Cinque canzoni adatte ad un video per i 18 anni

Qualcuno a voi caro sta per diventare maggiorenne? Ecco le migliori canzoni da dedicargli in un video per i 18 anni

Ricordate Cuore di tenebra di Joseph Conrad? O Apocalypse Now, che in un certo senso lo adattava ai tempi recenti? Ad un certo punto, nel finale, il terribile Kurtz se ne usciva con due semplici parole, ma fondamentali nell’economia del libro: «L’orrore! L’orrore!». Ecco, una reazione molto simile l’abbiamo anche noi ogni volta che ci imbattiamo in foto o video per i 18 anni che vanno sotto l’infausto nome di “prediciottesimi”1.

Come evitare il cattivo gusto

Prodotti che definire sottoculturali è dir poco, queste clip vengono realizzate per festeggiare il diciottesimo compleanno del ragazzo o, più spesso, della ragazza di turno, cercando di mimare – in maniera drammatica e imbarazzante – le pose dei divi di Hollywood.

Ma non è detto che il diciottesimo compleanno debba per forza finire in un’orgia di trash e cattivo gusto. Perché se avete un amico o un’amica che diventa maggiorenne, può essere davvero bello e simpatico regalare un video. Ma un video che raccolga, in maniera sobria, le migliori foto della sua storia recente. Perché i diciott’anni sono, a quell’età, un bel traguardo.

Se le foto le potete trovare facilmente nel vostro hard disk, come si fa, però, con la musica? O, meglio, con quali canzoni è bene accompagnare quelle immagini?

Abbiamo scelto cinque canzoni abbastanza diverse tra loro, che dovrebbero consentirvi una certa varietà. Alcune parlano esplicitamente dei 18 anni. Altre sono comunque bene in linea con l’entusiasmo e le contraddizioni di quell’età.


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1. Alphaville – Forever Young

Il classico anni ’80

Forever Young degli Alphaville, forse la canzone più adatta per un video per i 18 anniPartiamo da un classico anni ’80 come Forever Young degli Alphaville. Il gruppo tedesco esordì nel 1984 con il disco omonimo, tipico esempio del synth pop che in quegli anni andava per la maggiore. E Forever Young, secondo singolo estratto, decollò subito nelle classifiche di mezzo mondo, imponendosi in molti paesi europei (Svezia, Svizzera, Norvegia e Germania, soprattutto).

Un successo che però attecchì solo relativamente in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, dove la band ebbe riscontri solo sulla lunga distanza.

Il testo è tutto un inno alla gioventù, al tentativo di rimanere perennemente giovani. Ma, tra le varie strofe, è particolarmente interessante quella che trova spazio più o meno nel mezzo.

«It’s so hard to get old without a cause – cantava Marian Gold –. I don’t want to perish like a fading horse. Youth’s like diamonds in the sun, and diamonds are forever». E poi, ovviamente, il ritornello: «Forever young, I want to be forever young. Do you really want to live forever? Forever, and ever».

 

2. Alice Cooper – I’m Eighteen

«Ho diciott’anni e non so cosa voglio»

Alice Cooper e la sua band sulla copertina di EighteenSe vogliamo entrare meglio nell’argomento e parlare di canzoni perfette per i diciott’anni non si può non citare I’m Eighteen di Alice Cooper. L’anno di grazia era il 1970. Cooper aveva già inciso un paio di dischi, segnati dall’influenza di Frank Zappa, che però non avevano incontrato un grande successo.

Aveva deciso quindi di dare una svolta al proprio sound, avvicinandosi all’hard rock più puro. E nel novembre di quell’anno arrivò nei negozi proprio questo singolo, che anticipava Love It to Death.

Il brano arrivò al numero 21 nella classifica americana, trascinato dai riff di chitarra e dal canto aggressivo dell’allora giovanissimo Vincent Damon Furnier, che si firmava col proprio vero nome mentre “Alice Cooper” era ancora solo il nome di tutta la band.

