Gli anni ’80 sono stati indubbiamente il decennio delle pop star: per la prima volta nella storia della musica, infatti, dei gruppi e meglio ancora dei cantanti singoli riuscirono a piazzare decine di milioni di dischi mettendo in scena non solo la loro voce o le loro melodie, ma anche le loro facce, il modo in cui ballavano, le loro pettinature, i loro vestiti.

Il decennio di MTV

È stato, non per niente, il decennio di MTV, della musica guardata oltre che ascoltata e del culto dell’immagine, e di conseguenza anche dei grandi tour mondiali, oltre che del ritrovato divismo dopo i fasti degli anni ’50 e ’60.

Quali sono, però, gli artisti che hanno saputo meglio interpretare questo nuovo fermento? Quali quelli che hanno, banalmente, venduto di più?

I dati non sempre sono certi, perché le etichette discografiche sono abituate, come molti pure in altri settori, a gonfiarli a fini promozionali.

Però facendo le somme con i risultati di quei paesi dove esistono sistemi di certificazione, il quadro appare comunque abbastanza chiaro: ecco quindi la classifica dei cantanti (e non dei gruppi) di maggior successo degli anni ’80.

 

1. Michael Jackson

A dominare la classifica è, senza tema di smentita, Michael Jackson, il vero e indiscutibile re del decennio. E lo fa col minimo sforzo, visto che in quel lasso di tempo pubblicò solamente due album, Thriller nel 1982 e Bad nel 1987 (oltre a qualche compilation di poco conto, pubblicata dalla Motown con vecchio materiale per cercare di cavalcare l’onda del successo).

D’altro canto, Jackson aveva già alle spalle una carriera più che solida pur essendo ancora molto giovane (quando uscì Thriller aveva appena 24 anni) ed era arrivato ormai alla maturità artistica.

L’esordio era avvenuto ad appena 5 anni coi Jackson Five, il gruppo di famiglia, ottenendo il primo contratto discografico quando era ancora alle elementari ed entrando per la prima volta in classifica a 11 anni.

Esordì da solista nel 1972, quattordicenne, scalando anche in questo caso le classifiche, ma fu solo sul finire degli anni ’70 che il suo nome divenne importante a livello planetario e non più solo nell’ambito della musica nera.

Fondamentale fu in questo senso l’inizio della collaborazione con Quincy Jones, produttore che seppe valorizzare al meglio la musica e la carriera di Michael, a partire da Off the Wall, album del 1978 che arrivò a vendere 20 milioni di copie, surclassando i già ottimi risultati ottenuti con i Jackson 5.

L’irripetibile successo di Thriller e Bad

Nel 1982 uscì così Thriller, il primo disco della storia a piazzare ben 7 singoli in top ten e secondo tutte le classifiche il più venduto di ogni epoca, anche se differenti sono le stime.

Negli Stati Uniti l’album ha infatti venduto 29 milioni di copie, mentre globalmente nel mondo si parla di una cifra che oscilla tra i 65 e i 110 milioni di copie, a seconda della fonte.

Michael Jackson è il cantante che ha venduto di più negli anni '80 (e non solo)In ogni caso fu un risultato clamoroso e irripetibile, seguito cinque anni più tardi da Bad, che si attestò attorno a 30 milioni di copie, un risultato molto minore di Thriller ma comunque altissimo e quasi inarrivabile.

Inoltre, in quegli anni venne pubblicato anche il celeberrimo singolo We Are the World, scritto assieme a Lionel Richie (altro cantante che in quel decennio vendeva molto) e dedicato ad una raccolta fondi per l’Africa.

 

2. Madonna

Certamente inferiore a quello di Michael Jackson per quanto riguarda i singoli album, ma tutto sommato comparabile per l’impatto lasciato sul decennio è anche la storia di Madonna, la seconda cantante più venduta degli anni ’80, forte – tra album di studio ed altre uscite collaterali – di più di 80 milioni di dischi piazzati tra il 1980 e il 1989.

