Ci sono zone d’Italia che trasudano storia in ogni loro angolo. Alcune di queste presentano città che hanno avuto un ruolo importantissimo nello sviluppo del nostro paese e nella sua storia. Altre, invece, presentano dei borghi medievali che hanno mantenuto nel corso dei secoli la loro struttura originaria, per cui visitarli genera sempre un’emozione particolare. Infine, ci sono anche altre zone in cui sono sopravvissute fortezze storiche. Proprio su alcune di queste vogliamo concentrarci oggi visto che qui elencheremo i cinque più importanti castelli in Emilia-Romagna.

In questa regione del centro-nord, infatti, si trovano un gran numero di fortezze, di rocche e di castelli. Spesso sono ubicati lungo l’Appennino, ma a volte sono anche posti su alture di livello più basso e in alcuni casi perfino in città.

D’altronde, sono testimonianze del ruolo che questa zona rivestiva durante il Medioevo. Era infatti una zona di passaggio tra la Roma dei papi e del potere spirituale e il Nord Europa, dove ormai si erano spostati i commerci e il potere politico.

Qui, in questa terra di perenne passaggio di merci e a volte anche di truppe, era necessario difendersi, ponendo, se si era nobili e ricchi, la propria residenza in alto, in modo da controllare il territorio.

È per questo che l’Emilia-Romagna, forse più di altre regioni italiane, è veramente la zona delle fortificazioni, che in buona parte si sono conservate e sono giunte fino a noi.

Oggi visitare questi castelli è quindi interessantissimo. A volte si tratta infatti di strutture molto ben conservate, che permettono di rivivere l’emozione del passato e di scoprire come era la vita alcuni secoli fa.

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Altre volte, quando sono in condizioni meno ottimali, questi castelli manifestano comunque un certo fascino. A ben guardarli, infatti, li si può vedere come dei ruderi che hanno lottato per resistere al corso della storia.

Inoltre, c’è da tenere presente che in Emilia-Romagna sanno come gestire il turismo. E quindi da molto tempo si è lavorato per recuperare alcuni di questi castelli, costruendo in certi casi attorno ad essi anche delle strutture ricreative e di intrattenimento.

Tenendo conto di tutte queste caratteristiche e del fascino che possono avere per un turista curioso, abbiamo selezionato cinque castelli che vale la pena di visitare in Emilia-Romagna. Li trovate qui di seguito. Se poi avete dei suggerimenti ulteriori, segnalateceli come al solito nei commenti.

 

1. Rocca di Vignola

Cominciamo il nostro percorso partendo dalla Rocca di Vignola, che si trova nell’omonimo comune in provincia di Modena. Questa rocca, all’esterno molto ben conservata, è di età incerta.

Probabilmente fu edificata attorno all’anno Mille, visto che a partire dal X secolo la cittadina fu affidata al vescovo proprio di Modena. Nel XII secolo, poi, è attestata in vari documenti la presenza di questo castello.

La funzione originaria di questa rocca era quella di preservare la cittadinanza e il feudo dalle invasioni barbariche, visto che nel territorio erano frequenti le incursioni degli ungari. Questa natura difensiva fu preservata fino almeno al XV secolo, quando, dopo la fine delle guerre d’Italia, venne gradualmente convertito in palazzo nobiliare.

Inizialmente sotto il dominio degli Estensi di Ferrara, il castello venne affidato a un loro feudatario, la famiglia Contrari, che lo abbellì notevolmente. Quando questa famiglia però si estinse, la rocca fu acquisita da un’altra nobile famiglia, quella dei Boncompagni, che la tenne fino all’arrivo di Napoleone nel 1796.

La visita

Da quel punto in poi il castello fu prima amministrato dai vari governi repubblicani che si succedettero, e poi passò al duca di Modena, fino all’unificazione d’Italia.

Il castello è stato poi acquistato negli anni ’60 dalla Cassa di Risparmio di Vignola che l’ha restaurato e reso accessibile al pubblico. Oggi lo si può visitare gratuitamente, anche se è consigliato prima concordare col custode il percorso di visita.

La Rocca di Vignola, uno dei più bei castelli in Emilia-Romagna (foto di Lara Zanarini via Wikimedia Commons)
La Rocca di Vignola, uno dei più bei castelli in Emilia-Romagna (foto di Lara Zanarini via Wikimedia Commons)

Esiste anche un servizio di visita guidata gratuita disponibile nelle domenica e nei festivi, ma è meglio comunque passare attraverso il sito ufficiale1 per concordare al meglio il percorso.

