Cinque cose che non sapete sull’essere creativi e la creatività

Le cose da sapere e che non sapete sulla creatività

In questo articolo, che non ha pretese esaustive, data la vastità dell’argomento, si propongono alcune curiosità sulla creatività, che possiamo definire, in modo molto generale, come un’attitudine a pensare e a costruire oggetti (materiali o immateriali) in modo nuovo o diverso dal solito. Si vedrà che esistono molte forme di creatività, inclusa quella organizzativa.

Si passerà poi a una sua applicazione specifica e interessante nel campo dell’arte e che può essere di aiuto nella vita di ciascuno di noi.

Infine, si guarderà a come è stata promossa nelle istituzioni scolastiche col metodo Montessori e come, indipendentemente da un sistema preciso, può essere coltivata, con un po’ di intraprendenza, in qualsiasi aula.

 

1. Esistono diversi tipi di creatività

Dalla matematica all’arte

Alla scoperta della creatività, in ogni ambitoLa creatività si sviluppa in maniere molto diverse l’una dall’altra, a seconda delle inclinazioni particolari possedute dagli individui e delle occasioni di esercizio, che determinano il modo con cui essa si esprime.

Ci sono persone particolarmente dotate nella risoluzione di problemi difficili, a lungo rimasti irrisolti o inspiegati, che accettano la sfida di venirne a capo usando la loro capacità di osservare e ripensare tali dilemmi da angolazioni e prospettive originali e nuove rispetto al passato.

Un esempio di tale tipo di creatività possiamo trovarlo in campo matematico. L’ultimo teorema di Fermat, basato su un’equazione da lui elaborata mentre studiava il secondo libro dell’Arithmetica di Diofanto e formulato attorno al 1630, è rimasto senza dimostrazione per secoli.

Grazie al coraggio e alla dedizione del matematico inglese Andrew Wiles e alla sua collaborazione con Richard Taylor, nel 1995 si è arrivati a dimostrare che il teorema è effettivamente vero.

Ci sono poi persone la cui creatività porta all’elaborazione e formulazione di teorie mai pensate prima, talora rivoluzionarie, che indicano direzioni lungo le quali procedere nel campo del sapere, come avvenne con Einstein all’inizio del secolo scorso.

La sua teoria della relatività ha innovato profondamente la fisica e ha cambiato di molto i nostri concetti di tempo, spazio, moto. Ha fatto guardare all’universo e alle sue leggi con occhi completamente diversi.

Per quanto singolare e incredibile fosse all’inizio la sua costruzione fisico-matematica, le previsioni teoriche di Einstein hanno ottenuto successive numerose conferme sperimentali circa la loro bontà, inclusa quella di questi giorni.

Sono state rilevate, infatti, per la prima volta le onde gravitazionali di cui il grande fisico aveva predetto l’esistenza proprio cent’anni fa.


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Vi sono, infine, persone la cui creatività si concretizza nella produzione di opere artistiche.

Scrittori, poeti, pittori, scultori, giardinieri, ballerini, compositori di musica, cantanti appartengono al più vasto insieme di uomini e donne che dedicano la loro esistenza all’esercizio dell’arte, a rendere la vita delle persone più luminosa attraverso l’esperienza sensibile e intellettuale del bello.

Ed è, questo tipo di creatività, quello di cui godiamo maggiormente e più immediatamente i frutti: quando andiamo ad ammirare le opere esposte in un museo, quando acquistiamo un libro di narrativa, poesia o filosofia, solo per citare alcuni generi, oppure andiamo a teatro. O, infine, quando passeggiamo per il centro storico della nostra città o ci immergiamo in un bel parco.

 

2. La creatività è anche nelle organizzazioni

Come viene stimolata nelle aziende

La creatività all'interno delle aziendePer molto tempo la creatività è stata studiata in ambito filosofico. A partire dal Novecento la psicologia ha cominciato ad interessarsi ad essa e ad approfondirne i temi, rilevando come la creatività sia una caratteristica personale presente in tutti gli individui che si manifesta in ciascuno in forme e misure diverse.

