Se siete appassionati di tatuaggi, non potete non conoscere i maori e la loro cultura. In quella tradizione, infatti, i tatuaggi hanno un ruolo rituale molto importante, che affonda le sue radici nella notte dei tempi e che però viene mantenuto vivo e vitale. Dopo l’invasione degli inglesi e degli altri popoli europei in Oceania, infatti, i nativi hanno pian piano cercato vie per preservare la loro identità. Quella che i maori (e i popoli polinesiani a loro più simili) hanno trovato è stata quella appunto del tatuaggio, che quindi non è più solo un orpello estetico ma anche un elemento identitario.

Esisteva, non a caso, una figura apposita nelle tribù, specializzata nell’effettuare il rito. Era sempre un uomo e veniva chiamato Thounga te Moko. Anche ciò che veniva rappresentato nel corpo, d’altronde, aveva sempre un suo significato. La tecnica era non a caso quella del moko, cioè un’impostazione basata su spirali che seguono le linee naturali della pelle, delle ossa, dei muscoli. In questo modo, sul fisico degli uomini e delle donne maori si incidevano elementi religiosi ma anche sociali, visto che il tatuaggio indicava la famiglia e la classe di appartenenza.


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Resi celebri dall’Haka e dal rugby

Negli ultimi anni questi tatuaggi sono diventati famosi anche nell’Emisfero Boreale. I maori hanno infatti ottenuto importanti tutele nei loro paesi, e in particolare in Nuova Zelanda, e hanno iniziato a recitare in film e a far vedere il loro fisico possente anche nello sport. Celebre, in questo senso, la danza (Haka) che la nazionale di rugby neozelandese esegue prima di ogni incontro e che si richiama proprio alla tradizione dei nativi.

Anche i tatuaggi, quindi, hanno iniziato ad essere visti e conosciuti in Europa e in America. E, presto, imitati. Anche perché dal 1999 sono tutelati come una forma d’arte riconosciuta dalla Nuova Zelanda e come un patrimonio nazionale. Oggi i tatuaggi maori sono quindi tra i più copiati ed eseguiti, e molti cercano in quei disegni tribali l’ispirazione per farsi segnare la pelle. Oggi ve ne proponiamo cinque abbastanza tipici e belli, in modo da darvi qualche prima idea. Se voi avete qualche altra immagine da suggerire, caricatela pure nei commenti.

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Una protezione per il gomito

Un tatuaggio che può anche slanciare

I tatuaggi maori rendono molto bene nella zona del gomitoPer la sinuosità e la ritualità dei disegni tipici dei maori, uno dei posti del corpo migliori per un tatuaggio di questo tipo è sicuramente il gomito. Quello che vi proponiamo è però una variazione sul tema che ci sembra interessante. Qui non c’è solo la solita serie di cerchi e di linee curve, ma uno schema più complesso, che introduce rombi, frecce, schematici pesci ed elementi di altro genere.

Ovviamente un tatuaggio di questo tipo funziona meglio su un braccio tonico e muscoloso. Non serve però essere per forza molto alti, visto anzi che quelle frecce orientate longitudinalmente slanciano molto, facendo guadagnare idealmente qualche centimetro a chi lo porta. Il popolo dei maori, d’altronde, è sì formato da persone massicce che possono arrivare anche ai 2 metri, ma la grande massa muscolare a volte li può far sembrare un po’ tarchiati, mentre tatuaggi come questo contribuiscono a riequilibrare le cose.

 

Molto nero, molte linee

Un’alternanza sapiente di segni orizzontali, obliqui, circolari

Un braccio in cui funzionano bene i giochi di pieno (nero) e vuotoIl secondo tatuaggio “da braccio” che abbiamo scelto è più lungo, estendendosi dall’avambraccio fino alla spalla. La fedeltà agli schemi maori è qui meno netta, ma l’ispirazione è comunque rivolta tutta ai tatuaggi polinesiani. La cosa che più ci piace è quella grossa “X” bianca che divide in due il tatuaggio. Una “X” realizzata non tramite il disegno, ma grazie alla mancanza di esso.

Il tatuaggio, poi, da un punto di vista estetico presenta una bella alternanza di motivi. In basso dominano le linee orizzontali, a bracciale, che effettivamente sull’avambraccio danno un buon effetto. Superato il gomito, risalendo, ci sono poi questi due fulmini che si intrecciano, mentre il tatuaggio si fa via via più sinuoso, ad anticipare la linea curva della spalla.

Leone 1947 AB705 Bendaggi
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Petto e parte alta del braccio

Ad indicare il valore e l’appartenenza di un guerriero

La tipica collocazione tra il petto, la spalla e la parte alta del braccioNella vera tradizione maori il tatuaggio, però, non investe solo il gomito o il braccio, ma il più delle volte si espande dal petto verso gli arti. Lo vedete anche nell’immagine di apertura di questo articolo, con The Rock, il wrestler e attore di origini samoane. Ma lo dimostra anche il nostro terzo tatuaggio, che vi rende evidente come questi disegni sul corpo per i maori avevano anche in certi casi una funzione guerresca, quasi una corazza di inchiostro che serviva a mostrare la forza dell’uomo e la sua appartenenza.

In questo caso sul torace viene disegnato una sorta di sole stilizzato, i cui raggi riportano ognuno un motivo diverso. Una figura simile viene poi ripresa sulla spalla, mentre da lì discendono sul braccio una serie di disegni simmetrici e dall’aspetto duro, quasi feroce. Il tutto con greche e decorazioni varie.


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Senza escludere le donne

I tatuaggi maori non sono solo per uomini

Tatuaggio maori su un corpo femminileFinora abbiamo fatto prevalentemente riferimento agli uomini, perché è spesso sui corpi maschili che vediamo trasportati i tatuaggi maori. D’altro canto, l’indole quasi guerriera di questi disegni – mai esplicita ma sempre sottintesa – li rende particolarmente adatti a corpi scolpiti dai muscoli. Le donne non devono però disperare. Anche le ragazze maori si tatuavano e certi disegni possono fare la loro figura sul corpo femminile.

Ve ne riportiamo qui di fianco uno che, pur non rinnegando le linee tipiche della tradizione polinesiana, si sposa bene con un braccio meno scolpito di quelli che abbiamo visto sopra. Anche in questo caso, le linee curve si alternano a varie decorazioni, ma c’è più spazio per il nero e per disegni sinuosi, con meno spigoli. Di certo si tratta di un tatuaggio impegnativo, in cui il nero ha un ruolo preponderante, ma se vi piace il genere potrebbe decisamente fare per voi.

Leone 1947 Ac912 Guantino
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Una schiena decorata

Linee a non finire, ma anche una tremenda simmetria

Un ampio disegno sulla schienaConcludiamo con un’ultima posizione che ci pare interessante: la schiena. Il disegno che vedete qui a fianco non è certo uno dei più classici della tradizione maori. Manca quel semplice ordine che avevamo notato nei tatuaggi precedenti, e le linee sono più sottili. Ci sembra, però, un’attualizzazione che potrebbe interessare alcuni di voi, perché mette insieme tradizioni oceaniche a un gusto più estremo e “pieno”.

L’elemento centrale è anche qui la simmetria, visto che la colonna vertebrale divide il disegno in due parti identiche. Le linee sono curve in decine di modi diversi e le decorazioni sono simili a quelle che abbiamo visto finora. In più ci sono quei due occhi in alto, che a noi non piacciono più di tanto ma sono sicuramente inquietanti, e una serie di linee da far impallidire un amante del tratteggio. Una scelta abbastanza estrema, ma di sicuro effetto.

 

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