Per più di quarant’anni, Life è stata una delle riviste più vendute delle edicole americane, capace di accompagnare la vita e le evoluzioni della storia statunitense e di segnare un’epoca. Fondata nel 1936 da Henry Luce, che già aveva dato vita a Time e, più tardi, avrebbe lanciato Sports Illustrated, è nata fin da subito come una rivista dedita al fotogiornalismo, ricca di grandi reportage e immagini provenienti da ogni parte del globo.

Fece la sua fortuna fino agli anni ’70, quando la fotografia era ancora l’unico modo per conoscere realtà difficili come la guerra o distanti come l’Estremo Oriente. Poi iniziò una lunga crisi che portò più volte la rivista alla chiusura e al rilancio in vari formati e periodicità, ma sempre con poca fortuna.


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Ora Life non esiste più neppure sul web, ridotta solo a una sezione sul sito di Time, ma tra gli anni ’40 e ’60 arrivò a vendere anche 13 milioni di copie a settimana. In quel periodo fu scelta da nomi di primo piano come Winston Churchill o Harry Truman per serializzare le loro memorie (senza dimenticare che pure Ernest Hemingway vi pubblicò qui l’inedito Il vecchio e il mare). Dal punto di vista fotografico, la rivista ospitò gli scatti di Robert Capa, Gordon Parks, Alfred Eisenstaedt (di cui è celebre la foto del marinaio che bacia l’infermiera a Times Square nel 1945), Henri Cartier-Bresson ed altri.

Oggi però ci concentriamo sulle copertine, che, oltre ad essere spesso realizzate da grandi fotografi, hanno avuto un impatto fortissimo sull’immaginario collettivo. Un impatto paragonabile solo a quello, anni dopo, delle cover del New Yorker. Abbiamo scelto le cinque secondo noi sono più belle.

 

Marilyn Monroe ritratta da Philippe Halsman

La prima copertina della diva, il 7 aprile 1952

Marilyn Monroe finì ben sette volte sulla copertina di Life: nel 1953 per il lancio di Gli uomini preferiscono le bionde, nel 1959 per A qualcuno piace caldo e per un servizio su varie celebrità, nel 1960 assieme a Yves Montand per Facciamo l’amore, nel giugno 1962 per alcuni scatti che la ritraevano mentre usciva dalla piscina e infine ad agosto, pochi giorni dopo la sua morte, per celebrarne la vita e i film.

Ma la copertina più celebre è quella che le venne dedicata nell’aprile 1952. In quel periodo era ancora un’attrice di secondo piano, comparsa in varie pellicole ma senza aver mai avuto un ruolo da protagonista. La copertina di Life, frutto di una foto di Philippe Halsman, contribuì a lanciarne la carriera. Poco dopo, infatti, fu scritturata per Il magnifico scherzo e Niagara.

Dal canto suo, pure Halsman ebbe una vita molto tormentata e particolare. Nato da una famiglia ebraica nel 1906 a Riga, nell’allora Impero Russo, studiò ingegneria a Dresda, in Germania. Nel 1928, durante un tour alpinistico in Austria, suo padre morì per ferite alla testa e il giovane Philippe fu imprigionato per parricidio. L’accusa era influenzata dall’antisemitismo diffuso che portò vari intellettuali ebrei e non (tra cui Albert Einstein e Thomas Mann) ad adoperarsi per la sua scarcerazione, che avvenne nel 1931. Si trasferì quindi a Parigi, dove iniziò a lavorare per Vogue. L’invasione tedesca, però, lo portò a scappare in America, ospite proprio di Einstein, che lui avrebbe poi ritratto qualche anno dopo in un celebre scatto.

Nel 1942 iniziò a lavorare per Life e sul finire del decennio collaborò con Salvador Dalí per alcune foto surrealiste. Ritrasse poi anche Alfred Hitchcock (la famosa foto con l’uccello nero appoggiato sul sigaro), Marlon Brando, Woody Allen e moltissimi altri. La rivista oggi si trova su eBay a prezzi però che superano i 100 dollari, spese di spedizione escluse.