Di questo fatto si sono accorte anche le organizzazioni, soprattutto quelle attente a una buona ed efficace gestione delle risorse umane: se vogliono innovarsi e offrire ai propri clienti prodotti migliori, hanno bisogno della creatività di tutti i propri membri.

Esistono ampi studi in materia. Per esempio, Kreitner e Kinicki nel loro Comportamento organizzativo sottolineano come la creatività “complessiva” di un’azienda sia il frutto della creatività posseduta dagli individui, di quella che nasce dalle varie interazioni nei gruppi di lavoro e di quella più propriamente organizzativa.

Quest’ultima è da intendersi come un orientamento strategico in base al quale l’azienda stimola l’inventiva delle persone che vi lavorano non soltanto con premi, ma soprattutto con l’allestimento di ambienti confortevoli e la predisposizione di tutte quelle condizioni, fattori e atteggiamenti che agevolino la generazione di idee e di proposte di miglioramento di prodotti e servizi.

È grazie a questo tipo di visione che possiamo beneficiare di beni utili, belli, su misura nostra, che rendono più semplice la nostra quotidianità, in ambito domestico, lavorativo e nel tempo libero.

 

3. Creatività come arteterapia

Mettersi in gioco e sprigionare le proprie potenzialità

L'arteterapiaL’arteterapia è l’impiego della creatività e delle diverse forme d’arte al fine di ottenere un cambiamento positivo nelle persone. Essa venne inizialmente concepita come vero e proprio sistema di cura di pazienti con gravi disturbi psichici.

Tuttavia, visti i benefici che portava, il suo ambito di applicazione si è notevolmente ampliato e diversificato: è, infatti, oggi, per esempio, un mezzo per aiutare le persone diversamente abili a uscire da situazioni di isolamento che ne comprometterebbero la qualità della vita.

Ed è diventata sempre più un valido strumento educativo e formativo per bambini, giovani e adulti.

La bellezza di quest’ultimo approccio risiede nel suo presupposto e nella modalità secondo cui avviene. Infatti, parte dal dato che ognuno di noi ha potenzialità e risorse interiori che solitamente non sono mobilitate, finendo per rimanere nascoste, e che, invece, attendono solo di essere sprigionate ed espresse.

L’individuo non è esclusivamente ragione e conoscenza, ma anche intuizione, sensibilità, immaginazione ed emozione e sono queste ultime ad appartenere ad un patrimonio che, una volta riconosciuto e lasciato manifestarsi, porta a una piena e rigenerante scoperta e maturazione di sé.

Affinché ciò avvenga la persona deve essere libera di esprimersi, di sperimentarsi prendendo in mano una tavolozza di colori, carta e penna, un copione teatrale, sapendo che le sue opere e le sue performance non saranno giudicate, ma apprezzate per quello che sono.

Ecco che tutti possiamo trasformarci in artisti e, allo stesso tempo, prenderci cura di noi stessi e relazionarci in modo positivo e flessibile con il mondo circostante. Accostarci al disegno e alla pittura, alla scrittura e alla danza, alla musica e al teatro, anche se crediamo di non essere capaci, ci aiuta a vivere esperienze coinvolgenti, in grado di restituirci consapevolezza e serenità.

 

4. Il metodo Montessori

L’autonomia del bambino

Maria Montessori, ormai anziana, in una scuola in cui si metteva in pratica il suo metodoMaria Montessori fu la prima donna in Italia a laurearsi nel 1896 a Roma in Medicina e a esercitare l’attività di medico. Elaborò grazie alle sue esperienze di lavoro un originale metodo educativo e di istruzione, incentrato sul rispetto della natura del bambino e delle sue necessità fisiche, psichiche e intellettuali. Si opponeva a una educazione rigida e basata su premi e castighi.

Introdusse, invece, l’idea e il concetto di autoeducazione: il bambino deve trovare nell’istituzione scolastica un ambiente in cui sentirsi libero di agire e sperimentare, imparando ad attingere alle proprie risorse e potenzialità.

