Le vacanze sono finite, il campionato di serie A è cominciato e con esso sono cominciate le serate davanti alla TV e i lunedì mattina a leggere La Gazzetta dello Sport. E, soprattutto, i week-end passati a cercare di vincere al Fantacalcio. Come dite? Dovete ancora cominciare il vostro torneo tra amici? Allora siete nel posto giusto, perché oggi vi diamo dei consigli per l’asta del Fantacalcio.

Prima di mettersi a guardare le probabili formazioni e cercare di scalare la classifica delle varie leghe [1], infatti, è necessario porre le basi di una squadra vincente. Operazione che si può compiere solo se si comincia con un pool di giocatori ben calibrato e affidabile.

Certo, si dirà: i consigli più utili sono quelli basati sui giocatori. E i giocatori però cambiano, le loro valutazioni oscillano e chi può essere un buon acquisto oggi può non esserlo domani [2]. Tutto vero, ma quello che vogliamo darvi, qui, non è una semplice elenco di nomi. Vogliamo, invece, proporvi una serie di tecniche che funzionano sempre.

Perché è vero che la squadra vincente deve avere i giocatori giusti al posto giusto, ma prima di tutto bisogna capire cosa serve. Prima dei nomi, insomma, serve la testa, serve la programmazione. E noi vogliamo aiutarvi proprio a far questo: a capire in linea generale come si costruisce una squadra vincente.

Per chi di voi gioca da tanti anni, forse saranno consigli che non diranno nulla di nuovo. Ma per gli altri, invece, speriamo saranno utili a capire dove si è sbagliato finora o come muoversi se si è alle prime armi. Ecco allora come costruire la rosa della propria squadra durante l’asta, come costruire la formazione e come sfruttare al meglio quotazioni, regole e strategie.

 

1. Non conta tanto il valore del giocatore, quanto il suo valore nel gioco

Il primo consiglio da cui partiamo è una di quelle cose che in realtà tutti sanno, ma di cui molti si dimenticano. Il Fantacalcio non è il calcio. Pur essendo basato su quello sport, ha infatti regole in buona parte diverse. Che bisogna imparare a sfruttare a proprio vantaggio.

Pensiamo, ad esempio, ai portieri. Come sapete, questo è un ruolo molto delicato in una squadra di calcio tradizionale, ma lo è ancora di più in una di Fantacalcio. Il regolamento, infatti, prevede che il punteggio dei portieri nel Fantacalcio sia fortemente influenzato dai bonus.

Gianluigi Buffon, affidabile portiere che guida un'altrettanto affidabile difesa (Doha Stadium Plus Qatar)
Gianluigi Buffon, affidabile portiere che guida un’altrettanto affidabile difesa (Doha Stadium Plus Qatar)

Ogni gol preso toglie infatti un punto. Il che vuol dire che si può essere anche l’estremo difensore più forte del mondo, ma se il reparto arretrato della squadra in cui si gioca viene perforato come una groviera ci sarà ben poco da fare per il portiere. E quindi anche una prestazione da 6,5 può facilmente abbassarsi a 4,5 o meno in caso di gol multipli.

Per il portiere, quindi, bisogna far di tutto per ottenere un numero 1 che militi in una squadra di livello. Un team, cioè, che può anche incassare qualche gol, ma che mai e poi mai potrà subirne 3 o 4 in una sola gara. Se poi quel portiere è anche abile a parare i rigori, forse ci si può anche svenare per lui.

I giocatori di movimento

Discorso simile per i difensori. Anche qui i modificatori hanno un peso fondamentale. Bisogna tenere gli occhi puntati, quindi, su quei giocatori che hanno la propensione al gol o quantomeno all’assist. Quindi benissimo quelli che colpiscono di testa sui calci d’angolo e quei terzini che giocano in squadre in cui gli esterni salgono fino a fondo campo e vanno al cross.

Ciro Immobile, interessante attaccante della Lazio (foto di Clément Bucco-Lechat via Wikimedia Commons)
Ciro Immobile, interessante attaccante della Lazio (foto di Clément Bucco-Lechat via Wikimedia Commons)

Al centrocampo – non c’è neanche bisogno di dirlo – bisogna spendere molto per almeno un giocatore con propensione offensiva. Se poi è un rigorista, ancora meglio.

In attacco, infine, bisogna fare attenzione a non svenarsi per un grande nome fine a se stesso. Il fuoriclasse può anche prendere dei bei voti, ma se non segna con continuità non vi regalerà la vittoria nella vostra lega.
 
