Gli stereotipi non ci piacciono. Tantomeno quelli di genere. Sapete di cosa stiamo parlando: quei luoghi comuni che tentano in ogni modo di resistere ai cambiamenti della società. Ad esempio, solo per citare i più banali, che la donna sia “la regina della casa”. Che il suo “ruolo naturale” sia quello di amare ed educare i figli. Che il lavoro le si addica poco, soprattutto quello a tempo pieno. E che invece siano nelle sue corde le pulizie di casa, il cucinare e il rammendare.

Stereotipi antipatici e fastidiosi, che spesso ci tormentano anche in gioventù. Ad esempio quando tentiamo i primi approcci con l’altro sesso, desiderose di trovare qualcuno con cui condividere le nostre ansie e le nostre speranze. Film, libri e canzoni da quattro soldi (oltre che, a volte, le nostre stesse madri) ci hanno abituato a pensare che il primo passo spetti sempre all’uomo, come se noi fossimo lì ad aspettare solo che qualcuno si accorgesse di noi. Come se non fossimo dotate di un nostro cervello, di nostri gusti e di nostre ragionevoli speranze.

Andare controcorrente

E invece no, anche noi, a volte, avremmo voglia di scegliere e non solo di essere scelte. Di fare il primo passo e organizzare il primo appuntamento (sperando che sia poi la premessa per un secondo, un terzo e un quarto). Certo non è facile, perché molte cose remano contro di noi. L’abitudine, come detto. E magari un po’ di timidezza, la paura di essere rifiutate o, peggio, derise, l’angoscia di esporci.

D’altronde, come si fa ad invitare un uomo ad uscire? In fondo non ce l’ha mai spiegato nessuno. La grande maggioranza delle nostre amiche ha aspettato che fosse lui a farsi avanti. Nei film è rarissimo trovare una ragazza abbastanza intraprendente da fare il primo passo, e quando la si trova è spesso una donna fuori dell’ordinario. E invece si può essere ragazze normalissime che hanno voglia di invitare un rappresentante dell’altro sesso ad un appuntamento. Con semplicità e un pizzico di nonchalance. Se ti riconosci in questa definizione, oggi ti do cinque suggerimenti per riuscire nell’impresa.

 

Trova il posto e il momento giusto

L’importanza della via di fuga

Trovare il momento giusto per piazzare l'invitoSe ti piace un uomo o un ragazzo e sogni di chiedergli di uscire, prima di tutto bisogna che pensi bene a come piazzare la tua proposta. Molti approcci, infatti, falliscono essenzialmente per l’ansia che ci prende in situazioni del genere e che ci porta spesso a commettere errori madornali. A volte, per evitarli, basterebbe provare a mettersi nei panni dell’altro: come reagiresti se qualcuno che magari conosci poco tentasse un approccio così sgraziato, imbarazzante e quasi preoccupante come quelli che di sicuro, una volta o l’altra nella tua vita, hai messo in atto anche tu?

Allora, prima di tutto ci vuole calma e sangue freddo. Non farti prendere dalla foga, né dalla paura. Ragiona. In primo luogo, se non sei particolarmente in confidenza con l’uomo in questione e se non sei abituata a scambiare messaggi con lui, è meglio che metti da parte l’ipotesi di invitarlo tramite un sms o una chat di WhatsApp. Sembreresti eccessivamente azzardata, al limite dello stalking, e anche un maschio vagamente interessato desisterebbe. Quindi rassegnati: l’invito deve essere fatto di persona.

Farlo di persona

Male, penserai. Perché ad un messaggio scritto via cellulare si può pensare a lungo, lo si può scrivere con la dovuta calma, soppesando ogni singola parola. E poi, soprattutto, si può spedirlo con un po’ di leggerezza in più, senza sentirsi addosso lo sguardo indagatore del destinatario. Insomma, via messaggio è un po’ più facile, mentre di persona può essere dannatamente complicato. Lo so bene, ci siamo passate tutte. Ma c’è poco da fare: se vuoi avere delle reali possibilità di strappare un sì, devi farti avanti di persona.

Attenzione, però: proprio l’eccessiva ansia che il trovarti faccia a faccia con lui può generare potrebbe trascinarti verso il baratro. Devi, invece, mantenere una certa freddezza. Se vai da un uomo dicendogli che devi fargli un discorso molto importante, tentennando mille volte prima di trovare le parole, mostrando una certa sudorazione e abbassando gli occhi, finirai per non ottenere nulla. Lui verrà preso dalla paura e girerà al largo. No, l’approccio dev’essere molto più soft. Devi rivolgerti a lui come se fosse un vecchio amico e se stessi parlando del più e del meno.