Madonna, cantante che ha trovato il suo primo grande successo negli anni '80 (foto di David Shankbone via Wikimedia Commons)
Madonna, cantante che ha trovato il suo primo grande successo negli anni ’80 (foto di David Shankbone via Wikimedia Commons)

A differenza di Jackson, che un grandissimo successo se lo portava in eredità dal decennio precedente, la carriera di Madonna – al secolo Louise Veronica Ciccone – nacque proprio negli anni ’80, dopo essersi fatta conoscere nei club di New York.

L’esordio avvenne nel 1983, con l’album che riprendeva il suo nome d’arte, Madonna, capace di imporsi soprattutto grazie alla neonata MTV (e di vendere, col tempo e grazie anche al traino degli album successivi, circa 10 milioni di copie).

Il punto di svolta arrivò nel 1984 con Like a Virgin, che riuscì a superare quota 20 milioni di copie in tutto il mondo e a lanciare l’immagine da diva di Madonna, un’artista che sapeva essere sia Material Girl che Like a Virgin.

La popstar femminile del decennio

Inoltre questa ottima performance nei negozi portò Madonna ad esordire anche al cinema, recitando nel 1985 in Cercasi Susan disperatamente.

Altri due album originali chiusero il decennio. Nel 1986 fu la volta di True Blue, il primo ad entrare in classifica direttamente alla numero 1 (e il primo dopo il matrimonio con Sean Penn), e capace di vendere 25 milioni di copie.

Leggi anche: Look anni ’80: cinque outfit per ricordare quegli anni

Nel 1989, infine, arrivò Like a Prayer, sempre di grande successo anche se meno dirompente in classifica rispetto ai precedenti, anche per il tentativo di Madonna di intraprendere nuove strade.

Inoltre molto bene andarono anche la compilation You Can Dance, che nel 1987 vendette 6 milioni di copie, e la colonna sonora di Who’s That Girl, che fece registrare ottime performance nei negozi a dispetto del flop del film.

Madame X
EUR 54,95 EUR 54,95
Generalmente spedito in 24 ore
Madame X
EUR 20,02 EUR 23,99
Generalmente spedito in 4-5 giorni lavorativi
Madame X
EUR 9,84 EUR 16,50
Generalmente spedito in 4-5 giorni lavorativi

 

3. Phil Collins

Dopo i divi della canzone americana spostiamoci brevemente in Gran Bretagna per parlare di Phil Collins, un artista che negli anni ’80 era già esperto per la lunga militanza nei Genesis, ma che proprio in quel decennio vide decollare le proprie quotazioni come interprete solista, pur facendo registrare ottimi dati di vendita anche con la sua band, come abbiamo avuto modo di evidenziare altrove.

Entrato nel gruppo nel 1970 come batterista, cominciò progressivamente a ritagliarsi qualche parte cantata fino all’addio di Peter Gabriel, che di colpo lo proiettò, a partire dal 1976, nel ruolo di prima voce della band.

Un ruolo che, col passare degli anni, portò lui e i Genesis ad aprirsi a nuove sonorità, a mettere da parte il progressive rock e a tentare la strada del pop, che sembrava sempre più trionfante nei primi anni ’80.

Dai Genesis al successo planetario

In questa chiave vanno letti anche i lavori da solista del batterista londinese: l’esordio arrivò nel 1981 con Face Value, capace di vendere ben 12 milioni di copie grazie soprattutto al singolo di lancio, In the Air Tonight.

Successo più contenuto, anche se comunque importante, fu quello di Hello, I Must Be Going! del 1982, dopo il quale Collins si prese una pausa, lavorando a colonne sonore – per Due vite in gioco scrisse e interpretò uno dei suoi maggiori successi, Against All Odds (Take a Look at Me Now) – ed esibendosi con amici vecchi e nuovi.

Phil Collins nei primi anni '80, quando si alternava come membro dei Genesis e come cantante solista
Nel 1985 suonò quindi al Live Aid, tra l’altro esibendosi sia a Wembley che a Philadelphia a poche ore di distanza grazie ad un volo superveloce sull’Oceano, e fece uscire No Jacket Required, che tornò a sfiorare le venti milioni di copie vendute.

