Le cinque città della Romania più popolose

L'Arco di Trionfo a Bucarest, la principali tra le città della Romania

 
Nonostante in Italia sia presente una comunità di rumeni ormai abbastanza consistente, sappiamo ben poco della loro terra d’origine. La Romania, i suoi monumenti e le sue bellezze rimangono, infatti, ai più ignoti, anche se non distano poi così tanti chilometri dall’Italia. E il paese, che fa parte dell’Unione Europea e della NATO, sta pure migliorando costantemente le proprie condizioni, almeno da vent’anni a questa parte.

Per imparare a conoscerlo meglio, oggi presentiamo le sue cinque città principali e più popolate. Come vedrete, si trovano sparse in diverse regioni del paese, regioni che non sempre sono state tra loro unite ma spesso, nella storia, sotto dominazioni e influssi diversi. Ecco la classifica e le caratteristiche principali di queste città.

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Bucarest

La capitale e unica vera metropoli della Romania

Bucarest, con sullo sfondo il Parlamento rumenoNon dovete pensare che le città della Romania, a causa dei tanti anni passati in povertà e sotto il comunismo, siano brutte. Come varie metropoli dell’est Europa, infatti, vantano una storia millenaria, che affonda le sue radici ben prima dell’avvento del comunismo, che di sicuro, almeno architettonicamente, non forniva spunti memorabili. Ad esempio a Bucarest abbondano i palazzi fin de siècle, retaggio di una passata gloria che la capitale spera di riconquistare in questi anni.

D’altronde, Bucarest da sempre è una città gioiosa e aperta alla vita e alla novità. La stessa etimologia del suo nome pare infatti derivare dalla parola bucura, che significa “essere contenti”. Dal punto di vista architettonico avete, quindi, di che gioire: i viali sono ampi, delimitati da begli edifici di fine ‘800. Non è un caso che, grazie anche al suo Arco di Trionfo da cui parte il lunghissimo viale Soseaua Kiseleff, sia chiamata “la piccola Parigi”.


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Il gigantesco Palazzo del Parlamento

Vi sono poi musei, teatri, chiese ortodosse e monumenti. Tra i retaggi del comunismo si segnala il Palazzo del Parlamento, il più grande edificio del mondo dopo il Pentagono. Gli abitanti, da parte loro, sono 1 milione e 600mila, numero che la rende una delle città più popolose dell’UE. La città sorge nel sud del paese, sul fiume Dâmbovița, e amministrativamente fa parte di un distretto a sé, separato da tutti gli altri.

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Cluj Napoca

Una città anche un po’ ungherese

Cluj Napoca, seconda città più popolosa della RomaniaStoricamente Cluj Napoca era la terza città della Romania, capoluogo economico ed amministrativo della zona nord-occidentale del paese. La costante e velocissima crescita del numero dei suoi abitanti tra gli anni ’60 e ’90 l’ha portata però di recente a sorpassare Timișoara, piazzandosi al secondo posto in graduatoria nell’ultimo censimento. Sorge a 440 chilometri da Bucarest ed è l’antica capitale della Transilvania, regione assai nota anche per motivi folcloristici.

Conta oggi circa 325mila abitanti, una cifra ben distante da quella di Bucarest, che ne vanta cinque volte tanti. D’altronde, il distacco tra la capitale e il resto del paese è abbastanza netto, non solo nei numeri. La caratteristica principale di Cluj Napoca, città di origine romana, è però la multietnicità della sua popolazione. Questa terra è passata infatti più volte da uno stato all’altro della zona, e questo ha favorito una certa mescolanza tra le etnie. Basti pensare che ad inizio ‘900 i rumeni erano meno del 20% in città, mentre gli ungheresi costituivano il grosso della popolazione.

La politica etnica sotto il comunismo

Le percentuali si sono poi invertite nel corso dell’ultimo secolo, anche a causa di politiche discutibili dei vari governi. I censimenti più recenti identificano ora un 80% circa di popolazione che parla romeno e si riconosce come rumena e un 20% circa (ma in calo costante) che si considera ungherese. Oggi questa minoranza è comunque tutelata anche nelle scuole e nei mezzi di comunicazione.

