Cinque cose che non sapete su Ant-Man, il nuovo film della Marvel

L'Ant-Man della Marvel, il suo logo e il suo film

S’intitola Ant-Man il nuovissimo film firmato Marvel, da poco più di una settimana approdato sugli schermi dei cinema italiani. La pellicola permette di conoscere uno dei membri che fondarono gli Avengers: Ant-Man, infatti, fece la sua comparsa per la prima volta nei fumetti Marvel nel 1962 e già l’anno successivo entrò a far parte del gruppo dei Vendicatori.

L’uscita del nuovo film ha riacceso l’interesse e l’entusiasmo degli appassionati dei personaggi Marvel e si è già riscontrato un grosso incremento nella vendita di ogni tipo di gadget oltre che, ovviamente, anche delle t-shirt Marvel che, con l’arrivo nelle sale dell’ultima pellicola, verranno aggiornate includendo anche questo supereroe.

Un altro eroe che sa prendersi in giro

Nel giro di pochi giorni, l’uomo formica è stato infatti in grado di convincere il pubblico grazie ad una storia solida e che sa tenere alto l’interesse; tutto il contrario, insomma, dei film che in genere arrivano nei cinema in piena estate, meritevoli di poca o nulla considerazione.

Questo episodio, invece, porta sul grande schermo un personaggio che potrebbe anche avere un futuro. Fra coloro che hanno visto il film, in tanti hanno notato una certa vicinanza allo stile de I Guardiani della Galassia, con la figura del supereroe che viene presa un po’ per i fondelli pur rispettando in pieno l’eroismo e i momenti di tensione tipici del genere.


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Dando infine qualche nozione sulla trama, uno dei protagonisti del film è Hank Pym, l’Ant-Man originale dei fumetti qui interpretato da Michael Douglas, che per diventare un supereroe deve servirsi di un composto chimico denominato particelle Pym (dal suo cognome) di sua invenzione.

Il compito, insieme a colui che Hank considera il suo erede, e cioè Scott Lang (Paul Rudd), sarà quello di mandare all’aria i piani di un suo ex allievo, chimico e biologo, pervaso dalla voglia di potere. Ma vediamo adesso quali sono alcune curiosità interessanti che riguardano proprio questo film che sta andando così bene al botteghino.

 

Il legame particolare tra il regista e il fumetto

Peyton Reed, un fan dietro alla macchina da presa

Peyton Reed, il regista della pellicola tratta dal fumetto MarvelIl legame del film con i fumetti risulta molto forte anche perché il regista, Peyton Reed, è un grande appassionato di fumetti ed in particolare delle saghe della Marvel. Quando gli è stato proposto di dirigere il film su Ant-Man – subentrando allo sceneggiatore Edgar Wright, che se n’era andato per divergenze artistiche con la produzione – ha accettato immediatamente, desideroso di portare sul grande schermo uno dei personaggi che hanno fatto parte fin dall’inizio degli Avengers ma sul quale non era ancora stata realizzata una pellicola.

Il regista ha poi raccontato di essere stato un adolescente che è cresciuto con i fumetti della Marvel, trascorrendo ogni giorno molte ore a leggerli e sfogliarli. Fra i suoi preferiti ci sono i primissimi fumetti dei Vendicatori, quelli sceneggiati da Stan Lee e disegnati da Jack Kirby, in cui figurava proprio Ant-Man, spesso in compagnia di Wasp (il suo grande amore), Iron Man, Thor, Capitan America, Occhio di Falco, Scarlet, Quicksilver e altri ancora: storie molto belle, secondo il parere di Reed, che ancora oggi non hanno smarrito nulla del loro valore nonostante siano trascorsi oltre 50 anni dalla loro prima pubblicazione.

 

La difficoltà delle riprese

Macrofotografia e motion capture

Gli incredibili effetti speciali di Ant-ManA livello tecnico la lavorazione del film è stata particolarmente interessante, soprattutto per la presenza di determinati obiettivi da raggiungere affinché la pellicola avesse una buona riuscita. Uno di questi era rendere il più realistico possibile il rimpicciolimento del protagonista principale. Per raggiungere l’effetto desiderato si è scelto di utilizzare una combinazione di riprese macro, motion capture e macrofotografie, unite a delle ricostruzioni in miniatura dei vari set nei quali si sono svolte le riprese.

