Cinque canzoni per un video di matrimonio

Le migliori canzoni per accompagnare il video del vostro matrimonio

 
Maggio è, da sempre, il mese dei matrimoni. Il mese delle interminabili cerimonie magari sotto un sole caldissimo, il mese dei rinfreschi che non rinfrescano. Ma, se siete voi i protagonisti della cerimonia, è anche il mese del romanticismo sfrenato, dei momenti da ricordare, dei particolari da mettere a punto.

L’immancabile filmino

E, a proposito di ricordi e di particolari, è anche il mese in cui si sceglie il fotografo della cerimonia e si affida a lui – o a un amico molto fidato – la realizzazione del classico video del matrimonio. Ovvero di quel filmino che si programma di far vedere, negli anni a venire, a figli annoiati e parenti distratti.

Un buon video matrimoniale però ha bisogno di una serie di canzoni che sappiano accompagnare le immagini con romanticismo e atmosfera. E di canzoni del genere ce ne sono a centinaia. Noi, per aiutarvi, abbiamo deciso di proporvene cinque tra le più belle ed importanti.


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Tony Bennett – The Way You Look Tonight

La calda voce di un crooner italoamericano

Partiamo da un classico che più classico non si può, The Way You Look Tonight, spesso contenuta anche nelle colonne sonore di film che trattano di cerimonie nuziali (Il matrimonio del mio migliore amico, con Julia Roberts e Cameron Diaz, ne è un esempio).

Fu cantata per la prima volta nel 1936 da Fred Astaire nel film Follie d’inverno, aggiudicandosi subito il premio Oscar ed entrando nel mito. Poi, nel corso del tempo, è stata ricantata da vari interpreti, tra cui Bing Crosby, Perry Como, Frank Sinatra (in una versione celeberrima), Bryan Ferry, Phil Collins, Rod Stewart, Michael Bublé e tanti altri ancora.

Noi abbiamo però scelto la versione di Tony Bennett, che su questa canzone ha costruito una buona parte del suo successo, che ci pare perfetta per i momenti topici del vostro video. Storico crooner di origini italiane (il suo vero nome è Anthony Benedetto), Bennett ha inciso la canzone varie volte a partire dagli anni ’60.

«Un giorno – recita la traduzione della strofa iniziale – quando sarò terribilmente giù, quando il mondo sarà freddo, mi farò caldo pensando a te e al modo in cui mi appari stasera. Sì, sei amabile, col tuo sorriso così caldo e le tue guance così morbide. Non posso fare altro che amare te e il modo in cui mi appari stasera».

 

Louis Armstrong – What a Wonderful World

Che mondo meraviglioso!

What a Wonderful World è una delle canzoni più celebri della nostra era, e il fatto che sia cantata da Louis Armstrong e sia basata su sonorità jazz ce la fa ritenere, spesso, una canzone in un certo senso antica, risalente agli anni del cinema in bianco e nero o ai ruggenti anni ’20.

In realtà, invece, il brano composto da Bob Thiele e George David Weiss fu pubblicato per la prima volta solo nel 1967, entrando però presto nell’immaginario grazie anche all’utilizzo dell’inconfondibile voce di Armstrong in spot e trasmissioni TV.


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Notevoli, pure in questo caso, anche le cover. Celeberrima la versione (pubblicata postuma) di Joey Ramone, ma si segnalano anche quelle di Tony Bennett (di nuovo!), dei Flaming Lips, di Rod Stewart, di Céline Dion e di altri ancora.

La canzone, d’altro canto, è un inno alle bellezza della vita, capace di creare un’atmosfera indimenticabile: «Vedo alberi di verde, anche rose rosse, le vedo sbocciare per me e te, e penso tra me e me: “Che mondo meraviglioso!”. Vedo cieli di blu e nuvole di bianco, il giorno benedetto e luminoso, la notte sacra e oscura, e penso tra me e me: “Che mondo meraviglioso!”».

 

Franco Battiato – La cura

Un inconsueto testo d’amore

Nonostante gli americani siano dei veri e propri maestri quando si tratta di comporre le canzoni giuste per una cerimonia del genere, abbiamo scelto di inserire nella nostra cinquina almeno un paio di brani italiani. L’abbiamo fatto sia perché non tutti conoscono l’inglese e possono cogliere il significato dei testi scritti in questa lingua, sia perché anche i nostri cantautori hanno saputo nel tempo proporre delle canzoni cariche di atmosfera. Canzoni che però non cadono nel pacchiano o nel melenso.

La prima di queste due canzoni è appunto La cura di Franco Battiato, pubblicata per la prima volta all’interno dell’album L’imboscata, nel 1996.

La canzone è stata scritta dal solo Battiato per la musica e assieme al filosofo Manlio Sgalambro per il testo. Il brano, forse perché uno dei pochi del cantautore siciliano a parlare d’amore (seppure con toni non consueti), ha avuto un successo clamoroso, venendo ripubblicato più volte anche da altri autori, come Adriano Celentano e Noemi.

«Supererò le correnti gravitazionali – recita il ritornello –, lo spazio e la luce per non farti invecchiare. E guarirai da tutte le malattie, perché sei un essere speciale, ed io avrò cura di te».

 

Jovanotti – A te

Una canzone dedicata alla propria moglie

La seconda canzone italiana della nostra cinquina è A te di Jovanotti, pubblicata per la prima volta all’interno dell’album Safari del 2008. Una canzone baciata subito da un grande successo sia in Italia, sia in parte anche in altri paesi europei.

Il brano è stato scritto dall’artista romano (assieme a Franco Santarnecchi) per dedicarlo alla moglie Francesca Valiani, sposata proprio nel settembre di quello stesso 2008 e madre di sua figlia Teresa Cherubini, oggi sedicenne.


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Al di là della musica, di certo toccante e delicata, quello che stupisce della canzone è il testo, uno dei più riusciti di Jovanotti e non a caso premiato con una nomination al Premio Mogol. «A te che sei – recitano il ritornello e una delle strofe più importanti –, semplicemente sei sostanza dei giorni miei, sostanza dei giorni miei. A te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande, a te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più, a te che hai dato senso al tempo senza misurarlo, a te che sei il mio amore grande ed il mio grande amore».

 

Bruno Mars – Marry You

Buttarla sul pop

Concludiamo col più recente dei nostri brani, la bella Marry You pubblicata nel 2011 da Bruno Mars. Comparve all’interno dell’album Doo-Wops & Hooligans, diventando poi il quarto singolo estratto dallo stesso disco.

La canzone è un’allegra dichiarazione d’amore, con cui il protagonista – in uno stile divertito e quasi ironico – si offre di sposare la sua bella nella prima chiesetta disponibile. Un matrimonio forse non sontuoso, ma certamente romantico. E proprio lo stile scanzonato, comune a molte canzoni dell’artista statunitense, ha aiutato il pezzo a posizionarsi nelle zone alte delle classifiche di mezzo mondo. Compresa quella italiana dei singoli, dove è arrivato fino al terzo posto.

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Scritto assieme al fido Philip Lawrence, il brano mescola pop ed R&B, con una spruzzata di reggae. Per quanto possa forse apparire a tratti un po’ furbo nella sua retorica dell’amore preso alla leggera, in realtà ha una ritmica che difficilmente lascia indifferenti.

«È una notte meravigliosa – si legge nella traduzione –. Stiamo cercando qualcosa di stupido da fare. Hey baby, penso di volerti sposare. C’è qualcosa nel tuo sguardo? O è solo il drink che hai bevuto? A chi importa, baby? Penso di volerti sposare».

 

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