«Lines form on my face and hands. Lines form from the ups and downs. I’m in the middle without any plans, I’m a boy and I’m a man. I’m eighteen and I don’t know what I want. Eighteen, I just don’t know what I want. Eighteen, I gotta get away. I gotta get out of this place. I’ll go runnin’ in outer space, oh yeah».

 

3. Bow Wow – Eighteen

Il rap del sedicenne

Bow Wow, il rapperSpesso, le canzoni sui diciottenni sono scritte da persone che quell’età l’hanno passata da un bel pezzo. Nel caso di Bow Wow e della sua Eighteen, però, è avvenuto esattamente il contrario.

Il rapper dell’Ohio ha infatti iniziato ad incidere dischi alla tenera età di 13 anni, grazie alla supervisione di Snoop Dogg, ed è arrivato presto al successo. Eighteen, così, uscì all’interno di Unleashed, quando Bow Wow aveva appena 16 anni.


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Quando cantava «When I turn eighteen», ovvero «Quando compio diciott’anni», non dava, insomma, spazio alla fantasia, ma raccontava le proprie vere aspettative.

E la canzone, già dalla prima strofa, si rivolgeva anche a tutti coetanei: «I’m talking to you all young’ns out there baby. I can’t wait until I turn eighteen. I know it’s the same for you all, man, I know, I know».

 

4. Kings of Leon – The Bucket

I tormenti dei giovani rocker

Erano molto giovani anche i Kings of Leon quando lanciarono The Bucket, il loro pezzo dedicato in un certo senso ai diciottenni. Come saprete, la rock band americana è formata da tre fratelli e un cugino: Anthony Caleb, Matthew, Michael Jared e Ivan Nathaniel Followill.

Iniziarono a suonare giovanissimi, trovando il primo serio contratto discografico grazie al successo di un EP. Quando uscì il loro primo album, Youth and Young Manhood, avevano tra i 17 e i 21 anni.

Il secondo, Aha Shake Heartbreak, arrivò l’anno dopo, nel 2004, e all’interno conteneva The Bucket, che fu scelta come primo singolo. Una canzone che si soffermava sui problemi tipici dell’età, tra l’invecchiare, il diventare maggiorenni, il morire.

“Bucket” significa “secchio”, e il titolo del brano è riassunto nel verso «You kick the bucket, I’ll swing my legs. Always remember the pact that we made: too young to die, but old is the grave». Ovvero: «Dai un calcio al secchio, dondolerò le mie gambe. Ricorda sempre il patto che abbiamo fatto: troppo giovani per morire, ma vecchia è la tomba».

 

5. Queen – Don’t Stop Me Now

L’irrefrenabile adrenalina

Don't Stop Me Now dei Queen, canzone molto energeticaConcludiamo con una canzone che è invece un inno al movimento, un’iniezione di adrenalina. Don’t Stop Me Now uscì nel 1978 all’interno dell’album Jazz dei Queen. La band di Freddie Mercury e Brian May era già al settimo album in soli cinque anni di attività discografica, ma sembrava avere ancora moltissimo da dire.

Prova ne è questa canzone, scritta da Mercury e impostata essenzialmente sull’accompagnamento del pianoforte, ma che ha una carica tale da essere stata inclusa in molti film, specie in scene entusiasmanti o basate sulla corsa. E non è un caso che la celebre trasmissione britannica Top Gear l’abbia scelta come la miglior canzone di sempre per chi è alla guida.

«Tonight – cantava il leader dei Queen – I’m gonna have myself a real good time. I feel alive. And the world turning inside out, yeah, and floating around in ecstasy. So don’t stop me now. Don’t stop me, ’cause I’m having a good time, having a good time. I’m a shooting star leaping through the skies like a tiger defying the laws of gravity. I’m a racing car passing by like Lady Godiva, I’m gonna go, go, go. There’s no stopping me».

 

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Don't Stop Me Now dei Queen

 

Note e approfondimenti

  • 1 Qui alcuni esempi.

 

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