Infine, sul finire del decennio, diede alle stampe un altro successo planetario che lo fa salire al terzo posto assoluto della nostra classifica, …But Seriously.

 

4. Billy Joel

Se le prime tre posizioni della nostra classifica erano tutto sommato piuttosto scontate, meno netta è stata l’attribuzione degli ultimi due posti disponibili, per i quali si sono confrontati anche artisti del calibro di Bruce Springsteen, Prince, Barbra Streisand e Lionel Richie, rimasti fuori per pochi milioni di copie.

Al quarto posto troviamo così Billy Joel, il pianista newyorkese autore di Just the Way You Are che sul finire degli anni ’70 aveva sconquassato il mondo della musica rock americana, raccogliendo l’eredità di Elton John, che stava contemporaneamente attraversando un periodo di appannamento e di scarsa ispirazione.

Leggi anche: I gruppi rock anni ’80 più amati: la lista completa

Joel si presentò così negli anni ’80 come un artista ormai maturo e pronto per mettere a frutto gli anni di gavetta nei club della Grande Mela.

Il prolifico piano man

Nei dieci anni che compongono gli ’80 sfornò così ben cinque album di studio, a cui si accompagnano due dischi live e un greatest hits, per un totale di otto uscite discografiche principali, nessuna delle quali andò al di sotto dei due milioni di copie vendute, arrivando in due occasioni a superare anche i 10.

Billy Joel negli anni '80, all'epoca del suo massimo successo
Ottimo fu Glass Houses, uscito nel 1980, seguito poi dal meno convincente The Nylon Curtain; ritornò di nuovo sulla breccia nel 1983 con An Innocent Man, che vendette 10 milioni di copie, a cui fece seguire l’acclamato Greatest Hits vol.1, che raccoglieva il materiale dei primi dieci anni della sua carriera.

Nella seconda parte del decennio mandò poi in stampa The Bridge, che si fermò “solo” a quota 3 milioni di esemplari, per poi risollevarsi con Storm Front, il disco del 1989 che è in fondo il suo penultimo grande successo a livello globale.

 

5. Whitney Houston

Al quinto posto, con circa 45 milioni di album venduti negli anni ’80, troviamo Whitney Houston, la donna che più di tutte in quel decennio riuscì a rivaleggiare con la stella di Madonna, offrendo una controparte R&B al pop dell’italoamericana.

Whitney Houston durante un concerto televisivo nel 1991

Nata nel 1963, era la più giovane tra gli interpreti della nostra cinquina, ma come Michael Jackson se ne è andata troppo presto, scomparsa nel 2012, vittima forse del suo stesso successo.

Proprio per via della sua giovane età, il suo esordio nel decennio fu relativamente tardo e pochi – solo due – furono gli album che riuscì a far uscire, ma questi due dischi ebbero un successo così travolgente che bastano e avanzano per farle precedere un mostro sacro come Bruce Springsteen, il primo degli esclusi nonostante il successo globale di Born in the USA.

Dopo aver fatto la corista e la modella, divenendo una della primissime ragazze di colore a comparire sulle copertine delle principali riviste di moda, la Houston registrò nei primi anni ’80 alcuni duetti con star più affermate.

La bella ragazza che voleva ballare con qualcuno

In poco tempo fu pronta per l’album d’esordio, Whitney Houston, che salì subito al numero uno in classifica e riuscì a vendere ben 29 milioni di copie, entrando direttamente nel Guinness dei Primati come il più venduto album di un’esordiente. Singoli di traino furono You Give Good Love e Saving All My Love for You.

Altrettanto bene andò, due anni più tardi, Whitney, che le fece vincere il suo secondo Grammy e, trascinato da I Wanna Dance with Somebody (Who Loves Me), arrivò di nuovo oltre quota 20 milioni di esemplari venduti.

Un successo che non l’avrebbe abbandonata neppure negli anni Novanta (basti pensare che la colonna sonora di The Bodyguard pare abbia venduto 45 milioni di copie) ma che purtroppo non l’ha salvata dal suo triste destino.

 

Segnala altri cantanti che hanno venduto molto negli anni ’80 nei commenti.