Ad ogni modo sono organizzate anche visite a tema per studiare la storia militare o per ammirare gli affreschi delle varie cappelle interne. Inoltre la rocca organizza anche dei laboratori didattici per le scuole della zona che, se abitate nel modenese, sono particolarmente interessanti.

Cose notare

Tra le cose più interessanti da sottolineare c’è sicuramente il ciclo di affreschi del XV secolo che abbellisce le sale del piano terra.

Inoltre è importante la Cappella della rocca, con affreschi tardogotici che sono stati recentemente sottoposti a restauro. Questi sono attribuiti al cosiddetto Maestro di Vignola, sicuramente uno dei pittori più importanti nella scena centro-italiana del XV secolo.

 

2. Castello di Torrechiara

Il Castello di Torrechiara, che si erge a una ventina scarsa di chilometri dalla città di Parma, è sicuramente uno dei più belli di tutta l’Emilia-Romagna. Dalla sua, infatti, ha un’architettura imponente, che mescola elementi medievali ad altri tipicamente rinascimentali. Inoltre sono molto particolari anche gli interni.

Prima di descriverlo, però, due informazioni per i visitatori. La struttura è aperta al pubblico tutti i giorni della settimana. Durante i giorni lavorativi e il sabato, in realtà, l’orario è prettamente mattutino, con apertura dalle 8:10 alle 13:50.

Durante le domeniche, invece, l’orario si allunga, visto che oltre all’apertura mattutina (a partire dalle 10) se ne aggiunge anche una pomeridiana, in orario continuato. L’orario di apertura infatti si allunga fino alle ore 16.

Visto lo stato di cura della struttura e i relativi costi, l’ingresso però in questo caso non è gratuito. I prezzi rimangono comunque molto popolari: fino ai 25 anni e in generale quando si usufruisce di riduzioni si pagano solo 2 euro a persona. Il prezzo intero invece è di 4 euro a persona.

La funzione del castello

Il castello però vale ampiamente il prezzo della visita. Dall’inizio del XX secolo infatti appartiene allo stato che l’ha reso un bene di interesse nazionale, affidandone la gestione alle strutture della Regione Emilia-Romagna. Non a caso, questo è uno dei castelli meglio conservati di tutto il nostro paese.

Costruito tra il 1446 e il 1460, sorge in un luogo in cui già da vari secoli erano presenti diverse strutture difensive.

Il Castello di Torrechiara, in provincia di Parma (foto di Alessandrobl73 via Flickr)
Il Castello di Torrechiara, in provincia di Parma (foto di Alessandrobl73 via Flickr)

I nobili della zona, e a volte anche i ribelli che si opponevano al potere che dominava a Parma, edificarono qui diversi castelli, rocche e fortezze che vennero però periodicamente abbattute. Fu quindi solo attorno alla metà del XV secolo che, per varie circostanze politiche, si poté costruire questo castello così elaborato e ben strutturato.

La funzione principale, come è evidente anche solo guardandolo, era quella difensiva. Erano presenti cinte murarie che era difficilissimo superare per arrivare al castello. Tutto attorno al perimetro poi sono ancora oggi evidenti le strutture difensive e gli accorgimenti utili ad impedire attacchi e scalate.

Gli interni

Imponenti, da questo punto di vista, sono le cinque torri quadrate, quattro delle quali ai quattro estremi del castello. Si tratta delle Torri del Rivellino, del Leone, di San Nicomede, della Camera d’Oro e del Giglio.

La bellezza di questo castello, però, non si limita solamente all’esterno. Anche gli interni, recuperati al pubblico negli ultimi decenni e in particolare anche dopo il recente terremoto che ha colpito l’Emilia-Romagna, meritano infatti una menzione particolare.

Uno degli affreschi della Camera d'Oro
Uno degli affreschi della Camera d’Oro

Il castello, nato come abbiamo detto per scopi militari, divenne ben presto, infatti, anche una villa di residenza di varie famiglie nobiliari. Da questo punto di vista, non si può non menzionare la presenza degli affreschi a grottesche realizzati da Cesare Baglioni e dai suoi aiutanti nella seconda metà del XVI secolo.