Avete bisogno, quindi, di attaccanti che segnino ogni domenica o quasi: meglio loro a uno che fa una prestazione straordinaria una volta ma poi scompare per le successive tre. Il fuoriclasse fa scena, ma in genere costa molto e al Fantacalcio rende meno del suo valore. Puntate invece sulla classe operaia di un centravanti vecchio stile.

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2. Tenere presenti infortuni e turnover

Una volta capite le caratteristiche più importanti dei vari giocatori, bisogna anche pensare al lungo periodo. Quando siamo presi dal fervore dell’asta, infatti, tendiamo a dimenticarci di come ci troveremo qualche settimana dopo. Compriamo e compriamo, e non teniamo presente dove quella squadra ci porterà.

Gonzalo Higuaín, attaccante della Juventus (foto di Leandro Ceruti via Wikimedia Commons)
Gonzalo Higuaín, attaccante della Juventus (foto di Leandro Ceruti via Wikimedia Commons)

Uno dei problemi a cui si va incontro quando si gioca a Fantacalcio è infatti quello di riuscire a mettere in campo una formazione domenica dopo domenica. E non stiamo parlando di una formazione affidabile o forte, ma proprio di una pura e semplice formazione.

Se non si agisce con una certa oculatezza, infatti, non è raro trovarsi in difficoltà e non avere, in certi momenti dell’anno, 11 giocatori da mettere in campo.

Mettiamo il caso, ad esempio, che compriate molti calciatori delle squadre più forti. Campioni che magari vi costano un occhio della testa e che però poi la domenica, quando avete la sfida decisiva, vengono fatti riposare per il turnover.

Le squadre più importanti sono quelle più affascinanti e quelle dove giocano i calciatori più forti, ma sono anche quelle che più spesso lasciano riposare le loro perle. E se la vostra formazione basa la sua forza proprio su quei due o tre fuoriclasse, la domenica successiva a una sfida di Champions League potrebbe rivelarsi molto complicata [3].

Quando il giocattolo si rompe

Inoltre, c’è un altro problema da tener presente: quello degli infortuni. Può capitare infatti che un campione su cui si è investito molto si rompa già ad inizio campionato, diventando inutilizzabile. Si dirà: è una fatalità (o, più brutalmente, un colpo di sfortuna). Ed in parte si avrà ragione. Ma la sfortuna si può in qualche caso aggirare.

Ci sono infatti dei giocatori che più facilmente di altri sono soggetti a infortuni. Pensate, ad esempio, ai fantasisti, soprattutto quelli un po’ leggerini dal punto di vista fisico: quando le loro caviglie vengono prese di mira da un mastino di difesa, c’è ben poco da fare. Puntare molto denaro su di loro, quindi, può essere un mezzo azzardo.

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Oppure esistono giocatori che hanno una lunga storia di infortuni o acciacchi. I loro nomi sono piuttosto noti nell’ambiente, anche se a volte durante l’asta li dimentichiamo. Anche a loro bisogna prestare particolare attenzione, perché il loro corpo potrebbe tradirci nel momento più delicato della stagione.

Certo, se il prezzo di questi campioni fragili fosse particolarmente allettante li si potrà comunque comprare. Il Fantacalcio, come vedremo anche tra poco, è un gioco in cui si vince non solo rimanendo cauti, ma anche imbarcandosi in qualche scommessa ardita. L’importante è non costruire un’intera squadra (o un intero reparto) su giocatori poco affidabili.

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3. Non comprare interi blocchi di una squadra, a meno che non siano collaudatissimi

L’errore più classico quando si comincia a giocare a Fantacalcio è quello di costruire una squadra che ricalca quasi completamente quella del cuore.

Se si tifa Juve si crea una formazione composta almeno per 8 undicesimi di giocatori bianconeri. Se si ha il cuore rossonero si fa lo stesso coi calciatori del Milan. E se invece si è fan dell’Inter, della Roma, della Lazio o del Napoli si casca nello stesso errore. Errore comprensibile, per carità, ma che in questo particolare gioco può risultare fatale.

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I motivi per cui è meglio non prendere un intero blocco proveniente dalla medesima squadra sono molteplici. Il primo è banale: se si schiera una formazione che costantemente ricalca quella di una squadra reale, non c’è nessun talento nell’eventuale vittoria.

Il bello del Fantacalcio è che ci si può letteralmente sostituire a chi crea le formazioni. Rinunciare a quest’esperienza significa quindi non godersi appieno il gioco e le sue sfide.

