13 canzoni sull’amore impossibile e non corrisposto

Le migliori canzoni sull'amore impossibile

Quanto ci angosciano ma allo stesso tempo quanto piacciono gli amori alla Romeo e Giulietta, quelli che lottano contro il destino e contro centinaia di avversità! Quelli che magari non si realizzano mai, quelli che vengono sconfitti dal caso o dalla vita, ma costituiscono comunque la prova che c’è qualcosa che, nonostante tutto, ci spinge avanti. E, forse proprio per questo motivo, esistono anche moltissime canzoni sull’amore impossibile.

Questo tema, anzi, forse è stato trattato anche con maggior frequenza di quello classico, sull’amore ricambiato. L’amore non corrisposto, infatti, è molto poetico e struggente, e ben si presta ad essere musicato in una canzone triste e malinconica.

Quali sono, però, allora, i migliori brani sugli amori impossibili? Tra i tanti disponibili, ne abbiamo selezionati tredici, di cantanti e tipologie anche molto diverse. Alcuni sono italiani e alcuni inglesi, ma in ogni caso il testo è piuttosto comprensibile. E, tra l’altro, ve ne riportiamo una parte, spiegandovelo. Ecco dunque le nostre scelte.

Le canzoni sull'amore impossibile e non corrisposto

 

1. Antonello Venditti – Amici mai

Antonello Venditti è un artista che si è trovato spesso a parlare di amore. Anzi, di amori al plurale. E le sue storie spesso non sono a lieto fine, ma raccontano di rapporti che fin dall’inizio sono destinati a non durare, o ad essere particolarmente effimeri.

Benvenuti in Paradiso, il disco di Antonello Venditti che conteneva anche Amici maiIl brano che però meglio tratta il tema degli amori impossibili è forse Amici mai1, pubblicato all’interno dell’album Benvenuti in Paradiso del 1991.

Quel disco fu il più venduto dell’intera carriera di Venditti, arrivando a superare quota 1 milione di copie. D’altronde era trascinato da vari brani di livello: la titletrack, in primo luogo; Alta marea, cover di Don’t Dream It’s Over dei Crowded House; e appunto Amici mai.

 

«Certi amori non finiscono…»

Oltre alla musica, in questo pezzo è particolarmente famoso il testo. Un testo che parla di un amore di vecchia data, che sopravvive in qualche modo nonostante le due persone siano state divise dalla vita.

Questa sera non chiamarmi,
no, stasera devo uscire con lui.
Lo sai, non è possibile,
io lo vorrei, ma poi
mi viene voglia di piangere.
 
Certi amori non finiscono,
fanno dei giri immensi
e poi ritornano.
Amori indivisibili,
indissolubili, inseparabili.
 
Ma amici mai:
per chi si cerca come noi
non è possibile.
Odiarsi mai:
per chi si ama come noi
basta sorridere.

   

 

2. Maroon 5 – Won’t Go Home Without You

Anche i Maroon 5 – ovviamente in lingua inglese – hanno spesso cantato d’amore, e di amori non felici o a lieto fine. La loro canzone forse più famosa sull’argomento è Won’t Go Home Without You, terzo singolo estratto del loro secondo album It Won’t Be Soon Before Long.

I Maroon 5 sulla copertina del singolo Won't Go Home Without YouIl disco uscì nel 2007, a ben cinque anni di distanza dall’esordio di Songs About Jane e dopo varie vicissitudini. La più importante delle quali era stato il cambio di batterista, da Ryan Dusick a Matt Flynn, a causa di un grave infortunio di Dusick che gli ha reso difficile continuare a suonare.

In quel disco il pezzo di maggior successo fu Makes Me Wonder, che raggiunse la testa delle classifiche negli States e in Canada, piazzandosi comunque molto bene anche in Gran Bretagna. Won’t Go Home Without You ebbe un successo meno dirompente, ma non passò comunque inosservata.

 

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Era una canzone triste, che parlava di un amore che non si poteva realizzare. Anche il videoclip2 trattava lo stesso tema. Vi si vedeva Adam Levine, il cantante dei Maroon 5, correre per mezza città in cerca di un ragazza amata, con evidentemente la speranza di riconquistarla. Ma alla fine la trovava assieme ad un altro.

«Perché succede proprio a me?»

I asked her to stay
but she wouldn’t listen,
and she left before I had the chance to say, oh,
the words that would mend,
the things that were broken.
But now it’s far too late; she’s gone away.
 