Varie però sono le stanze che meriterebbero una trattazione autonoma, perché molto suggestive e ancora molto ben conservate. Tra tutte, visto lo spazio contenuto che abbiamo a disposizione, ci sentiamo di segnalare la cosiddetta Camera d’Oro, che si trova all’interno della torre omonima.

La Camera d’Oro

Originariamente, questa stanza era probabilmente la camera da letto di Pier Maria II De’ Rossi, forse il vero artefice di questo meraviglioso castello.

Questa stanza è affrescata con un ciclo realizzato da Benedetto Bembo, celebre per essere l’unico ciclo di affreschi medievali in cui si celebra l’amor cortese tra due personaggi realmente esistiti.

Infatti questi dipinti raccontano l’affetto tra Pier Maria e la sua amante prediletta, Bianca Pellegrini. Lo stesso castello, d’altronde, fu probabilmente edificato proprio con lo scopo di divenire anche un nido d’amore per i due innamorati.

 

3. Castello di Bardi

Rimaniamo in provincia di Parma con il Castello di Bardi, che sorge nell’omonima cittadina, non lontano dall’antica Via Francigena. Il nome Bardi, innanzitutto, deriva dai longobardi. Una fortezza in questa località esiste infatti fin dagli inizi del IX secolo, anche se il castello fu probabilmente completato nel secolo successivo.

Venduto al vescovo di Piacenza, venne utilizzato come rifugio sicuro davanti alle frequenti invasioni barbariche. Anche in questa zona, infatti, erano comuni le razzie degli ungari, che costringevano i nobili locali e anche gli ecclesiastici a cercare rifugio in zone protette e facilmente difendibili.

Il Castello di Bardi (foto di Filippo Aneli via Wikimedia Commons)
Il Castello di Bardi (foto di Filippo Aneli via Wikimedia Commons)

Il castello, effettivamente, ha una struttura molto particolare, che ancora oggi non smette di incantare. Interamente edificato in pietra, è completamente circondato da mura scarpate, in cui è ancora abbastanza evidente il cammino di ronda, che è interamente percorribile.

Inoltre, la rocca è posta sulla vetta di un colle, al centro della Valle del Ceno, che è possibile così controllare con sicurezza.

Una visita alla fortezza

All’interno della fortezza vi sono varie zone oggi visitabili. La fortezza ospita infatti ben tre musei: il Museo archeologico, il Museo della civiltà valligiana e il Museo della fauna e del bracconaggio. Inoltre sono quasi sempre presenti anche altre interessanti mostre, che rendono ancora più vantaggiosa e intrigante la visita.

Posizionata a circa 60 chilometri da Parma, la struttura è aperta da marzo a dicembre con un orario che varia di mese in mese. Durante la primavera e l’autunno l’apertura è principalmente pomeridiana nei giorni feriali, ma il sabato e soprattutto la domenica la struttura apre anche di mattina.

Le cucine nel Castello di Bardi (foto di Davide Papalini via Wikimedia Commons)
Le cucine nel Castello di Bardi (foto di Davide Papalini via Wikimedia Commons)

In estate, poi, l’apertura è praticamente costante dalle 10 del mattino fino alle 19 di sera, e a volte anche fino alle 20.

Il costo di ingresso è abbastanza contenuto: si va dai 6 euro per gli adulti ai 3,50 euro per i bambini. Inoltre, informandosi sul sito ufficiale2 è possibile usufruire anche di visite guidate e altre agevolazioni.

 

4. Rocchetta Mattei

Il castello più particolare della nostra lista dobbiamo però ancora presentarlo. Si tratta infatti, indubbiamente, della Rocchetta Mattei, che sorge a 400 metri sul livello del mare in località Savignano, nel comune di Grizzana Morandi.

Ubicata sulla Statale Porrettana che unisce l’Emilia-Romagna a Pistoia, la rocca è infatti relativamente recente e molto particolare dal punto di vista stilistico. Sia all’esterno che all’interno mescola in modo eclettico stili che variano dal medievale al moresco.

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A farla costruire fu, nella seconda metà del XIX secolo, il conte Cesare Mattei, personaggio tanto strano quanto la sua dimora. Letterato e politico, decise di diventare anche medico autodidatta, inventando una disciplina che oggi ricade nell’omeopatia, che lui chiamò elettromeopatia.