Alcune delle telecamere utilizzate erano digitali in full 4K e gli attori hanno indossato le tute per le riprese di fronte al blue screen così da poter sfruttare la tecnica di motion capture. L’attenzione al dettaglio sul set e in fase di preparazione è stata quasi maniacale sotto tutti i punti di vista, basti pensare che ciascun elmetto che si vede nel film è stato realizzato con l’impiego di circa 60 elementi.

 

L’opinione dei figli di Michael Douglas

Diventare dei miti nonostante la carriera

Michael DouglasInteressanti e divertenti sono state le dichiarazioni di Michael Douglas riguardo al film e agli effetti che ha avuto nella sua famiglia l’aver preso parte a questa pellicola. Con una buona dose di ironia, l’attore ha affermato che prima di Ant-Man i suoi figli – quelli più piccoli, Dylan e Carys, nati dal rapporto con Catherine Zeta-Jones – ignoravano la sua carriera e i ruoli interpretati in passato, addirittura snobbando i due premi Oscar vinti dal padre (come produttore per Qualcuno volò sul nido del cuculo e come attore per Wall Street).

Insomma, la sua carriera prima di questo film era per loro quasi insignificante, mentre ora le cose sono cambiate completamente. Dopo Ant-Man, i figli lo vedono come una figura forte e con gli stessi occhi lo guardano gli amici dei figli che, con sua grande sorpresa, per la prima volta gli hanno chiesto di poter assistere con lui all’anteprima del film, cosa mai successa per le pellicole in cui aveva lavorato in passato.

 

La colonna sonora quasi jazz

I meriti del compositore di Buffy

Christophe Beck, creatore di colonne sonore per numerosi film e serie TV negli ultimi anniNella buona riuscita di un film riveste una parte di importanza fondamentale anche la musica, e gli esempi nella storia del cinema si sprecano. Ecco perché grande attenzione è stata riposta in questo caso anche sull’aspetto musicale: il regista ha infatti scelto di affidarsi ad un compositore con il quale già in passato aveva collaborato per Ragazze nel pallone, il canadese Christophe Beck; nel curriculum di quest’ultimo, fra le altre cose, troviamo anche la colonna sonora della popolare serie tv Buffy l’ammazzavampiri (lavoro che gli ha fruttato un Emmy).

Ed è proprio seguendo quella serie che Peyton Reed ha conosciuto Beck ed ha iniziato ad apprezzarlo, fino a diventare suo fan e chiamarlo per comporre le colonne sonore di alcune delle sue opere, fra le quali appunto Ant-Man. Nell’idea dei due, il tema musicale doveva ispirarsi all’atmosfera della pellicola e rafforzarla; lo stile è marcatamente jazz, con digressioni divertenti che seguono i momenti più spassosi e arricchiscono la partitura.


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Quante formiche?

Un po’ di entomologia e qualche numero

Le formiche che accompagnano Ant-Man nelle sue avventureSono diversi i tipi di formiche che compaiono nel film: ci sono le formiche carpentiere, le formiche di fuoco, le formiche proiettile e le formiche pazze di Rasberry, ognuna con le proprie abilità. Grande importanza ha l’interazione fra le diverse formiche e i personaggi del fumetto: su questo punto la Marvel e il regista si sono concentrati in maniera particolare, costruendo un forte legame fra una delle formiche alate e Scott Lang (erede di Hank Pym, interpretato da Paul Rudd, e protagonista principale), che arriveranno quasi a stringere un rapporto di amicizia.

Per i più nerd amanti di numeri e cifre, poi, ecco alcuni dati che riguardano nello specifico il personaggio di Ant-Man: in totale sono state realizzate 13 tute da uomo-formica, 17 cinture, 17 diversi elmetti, 15 zaini, 15 cappucci, 6 paia di scarpe, 8 paia di guanti e 14 collari da posizionare sopra il cappuccio.

 

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