Natale è una festa particolare. Anzi, si potrebbe dire che è la festa per eccellenza. In nessun altro caso durante l’anno le famiglie si ritrovano con così tanta sacralità, in nessun altro caso la celebrazione (laica o religiosa che sia) è così sentita. Ed è quindi normale che attorno al Natale gravitino tutta una serie di importanti elementi di contorno: film, menù, programmi televisivi, tradizioni.

E, ovviamente, canzoni. Da sempre le feste natalizie sono accompagnate da canti, a volte più sentimentali e a volte ironici, a volte pensati per essere eseguiti in coro e a volte solo per essere ascoltati. Tempo fa abbiamo dedicato un articolo ad alcuni di questi, spaziando da quelli più classici a quelli più recenti. Oggi però vogliamo parlare delle canzoni rock: perché il Natale, nonostante sia una festa di buoni sentimenti, ha spesso affascinato anche le band più dure.

Un 25 dicembre trasgressivo

A ben guardare, infatti, la celebrazione del 25 dicembre è incredibilmente mutevole. Essendo così fondamentale nel nostro immaginario, cambia e si evolve assieme a noi. E se un tempo era semplicemente un momento di raccoglimento casalingo, oggi può essere intesa anche in modo più trasgressivo o alternativo.

Simbolo di questa mutevolezza è, ci pare, Babbo Natale, un’invenzione tutto sommato recente che però ormai rappresenta la festa ad ogni latitudine. Col suo vestito rosso, con la sua magia e con quell’aria da buontempone è amato dai bambini ma anche dagli adulti e perfino dai rocker. Che lo hanno cantato in molti modi. Scopriamo le migliori canzoni di questo tipo.


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Bobby Helms – Jingle Bell Rock

Direttamente dagli anni ’50

Bobby Helms e la sua Jingle Bell RockPartiamo dalla canzone che è la madre di tutte le canzoni natalizie rock: Jingle Bell Rock. Scritta nel 1957 da Joe Beal e Jim Boothe, fu incisa, con qualche rimaneggiamento, da Bobby Helms, che la portò immediatamente a una grande popolarità. I due autori originari erano infatti, in realtà, dei dilettanti, provenienti dal mondo della pubblicità. Furono invece Helms e il suo chitarrista Hank Garland ad arrangiare al meglio il brano, anche se non ricevettero mai alcun credito ufficiale al riguardo.

Da quel 1957 il brano è diventato un classico del periodo natalizio ed è stato reinciso centinaia di volte da diversi artisti. La versione originale rimane però ancora oggi la più nota, col suo gusto tipicamente anni ’50 e un’atmosfera vagamente nostalgica. Tra le tante cover, bisogna comunque ricordare quelle dei Platters, di Bill Haley, di Neil Diamond, di Hilary Duff e, recentemente, di Michael Bublé.

Usata e parodiata

Da segnalare, inoltre, che la canzone è stata usata in decine di spot natalizi e anche in qualche film, trovando particolare risalto in Mamma, ho riperso l’aereo. Infine, la canzone è così popolare da essere diventata di tanto in tanto oggetto di qualche parodia. L’ultima in ordine di tempo ci pare essere Chanuka Rock del comico KopShtick, che ha adattato il brano alla festa ebraica.

 

Darlene Love – Christmas (Baby, Please Come Home)

La canzone uscita alla vigilia della morte di Kennedy

Il disco di Christmas (Baby, Please Come Home)Altro classico natalizio più volte reinciso da decine di gruppi è Christmas, canzone scritta all’inizio degli anni ’60 da Phil Spector, Jeff Barry e Ellie Greenwich. E se il suo nome non vi dice nulla, dovete pensare a quello che è in un certo senso il sottotitolo: Baby, Please Come Home. Il brano infatti è sì dedicato al Natale, ma in un senso quasi malinconico, perché il testo racconta di una persona che non potrà essere presente a casa per le feste.

La canzone ha avuto parecchie vicissitudini. Uscì in un giorno particolarmente sfortunato, il 22 novembre 1963: i discografici avevano pensato infatti di mandarla sul mercato un mese prima del Natale, ma non potevano prevedere che il giorno dopo, il 23, sarebbe stato assassinato a Dallas il presidente Kennedy. Nessuno ebbe voglia di festeggiare, in quel Natale, e la canzone cadde subito nel dimenticatoio.

Le cover, anche eccellenti

Fu recuperata qualche anno più tardi, sia nella versione incisa da Darlene Love, sia tramite varie cover. In questo caso bisogna infatti segnalare le incisioni di Joey Ramone, Mariah Carey, Jon Bon Jovi, Michael Bublé (uno che i canti natalizi prima o poi li ha cantati tutti), Death Cab for Cutie, Leona Lewis e soprattutto gli U2, che la cantarono durante il Joshua Tree Tour.

 

John Lennon & Yoko Ono – Happy Xmas (War Is Over)

Il pacifismo dell’ex Beatle

La copertina di Happy Xmas, celebre canzone di Natale rockFinora abbiamo presentato canzoni incise da cantanti che molto probabilmente non conoscete. Quando si tratta del Natale, infatti, spesso il brano in sé riesce a diventare molto più popolare del suo primo esecutore, e ad offuscarne la fama. Ma ci sono delle importanti eccezioni. La prima è Happy Xmas (War Is Over), scritta e incisa da John Lennon e Yoko Ono e prodotta dal già citato Phil Spector.

