Cinque città da visitare in Croazia che vi sorprenderanno

Dubrovnik/Ragusa vista dal cielo

La Croazia è, ormai da parecchi anni, una delle mete preferite dagli italiani per le vacanze, soprattutto per la bellezza delle sue coste e per il costo non eccessivo dei suoi alberghi. Una meta che però non dovrebbe essere esclusivamente pensata per il relax, perché in particolare la costa dalmata nasconde delle bellezze culturali e artistiche di rara importanza.

Le città che un tempo erano veneziane e che poi, dopo una breve parentesi italiana, sono diventate croate hanno vissuto, infatti, nel corso dell’età moderna uno sviluppo architettonico ed urbanistico che niente aveva da invidiare ai nostri migliori centri del nord-est, e ancora oggi, nonostante il comunismo e la guerra civile, queste cittadine hanno mantenuto la loro particolare bellezza. Scopriamone allora insieme cinque che, mentre si è in vacanza in Istria o Dalmazia, vale la pena visitare quando ci si imbatte in una giornata di maltempo che impedisce di restare in spiaggia.

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Parenzo – Poreč

La cittadina dei mosaici bizantini

Nota in italiano come Parenzo e in croato come Poreč, questa città è la prima della nostra cinquina che si incontra procedendo da Trieste verso sud, nella prima parte dell’Istria. Si tratta di un paesotto che non raggiunge neanche i 20mila abitanti, ma che d’estate si riempie di visitatori, essendo uno dei principali centri turistici della zona; una cittadina in cui è ancora particolarmente forte la comunità italiana, nonostante l’esodo successivo alla Seconda guerra mondiale.

Anche la struttura della città risente delle origini romane e veneziane, con il cardo e il decumano, ma pure una piazza (Marafor) in cui si ergono due templi latini, uno dei quali in antichità era dedicato a Nettuno. Il monumento principale del paese è comunque la Basilica Eufrasiana, di origine paleocristiana ed inserita tra i patrimoni dell’umanità dell’UNESCO: vi si ritrovano marmi pregiati, residui di pavimentazione ancora più antica e soprattutto dei magnifici mosaici realizzati dai maestri bizantini, che sono considerati tra i più belli ed importanti del mondo.

 

Rovigno – Rovinj

Un centro non solo turistico

Spostiamoci solo di qualche chilometro più a sud, restando comunque in Istria, con la cittadina di Rovigno (in croato Rovinj), demograficamente più o meno delle stesse dimensioni di Parenzo e a metà strada tra quest’ultima e Pola, altro importante centro della regione. Anche in questo caso le origini della città sono molto antiche, addirittura pre-romane, e molte le attrazioni turistiche che fanno del piccolo centro il secondo più visitato di tutta l’Istria durante l’estate (da turisti italiani, ma anche tedeschi, austriaci e olandesi).

Storia documentata di Rovigno
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Al di là del mare, le attrazioni turistiche più importanti sono varie: meritano una menzione la Chiesa di Sant’Eufemia, barocca anche se costruita tra Settecento e Ottocento e con un campanile che ricorda quello di San Marco a Venezia, il settecentesco Convento Francescano, la Torre dell’Orologio e la Chiesetta di Santa Croce, edificata sulla scogliera sul finire del Sedicesimo secolo.

 

Zara – Zadar

Tra Bisanzio e Venezia

Concluso il giro dell’Istria, scendiamo in Dalmazia e facciamo la prima sosta a Zara (in croato Zadar), bella città che geograficamente è posta di fronte ad Ancona e che fu una delle più importanti del dominio veneziano sul Mediterraneo, almeno fino al Trattato di Campoformio e al passaggio di tutta la Serenissima sotto il controllo austriaco. Oggi città da 75mila abitanti, è una delle più importanti della Croazia nata dalla secessione dalla Jugoslavia e, anche se la presenza italiana è risicatissima a seguito delle persecuzioni patite nel periodo comunista, la cultura veneziana emerge da molte architetture ed edifici, martoriati spesso dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale ma oggi riportati a nuova vita.

