Cinque consigli su cosa visitare a Firenze

Firenze è uno scrigno di bellezze artistiche e culturali e ognuna di esse meriterebbe di essere vista e gustata più volte, con la dovuta calma e i relativi approfondimenti. Per fare questo bisognerebbe vivere nella città toscana per un periodo più o meno lungo, in modo da approfittare di tutte le occasioni possibili per abbeverarsi alle radici della nostra cultura.

Le mete classiche e quelle alternative

Se però andate a Firenze per una gita di un week-end o qualche giorno in più è arduo vedere tutto. Che fare, allora? Seguite le indicazioni della vostra guida preferita, naturalmente, e sarete certi di non perdervi nulla di importante: da Santa Maria Novella a Santa Maria del Fiore, da Palazzo Vecchio agli Uffizi a Ponte Vecchio e via dicendo.

Se però volete fare una visita un po’ alternativa, allora vi consigliamo cinque mete non molto tradizionali che però danno grandi soddisfazioni.


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L’Officina Profumo-Farmaceutica di Santa Maria Novella

Pronti a immergervi in un mondo di profumi?

L’Officina Profumo-Farmaceutica di Santa Maria Novella a FirenzeDopo che avrete visitato Santa Maria Novella, andate in via della Scala (in fondo alla piazza, a destra) e al numero 16 entrate nell’Officina Profumo-Farmaceutica di Santa Maria Novella, nota anche come Farmacia di Santa Maria Novella (da non confondersi con la farmacia presente nella stazione dei treni!). Sarete immediatamente accolti da un mondo profumato che vi porterà in altri tempi, quando l’arte profumiera aveva tutto un suo rituale.

Si tratta di un’antica spezieria la cui apertura al pubblico risale al 1612 e in cui ancora oggi si realizzano – e si vendono – profumi e prodotti profumati di ogni tipo: dai saponi ai potpourri, dalle essenze ai prodotti per la rasatura e via dicendo.

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L’Officina Profumo-Farmaceutica di Santa Maria Novella si snoda attraverso diverse sale, come l’Antica Spezieria con gli armadi e l’arredamento originali del XVIII secolo, la Sala Verde che dal 1542 ospitava i laboratori; e ancora la tisaneria, il museo, la sagrestia, l’angolo dei fiori. Credetemi: vi sembrerà di essere parte viva del celebre romanzo Il profumo di Patrick Süskind.

 

La Basilica del Carmine

Se volete vedere il primo sorriso della pittura rinascimentale

Il sorriso rinascimentale alla Basilica del CarmineLa Basilica del Carmine è una delle tappe obbligatorie di una visita a Firenze: la chiesa, infatti, custodisce come uno scrigno la preziosissima Cappella Brancacci, opera fondamentale dell’arte rinascimentale, decorata da Masaccio e Masolino e poi completata da Filippino Lippi. Dopo che avrete contemplato la bellezza degli affreschi e il vigore dei corpi rappresentati (il Battesimo dei neofiti, per esempio), sappiate che c’è molto altro da vedere in questo complesso. Non è facile, ma, se riuscite, provate a chiedere di entrare nella sagrestia, al cui interno si apre un’altra cappella, tutta affrescata con le Storie di Santa Cecilia, attribuite a Lippo d’Andrea (1400 circa).

Sul chiostro a due ordini si affacciano diverse sale dell’antico convento. Da visitare – anche se non sempre è possibile – la Sala della Colonna in cui, tra l’altro, c’è l’affresco del Conferimento della regola del Carmelo, dipinto da Filippo Lippi: secondo alcuni studiosi è qui raffigurato il primo sorriso della pittura rinascimentale. E in effetti il frate (forse colui che è passato alla tradizione con il nome di San Brocardo) che riceve nelle sue mani la professione religiosa del giovane novizio ha un sorriso incantevole.

 

La Chiesa di Dante e Beatrice

Le cose non stanno proprio così, ma perché non visitarla?