La canzone è basata su uno standard della musica folk noto come Stewball, di origine inglese, e fu incisa assieme alla Plastic Ono Band (gruppo d’accompagnamento dai membri molto mutevoli) e all’Harlem Community Choir. Uscì alla fine del novembre 1971, ma era intesa dal duo come il punto d’arrivo di una serie di iniziative che avevano preso avvio molto prima. Lennon e la Ono, infatti, erano nel mondo dello spettacolo i capofila del movimento di protesta contro la Guerra del Vietnam e già nel 1969 avevano lanciato una campagna di manifesti che annunciavano “War Is Over! If You Want It”.


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Lo slogan divenne anche il refrain della canzone, che faceva il paio con un altro grande successo pacifista del 1971, Imagine, che Lennon aveva pubblicato appena un mese prima, ad ottobre. Tutto questo contribuì a rendere la canzone estremamente popolare e a farla arrivare fino al quarto posto in classifica. Di conseguenza, molte sono state anche le cover: ricordiamo in particolare quelle di Neil Diamond, Diana Ross, Celine Dion, Carly Simon, Sarah Brightman, Damien Rice e Maroon 5.

Infine, una curiosità: già i Beatles, quand’erano ancora assieme, avevano registrato qualche brano natalizio, ma Lennon aprì la strada a tutti i suoi ex compagni. Nel 1974 arrivò infatti Ding Dong, Ding Dong di George Harrison, nel 1979 la famosa Wonderful Christmastime di Paul McCartney e nel 1999 I Wanna Be Santa Claus di Ringo Starr.

 

Bruce Springsteen – Santa Claus Is Coming to Town

Un Babbo Natale rock

Bruce Springsteen mentre canta Santa Claus Is Coming to Town al Saturday Night Live assieme a Paul McCartneySe John Lennon rappresenta indubbiamente un nome importantissimo della storia del rock, anche quello di Bruce Springsteen merita la stessa considerazione. E anche il rocker americano ha lasciato un pezzo famosissimo sul Natale: Santa Claus Is Coming to Town.

Il brano non è in realtà una creazione del boss, ma ha una storia che affonda le sue radici molto indietro nel tempo. Fu scritto infatti addirittura nel 1932 da John Frederick Coots e Haven Gillespie ed eseguito due anni più tardi, nel 1934, da Eddie Cantor. I due compositori infatti ebbero notevoli problemi a trovare qualcuno che volesse incidere la loro canzone di Natale, e solo un conduttore radiofonico accettò di cantarla e mandarla in onda.

Da Mariah Carey a Laura Pausini

Da allora il brano – che si rivolge a un bambino e lo avvisa di fare il bravo perché «Babbo Natale sta arrivando in città» – ha però avuto grande fortuna. E questo ha portato a una serie pressoché interminabile di cover. Tra le tante, bisogna citare le versioni di Mariah Carey (un’altra che sulle canzoni di Natale ha costruito una carriera), Ella Fitzgerald, Diana Ross, Nat King Cole, Jackson 5, Michael Bolton, Miley Cyrus, Rod Stewart, Justin Bieber, Laura Pausini ed altri ancora.

La versione più rock è però indubbiamente quella di Bruce Springsteen. Il boss la registrò live nel 1975 assieme alla E Street Band, durante un concerto al C.W. Post College, nello stato di New York. La canzone è stata poi rilasciata in varie occasioni e nel 1985 divenne anche il B-side di My Hometown, singolo dello stesso Springsteen. Da allora è diventata un classico delle radio americane a Natale, tanto da ritornare periodicamente in classifica durante le feste.

 

Kinks – Father Christmas

La rivalsa dei bambini poveri

La copertina del singolo di Father Christmas, bella canzone rock dei KinksI Kinks sono generalmente ricordati come uno dei gruppi fondamentali della British Invasion, l’ondata di musica britannica che invase gli Stati Uniti e l’Europa negli anni ’60. Accanto ai Beatles, ai Rolling Stones, agli Who e agli Animals c’erano, fin da principio, anche i londinesi capitanati dai fratelli Davies.

You Really Got Me, il loro primo grande successo, fu un brano di notevole fortuna ed influenza, capace di lasciare il segno su varie band anche a molti anni di distanza. Ma più in generale tutta la loro produzione a cavallo tra gli anni ’60 e ’70 sembrò anticipare sia l’hard rock che il punk che si sarebbero sviluppati poi.

Il ritorno di fiamma

Dopo un periodo di appannamento, tornarono a farsi notare tra il 1977 e il 1980, con una serie di buoni pezzi e album capaci di piazzarsi in classifica. Non erano più, forse, i tempi d’oro, ma il gruppo sembrava avere ancora molto da dire. Prova di questa rinnovata vitalità fu anche Father Christmas, una canzone che uscì come singolo per il Natale del 1977, senza essere inizialmente inclusa in alcun album.

Il pezzo, che aveva sonorità punk rock, raccontava di un Babbo Natale da centro commerciale che veniva aggredito da un gruppo di bambini poveri, che chiedevano soldi invece di regali e perfino un lavoro per il padre di uno di loro. Irriverente e dissacrante, la canzone ebbe un buon successo. Col tempo è stata pubblicata nel best del gruppo, Come Dancing with the Kinks, e come bonus track nella riedizione dell’album Misfits.

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