Cinque cose che fanno impazzire una donna

Le ragazze di Sex and the City, per la verità un po' dubbiose

 
Ho detto “impazzire”? Ah, scusate, no, volevo dire “destabilizzare”. Cinque cose che destabilizzano una donna.

Farla impazzire e destabilizzarla

Ma sì, dai, per farla impazzire (che sia in positivo o in negativo) sono le solite cose… Non richiamarla, farvi desiderare, passarle le mani sporche di cibo tra i capelli, portarle un mazzo di fiori di zucca fritti e comprarle delle Louboutin. E il gioco è fatto. Non è difficile, eh!

Destabilizzarla invece è molto più difficile. Le cose che spiazzano una donna sono le peggiori, perché non saprà a chi dare la colpa. E noi abbiamo sempre bisogno di qualcuno a cui rifilare le colpe. Ma passiamo ai fatti.

 

L’imprevisto

Il colpo di scena quando tutto pare perfetto

Hai un appuntamento con il tipo che ti piace, organizzato da almeno due settimane. E da almeno tre stai mentalmente passando in rassegna tutto il guardaroba per scegliere l’outfit giusto. Finalmente decidi. Arriva il grande giorno, ti prepari. Trucco perfetto, capelli perfetti, vestito perfetto, ti sta esattamente come avevi immaginato… «OMIODIO, cos’è quella? Una macchia? Nooooo».


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Ebbene sì! È macchiato. E tu, da puntuale che eri, passi ad un leggerissimo ritardo. Con scene di panico che nemmeno sul Titanic. Nessun vestito sarà mai adatto e ti starà mai bene come quello che avevi scelto. Quindi andremo all’appuntamento con già un alone di negatività addosso, perché non ci sentiremo perfette come speravamo. E la cosa più bella è che gli uomini, i vestiti, sono l’ultima cosa che notano agli appuntamenti.

 

Chiederle se è incinta

Don’t try this at home

Senza soffermarmi troppo a spiegarvi perché evitare una domanda del genere che credo si possa sintetizzare in “spirito di sopravvivenza”, vorrei più che altro sottolineare il fatto che questa domanda fa scattare in una donna tutta una serie di drastici pensieri che sfociano in paranoie. Come se già ne avessimo poche..

Domanda dolorosa e non necessaria.

 

Il tag a tradimento

Il trauma della domenica mattina

Ti svegli la domenica mattina, apri Facebook, notifica, «Sei stato taggato nella foto di…». MA PERCHÉ? PERCHÉ? CHI VE L’HA CHIESTO? NON VOGLIO! NO!

Le più social di noi sanno che basta mettere il controllo dei tag e allora ogni volta che qualcuno vi tirerà un colpo basso basterà bloccare il post e non comparirà nel nostro diario. Il problema si pone quando abbiamo amici in comune con la persona incriminata: in quel caso, purtroppo, con o senza tag, la vedranno anche i nostri amici. Bisogna sceglierseli con cura, gli amici. Un amico vero non ci farebbe mai una cosa del genere.

 

Chiederle di andare all’Ikea domenica mattina

Come farla pensare e sospettare

Questo sì, la domanda di andare all’Ikea di domenica mattina ci disorienta tantissimo, quasi quanto vedere un uomo in canotta con il borsello e le sopracciglia rifatte mentre bacia una donna. Poco credibile. E sì, lo so che non ci volete andare davvero all’Ikea e quindi la domanda non volete farla. Ma non sarà un problema: nemmeno noi donne vogliamo andarci.


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Questa domanda è un esempio di psicologia inversa. Ci lascerà destabilizzate per un po’, poi inizieremo a fantasticare sul perché volete andare all’Ikea. Immaginandoci cose tipo: «Lui non vuole mai andarci, quindi vuole solo che usciamo di casa. Ma perché? Magari vuole farmi una sorpresa? Verranno i suoi amici ad attaccare striscioni e petali di rose che formino la scritta “Vuoi sposarmi”? O magari verrà la sua amante che ieri sera ha dimenticato qualcosa qua… NO, NO, NIENTE IKEA, STIAMO A CASA!» Quindi avrete guadagnato una giornata a casa, ma il prezzo da pagare sarà che lei vi guarderà con aria sospetta per tutto il giorno.

 

Incontrarlo con addosso la prima cosa che hai trovato

Quando lo stalking non serve

Esci per una serata tranquilla, i soliti amici, il solito posto, nulla di che. Pensi a cosa metterti, ma alla fine non vuoi fare serata e quindi esci con la prima cosa che trovi, anche la tuta se capita, e ti trucchi il minimo sindacale (o anche no). Classico look che, nella specchiata finale prima di uscire di casa, ti fa fare spallucce.

Arrivate nel locale, entrate e chi trovi? LUI. Lui chi? Lui… quello che stalkerizzi su Facebook per sapere i posti che frequenta, stalkerizzandolo anche in quei posti dove puntualmente non c’è mai. Quello il cui cognome è stato accostato a tutti i nomi che potrebbero essere perfetti per i vostri figli. LUI. Che ovviamente vi vede entrare e quindi il saluto è d’obbligo. Ecco, momenti in cui preferiremmo essere ad una convention sulla fisica quantistica.

La faccia che facciamo quando il ragazzo che ci piace ci sorprende vestite in modo imbarazzante

 

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