Cinque belle poesie sul papà

Dormire in braccio al papà

 
Partiamo da un presupposto: se siete arrivati qui cercando una bella poesia da dedicare ad un papà, non state cercando la lirica di uno scrittore famoso, di un poeta maledetto o di un ermetico. Cercate, invece, qualcosa di più diretto, qualcosa che a vostro padre possa effettivamente far piacere anche se non è un esperto di letteratura.

Poesie e filastrocche

Questo restringe molto il nostro campo d’azione. Dobbiamo togliere dal novero delle possibili scelte tutte quelle toccanti liriche che trattano di lontananza e perdita – come X Agosto di Giovanni Pascoli, solo per fare un esempio – e quelle importanti, ma forse troppo complesse. Invece, spazio anche a qualche filastrocca, nel caso in cui tra i nostri lettori ci sia qualche mamma o qualche maestra che cerca qualcosa di nuovo da far studiare ai propri bambini in vista della festa del papà. Tenendo però una porta aperta anche per chi ha qualche anno in più.

Considerando tutti questi parametri, abbiamo scelto le cinque poesie che trovate qui di seguito, facili da imparare a memoria o da venire trascritte su un biglietto. Dedicatele al vostro papà o usatele come spunto per qualche verso vergato direttamente da voi.


Leggi anche: Cinque originali idee regalo per papà sotto ai 50 euro

 

Il principe

Di Marco Moschini

Per i bambini, il papà è di solito una figura fenomenale. Forte e allo stesso tempo buffo, distante ma anche vicino, severo ma – se tutto va bene – giusto. Alto, possente, può dare l’idea di un nobile, ed è normale che i bambini possano fantasticarci un po’ sopra. Per questo la breve poesia di Marco Moschini che proponiamo qui di seguito in genere piace molto: perché gioca con la fantasia, rendendo magici elementi di vita quotidiana.

Moschini è un ex maestro elementare che ha collaborato, nel corso degli anni, a numerose pubblicazioni per la scuola primaria. I suoi libri sono stati pubblicati sia da case editrice specialistiche, legate alla prima infanzia, sia da editori generici e a volte tradotti anche all’estero.

Arriva un Principe
con un cavallo bianco:
viene da lontano
e sembra molto stanco.
Al posto della spada
c’è l’ombrello
e c’è il cappotto
al posto del mantello;
però a guardarci bene
il cavallo non ce l’ha,
io gli corro incontro
e gli dico: “Ciao papà!”

 

Cos’è un papà

Di L. Musacchio

Quella del papà è una figura ambivalente. Mentre la madre porta con sé, nell’immaginario, l’idea dell’accoglienza, il padre è emblema di sicurezza. Di fermezza, coraggio, ma anche della capacità di riportare i problemi alla loro reale dimensione, senza caricarli di ansie eccessive.

Cos’è un papà ci pare essere una poesia adatta a esprimere tutto questo senza cadere necessariamente nella retorica. Perché presenta un papà che sa giocare ma anche dare sicurezza al bambino che a lui si affida. Forse anche per questo, la poesia sa essere, nella sua semplicità, estremamente toccante.

Il papà non è solo
l’amico delle capriole sul letto grande,
non è solamente l’albero al quale mi arrampico
come un piccolo orso,
non è soltanto chi tende con me l’aquilone nel cielo.
Il papà è il sorriso discreto che fa finta di niente,
è l’ombra buona della grande quercia,
è la mano sicura che mi conduce nel prato
e oltre la siepe.

Preparati! Guida pratica per
EUR 11,31 EUR 14,00
Generalmente spedito in 24 ore
Stammi vicino, papà
EUR 12,66 EUR 14,90
Generalmente spedito in 24 ore
Papà, mi racconti la tua
EUR 16,06 EUR 18,90
Generalmente spedito in 24 ore

 

Grazie papà

Di B. Bartolini

Diciamoci la verità: in genere si cercano poesie da dedicare al papà solo in occasione di giornate particolari. Ovvero o per la festa del papà, o per il suo compleanno. Lontano da questi avvenimenti ci si scorda, il più delle volte, di celebrare un legame che si dà troppo spesso per scontato.

Anche per questo motivo, le poesie e le filastrocche, come dicevamo in apertura, sono spesso cercate da mamme e maestre, che aspirano a farle imparare ai loro bimbi in occasione della relativa festa. E, se questo è lo scopo, bisogna che siano facili da memorizzare, magari grazie a frequenti ripetizioni. Come nella poesia che vi proponiamo qui di seguito.

Da te, papà, ricevo tanto.
A te, papà, io voglio bene.
Di te, papà, io vado fiero.
A te, papà, io dico grazie.
Grazie papà, per il bene che mi vuoi.
Grazie papà, per i doni che mi fai.
Con te, papà, non ho paura.
Con te, papà, mi sento forte.
Con te, papà, mi trovo bene.
A te, papà, io dico grazie.
Grazie papà, per la gioia che mi dai.
Grazie papà, per quello che tu sei.


Leggi anche: Cinque bei film con bambini come protagonisti che piaceranno ai vostri figli

 

Filastrocca dedicata al papà

Un gigante e un re

Avviamoci verso la fine della nostra cinquina presentando anche, come promesso, una filastrocca. Essenziali per la memorizzazione, in questo caso, sono il ritmo della poesiola e le rime, che qui troviamo alternate, secondo lo schema metrico ABAB.

Il tema è ancora una volta la forza del papà, messa però a servizio del bambino. Nella filastrocca si immagina infatti che il padre prenda sulle proprie spalle il figlio, come è capitato a tutti noi quando eravamo piccoli. E che in questa posizione il bambino si senta giustamente come un re.

Papà dammi la mano,
grande e forte mi sento con te,
tu mi guardi e mi dici piano:
«Sono felice se tu sei con me».
Se mi prendi sulle tue spalle
io mi sento un capo tribù.
Se mi tieni stretto al cuore
il mio amico più caro sei tu.
Per la strada la gente ci sorride
e ci guarda perché
pensa che tu sei il mio gigante
ma io sono il tuo re.

 

Per il papà

Di Cristiana Daga

Torniamo sul tema del re con la nostra poesia conclusiva, scritta da Cristiana Daga. Una poesia che risulta particolarmente adatta se a dedicarla al proprio papà è una bambina. Al centro della lirica c’è infatti un re molto bello che ha per trono addirittura un sofà.

La poesia è adatta, infatti, a chi cerca qualcosa che non sia troppo imbevuto di retorica, qualcosa di un po’ più moderno del solito. Il papà in questione, infatti, non ha un mantello ma un giubbotto nero ed è “trendy”. Se la bambina in questione è abbastanza spigliata, sentirla recitare questi pochi versi potrà quindi rivelarsi molto divertente.

Nella mia casa-castello
sai chi è il Re più bello?
Sì, certo, è il mio papà!
Anche se per trono ha un sofà…
La corona non gli serve a niente,
per andare fra la gente.
Meglio la cuffia di lana
per difendersi dalla tramontana.
Il mantello… sì lo so!
Non si usa già da un po’…
Meglio un bel giubbotto nero
così è “trendy” per davvero!
Ma la cosa che lo rende un Re speciale
è che da tutti si fa amare.
Ha un cuore buono e adorabile
e per me è un Re formidabile!
Auguri Papà

 

Segnala altre belle poesie sul papà nei commenti.