Come abbiamo scritto anche altrove, gli anni ’80 sono stati un periodo di grande cambiamento per la tv italiana: la nascita delle emittenti private e un regime di più aperta concorrenza, uniti a un diffuso benessere economico, portarono tra le altre cose alla comparsa dei primi spot televisivi “moderni”. Salvo sporadiche eccezioni, infatti, la réclame televisiva era ad inizio anni ’80 ancora influenzata dall’antiquato Carosello di mamma Rai, una struttura ormai inadeguata ai tempi.

Verso la metà del nuovo decennio, però, cominciarono a comparire spot nuovi, prima importati dagli Stati Uniti e poi da quel mondo ispirati; nuovi spot in cui il messaggio pubblicitario era veicolato tramite jingle più accattivanti, storie che non basavano più tutto sul semplice testimonial ma che cercavano di individuare un proprio target di pubblico e di dare a quel pubblico quello che voleva (o, meglio, che ancora non sapeva di volere).

Tra tutti gli spot di quel periodo, ne abbiamo scelti cinque, memorabili più degli altri per la colonna sonora che non si riduceva a un semplice jingle ma diventava più propriamente una canzone, capace a volte di stamparsi nella memoria collettiva. Ecco, dunque, la nostra selezione di cinque canzoni delle pubblicità più belle degli anni ’80.

 

Vorrei cantare insieme a voi in magica armonia

Spot della Coca-Cola del 1983

Un fotogramma del famoso spot della Coca-ColaPartiamo forse dalla canzone più celebre nelle pubblicità degli anni ’80, quella usata nella réclame della Coca-Cola. Lo spot presentava semplicemente un gruppo di ragazzi, vestiti non proprio alla moda del decennio, che cantavano in coro una canzone illuminando la scena con delle candele. Non una scelta di marketing, in realtà: lo spot infatti risaliva al 1971 ed è noto negli Stati Uniti come Hilltop commercial, una pubblicità che ha fatto epoca soprattutto per la sua canzone, I’d Like to Teach the World to Sing (in Perfect Harmony), che fu anche incisa su disco dai New Seekers ed entrò in classifica.

Nella prima versione, la réclame mostrava dei ragazzi su un prato intenti a cantare in pieno giorno, mentre a metà del decennio lo spot fu poi rifatto ambientandolo di notte con le candele, modificando lievemente il testo in modo da adattarlo alle feste natalizie. La versione italiana, oltre ad essere in ritardo di più di un decennio, semplicemente traduceva ed adattava quest’ultimo testo, mantenendone l’idea di fratellanza e il tono pacifista: «Vorrei cantare insieme a voi – recitava – in magica armonia / Auguri Coca-Cola e poi un coro in compagnia / (canta insieme a noi) / Auguri Coca-Cola e poi un coro in armonia / Cantate tutti insieme a noi».

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I Heard It Through the Grapevine

Spot dei Levi’s 501 del 1984

Nick Kamen nella celebre pubblicità degli anni '80 della Levi'sRicordate Nick Kamen? Se avete almeno trentacinque anni e siete rappresentanti del sesso femminile, probabilmente sì. Belloccio che si presentava come un Elvis più muscoloso, dopo essere comparso sulle copertine di numerose riviste fu lanciato da Madonna ed incise quattro album tra il 1987 e il 1992 baciati da una discreta fortuna nei paesi anglosassoni e soprattutto in Italia, dove il suo Us riuscì a raggiungere anche il secondo posto in classifica. Ma l’esordio di Kamen nel mondo dello spettacolo era avvenuto nel 1984, quando era stato protagonista di uno spot per la Levi’s scandaloso per quei tempi: mostrava infatti un ragazzo nell’America degli anni ’50 o ’60 che entra in una lavanderia e gettava nella lavatrice anche i vestiti che aveva addosso, rimanendo in boxer.

