Cinque cose da sapere sul nuovo stadio per Milan e Inter

Lo stadio Meazza o San Siro di Milano

Milan e Inter avranno presto un nuovo stadio? O le idee che si sono avanzate negli scorsi anni sono destinate a rimanere semplici sogni su carta, non realizzabili? Per ora è ancora difficile saperlo: negli scorsi mesi si sono tenuti vari incontri tra le due società e si sono fatte alcune ipotesi, alcune più concrete, altre più difficili da realizzare ma niente affatto impossibili.

Qual è la situazione allo stato attuale delle cose? Quali sono i progetti su cui stanno lavorando da un lato Erick Thohir – fresco di cambio di allenatore, col ritorno in panchina di Roberto Mancini – e Barbara Berlusconi? Visto che tra una settimana esatta le due squadre di Milano si sfideranno sul prato di San Siro, ricapitoliamo la situazione con una guida a cinque cose da sapere sulle ipotesi di nuovo stadio per Milan e Inter.

Cultural stadi. Calcio, città,
EUR 15,30 EUR 18,00
Generalmente spedito in 24 ore
Sviluppo e valorizzazione
EUR 33,15 EUR 39,00
Generalmente spedito in 24 ore
Stadi d'Italia. La storia
EUR 33,53 EUR 38,00
Generalmente spedito in 24 ore
I ribelli degli stadi. Una
EUR 13,60 EUR 16,00
Temporaneamente non disponibile. Se fai subito un ordine, effettueremo
Gli stadi del successo. Come
EUR 17,00 EUR 20,00
Generalmente spedito in 24 ore
Andare per stadi
EUR 10,20 EUR 12,00
Generalmente spedito in 24 ore

 

Perché è importante costruire uno stadio di proprietà

L’esempio delle società inglesi

Lo Juventus Stadium è il primo stadio di proprietà di una grande società italianaÈ sotto gli occhi di tutti come il calcio italiano, negli ultimi dieci anni, abbia perso posizioni in Europa e nel mondo: le nostre squadre e la nostra Nazionale, dopo il trionfo dei Mondiali del 2006, non sono più state competitive su larga scala, un po’ per questioni tecniche ma soprattutto per un vistoso calo degli investimenti. Calciopoli prima e la crisi economica poi hanno falcidiato le finanze di molte società, costrette a rinunciare ai campioni di un tempo e ad accontentarsi di scelte di secondo piano o di fuoriclasse in fase decisamente calante.

Mentre i nostri migliori allenatori trionfano regolarmente all’estero e anche i nostri giocatori più interessanti scelgono spesso l’opzione straniera, la rinascita del nostro calcio sembra quindi essere legata a doppio filo alla rinascita economica. La prima strada da intraprendere in questo senso, secondo gli analisti e le stesse società, è quella di dotarsi di uno stadio di proprietà: finora, infatti, le squadre italiane hanno sempre giocato in stadi concessi loro dai vari comuni, dietro il pagamento di un affitto. Questo sicuramente abbassava i costi per le singole squadre, ma impediva anche loro di avere reali introiti dagli spettatori, soprattutto se consideriamo che – a causa anche della violenza – gli stadi spesso rimanevano vuoti.

Calcionomia. Economia, segreti
EUR 23,80 EUR 28,00
Generalmente spedito in 24 ore
Il bilancio d'esercizio e
EUR 26,00 EUR 26,00
Generalmente spedito in 24 ore
The Economics of Football
EUR 67,07 EUR 70,39
Generalmente spedito in 24 ore

Stadi trasformati in centri commerciali

Il modello da seguire, insomma, è quello inglese: oltremanica, infatti, le società sono proprietarie dei loro impianti, dove non solo permettono agli spettatori di assistere alla partita, ma offrono anche tutta una serie di strutture a pagamento che permettono di monetizzare gli appuntamenti di campionato; così nello stadio trovano posto il museo del team, ristoranti, negozi di merchandising e non solo e tutta una serie di altre attività. Se siete stati in uno stadio straniero e avete fatto uno dei soliti tour guidati all’interno della struttura, sapete di cosa stiamo parlando.

Questo, secondo i progetti, dovrebbe permettere alle squadre di diversificare le entrate, troppo legate in Italia ai soli diritti televisivi, i cui proventi sono calati a causa della minor presenza nelle coppe europee e della crisi economica generalizzata e di conseguenza anche delle pay tv. La Juventus, il Sassuolo e in parte l’Udinese hanno comunque già intrapreso questa strada, e i risultati finora sembrano essere incoraggianti.