 

I Beatles fotografati da John Dominis

La british invasion immortalata il 28 agosto 1964

Il 1964 fu l’anno di svolta, per i Beatles. L’anno prima avevano dato alle stampe i loro primi dischi, che pian piano si erano fatti strada nella classifica britannica. Inoltre i quattro avevano iniziato ad uscire da Liverpool, con tour in Scozia, Inghilterra e, ad ottobre, pure in Svezia. Nel ’64, da star emergenti del panorama inglese, diventarono star di prima grandezza di quello mondiale. Tutto partì dal mese di febbraio, quando compirono il primo viaggio negli Stati Uniti, con concerti a New York e Washington e la celeberrima apparizione all’Ed Sullivan Show.

Quel mese Life, che pure dedicò loro un servizio, col senno di poi li snobbò, non concedendo loro un’eccessiva attenzione. I redattori del giornale dovettero però ricredersi sei mesi dopo, quando i Beatles tornarono in America per il loro tour mondiale ormai come la band dominante del pianeta.

Per rimediare alla scarsa attenzione riservata a febbraio e cavalcare l’onda dell’evento, il numero del 28 agosto ’64 si aprì con una copertina dedicata al quartetto e firmata da John Dominis, che in realtà aveva scattato quella foto in Inghilterra a gennaio. Nativo di Los Angeles, classe 1921, Dominis era all’epoca un fotoreporter specializzato in zone di guerra ed eventi sportivi. Life l’aveva messo sotto contratto nel 1950 per seguire la Guerra di Corea, ma nel aveva documentato anche i grandi felini africani, l’ascesa dei fratelli Kennedy, e poi più avanti il Festival di Woodstock e molti Giochi Olimpici.

La sua foto più celebre, infatti, è legata proprio alle Olimpiadi. È suo il famoso scatto che ritrae il podio in cui nel 1968 Tommie Smith e John Carlos fecero il saluto delle Pantere Nere. Il numero si trova oggi su eBay a un prezzo compreso tra i 50 e i 150 dollari, a seconda del grado di conservazione della rivista.

 

La vita prima della nascita ritratta da Lennart Nilsson

Le nuove frontiere della biologia, il 30 aprile 1965

Nel numero datato 30 aprile 1965, i lettori di Life trovarono una copertina sconvolgente, raffigurante un feto di 18 settimane nel sacco amniotico. All’interno lessero queste parole: «Dieci anni fa, un fotografo svedese di nome Lennart Nilsson ci disse che aveva intenzione di fotografare a colori gli stadi della riproduzione umana, dalla fecondazione fino a poco prima della nascita. Per noi fu impossibile non esprimere un certo grado di scetticismo riguardo alle sue possibilità di successo, ma a Nilsson non importava. Semplicemente disse: “Quando avrò raccolto il materiale, ve lo porterò”. Lennart ha mantenuto la promessa. È voltato da Stoccolma a New York e ci ha portato il saggio a colori stranamente meraviglioso e scientificamente unico che trovate in questo numero».

Grazie a una serie di lenti e un’apparecchiatura endoscopica da lui stesso costruita, Nilsson fu il primo che riuscì a produrre delle immagini dello sviluppo della vita all’interno dell’utero materno. Quelle fotografie all’epoca erano rivoluzionarie e fantastiche (anche se in realtà in parte ottenute con feti abortiti e quindi, di fatto, morti).

Nato nel 1922, Nilsson ha avuto la fortuna di crescere coltivando due passioni parallele: da un lato per la fotografia, dall’altro per i microscopi. A metà degli anni ’40 cominciò a lavorare come professionista, diventando uno dei fotoreporter più quotati di Svezia. Il primo abboccamento con Life arrivò sul finire degli anni ’40, poi rinnovato nel 1953 quando seguì a New York Dag Hammarskjöld, appena eletto segretario generale delle Nazioni Unite.

Negli anni successivi ha continuato ad interessarsi alle applicazioni mediche della fotografia, risultando poi il primo a fotografare sia il virus dell’HIV che quello della SARS. La rivista, su eBay, oggi è quotata attorno ai 10 dollari.