 

Timișoara

La piccola Vienna

La colorata TimișoaraTerza città per numero di abitanti – ma staccata di pochissimo da Cluj Napoca – è Timișoara, che conta quasi 320mila residenti. Il suo nome deriva dal fiume Timiș, un affluente che Danubio che confluisce nel grande corso d’acqua vicino a Belgrado. La città sorge infatti nella parte più occidentale del paese, a poche decine di chilometri sia dal confine con l’ex Jugoslavia che da quello con l’Ungheria.

Anche in questo caso, la vicinanza ad altre nazioni e i vari passaggi che ci sono stati nella storia da una dominazione all’altra hanno reso la città rumena un crocevia di popoli. Il multiculturalismo si vede fin dalla composizione etnica degli abitanti. Oltre ai rumeni (oggi circa l’80% del totale), essa comprende i tedeschi (oggi poco più dell’1%, ma nel 1900 erano la metà della popolazione), gli ungheresi (il 5%) e i serbi (l’1,5%). Minoranze meno consistenti ma comunque significative sono quelle degli ebrei, dei rom, degli slovacchi e dei bulgari.

Da qui partì la rivolta contro Ceaușescu

La città fece d’altronde parte dell’Impero asburgico dal 1716 alla fine della Prima guerra mondiale. Questo favorì il sorgere in città di edifici tipicamente mitteleuropei e anche di molti parchi. Non a caso Timișoara è detta la “Piccola Vienna”. Da qui, nel 1989, è partita inoltre la rivolta contro Ceaușescu e qui sono nati alcuni dei più grandi intellettuali ungheresi e tedeschi, come Károly Kerényi e Herta Müller. Ma erano originari di queste zone anche l’attore Johnny Weissmuller e l’imprenditore del caffè Francesco Illy.

 

Iași

Al confine con la Moldavia

Panoramica di Iași, in RomaniaA poco meno di 300.000 abitanti troviamo Iași, città che sorge invece nel nord-est del paese, esattamente al confine con la Moldavia. Storicamente, infatti, questa città era la capitale di tutta la regione, ma varie vicissitudini storiche hanno spartito queste terre tra Romania ed Unione Sovietica, portando alla separazione di quello che un tempo era un popolo unitario.

Iași fu capitale del principato di Moldavia fin dalla metà del ‘500, e in tale veste subì numerosi attacchi, assedi, incendi e saccheggi. Oggi, dal punto di vista storico, la si ricorda però anche per altri fatti nefasti. Durante la Seconda guerra mondiale, a causa anche dell’odio nei confronti dei vicini sovietici, si formò qui una forza filonazista che portò a uno dei più sanguinosi pogrom del periodo.


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Musei, musei, musei

Dal punto di vista turistico, la città è interessante soprattutto per l’elevata presenza di musei. Da segnalare il Palazzo della Cultura, bello anche dal punto di vista architettonico (è in stile neogotico), e la Biblioteca Universitaria Centrale. Tra le chiese, rinomata è la seicentesca Chiesa dei tre gerarchi.

 

Costanza

La città affacciata sul Mar Nero

Costanza davanti al Mar NeroConcludiamo con Costanza, una città diversa da quelle che abbiamo visto finora, soprattutto perché si affaccia sul mare. Forte di 283.000 abitanti, Costanza è infatti situata sulla sponda occidentale del Mar Nero e costituisce il principale porto del paese. Per questo è anche un centro industriale di grande importanza per il paese e celebre è pure il suo Casinò.

Inoltre, qui sorgono delle famose terme che, assieme alle spiagge, attraggono milioni di turisti, provenienti non solo dall’interno del paese. Già colonia greca e poi romana, la città godette di una certa fama nell’antichità col nome di Tomi, anche perché qui fu esiliato fino alla morte il poeta Ovidio. In epoca moderna, almeno fino all’inizio del ‘900 la città crebbe contenendo varie etnie, tra cui le principali erano quella tartara e quella greca. La “rumenizzazione” forzata ha portato invece queste etnie, oggi, a percentuali trascurabili.

Le città dal sesto al decimo posto

Come al solito, prima di salutarvi vi diamo però qualche informazione sulle città che si posizionano immediatamente dopo queste prime cinque. Al sesto posto c’è Craiova, a ovest di Bucarest; al settimo Brașov, nel centro del paese; all’ottavo Galați, vicina sia alla Moldavia che all’Ucraina. Chiudono la lista dei primi dieci Ploiești e Oradea.

 

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