Tramite le sue dottrine curava – o provava a curare – amici e personaggi di alto rango, tanto che addirittura Fëdor Dostoevskij decise di citarlo, in veste di curatore, all’interno de I fratelli Karamazov.

La casa del conte

La rocca che si fece quindi costruire doveva essere bella e originale quanto lui. Lì lui finì addirittura per ritirarsi, vivendo come un signore medievale, con tanto di ospiti di rango nobiliare e una serie di dipendenti che replicavano i ruoli della servitù nei castelli antichi.

Nel corso del Novecento la rocchetta è passata più volte di mano, anche con l’obiettivo di trasformarla in un albergo e una meta turistica di rilievo. Tra gli anni ’80 e ’90, però, fu abbandonata, cadendo in disuso, fino a quando, a cavallo col nuovo secolo, non è stata recuperata alla collettività.

I particolarissimi interni di Rocchetta Mattei (foto di Sailko via Wikimedia Commons)
I particolarissimi interni di Rocchetta Mattei (foto di Sailko via Wikimedia Commons)

Nel 2006 la rocchetta è stata quindi acquistata dalla Fondazione della Cassa di Risparmio di Bologna e restaurata. Nel 2015 infine la si è potuta riaprire al pubblico in tutta la sua bellezza originaria.

In zona comunque era già esistita nei secoli precedenti una rocca, controllata tra gli altri anche da Matilde di Canossa. Questo antico edificio però era stato abbattuto già alla fine del XIII secolo. La posizione particolare, capace di dominare la vallata, non perse comunque il suo fascino e conquista ancora oggi.

La particolarità della costruzione, infine, è stata sfruttata anche da registi e scrittori. Qui sono stati girati, ad esempio, Balsamus di Pupi Avati e Enrico IV di Marco Bellocchio. Ma qui è anche ambientato il romanzo Delitti di gente qualunque di Loriano Macchiavelli.

 

5. Castello di Gropparello

Tutti i castelli che abbiamo visto finora sorgono su monti o colline più o meno alte. D’altronde, la loro funzione era, come detto, prettamente difensiva. Da lì in alto si poteva vedere a distanza di vari chilometri e dominare le vie di passaggio. Allo stesso tempo, queste fortezze erano difficili da raggiungere ed ancora di più da espugnare.

L'ingresso al Castello di Gropparello (foto di Caba2011 via Wikimedia Commons)
L’ingresso al Castello di Gropparello (foto di Caba2011 via Wikimedia Commons)

Il Castello di Gropparello, l’ultimo della nostra lista, sposa questa stessa filosofia. Sorge infatti alla cima di un orrido di 85 metri d’altezza, che sovrasta il torrente Vezzeno.

Posizionato su un preesistente castrum romano, il castello fu edificato probabilmente tra il X e l’XI secolo. Inizialmente fu assegnato al vescovo di Piacenza, ma poi passò più volte di mano. Acquisì una certa importanza in particolare nel XIII secolo, quando divenne l’avamposto principale dei guelfi in territorio piacentino.

Nella seconda metà del XIX secolo, finito in mano alla famiglia Marazzani-Visconti, venne restaurato con l’aggiunta di strutture neogotiche. Infine passò alla famiglia Guidotti, che lo possiede tuttora e che l’ha poi aperto al pubblico e al turismo.

La visita

La parte più antica del castello è la torre, ma tutta la struttura è interessante da visitare soprattutto per la sua mole compatta. Da notare, infatti, la doppia cinta muraria merlata, i camminamenti di ronda scavati nella roccia e il doppio ponte levatoio.

Inoltre la struttura ha cercato negli ultimi anni di aprirsi anche alle famiglie e ai bambini. È così stato aperto, nel parco che circonda il castello, il cosiddetto Parco delle Fiabe, un luogo ricreativo in cui i più piccoli possono incontrare cavalieri, orchi e streghe e rivivere l’atmosfera medievale.

La cosa però più particolare per i turisti, probabilmente, è che è possibile dormire dentro alla torre3. Il costo non è certo economico, visto che si spendono 400 euro a notte, ma di sicuro la possibilità è più unica che rara.

 

Note e approfondimenti

 

Segnala altri castelli in Emilia-Romagna che meritano di essere visitati nei commenti.