I motivi più concreti

Ci sono poi però anche delle motivazioni più concrete per cui una condotta di questo tipo è sconsigliata. In primo luogo, le squadre reali vivono normalmente dei periodi di grande forma ed altri di scarso rendimento.

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Quando si ha una rosa formata da giocatori di team diversi, si può giostrare la propria formazione, in modo da mettere in panchina chi è un po’ appannato e in campo chi è invece in forma.

Con una rosa che ricalca quella della propria squadra del cuore, invece, questo “aggiustamento” risulta più difficile. E si vive – anzi, si subisce – il periodo di forma o di scarso rendimento della squadra reale, senza poterci fare nulla.

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Infine, bisogna tenere presente il meccanismo dei voti. Come sapete, gran parte del punteggio della vostra squadra si basa sulla valutazione che i giocatori ricevono sulla Gazzetta dello Sport. Questo voto è influenzato da tanti fattori, e non solo dal rendimento del singolo.

Quando una squadra perde

Facciamo un esempio concreto, per capirci. Poniamo che abbiate l’intera difesa del Milan, e la schieriate in campo costantemente. La cosa può anche funzionare per qualche partita, ma prima o poi i rossoneri incapperanno in una giornata storta, in una sconfitta inattesa o particolarmente gravosa.

Cosa succede, in casi del genere? I giornali ci vanno giù pesante coi voti, e abbassano la media a tutti i giocatori di quella squadra. Anche quelli che tutto sommato se la sono cavata meglio e sono incolpevoli del naufragio del team vengono colpevolizzati, con voti che scendono pericolosamente.

I giornali fanno sempre così, abbassano – anche inconsapevolmente – i voti a tutte le squadre sconfitte. E, purtroppo, non fanno sempre il contrario quando la squadra vince. In quei casi sono solo i fuoriclasse a trarre vantaggio dalla vittoria. Insomma, per far quadrare i conti è meglio mettere insieme una squadra formata da giocatori di squadre diverse.

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4. Trovare il giusto equilibrio tra solidità e scommesse

Finora vi abbiamo elencato una serie di consigli che, sulla base del regolamento del Fantacalcio, si rivelano semplici principi di buon senso. Per trionfare però a Fantacalcio serve anche qualcosa di più del buon senso. Un pizzico di imprevedibilità.

Una volta che i vostri avversari avranno maturato una certa esperienza, infatti, riusciranno anche loro a creare delle formazioni affidabili. Per prevalere, pertanto, ad un certo punto non basteranno più i consigli e la progettazione, ma servirà l’intuito.

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Nel caso del Fantacalcio, l’intuito si può manifestare in molti modi. Prima delle partite, esso può portare l’allenatore a lasciare fuori un giocatore teoricamente più forte per mettere in campo la riserva, presagendo che proprio la riserva giocherà una partita indimenticabile.

Un post condiviso da simeonegiovanni (@simeonegiovanni) in data:

Durante l’asta, però, l’intuito del vincente si manifesta in maniera diversa. Il budget iniziale, infatti, viene utilizzato in buona parte per i giocatori più importanti, ma rimane sempre una certa quota da poter spendere per completare la rosa.

Di solito questi fantamiliardi residui vengono indirizzati verso giocatori che costano poco e che militano in squadre minori. Giocatori che, almeno all’apparenza, sono tutti più o meno uguali.

Il fuoriclasse tra i giocatori di contorno

Il fatto è che in realtà non sono per nulla uguali. Una parte di quei giocatori poco quotati, infatti, non lascerà affatto il segno: l’averli scelti e messi in rosa non vi farà maturare dei punti in più. Ma qualcuno dei quei perfetti sconosciuti finirà per sfondare.

Il vero fuoriclasse del Fantacalcio è quello che durante l’asta sa individuare un talento di questo tipo. Un giocatore, cioè, che fino a quel momento ha avuto una carriera piuttosto anonima, ma che proprio quell’anno si appresta a fare il salto di qualità.

Come si fa ad individuare un giocatore del genere? Di certo non è facile. Bisogna seguire con interesse le partite estive delle squadre di seconda o terza fascia, conoscere i giovani che sono appena arrivati dalla serie B, informarsi molto. E poi, ovviamente, avere una buona dose di fortuna.

La solidità quindi non basta. Serve un pizzico di pazzia, una scommessa – magari, anzi, una per reparto – che con un po’ di fortuna a fine anno possa rivelarsi vincente. Quindi non abbiate paura di usare, almeno un poco.

