Un luogo comune del cinema è che un film debba fornire tutte le risposte. Il cinema rappresenta un momento di evasione dalla realtà e lo spettatore, legittimamente, si aspetta che la pellicola che sta vedendo sia qualcosa di alieno dalla realtà stessa, che non lasci punti in sospeso come invece purtroppo spesso accade per alcune vicende della nostra vita. E nella maggior parte dei casi è così.

A volte però ci sono film che instillano volutamente il dubbio nella mente dello spettatore, poiché tale dubbio è funzionale alla trama stessa, dando alla pellicola quella carica di angoscia e inquietudine voluta dal regista e dallo sceneggiatore. Anche se a volte la risposta a tale dubbio esiste, basta solo saperla cercare.

Ecco a voi cinque celebri film, sui cui finali enigmatici si interrogano ancora oggi migliaia di appassionati di cinema.

 

1. Shining

Shining è un film del 1980 diretto da Stanley Kubrick, liberamente ispirato all’omonimo romanzo scritto da Stephen King.

Uno scrittore in crisi di idee, Jack Torrance (Jack Nicholson), accetta di gestire nella pausa invernale l’Overlook Hotel insieme alla sua famiglia, la moglie Wendy (Shelley Duvall) e il figlio Danny (Danny Lloyd). Quest’ultimo, inoltre, è in possesso di percezioni extrasensoriali che chiama “la Luccicanza”.

La foto finale di ShiningL’albergo tuttavia è preda di forze maligne che porteranno alla follia Jack Torrance, il quale cercherà di sterminare la sua famiglia.

La misteriosa fotografia

Quando il film sembra concludersi con la fuga di Wendy e Danny e la morte per congelamento di Jack, in realtà Kubrick torna un’ultima volta nelle sale dell’Overlook Hotel, zoomando su una parete dove sono presenti alcune fotografie. Una di queste, datata 4 luglio 1921, vede Jack Torrance sorridente tra la gente che partecipa a una festa di ballo.

Per anni la gente si è interrogata sul significato di questa foto. Secondo molti, attesta che gli spiriti maligni dell’hotel hanno catturato e imprigionato lo spirito di Jack Torrance, così come hanno fatto in passato con altri ospiti di questa struttura.

Kubrick stesso, tuttavia, in una intervista suggerì una ipotesi alternativa: Jack Torrance è in realtà la reincarnazione di un precedente custode dell’hotel, il quale tempo prima uccise la sua famiglia [1].

E se pensiamo che il film si incentra sulla natura violenta dell’essere umano, che si perpetua nel corso degli anni e di cui l’Overlook Hotel rappresenta una manifestazione fisica, allora possiamo concludere che uomini come Jack Torrance saranno sempre destinati a essere parte di questo ciclo, prigionieri delle mura dell’albergo.

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2. Blade Runner

Blade Runner è un film del 1982 diretto da Ridley Scott, basato sul romanzo Il cacciatore di androidi scritto da Philip K. Dick.

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In una Los Angeles alternativa del 2019, l’ex agente di polizia Rick Deckard (Harrison Ford) viene incaricato di ritrovare e “disattivare” quattro replicanti fuggiti da una colonia spaziale e rifugiatisi sulla Terra, capitanati da Roy Batty (Rutger Hauer). Nel corso dell’indagine, Deckard si imbatte e si innamora di un’altra replicante, Rachael (Sean Young).

L'unicorno di Blade RunnerNonostante Deckard uccida tutti i suoi “fratelli”, alla fine Batty prima di morire decide di salvargli la vita. Semplice gesto di umanità per far capire al cacciatore di taglie che loro due sono simili? Oppure la verità è un’altra?

Uomo o replicante?

All’inizio del film viene detto che i replicanti fuggiti sono cinque, ma uno di loro è morto durante la fuga. E se non fosse così? Se Deckard fosse egli stesso un replicante e questo spiegasse la sua passione per Rachael, con cui alla fine fugge?

Questa domanda, che ha aleggiato per anni nelle menti degli appassionati di cinema, potrebbe infine trovare una risposta con l’uscita del sequel del film, Blade Runner 2049, diretto da Denis Villeneuve.

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3. La cosa

Chi è l’alieno?

La cosa (The Thing) è un film del 1982 diretto da John Carpenter. Si tratta del remake de La cosa da un altro mondo del 1953, per la regia di Christian Nyby e Howard Hawks.

In una base in Antartide, una spedizione scientifica capitanata da R.J. MacReady (Kurt Russell) precipita nel caos quando si scopre che una creatura aliena ha invaso la struttura. Tale creatura può replicare perfettamente qualsiasi forma di vita, ed è indistinguibile da ogni altro essere umano.