 

Lo stato attuale di San Siro

Appena entrato nella Categoria 4 dell’UEFA

Lo stadio di San Siro negli anni '20Costruito tra il 1925 e il 1926 e inaugurato il 19 settembre del 1926 con un incontro amichevole proprio tra Milan e Inter, lo stadio Meazza fu costruito (con una capienza di 35mila spettatori) per iniziativa del Milan e in particolare del suo presidente di allora, Piero Pirelli, proprietario anche di quella Pirelli che si sarebbe poi legata, molti anni dopo, alle sorti invece dei nerazzuri.

Inizialmente stadio di proprietà dei rossoneri (l’Inter giocava infatti all’Arena Civica), fu venduto al Comune di Milano nel 1935, che ne finanziò i lavori ampliandolo fino a una capienza di 55mila posti; nel ’49 poi anche l’Inter cominciò a giocare lì e nel ’55 venne aggiunto il secondo anello, arrivando ai 90mila posti, poi scesi di qualche migliaio negli anni successi; l’ultima ristrutturazione rilevante risale al 1990, in occasione dei Mondiali di calcio, con l’aggiunta del terzo anello e della copertura totale, con 85mila posti tutti a sedere.

Finalissima a San Siro
EUR 9,35 EUR 11,00
Generalmente spedito in 24 ore
Roberto Vecchioni, da San
EUR 13,60 EUR 16,00
Generalmente spedito in 24 ore
Inter
EUR 30,00 EUR 35,00
Generalmente spedito in 1-2 giorni lavorativi

Gli ultimi lavori di ammodernamento

Il bisogno di ammodernare ulteriormente lo stadio, però, è emerso con prepotenza negli ultimi anni, sia per le richieste avanzate dall’UEFA, sia per le esigenze economiche a cui abbiamo già fatto cenno. Gli ultimi lavori, in questo senso, risalgono a un paio d’anni fa, quando le società e il Comune hanno varato un ammodernamento dell’impianto necessario per far rientrare lo stadio nella Categoria 4 dell’UEFA (la più alta, che prevede determinati posti parcheggio, aree stampa di certe dimensioni, posti ben precisi in tribuna stampa e così via), sistemando nel contempo anche l’erba con una qualità sintetica mista.

Ma per quanto lo stadio sia grande e apprezzato (cinque anni fa il Times l’ha nominato secondo stadio più bello del mondo), molti sono i cambiamenti che sarebbero necessari per renderlo veramente una macchina da soldi. Vedremo, nei paragrafi successivi, quali sono le idee al riguardo del Milan e soprattutto dell’Inter, che da quanto è emerso negli ultimi mesi sta veramente puntando sul Meazza.

 

La proposta di Barbara Berlusconi

Per il Milan un nuovo stadio nell’area dell’Expo?

Barbara Berlusconi, amministratore delegato del MilanIn casa Milan, ad occuparsi in toto della questione stadio è Barbara Berlusconi, amministratore delegato trentenne che il padre Silvio ha ormai da tempo indicato come il futuro della società rossonera. Qualche settimana fa, non a caso, la giovane dirigente s’è incontrata con Erick Thohir a Villa Belvedere per discutere – loro che sono i nuovi leader delle due società milanesi – del futuro del calcio in città.

L’idea di Barbara sarebbe quella di abbandonare San Siro al più presto, per costruire – come ha fatto la Juventus – una sorta di Milan Stadium da zero. A facilitare un’azione del genere potrebbero essere vari fattori: in primo luogo, il governo Letta ha snellito notevolmente l’iter burocratico per iniziative di questo tipo, visto che fino a pochi mesi fa i tempi tecnici richiedevano dai 4 ai 5 anni per ottenere le necessarie autorizzazioni, mentre ora tutta la faccenda può essere sbrigata in 12-15 mesi; in seconda istanza, i lavori per l’Expo che verrà ospitato da Milano nel 2015 vedranno la riqualificazione di molte zone della città, e non è detto che una di queste aree non possa diventare, dopo la manifestazione, la sede ideale per un nuovo stadio, già perfettamente collegato al resto della città.

Le possibili location per il nuovo impianto

Queste le premesse, anche se non è facile passare dalle premesse ai fatti. Prima di tutto le aree dell’Expo non sembrano per il momento essere a così buon mercato come si pensava; la soluzione di riserva sarebbe l’area dietro alla caserma Perrucchetti, in via Primaticcio, che in passato aveva fatto gola anche a Massimo Moratti per un progetto analogo per l’Inter e che sarebbe ben servita dalla metropolitana (anche se necessiterebbe di lavori di viabilità); per questa eventualità sono stati già avviati dei contatti col Ministero della Difesa, ma sembra che gli oneri urbanistici siano particolarmente gravosi.