Every night you cry yourself to sleep,
thinking: «Why does this happen to me?
Why does every moment have to be so hard?»
Hard to believe that.
 
It’s not over tonight,
just give me one more chance to make it right.
I may not make it through the night,
I won’t go home without you.

   

 

3. Adele – Someone Like You

Someone Like You3 è una delle canzoni più famose di Adele, tanto che ormai è diventata, nel suo genere, un classico, anche se ha ancora pochi anni di vita. Fu infatti incisa dalla cantante britannica nel 2011, all’interno del suo secondo album, 21.

Someone Like You, una delle canzoni inglesi più tristi degli ultimi anniFu, anzi, il secondo singolo estratto da quel disco, dopo lo straordinario successo di Rolling in the Deep. A differenza di quel pezzo, però, Someone Like You aveva un andamento più intimista ed arrivava addirittura a commuovere.

Non a caso il pezzo è anche uno dei più amati dai fan della cantante, e nel disco si trovava in una posizione decisiva. Era infatti il brano che chiudeva l’intero album, perché, secondo la stessa Adele, sintetizzava la tematica di 21, improntato alla delusione per la fine di un amore.

 

«Sometimes it hurts instead»

Nel testo della canzone Adele immaginava di incontrare di nuovo, a distanza di anni, la persona di cui era stata innamorata. E di trovarla in un certo senso sistemata, con figli, sogni realizzati, felicità. Un amore impossibile da far vivere ancora, ma che la portava a sperare di poter trovare ancora “qualcuno come lui”.

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I heard that you’re settled down,
that you found a girl and you’re married now.
I heard that your dreams came true.
Guess she gave you things I didn’t give to you.
 
Old friend, why are you so shy?
Ain’t like you to hold back or hide from the light.
 
I hate to turn up out of the blue uninvited
but I couldn’t stay away, I couldn’t fight it.
I had hoped you’d see my face and that you’d be reminded
that for me it isn’t over.
 
Never mind, I’ll find someone like you.
I wish nothing but the best for you too.
Don’t forget me, I beg,
I’ll remember you said:
«Sometimes it lasts in love but sometimes it hurts instead.
Sometimes it lasts in love but sometimes it hurts instead».

   

 

4. Tiromancino – Amore impossibile

Ricordate i Tiromancino? Vissero un momento di grande popolarità nella prima metà degli anni Duemila, piazzando una serie di album nelle posizioni alte della classifica italiana. Da allora di tempo ne è passato, e se non siete stati attenti può darsi che il destino della band vi sia sfuggito.

In realtà il gruppo esiste ancora, e continua a produrre musica di buon livello, nonostante i riscontri commerciali oggi siano meno esaltanti di allora. A condurre la band, come sempre nella sua storia, è Federico Zampaglione, che la fondò a fine anni ’80. Ma l’altro componente di inizio anni Duemila, Riccardo Sinigallia, ha preso da tempo una strada diversa.

Alla fine di quel periodo d’oro, poco dopo l’uscita di Sinigallia, risale Amore impossibile4, che fu il primo singolo dell’album Illusioni parallele. Era il 2004 e l’album, che conteneva anche Imparare dal vento, arrivò fino al quattordicesimo posto della classifica italiana, ottenendo il disco d’oro.

«È amore impossibile quello che mi chiedi»

Il brano si presta molto bene al tema della nostra lista, come già si capisce dal titolo. Anche se qui l’impossibilità non è data da un ostacolo che si frappone tra i due amanti, quanto dall’impossibilità di realizzare un amore veramente totale.

Rimani qui,
scende la sera,
sopra di noi
si poserà.
E aspetteremo così
la primavera,
solo se vuoi
ci troverà.
 
Mi perdo dentro ai tuoi occhi
che sorridono, ma ora so…
 
È amore impossibile quello che mi chiedi,
sentire ciò che tu sola senti
e vedere ciò che vedi.
Chiudere la realtà, dentro la tua isola
ma non perdere la voglia di volare.
 
Perché l’amore è amore impossibile,
quando non riesce a inseguire è irraggiungibile,
senso di libertà, oltre le stelle e il cielo
che è nascosto sul fondo dell’anima.

   

 

5. The Decemberists – We Both Go Down Together

Arriviamo ora a una canzone meno nota al grande pubblico, ma di sicuro non meno bella. Si tratta di We Both Go Down Together5, pezzo dei Decemberists tratto dal loro terzo album (e ultimo prodotto da un’etichetta indipendente), Picaresque, del 2005.