Il finale di La cosaVittime della paranoia e diffidenti l’uno verso l’altro, i componenti della spedizione divengono facili prede per la creatura, la quale però alla fine viene fatta esplodere insieme alla intera base. Rimangono in vita solo MacReady e un altro scienziato di nome Childs (Keith David).

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Oppure no? Dopotutto la Cosa da un altro mondo può replicare una forma di vita umana e fino alla fine i due sopravvissuti si guardano in maniera sospettosa, pur essendo ormai destinati a morire per assideramento.

Carpenter lascia il tutto volutamente in sospeso, perché di una risposta finale non c’è bisogno. Il film sottolinea come l’uomo sia un animale selvaggio, capace di ribellarsi ai suoi stessi simili. La verità più probabile è che sia MacReady che Childs siano ancora umani ed è la loro stessa natura umana a causare la loro fine.

 

4. Memento

Memento è un film del 2000 diretto da Christopher Nolan.

In seguito a una aggressione che ha causato la morte di sua moglie, Leonard Shelby (Guy Pearce) soffre di un disturbo particolare della memoria. Può infatti conservare i ricordi solo per circa quindici minuti, dopodiché la sua mente si resetta e dimentica tutto.

Memento è uno dei film coi finali più enigmatici del cinema recenteLeonard ha un solo scopo nella vita: trovare e uccidere l’assassino di sua moglie, John G. Per questo scrive decine di appunti per ricordare ciò che dimenticherà e lungo tutto il corpo si è tatuato delle informazioni preziose.

Il film ha un montaggio abbastanza particolare: una prima parte infatti comincia dalla fine e procede a ritroso, fino a ricongiungersi con una seconda parte – in bianco e nero – che procede in avanti. Chiudendo così il cerchio.

La caducità dei ricordi

Sì, poiché anche se all’inizio noi vediamo che Leonard ha ucciso l’assassino di sua moglie, alla fine il film dissemina molti elementi che gettano più di un’ombra sul protagonista, lasciando lo spettatore nel dubbio più assoluto. Nolan vuole sottolineare come ogni uomo percepisca la realtà in maniera diversa e dunque lascia il tutto volutamente in una situazione ambigua.

Un tatuaggio di Leonard che dice “I’ve done it” significherebbe che lui ha in realtà già ucciso tempo fa l’assassino e continua a cercarlo solo perché altrimenti non avrebbe uno scopo nella vita. Una storia parallela raccontata da Leonard su un certo Sammy Jankis addirittura suggerirebbe che sia lui stesso l’assassino e abbia sempre sofferto dei vuoti di memoria.

La memoria così fallace, i ricordi così inconsistenti, come la nostra stessa esistenza.

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5. Inception

Inception è un film del 2010, diretto da Christopher Nolan – a quanto pare un appassionato di finali misteriosi.

Il lavoro di Dominic Cobb (Leonardo DiCaprio) è alquanto particolare: è capace di estrarre segreti industriali e corporativi alle persone mentre dormono.

La trottola di InceptionIl suo ultimo cliente, però, l’affarista Saito (Ken Watanabe), gli affida una missione diversa: impiantare un’idea nel subconscio di Robert Fischer (Cillian Murphy), figlio di un suo rivale appena deceduto, perché sciolga la società fondata dal padre.

Un procedimento noto come Inception, che richiederà di entrare dentro un sogno, parte di un altro sogno, parte a sua volta di un altro sogno.

Gira, gira la trottola

Per rimanere ancorato alla realtà e capire se si trovi ancora dentro l’Inception o meno, Cobb ha con sé una trottola: se questa continua a girare, significa che sta ancora sognando. E da qui nasce il misterioso epilogo.

Conclusa la missione e tornato a casa dai suoi figli, considerata l’insolita esperienza che ha vissuto, Cobb inizia a far girare la trottola, ma viene distratto dai suoi bambini. Prima che il film si concluda, la trottola sta ancora girando. Cobb è mai davvero uscito dall’Inception?

Così come con Memento, Nolan lascia allo spettatore volutamente una sensazione di ambiguità. Considerato che la pellicola tratta temi cari al regista quali la percezione della realtà e l’esistenzialismo, ognuno ne trarrà il proprio giudizio a seconda della sua visione del mondo.

 

 

Note e approfondimenti

[1] Di recente ne hanno parlato anche la sceneggiatrice e il produttore, Diane Johnson e Jan Harlan.

 

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