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I monumenti che meritano una menzione sono molti. In primo luogo bisogna citare le vicinissime Chiesa di San Donato e Cattedrale di Sant’Anastasia: la prima è una chiesa a pianta circolare e in stile bizantino che si erge sul selciato dell’antico Foro romano, ma che oggi è usata come auditorium; la prima è una delle più belle chiese di tutta la Dalmazia, ottimo esempio del romanico italiano con influenze pisane e costruita con la pietra d’Istria. Degne di interesse, poi, sono anche la antichissima Chiesa di San Grisogono, che risale al VI secolo, la Porta Terraferma (in cui sopravvive il Leone di San Marco) e la Porta Marina e il recentissimo e interessante Organo marino, che produce suoni in base al moto ondoso.

 

Spalato – Split

La metropoli col Palazzo di Diocleziano

Se le prime città della nostra lista erano poco più che paeselli e Zara è un centro di medio livello, diverso è il discorso da fare con Spalato, con quasi 180mila residenti seconda città della Croazia per abitanti dopo la capitale Zagabria. Fondata dai greci e sviluppata dai romani, la città attraversò nel corso della storia varie dominazioni, da quella bizantina a quella croata, da quella veneziana a quella asburgica, anche se — a differenza delle città di cui abbiamo parlato finora – dopo la Prima guerra mondiale non passò all’Italia ma alla nascente Jugoslavia, anche perché l’influenza culturale italiana era andata notevolmente scemando tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento.

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Essendo una città così importante, le attrazioni sono molte e notevoli: forse la più famosa è il Palazzo di Diocleziano, costruito tra III e IV secolo come dimora dell’imperatore omonimo, che vi si ritirò dopo aver abdicato, passandovi gli ultimi dieci anni della sua vita. Si tratta di una grande villa fortificata in cui era presente anche un Mausoleo, oggi divenuto la Cattedrale di San Doimo; proprio questa cattedrale, che come tutto il Palazzo appartiene ai patrimoni dell’umanità dell’Unesco, è dotata di uno splendido campanile che è oggi forse il principale simbolo cittadino. Infine, per chi ama le attrazioni e le manifestazioni più moderne, va segnalato che già da qualche anno la città dalmata è una delle sedi dell’Ultra Music Festival, un festival di musica elettronica che raduna ogni anno varie decine di migliaia di persone.

 

Ragusa – Dubrovnik

La perla dell’Adriatico

Concludiamo con Dubrovnik, un tempo nota come Ragusa ma ormai più famosa anche tra gli italiani col nome croato; una città che è posta all’estremo più meridionale della Dalmazia e che è forse la più bella tra quelle che vi abbiamo segnalato in questa cinquina, tanto è vero che è soprannominata la “perla dell’Adriatico” e che il suo centro storico è interamente riconosciuto come un patrimonio dell’umanità da parte dell’UNESCO. Fondata piuttosto tardi, attorno al VII secolo d.C., col nome di Ragusium, la città visse un suo primo periodo di splendore tra l’XI e il XIII secolo, quando divenne una repubblica marinara in grado di resistere al crescente potere di Venezia. Assoggettata poi a Venezia, ridiventò libera (almeno di fatto, anche se non formalmente) a metà del Trecento e nel secolo successivo fu il primo stato europeo ad abolire la schiavitù.

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La secolare indipendenza, già scalfita anche a causa di due gravi terremoti e della decadenza del Mediterraneo, finì a inizio Ottocento, entrando tra i domini degli Asburgo; e proprio i terremoti sono la causa prima del centro storico attuale, che fu ricostruito in toto dopo il disastroso sisma del 1667. Il fulcro della città è Piazza della Loggia, in cui si trovano la Porta della Dogana, la Colonna di Orlando (che risale al ‘400 ed è il simbolo della secolare libertà cittadina) ed altri edifici storici; da lì poi parte la strada principale della città, lo Stradùn. Degne di nota, infine, la barocca Cattedrale dell’Assunzione, la Fontana Maggiore di Onofrio, costruita nel ‘400, e il Palazzo dei Rettori, che fu a lungo la sede politica della repubblica ragusana.

 

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