L’azzeccatissima colonna sonora dello spot era la celebre I Heard It Through the Grapevine, canzone soul incisa nel 1968 da Marvin Gaye e diventata in breve tempo un classico del genere, anche per le cover che poi ne fecero altre band come i Creedence Clearwater Revival. La Levi’s, che non aveva fino a quel momento investito granché negli spot per il mercato italiano, da lì in poi continuò ad importare pubblicità provocatorie (ma non prive di senso dell’umorismo) che fecero molto discutere almeno fino a tutti gli anni ’90.

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Si chiama Zucchetti la libertà di fare con l’acqua tutto ciò che ti va

Spot della rubinetteria Zucchetti del 1987

Lo spot Zucchetti, accompagnato da un jingle molto orecchiabilePian pianino, grazie alle pubblicità introdotte dall’America, anche gli italiani incominciarono ad imbastire spot sempre più convincenti, giocati sull’ironia o sui buoni sentimenti. Al primo gruppo appartiene questo celebre spot della Zucchetti generalmente intitolato “Domatori d’acqua”: vi si vede un idraulico che deve affrontare una stanza piena di getti d’acqua, da fermare installando i colorati rubinetti della ditta.

Memorabili erano da un lato le note della musica che accompagnava lo spot, concluse dal jingle: «Si chiama Zucchetti / la libertà / di fare con l’acqua / tutto ciò che ti va». Dall’altro, le espressioni del bravo attore che interpretava il ruolo dell’idraulico, attore che altri non era che Beppe Tosco, comico e autore radiotelevisivo. Dopo qualche esperienza a teatro e, appunto, negli spot televisivi, negli ultimi anni Tosco ha lavorato principalmente come autore, collaborando con Luciana Littizzetto, pubblicando alcuni libri (l’ultimo è Scemo come tuo padre) e conducendo vari programmi radiofonici.

 

Hymne

Spot della Barilla del 1987

Un fotogramma dello spot Barilla accompagnato dalla musica di VangelisDove c’è Barilla c’è casa è probabilmente uno degli slogan più noti della pubblicità italiana, se non altro perché da venticinque anni a questa parte ci viene riproposto continuamente, con accluse le recenti polemiche su cosa intendano i dirigenti della Barilla per “famiglia”. Al di là di questo, soprattutto negli anni ’80 gli spot della ditta alimentare parmigiana hanno segnato un’epoca, sia per le brevi storie che vi venivano raccontate (la bambina che trova un gattino nello spot qui di seguito è probabilmente la più famosa), sia soprattutto per il tema musicale che accompagnava gli stacchi pubblicitari, che divenne celeberrimo.

Il motivo, come non molti sanno, non era in realtà un jingle realizzato per lo spot: si trattava invece del brano Hymne di Vangelis, il famoso compositore greco. La canzone, già usata per un documentario e in parte per il film Momenti di gloria, fu riarrangiata dai Press Agency, un gruppo strumentale, e utilizzata appunto nello spot per parecchi anni, tanto da venire indelebilmente associata al marchio Barilla.

 

Che rabbia se mancassi, se non fossi con me

Spot della Tabu del 1988

Lo spot della Tabu, uno dei più memorabili della TV degli anni '80Concludiamo la nostra rassegna fermandoci al 1988 e a questo celeberrimo spot delle Tabu, caramelle alla liquirizia del gruppo Perfetti Van Melle. Le caramelle esistevano fin dagli anni ’20, ma lo spot televisivo le rese popolari grazie alla geniale idea di una trascinante canzone dal ritmo jazz cantata da un uomo nero riconoscibile, a causa dello sfondo altrettanto nero, solo grazie agli occhi, alle labbra e ai guanti bianchi.

L’anno successivo fu realizzato un nuovo spot, con la sola aggiunta del coretto che dice “anche bianco”, per reclamizzare la nuova variante. L’uomo che canta pare fosse ispirato alla figura di Al Jolson, cantante jazz americano degli anni ’20 e ’30, famoso per avere recitato nel primo film sonoro della storia, Il cantante di jazz del 1927.

 

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