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Tutto questo può essere molto più facile di quanto sembri se sai scegliere l’occasione e il momento giusto. Il tempismo, in questi casi, è infatti decisivo. Tante volte troviamo il coraggio nei momenti meno indicati, e quindi ci facciamo avanti quando il nostro lui è attorniato da mille altre persone, o in coda per andare in bagno, o col telefono che squilla. Insomma, nel momento meno opportuno. E questo fa precipitare le possibilità di riuscita. Bisogna invece trovare una situazione che ti permetta di farti avanti con il minimo sforzo e con una facile via di fuga.

Qualche esempio

Vuoi qualche esempio? Mettiamo il caso che l’uomo che vuoi invitare sia un tuo collega di lavoro. Ebbene, osserva dove parcheggia di solito l’auto, e cerca di mettere la tua il più vicino possibile alla sua. All’uscita dal lavoro, quando percorrerete la strada verso la vettura, potreste così trovarvi vicini, da soli. Avresti poco tempo a disposizione, il che, te lo assicuro, in casi come questo è un bene. Perché ti costringe ad arrivare subito al dunque e allo stesso tempo, se le cose sembrano andare male, ti permette anche di fuggire con un: «Be’, pensaci. Ora devo scappare a casa».

Se invece sei una studentessa e il ragazzo che ti interessa frequenta un’altra classe, puoi usare una scusa. Ad esempio, chiedergli in prestito un libro, o degli appunti, o un certo DVD. Così avresti una scusa per passare a riportarglielo e, mentre glielo consegni nelle mani davanti alla porta di casa, piazzare la tua proposta, prima di schizzare via sulla tua bicicletta.

Insomma, tu conosci bene il contesto in cui vivi e come ti capita di incontrare questo fantomatico uomo. Cerca un modo per rimanere da sola con lui per un breve momento, in modo che nessuno possa disturbarvi per un paio di minuti e che tu possa, nella peggiore delle ipotesi, accampare una scusa per uscire dalla conversazione. E poi procedi.

 

Scegli prima la meta dell’invito

E fa’ che sia un posto che lui ama

Il bowling è una buona meta per convincere un uomo a dire di sì ad un appuntamentoAl colloquio con l’uomo in questione devi quindi arrivare abbastanza preparata. Devi scegliere l’occasione giusta, ma anche e soprattutto cosa dire, avendo sempre l’obiettivo di sembrare il più naturale possibile. E non devi preoccuparti, perché c’è un modo per ottenere tutto questo abbastanza facilmente: scegliere per tempo la meta del tuo invito.

Se parti con l’idea di dirgli che ti piace, che hai un debole per lui, sei destinata a fallire. Ti poni infatti un obiettivo troppo grande – il sapere se ti ricambia –, che spaventa sia te che lui. Almeno all’inizio devi volare molto più in basso, puntare a un obiettivo minimo. E cioè, intanto, ad uscire insieme, ad organizzare un primo appuntamento. Immagina la scena. Tu trovi finalmente il momento giusto, hai il tipo davanti a te e l’unica cosa che riesci a dire è: «Mi piaci e vorrei uscire con te»? Un po’ poco. Prova a immaginare se invece gli dicessi: «Che ne dici di andare a farci una partita a bowling?».

Scoprire le sue passioni

Il segreto, infatti, sta tutto qui. Scegliere dove andare, e scegliere bene. Se proponi a un uomo di andare a passeggiare al chiaror di luna davanti a un laghetto, quasi certamente ti dirà di no. Non hanno voglia di farlo nemmeno quando sono innamorati cotti, figurati come primo appuntamento. Cerca invece di capire quali sono le sue passioni, e sfruttale a tuo vantaggio. Ama il bowling, appunto? E allora digli, quasi con indifferenza, che hai voglia di sfidarlo. Oppure impara a giocare ai suoi videogiochi preferiti, o chiedigli di insegnarti a farlo.

Insomma, pensa ad un posto o ad una cosa a cui lui farebbe molta fatica a dir di no. Cerca di metterti nei suoi panni. E, soprattutto, non ragionare da donna. Non pensare: «Gli offro di andare a vedere un balletto russo a teatro, perché non può esistere persona al mondo che non ami i balletti russi». Ecco, non fare così. I maschi sono maschi e lui non è te. Ricordalo.