 

5. Come ripartire il budget tra i vari reparti

Infine, consentiteci una parola su come ripartire il denaro tra i vari reparti della squadra. Se avete già partecipato ad aste per il Fantacalcio, infatti sapete che uno dei rischi è quello di lasciarsi prendere la mano e non riuscire a gestire i soldi che si avevano in partenza. Tanto da venir meno ai buoni propositi che si erano formulati nei giorni precedenti.

In realtà, se si vuole vincere al Fantacalcio si deve attuare una tattica che potremmo definire di “squilibrio controllato“. È sbagliatissimo, infatti, destinare lo stesso denaro a tutti i reparti. Bisogna “sbilanciare” il denaro. Ma questo sbilanciamento non deve sconfinare nell’anarchia o nella perdita del controllo della situazione.

Una buona tattica è quella di decidere già in partenza quali percentuali del proprio budget si vogliono destinare ai portieri, ai difensori, ai centrocampisti e agli attaccanti. Così facendo, si avranno sempre sott’occhio le proprie finanze e si saprà che alzare il prezzo di un giocatore comporterà presto alcune rinunce tra i suoi compagni di reparto.

Mettere i soldi sull’attacco

Detto questo, vediamo dove conviene concentrare i propri crediti. Questo, in realtà, è un quesito che tutti si pongono, e a cui è difficile dare una risposta univoca. Perché il Fantacalcio è un gioco più semplice del calcio, ma come il suo corrispettivo può presentare diverse filosofie e tattiche.

C’è chi pensa che il modo vero per vincere sia lavorare sul centrocampo. Un settore di trequartisti particolarmente talentuoso, infatti, può donarti varie soddisfazioni e soprattutto darti l’impressione di star giocando un bel calcio (anche se, di fatto, stai solo scrivendo nomi su un foglio di carta).

Un post condiviso da Mauro Icardi (@mauroicardi) in data:

C’è un’altra scuola di pensiero, invece, che ritiene che per vincere al Fantacalcio il settore decisivo sia esclusivamente l’attacco. Anzi, che il centrocampo possa essere tutto sommato sacrificato sull’altare delle tre punte.

Noi, in fondo, sposiamo proprio quest’ultima filosofia. Ovviamente voi dovete trovare – anche tramite esperimenti – la vostra strada, ma se volete un consiglio da parte nostra sappiate che secondo noi la tattica migliore è quella di concentrare la maggior parte del budget sui primi 3 o 4 attaccanti.

Il 70% del budget, per avere 60 gol

Indicativamente, potete concentrare i due terzi dei vostri crediti proprio nell’acquisto delle punte. Una deve essere di grande livello, un nome tipo Icardi, o Dzeko, o Dybala. Uno che possa plausibilmente puntare a vincere la classifica dei marcatori. Ovviamente giocatori di questo tipo si pagano cari.

Edin Džeko prima di una partita con la Nazionale della Bosnia (foto di Ailura via Wikimedia Commons)
Edin Džeko prima di una partita con la Nazionale della Bosnia (foto di Ailura via Wikimedia Commons)

Un secondo nome dev’essere buono: dovete individuare un attaccante che giochi titolare in una squadra di metà classifica, che possa puntare a realizzare almeno 10-15 gol in stagione. Infine, servono altri due attaccanti che partano titolari nelle loro squadre, anche di bassa classifica.

Complessivamente, queste prime 4 punte dovrebbero essere in grado di arrivare a segnare tra i 50 e i 60 gol stagionali. Poi, il reparto può essere completato con le rimanenze; i nomi e i profili di questi ultimi giocatori sono solo relativamente importanti.

Investiti i miliardi sull’attacco, col resto si può costruire il reparto difensivo (concentrando una buona cifra sul primo portiere e su almeno un difensore) e poi, per ultimo, sul centrocampo. È una tattica azzardata ed un po’ estrema, lo sappiamo, ma che – se si fanno le scelte giuste – rende molto.

 

 

Note e approfondimenti

[1] Se invece non avete un gruppo di amici appassionati, potete giocare online. Qui trovate una panoramica dei migliori siti disponibili.
[2] In ogni caso, se cercate consigli buoni giorno per giorno, la Gazzetta ha una parte del suo network di siti dedicata proprio a questo scopo.
[3] Qui trovate una interessante ed aggiornata statistica sulle squadre che fanno più turnover e su quelle che ne fanno meno.

 

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