la madre porta con sé, nell’immaginario, l’idea dell’accoglienza, il padre è emblema di sicurezza. Di fermezza, coraggio, ma anche della capacità di riportare i problemi alla loro reale dimensione, senza caricarli di ansie eccessive.

Alcune belle poesie sul papà
Cos’è un papà ci pare essere una poesia adatta a esprimere tutto questo senza cadere necessariamente nella retorica. Perché presenta un papà che sa giocare ma anche dare sicurezza al bambino che a lui si affida. Forse anche per questo, la poesia sa essere, nella sua semplicità, estremamente toccante.

Il papà non è solo
l’amico delle capriole sul letto grande,
non è solamente l’albero al quale mi arrampico
come un piccolo orso,
non è soltanto chi tende con me l’aquilone nel cielo.
Il papà è il sorriso discreto che fa finta di niente,
è l’ombra buona della grande quercia,
è la mano sicura che mi conduce nel prato
e oltre la siepe.

 

3. “Grazie papà”

Di B. Bartolini

Diciamoci la verità: in genere si cercano poesie da dedicare al papà solo in occasione di giornate particolari. Ovvero o per la festa del papà, o per il suo compleanno. Lontano da questi avvenimenti ci si scorda, il più delle volte, di celebrare un legame che si dà troppo spesso per scontato.

Anche per questo motivo, le poesie e le filastrocche, come dicevamo in apertura, sono spesso cercate da mamme e maestre, che aspirano a farle imparare ai loro bimbi in occasione della relativa festa.

Un papà e la sua bambina
E, se questo è lo scopo, bisogna che siano facili da memorizzare, magari grazie a frequenti ripetizioni. Come nella poesia che vi proponiamo qui di seguito.

Da te, papà, ricevo tanto.
A te, papà, io voglio bene.
Di te, papà, io vado fiero.
A te, papà, io dico grazie.
Grazie papà, per il bene che mi vuoi.
Grazie papà, per i doni che mi fai.
Con te, papà, non ho paura.
Con te, papà, mi sento forte.
Con te, papà, mi trovo bene.
A te, papà, io dico grazie.
Grazie papà, per la gioia che mi dai.
Grazie papà, per quello che tu sei.


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4. “Filastrocca dedicata al papà”

Un gigante e un re

Avviamoci verso la fine della nostra cinquina presentando anche, come promesso, una filastrocca. Essenziali per la memorizzazione, in questo caso, sono il ritmo della poesiola e le rime, che qui troviamo alternate, secondo lo schema metrico ABAB.

Un papà e la sua bambina
Il tema è ancora una volta la forza del papà, messa però a servizio del bambino. Nella filastrocca si immagina infatti che il padre prenda sulle proprie spalle il figlio, come è capitato a tutti noi quando eravamo piccoli. E che in questa posizione il bambino si senta giustamente come un re.

Papà dammi la mano,
grande e forte mi sento con te,
tu mi guardi e mi dici piano:
«Sono felice se tu sei con me».
Se mi prendi sulle tue spalle
io mi sento un capo tribù.
Se mi tieni stretto al cuore
il mio amico più caro sei tu.
Per la strada la gente ci sorride
e ci guarda perché
pensa che tu sei il mio gigante
ma io sono il tuo re.

 

5. “Per il papà”

Di Cristiana Daga

Torniamo sul tema del re con la nostra quinta poesia, scritta da Cristiana Daga. Una poesia che risulta particolarmente adatta se a dedicarla al proprio papà è una bambina. Al centro della lirica c’è infatti un re molto bello che ha per trono addirittura un sofà.

La poesia è adatta, infatti, a chi cerca qualcosa che non sia troppo imbevuto di retorica, qualcosa di un po’ più moderno del solito.

Padre e figlio sull'amaca
Il papà in questione, infatti, non ha un mantello ma un giubbotto nero ed è “trendy”. Se la bambina in questione è abbastanza spigliata, sentirla recitare questi pochi versi potrà quindi rivelarsi molto divertente.

Nella mia casa-castello
sai chi è il Re più bello?
Sì, certo, è il mio papà!
Anche se per trono ha un sofà…
La corona non gli serve a niente,
per andare fra la gente.
Meglio la cuffia di lana
per difendersi dalla tramontana.
Il mantello… sì lo so!
Non si usa già da un po’…
Meglio un bel giubbotto nero
così è “trendy” per davvero!
Ma la cosa che lo rende un Re speciale
è che da tutti si fa amare.
Ha un cuore buono e adorabile
e per me è un Re formidabile!
Auguri Papà

 

Altre 10 poesie da dedicare al papà, oltre alle 5 già segnalate

Gli anni passano e, chiaramente, ogni volta bisogna trovare una poesia per il papà che non sia la stessa dell’anno scorso. Se per qualche motivo avete già usato le cinque da cui siamo partiti, qui di seguito ve ne proponiamo altre dieci.

 

“Per te papà” di Roberto Piumini

C’è un uomo grande:
gli faccio domande.
C’è un uomo grosso:
gli salto addosso.
C’è un uomo attento:
gli soffio il vento.
C’è un uomo quieto:
gli dico il mio segreto.
C’è un uomo in casa mia
che mi fa compagnia.
Chi è? Chissà?
È il mio papà!

“A mio padre” di Camillo Sbarbaro

Padre, se anche tu non fossi il mio
padre, se anche fossi un uomo estraneo
per te stesso egualmente t’amerei.
Ché mi ricordo d’un mattin d’inverno
che la prima viola sull’opposto
muro scopristi dalla tua finestra
e ce ne desti la novella allegro.
Poi la scala di legno tolta in spalla
di casa uscisti e l’appoggiasti al muro.
Noi piccoli stavamo alla finestra.