Picaresque, l'album dei Decemberists che conteneva anche We Both Go Down TogetherIl disco, registrato vicino alla loro città natale di Portland, fece parlare a suo tempo molto di sé nell’ambiente indie. Venne notato, e ottimamente recensito, da Pitchfork6 e da altri siti autorevoli, permettendo al gruppo di Colin Meloy di trovare un contratto importante per il lavoro successivo.

In quell’album i pezzi notevoli, d’altra parte, erano parecchi. Sixteen Military Wives e The Mariner’s Revenge Song ebbero anche una certa eco. Ma We Both Go Down Together è la canzone forse più triste e malinconica di tutto l’album, nonostante parli d’amore.

 

«Here on these cliffs of Dover…»

La canzone racconta di un amore impossibile a causa delle differenze sociali. Uno dei due amanti proviene da una famiglia disastrata e povera; l’altro da una famiglia ricca ed elegante. Si amano, pare, ma l’amore non può riuscire. Da qui la caduta del titolo, che forse, nelle parole ambigue del testo, potrebbe essere anche un suicidio d’amore.

Here on these cliffs of Dover,
so high you can’t see over…
And while your head is spinning,
hold tight, it’s just beginning.
 
You come from parents wanton,
a childhood rough and rotten.
I come from wealth and beauty,
untouched by work or duty.
 
And oh, my love, my love.
And oh, my love, my love,
we both go down together.

   

 

Altre 8 canzoni sull’amore impossibile o non corrisposto, oltre alle 5 già segnalate

Molti artisti, com’è ovvio aspettarsi, hanno affrontato il tema dell’amore impossibile. O, meglio ancora, quello dell’amore non corrisposto. Quando amiamo e non ci troviamo contraccambiati sembra infatti nascere spontanea in noi la voglia di disperarci, magari con una canzone che sappia piazzare le parole giuste al momento giusto. Eccone alcune.

 

Radiohead – Creep

Creep appartiene alla prima fase della produzione dei Radiohead, al periodo in cui, cioè, la band di Thom Yorke ancora faceva musica riconducibile al britpop e all’alternative. La canzone, anzi, era in assoluto il primo singolo del gruppo, tratto dall’album d’esordio Pablo Honey.

Le parole raccontavano di una ragazza che Yorke aveva conosciuto all’università e di cui si era invaghito. Visto che però non riusciva a sentirsi all’altezza della giovane, il cantante concludeva con il celebre ritornello: «But I’m a creep, I’m a weirdo». Che si può tradurre come: «Ma faccio schifo, sono un tipo strano».

Elio e le Storie Tese – Servi della gleba

Passiamo all’Italia e a una canzone ben diversa dalle altre che trovate in questo elenco. Servi della gleba è infatti un classico del repertorio degli Elio e le Storie Tese ed è un pezzo fortemente ironico, che scherza sulla passione del protagonista per una ragazza che però lo maltratta e lo sfrutta a suo piacimento.

Il brano fu pubblicato nel 1992 all’interno dell’album Italyan, Rum Casusu Çikti, uno dei primi dischi del gruppo. Vi si intervallano parti dialogate, in cui il protagonista si confrontava coi suoi amici a proposito della “tipa”, ed altre cantante, con anche diverse punte di volgarità a sfondo sessuale.

 

Eric Clapton – Layla

Layla è una canzone che venne pubblicata per la prima volta nel 1970 dai Derek and the Dominos, gruppo di breve vita di cui faceva parte, in gioventù, Eric Clapton. Quando la band si sciolse il chitarrista britannico continuò comunque a eseguire la canzone e a metterla nel proprio repertorio personale, rendendola un classico del rock.

Il pezzo parla appunto di Layla, donna per cui il protagonista ha completamente perso la testa, tanto da diventare quasi pazzo. Clapton la scrisse pensando a Pattie Boyd, all’epoca moglie del suo grande amico George Harrison, di cui era perdutamente innamorato. Lei, qualche anno dopo, divorziò da Harrison e sposò proprio Clapton, ma il matrimonio non durò.

R.E.M. – Losing My Religion

Abbiamo scritto altrove che Losing My Religion è sicuramente la canzone più famosa dei R.E.M., ma allo stesso tempo forse quella di più difficile interpretazione. Il tema – a guardare il titolo e il videoclip che a suo tempo fu girato – pare essere religioso, ma in realtà negli stati del sud degli Stati Uniti quell’espressione significa “sto perdendo la pazienza“.