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Compra un biglietto extra e inventa una storia

Per un concerto, una partita o un altro evento che gli interessa

Un biglietto in più per il cinema o per un concertoIl corollario della strategia che abbiamo appena finito di illustrare è quella del biglietto extra. È vecchia come il mondo, ma funziona sempre. Se vuoi essere ancora più sicura che lui accetti il tuo invito, puoi lavorare infatti in questo modo. Scegli l’evento a cui credi che lui aspiri più di ogni altra cosa: può essere una partita di calcio, un concerto rock, un film, perfino una sagra della salsiccia se questo è il suo genere. E poi – una volta esserti assicurata che lui non ci andrà – procurati due biglietti dell’evento. Certo, può essere in certi casi una buona spesa, ma ne vale sempre la pena.

Poi, armata dei tuoi due biglietti, presentati da lui. Chiedigli prima di tutto se ha sentito di quella partita o di quel concerto. E poi, nel momento in cui lui comincia a lamentarsi del fatto che non potrà essere presente, cala il tuo asso. «No, perché io e la mia migliore amica avevamo programmato da tempo di andarci, e ci eravamo procurate anche i biglietti, ma adesso lei non può più venire perché ha avuto dei casini al lavoro».

Lo vedrai illuminarsi, ascoltarti con maggiore interesse. E tu continua: «No, perché pensavo… se ti va ci possiamo andare insieme. Perché a me interessava andarci ma da sola non me la sento proprio». Vedrai, se riuscirà a dirti di no!

 

Sfrutta WhatsApp per superare l’imbarazzo

Ma attieniti comunque ad alcune strategie

Usare il cellulareFinora abbiamo parlato di casi in cui ti esponi in prima persona e cerchi di invitare un uomo ad uscire parlandoci faccia a faccia, guardandolo negli occhi. Come abbiamo scritto, questo è il modo migliore per raggiungere lo scopo, ammesso che si scelgano il momento e la strategia giuste. A volte, però, ci sono dei casi in cui si può sfruttare il cellulare per inoltrare l’invito.

A me ne vengono in mente due. Il primo è quello in cui non abbiate tante occasioni per incontrarvi da soli faccia a faccia, ma allo stesso tempo abbiate una certa confidenza via messaggio. Il secondo è quello in cui tu sia davvero troppo timida per affrontare l’uomo in questione di persona. Insomma, in questi casi WhatsApp può effettivamente darti una mano. Anche qui, però, è meglio usare qualche elementare strategia. Ad esempio sfruttare la tattica del doppio biglietto, che abbiamo appena illustrato. Oppure proporre una meta per lui invitante.


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Anche nel caso di WhatsApp, però, dobbiamo prima di tutto creare l’occasione giusta. Non basta, infatti, spiattellare lì un messaggio lunghissimo, spedirlo e aspettare la risposta. Bisogna creare l’atmosfera, scaricarla almeno in parte dalle troppe aspettative e arrivare all’invito dopo qualche scambio di battute. Quindi inizia prima di tutto a dialogare, con messaggi in un primo momento generici, che servono solo a sciogliere il ghiaccio. In questo modo verificherai anche se lui è in un buon momento e può risponderti o se è meglio “rimandare l’assalto”.

A quel punto, calata la tensione, spedisci il messaggio di invito. Può essere una buona idea anche quella di offrire un’uscita di gruppo. Magari all’interno di un gruppo già formato da altre coppie: «Vogliono andare al ristorante cinese ma sono tutte coppie e io non voglio essere quella che rende dispari il gruppo». Oppure: «Hanno organizzato una scampagnata al mare, e avanzano due posti in macchina». Oppure ancora: «C’è un’offerta per una serata alle terme, ma solo se si va in 8 e noi siamo in 7». Insomma, provaci.

 

Lancia l’amo

E aspetta che sia lui ad abboccare

Come lanciare l'amo con un uomoE se però sei una ragazza vecchio stile e proprio non te la senti di essere tu a fare il primo passo? Devi per forza aspettare all’infinito e diventare vecchia nell’attesa che lui si faccia avanti? Non disperare, per fortuna non è così. Tra il farsi avanti e l’aspettare in eterno ci sono, per fortuna, delle vie di mezzo. Una delle quali è quella di lanciare l’amo, cioè far cadere – sempre con una certa disattenzione – riferimenti casuali che in realtà sono inviti all’azione.

Mettiamo, ad esempio, che quest’uomo sia un appassionato di cucina messicana. Potresti prima di tutto chiedergli dei consigli. E poi lanciargli delle frasi del tipo: «Ma sai che in realtà io non ho mai mangiato in un ristorante messicano? E vorrei tanto farlo, ma non trovo mai nessuno che mi ci accompagni». Lo stesso meccanismo può essere applicato, con un po’ di sapienza, in qualsiasi settore. Certo, questo non ti assicura che lui poi ti inviti, ma può darsi anche di sì, e tentare, in questo caso, effettivamente non nuoce.

 

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