In questa prospettiva, l’insegnante ha il compito fondamentale di proporre agli alunni le attività da svolgere, procurando il materiale didattico necessario, e di lasciarli liberi di scegliere autonomamente quali intraprendere e portare a termine.


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Applicato da decenni in scuole private e pubbliche, si è visto che tale metodo porta numerosi benefici. In primo luogo, considera ogni bambino unico e si preoccupa di seguirne lo sviluppo nel corso del tempo. Crede fortemente nella necessità di incentivare i bambini a usare curiosità e creatività. Incoraggia l’autonomia di pensiero.

Li aiuta ad imparare come autocorreggersi e gestire da soli il tempo a disposizione. Fornisce materiali e occasioni che favoriscono un apprendimento basato sull’esperienza e che portano alla scoperta e alla costruzione attiva delle conoscenze e del sapere.

Di fronte ad un problema, infatti, il bambino arriva da sé alla soluzione, con gradualità, osservando, ponendosi domande, riflettendo su cosa ha sbagliato. Trova, in altre parole, la sua strategia per arrivare all’obiettivo che si è posto, senza preoccuparsi eccessivamente dell’errore, ma anzi arrivando a gestirlo senza ansia.

Conducendo a sviluppare capacità di astrazione e di pensiero «proprie», non standardizzate secondo criteri predeterminati, il metodo Montessori appassiona i bambini e gli adolescenti alla ricerca e li porta a vedere l’apprendimento non come un peso ma come fonte di divertimento e di interesse.

Il metodo Montessori ha contribuito a formare negli anni migliaia di studenti, tra i quali molti nomi famosi. Per fare un paio di esempi, il fondatore di Amazon, Jeff Bezos, e il creatore di Wikipedia, Jimmy Wales, hanno entrambi studiato in scuole che applicano tale sistema di istruzione.

 

5. Come promuovere le attitudini creative a scuola

Alcune strategie da applicare in aula

Creatività a scuola?Abbiamo appena visto che vi sono metodi didattici e pedagogici che insistono in modo particolare sullo sviluppo della creatività, della flessibilità e dell’autonomia di pensiero come il metodo inventato da Maria Montessori.

Tuttavia, è possibile in tutti gli ambienti scolastici predisporre delle condizioni per cui i bambini e i ragazzi si sentano incoraggiati ad esprimere le loro peculiari potenzialità. Seppure è indispensabile, per gli insegnanti, seguire il programma stabilito, essi possono trasmettere ai propri alunni gli stessi contenuti con modalità diverse.

Innanzitutto, creando un clima aperto e di collaborazione, possono invitare gli studenti a porsi domande su ciò che si sta studiando e a cercare risposte, da soli e anche confrontandosi con i compagni, senza sanzionare risposte sbagliate, ma piuttosto aiutandoli a capire perché hanno risposto in quel modo e fornendo loro spunti per arrivare a quella corretta.

Si incentiva così a formulare ipotesi e a verificarle. Già solo adottare una scelta di questo tipo aiuta a svincolarsi da un modo di pensare che consista nel conformarsi a una norma o nel dare una risposta esatta, e si promuove l’immaginazione, il coraggio, l’intraprendenza.

Oltre alla volontà di ottenere un clima adatto in aula, è poi possibile introdurre attività più specifiche di promozione della creatività. Tra le più tradizionali troviamo il brainstorming e l’associazione di idee, oppure i laboratori condotti nelle varie discipline.

Tuttavia, i metodi più efficaci di sviluppo della creatività sono quelli che combinano insieme la maturazione di un atteggiamento di apertura mentale e di accettazione della sfida, con l’applicazione delle proprie capacità alle attività quotidiane e la riflessione sul modo con cui si è esercitata la propria creatività (processi scelti e operazioni svolte e scartate).

Quest’ottica è applicabile a tutte le attività: dalla risoluzione di un problema matematico alla redazione di scritti di varia natura. Non si esclude certo una base di conoscenza, ma la maggior parte viene appresa e aumentata in modo personale entrando a far parte del proprio bagaglio in modo duraturo.

 

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