Per cosa era arrabbiato Michael Stipe? Secondo chi ha avuto modo di parlare con lui e degli interpreti più accreditati, la canzone parlerebbe di amore non corrisposto, di senso di esclusione, della difficoltà di farsi avanti con la persona amata. Nonostante il testo oscuro, il brano fu uno dei più grandi successi degli anni ’90.

 

Bonnie Raitt – I Can’t Make You Love Me

Non posso fare in modo che tu mi ami: si può tradurre così il titolo di I Can’t Make You Love Me, un classico anni ’90 scritto da Mike Reid e Allen Shamblin e inciso originariamente da Bonnie Raitt. Diciamo “originariamente” perché la canzone, in realtà, negli anni è stata oggetto di svariate cover.

Già nel 1996 fu cantata da Prince e inclusa nell’album Emancipation. Poco dopo arrivò George Michael, che incluse la sua versione come lato B del singolo di Older. Quindi, più di recente, è stata la volta di Adele, che ha cantato spesso il brano dal vivo e poi l’ha inserito nell’album Live at the Royal Albert Hall.

James Blunt – You’re Beautiful

Ricordate James Blunt? Attorno al 2005 era probabilmente il cantante inglese più passato dalle radio, grazie al successo del suo disco d’esordio, Back to Bedlam, che toccò il vertice delle classifiche in diversi paesi. E anche se non è più riuscito a ripetere quello straordinario successo, continua a incidere album e canzoni.

A lanciarlo davvero nelle vendite fu il terzo singolo estratto da quel disco d’esordio, You’re Beautiful. Raccontava di un uomo dalla vita soddisfacente («My life is brilliant», diceva all’inizio), che però incrociava lo sguardo di una donna bellissima per cui perdeva la testa. Una donna che però, inevitabilmente, non poteva essere sua.

 

Coez – Faccio un casino

Faccio un casino non è solo il titolo di una canzone, ma anche dell’intero album da cui il brano è stato tratto, il quarto della carriera del rapper romano Coez. Scritto dallo stesso Coez assieme al Niccolò Contessa de I Cani, il pezzo parla, manco a dirlo, di un amore non corrisposto.

Il ritornello recita infatti più volte la frase «Amami o faccio un casino», mentre il testo in generale racconta le difficoltà di un protagonista che vorrebbe essere amato da una ragazza che probabilmente lo ritiene solo un amico, o una spalla su cui piangere in caso di necessità.

The Police – Every Little Thing She Does Is Magic

Every Little Thing She Does Is Magic dei Police è solitamente considerata una canzone romantica in senso classico, perché fin dal titolo si presenta come un’accorata dichiarazione d’amore. In realtà il suo testo è più complesso, e racconta piuttosto delle difficoltà che ha un ragazzo a dichiararsi.

Il brano fu scritto da Sting nel 1976, in quello che lui stesso definì “uno dei suoi periodi romantici”. Rimase però nel cassetto per lungo tempo e venne inciso solo nel 1981 per essere incluso nell’album Ghost in the Machine. Tra l’altro andò benissimo, arrivando al primo posto in Gran Bretagna e al terzo negli Stati Uniti.

 

L’infografica col riassunto finale

Canzoni sull'amore impossibile e non corrisposto

 

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Someone Like You di Adele

 

E voi, quale canzone sull’amore impossibile preferite?

Note e approfondimenti

  • 1 La potete ascoltare qui.
  • 2 A questo link potete vederlo e ascoltarlo. Tra l’altro, se vi sembra di aver già visto l’attrice che interpreta la ragazza di cui Levine è innamorato è perché, probabilmente, l’avete vista in Lost. In quella serie TV Tania Raymonde, questo il suo nome, interpretava infatti il ruolo di Alex.
  • 3 Qui il celebre video, che vanta ormai più di un miliardo di visualizzazioni su YouTube.
  • 4 Il videoclip che fu realizzato (visibile qui) era diretto da Lamberto Bava, che decise di omaggiare il padre ricreando in un certo senso la storia del film di Diabolik, che proprio Mario Bava aveva portato al cinema nel 1968. Tra l’altro, il ruolo di Eva Kant fu lì interpretato da Claudia Gerini, all’epoca compagna di Federico Zampaglione.
  • 5 La canzone potete ascoltarla qui, anche se non fu mai realizzato un video ufficiale.
  • 6 A questo link potete leggere quella recensione del 2005.

 

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