La tomba di Beatrice (foto di V1adis1av via Wikimedia Commons)In via Santa Margherita, non molto lontano dalla cattedrale di Santa Maria del Fiore, si innalza la chiesa di Santa Margherita dei Cerchi, che compare nei documenti fin dal 1032. Una chiesa tutto sommato modesta rispetto alle grandi chiese fiorentine, eppure è un luogo che merita di essere visto perché, secondo la tradizione, è la chiesa di Dante e Beatrice. Non si hanno fonti certe di questa cosa, ma l’immaginario collettivo ci crede.

La tradizione vuole che qui Dante Alighieri abbia sposato Gemma Donati; inoltre, sempre qui, Dante avrebbe conosciuto la sua amata Beatrice Portinari e addirittura qui c’è la tomba di Beatrice. Ora, che Beatrice abbia frequentato questa chiesa è probabile, visto che la sua famiglia aveva qui le tombe; che vi sia sepolta è un po’ meno probabile, visto che le tombe dei Bardi (sapete vero che Beatrice era sposata con Simone, detto Monte, Bardi?) si trovano nel chiostro grande di Santa Croce. Tuttavia in chiesa c’è una lapide tombale di Beatrice e in molti vi lasciano messaggi personali, raccolti in un cestino.


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Tra l’altro, questa chiesa con tutta la sua storia è presente anche nel romanzo Inferno di Dan Brown: il professor Langdon qui dentro ha bisogno di leggere un passo della Divina Commedia per via della ricerca che sta conducendo e risolve di farlo chiedendo in prestito un iPhone a una donna seduta in chiesa.

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Il Giardino di Boboli

Un vero e proprio museo all’aperto

Il Giardino dei Boboli a Firenze (foto di Sailko via Wikimedia Commons)Non vorrete mica perdervi il Giardino di Boboli, vero? Però un consiglio: recatevi in questo parco storico di Firenze solo se avete tempo; attraversarlo di corsa perché il vostro tour prevede altre mille fermate non vale la pena. Se poi siete fidanzatini in una fuga d’amore, allora il Giardino di Boboli è quanto di più romantico possiate immaginare, con i sentieri in mezzo al verde, i laghetti, le fontane, i ninfei, i tempietti e le grotte. Il panorama mozzafiato su Firenze è splendido e importantissime sono le statue che lo costellano e i vari edifici che vi si innalzano (da sottolineare la Limonaia, ancora nell’originale colore verde Lorena).

Il circuito museale del Giardino di Boboli comprende anche il Museo degli Argenti, la Galleria del Costume, il Museo delle porcellane e il Giardino Bardini.

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Il balcone rovesciato

Come interpretereste voi la dicitura “alla rovescia”?

Il balcone rovesciato di FirenzeSulla torre di Santa Maria Maggiore, in Borgo Ognissanti 12, c’è un balcone rovesciato. Cioè: il balcone è come ogni altro balcone, solo che ogni elemento che lo costituisce è al rovescio. Una cosa alquanto strana in una città che ha fatto dell’armonia delle forme la sua cifra distintiva. Eppure c’è una spiegazione per questo balcone rovesciato, spiegazione che ha il sapore di leggenda.

Messer Baldovinetti, proprietario del palazzo, voleva costruire un grande balcone sulla facciata dell’edificio, ma non poteva perché Alessandro de’ Medici aveva emesso un’ordinanza che vietava la costruzione di elementi architettonici troppo vistosi. Messer Baldovinetti però non voleva rinunciare al suo bel balcone e così ogni giorno inviava la richiesta di costruzione ad Alessandro de’ Medici che un giorno, stanco di queste continue richieste, diede il permesso scrivendo sulla missiva: «Sì, alla rovescia», che voleva dire no. Ma Messer Baldovinetti prese la palla al balzo e fece costruire tutto il balcone… alla rovescia!

 

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