 

La Luna ritratta da Neil Armstrong

Lo speciale sull’Apollo 11 dell’11 agosto 1969

La copertina di Life in assoluto più celebre, che ancora oggi continua ad essere venduta sotto forma di poster, è quella del numero speciale uscito nell’agosto 1969. Si trattava del numero sull’allunaggio dell’Apollo 11.

Neil Armstrong e Buzz Aldrin avevano infatti effettuato la prima passeggiata lunare tra il 20 e il 21 luglio 1969, in una diretta televisiva seguita da 500 milioni di persone. Due settimane più tardi – dopo il ritorno, il 24 luglio, degli astronauti americani – Life poté pubblicare un numero tutto dedicato all’evento.

Apollo. VII-XVII. Ediz. inglese
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LIFE Neil Armstrong: First
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First Man: The Life of Neil
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Who Was Neil Armstrong?
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Le foto furono scattate da entrambi i membri del team scesi sulla Luna, ma fu Armstrong a farne la maggior parte. Sua era anche quella che finì in copertina, che raffigura quindi il casco della tuta di Buzz Aldrin che riflette, a specchio, il modulo lunare e lo stesso Armstrong. Nato nel 1930 e morto nel 2012 ad 82 anni d’età, Armstrong è passato alla storia come il primo essere umano ad aver mai messo piede su un altro pianeta. Un evento che accompagnò con la leggendaria frase: «Questo è un piccolo passo per l’uomo, un gigantesco balzo per l’umanità».


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Ufficiale di marina, veterano della Guerra di Corea, Armstrong divenne aviatore negli anni ’50, entrando alla NASA nel 1962. Partecipò a una prima missione nello spazio, la Gemini 8, nel 1966, e fu comandante dell’Apollo 11. Dopo la missione Armstrong annunciò di non voler più volare nello spazio, e si dimise dalla NASA nel 1971. Per qualche tempo insegnò all’Università di Cincinnati, ma anche da qui si dimise nel 1979. Nel frattempo, compì un viaggio in Unione Sovietica, accompagnò spesso Bob Hope a rincuorare le truppe in Vietnam e partecipò a numerosi spot TV, soprattutto per la Chrysler. Il costo attuale di questo numero della rivista nei mercati dell’usato varia tra i 15 a i 50 dollari.

 

Disney World ritratto da Yale Joel

Uno degli ultimi numeri di successo, uscito il 15 ottobre 1971

Concludiamo la nostra carrellata con uno degli ultimi numeri di successo della rivista, quello uscito il 15 ottobre 1971 a celebrare l’apertura di Disney World. Già nel 1955 Walt Disney aveva dato vita a un sogno da lungo tempo accarezzato, quello di creare cioè un parco divertimenti tematico riservato al mondo dei cartoni. Nacque così, a 40 chilometri da Los Angeles, Disneyland.

Nonostante il successo, Disney non era però soddisfatto. L’ubicazione del parco non permetteva ulteriori espansioni e i visitatori provenivano al 98% dalla sola costa ovest degli Stati Uniti, lasciando scoperti il midwest, gli stati del sud e la costa est. Per questo a partire dal 1959 Walt si era messo all’opera per trovare un terreno adatto ad est, individuato poi nella zona di Orlando, in Florida. Il progetto venne annunciato nel 1965, ma l’anno successivo Walt morì e la costruzione del parco (che è ancora oggi il più grande del mondo) fu portata a termine dal fratello Roy.

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La foto di copertina fu scattata da Yale Joel, fotografo attivo fin dagli anni ’50 su Life. Classe 1919, si unì allo staff della rivista dopo aver fatto esperienza con la macchina fotografica al fronte. Nel giro di pochi anni fu soprannominato “il fotografo dell’impossibile” per la sua capacità di giocare con la prospettiva, come in parte si vede anche in questa copertina.

Celebri, tra le tante, una serie di foto al mimo Jacques Tati e, per concludere da dove eravamo partiti, a Philippe Halsman mentre fotografa Salvador Dalí. È scomparso a New York nel 2006. Il prezzo di questo numero è compreso tra i 20 e i 50 dollari.

 

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