E di quell’altra volta mi ricordo
che la sorella mia piccola ancora,
per la casa inseguivi minacciando
(la caparbia avea fatto non so che).
Ma raggiuntala che strillava forte
dalla paura ti mancava il cuore:
ché avevi visto te inseguir la tua
piccola figlia e, tutta spaventata
tu vacillante l’attiravi al petto,
e con carezze dentro le tue braccia
l’avviluppavi come per difenderla
da quel cattivo che era il tu di prima.

Padre, se anche tu non fossi il mio
Padre, se anche fossi un uomo estraneo,
fra tutti quanti gli uomini già tanto
pel tuo cuore fanciullo t’amerei.

 

“Ecco” di Bruno Tognolini

Ecco il giorno e la notte
Ecco le albe e i tramonti
Ecco le stelle a frotte
Ecco i mari, ecco i monti
Ecco il babbo vicino
Ecco il cielo profondo
Ecco il mondo, bambino
Ecco il bambino, mondo.

“Papà Gambalunga” di Alessandra Valeri Manera

Tutti abbiamo nel cuore
una mamma e un papà,
ogni giorno il loro amore
ci guida sempre più in là.

Judy non ha nessuno
che guidarla potrà
ma ecco l’ombra di qualcuno
che tutto ciò cambierà.
Cambierà.

Pa-pà (Pa-pà)
gambalunga (gambalunga),
tu per Judy sei davvero importante.

Pa-pà (Pa-pà)
gambalunga (gambalunga),
lei ti pensa e ti ripensa ogni istante.

Non sa proprio chi sei
aiutarla vorrei
ma tu sei soltanto un’ombra
Papà,
oh, papà.

Judy scrive e riscrive
al suo nuovo papà;
la sua vita gli descrive
con grande vivacità.
Spera che finalmente
incontrarlo potrà
per sussurragli dolcemente:
“Ti voglio bene papà”.
Oh papà!

Pa-pà (Pa-pà)
gambalunga (gambalunga),
tu per Judy sei davvero importante.

Pa-pà (Pa-pà)
gambalunga (gambalunga),
lei ti pensa e ti ripensa ogni istante.

Non sa proprio chi sei,
aiutarla vorrei,
ma tu sei soltanto un’ombra.
Papà.
Oh papà.

Pa-pà (Pa-pà)
gambalunga (gambalunga),
tu per Judy sei davvero importante.

Pa-pà (Pa-pà)
gambalunga (gambalunga),
lei ti pensa e ti ripensa ogni istante.

Pa-pà (Pa-pà)
gambalunga (gambalunga).

Judy non sa chi sei
aiutarla vorrei
ma tu sei soltanto un’ombra papà!

Papà,
papà,
chissà se un giorno Judy ti abbraccerà…

 

“Tutti i papà hanno il loro fischio” di Pam Brown

Tutti i papà hanno il loro fischio speciale,
il loro richiamo speciale.
Il loro modo di bussare.
Il loro modo di camminare.
Il loro marchio sulla nostra vita.

Crediamo di dimenticarcene, ma poi, nel
buio, sentiamo un trillare di note
e il nostro cuore si sente sollevato.
E abbiamo di nuovo cinque anni:
stiamo aspettando di udire
i passi di papà sulla ghiaia del vialetto.

“Carissimo papà”

O carissimo papà,
voglio dirti una poesia
che nel cuore chiusa sta!
Cinque sono le parole
della piccola poesia
che risplende più del sole
ma è davvero tutta mia:
“Io ti voglio tanto bene!”
La poesia è tutta qua
ma vuol toglierti le pene,
ti vuol dar felicità.

 

“Auguri papà”

Mio carissimo papà
voglio dirti una poesia
che nel cuore chiusa stia.
Cinque son le parole
della piccola poesia,
è davvero tutta mia.
Io ti voglio tanto bene.
La poesia è tutta qua,
ti può togliere le pene,
ti può dar felicità.

“A mio padre” di Alfonso Gatto

Se mi tornassi questa sera accanto
lungo la via dove scende l’ombra
azzurra già che sembra primavera,
per dirti quanto è buio il mondo e come
ai nostri sogni in libertà s’accenda
di speranze di poveri di cielo
io troverei un pianto da bambino
e gli occhi aperti di sorriso, neri
neri come le rondini del mare.

Mi basterebbe che tu fossi vivo,
un uomo vivo col tuo cuore è un sogno.
Ora alla terra è un’ombra la memoria
della tua voce che diceva ai figli:
– Com’è bella notte e com’è buona
ad amarci così con l’aria in piena
fin dentro al sonno – Tu vedevi il mondo
nel plenilunio sporgere a quel cielo,
gli uomini incamminati verso l’alba.

 

“Filastrocca per il papà”

Papà dammi la mano
grande e forte mi sento con te
tu mi guardi e mi dici piano:
“Sono felice se tu sei con me”.

Se mi prendi sulle tue spalle
io mi sento un capo tribù.
Se mi tieni stretto al cuore
il mio amico più caro sei tu.

Per la strada la gente ci sorride
e ci guarda perché
pensa che tu sei il mio gigante
ma io sono il tuo re.

“Il ritorno del babbo” di Dante Dini

Povero babbo! Stanco, scalmanato,
tutte le sere torna dal lavoro;
ma per cantar la nanna al suo tesoro
ha sempre un po’ di forza e un po’ di fiato.

Casca dal sonno; eppure fa un balletto
col bimbo che gli siede in braccio stretto.
Non ne può più, ma canta a faccia a faccia
col bimbo addormentato tra le braccia.

 

E voi, quale poesia sul papà preferite?

 

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