In ogni caso, il grosso problema non sono tanto le aree, ma i costi. Il bilancio del Milan non è al momento particolarmente florido, e Barbara avrebbe ricevuto un altolà dal padre, che giudica ancora eccessive certe spese, non così facili da assorbire se non nel lungo periodo. Sulla lunga distanza, però, la determinazione di Barbara – che ha già commissionato un progetto a Fabio Novembre (che ha da poco disegnato anche il nuovo logo del club) – sembra destinata ad avere la meglio, anche se per ora ogni discorso è stato rinviato a dopo il 2016.

 

L’idea di Erick Thohir

Un Meazza tutto nerazzurro

Erick Thohir, presidente dell'InterAnche Erick Thohir, patron dell’Inter, è fortemente convinto della necessità di un impianto posseduto dalla sua squadra, e l’ha recentemente ribadito anche a un convegno tenutosi a Londra. Ma se in principio questo obiettivo sembrava potesse essere perseguito tramite la costruzione di un nuovo impianto, ora il magnate indonesiano sembra aver ripiegato sul Meazza, che rimarrebbe di esclusiva interista nel caso in cui si realizzasse il progetto del Milan di costruire un nuovo stadio altrove.

L’idea, insomma, sarebbe la stessa che sta perseguendo l’Udinese col Friuli: ottenere dal Comune il diritto di superficie dell’aera dello stadio e poi dare il via a dei grandi lavori, non tanto di ammodernamento (che sono stati in gran parte già eseguiti o che sono in dirittura d’arrivo in questi mesi), quanto di miglioramento ricettivo, che cioè permettano di offrire un maggior numero di servizi – ovviamente a pagamento – agli spettatori. Inoltre, il progetto che ha in mente Thohir prevederebbe una diminuzione dei posti a sedere, abbattendo tutto il terzo anello e portando la capienza a 56mila spettatori, creando, al posto di quei sedili, dei palchi e dei salottini da vendere alle aziende.

Uno stadio che porti denaro 365 giorni all’anno

L’idea, come già accennato, era stata accarezzata anche da Massimo Moratti durante la sua presidenza, perché la convivenza col Milan, che è sempre stata improntata alla collaborazione e al rispetto reciproco, va comunque un po’ stretta alle mire di espansione economica delle due squadre; la necessità primaria, come ha sottolineato lo stesso Thohir, è infatti quella di poter disporre di un impianto che porti introiti per 365 giorni all’anno a una sola squadra.

Questo, inoltre, potrebbe paradossalmente avere anche un buon impatto all’estero: come dimostra una recente gaffe dell’UEFA – che, annunciando la scelta di San Siro come stadio per la finale di Champions del 2016, l’ha definito “lo stadio dell’A.C. Milan” – all’estero quest’impianto è percepito ancora come lo stadio dei rossoneri; solo un definitivo addio della squadra allenata da Pippo Inzaghi permetterà di associarlo all’Inter e anche, finalmente, di vederlo chiamato col suo nome ufficiale, Meazza, che è un altro simbolo della storia nerazzurra.

 

La finale di Champions League

Nel 2016 di nuovo al Meazza, dopo quella del 2001

Il Bayern vincitore a Milano nel 2001Nonostante le due società si siano mosse parecchio in queste prime settimane della nuova stagione e abbiano in più occasioni manifestato il desiderio di accelerare le operazioni per gli stadi, tutto – come abbiamo detto – è per il momento in stand-by, rinviato a dopo il 2016. Sì, ma perché proprio il 2016? Cos’ha di particolare quella data?

Lo scorso settembre l’UEFA, dopo i lavori effettuati negli ultimi due anni, ha infatti deciso di assegnare a Milano la finale della Champions League del 2016 (mentre la finale dell’Europa League si terrà a Basilea), un evento che si era già verificato altre tre volte in precedenza: nel 1965 la grande Inter di Helenio Herrera (e Facchetti, Jair, Mazzola, Suarez e Corso) sconfisse, giocando in casa, il Benfica di Eusebio per 1-0; nel 1970, sotto la direzione di Concetto Lo Bello, il Feyenoord allenato da Ernst Happel superò il Celtic di Glasgow; nel 2001, infine, il Bayern di Monaco di Ottmar Hitzfeld ebbe ragione ai rigori del Valencia di Hector Cuper, altra vecchia conoscenza dello stadio milanese.

Altri 20 milioni di euro da investire

Per andare incontro al meglio a quest’occasione, quindi, il Comune e le due società calcistiche hanno già deciso di varare altri 20 milioni di euro (oltre ai 20 già spesi nei due anni scorsi) per rendere ancora più efficiente l’impianto, riqualificando i bagni, il settore stampa, ampliando gli sky box (le salette VIP) e risagomando il primo anello.

Inoltre, il sogno del Milan – ma che l’Inter sembra aver già sposato – è quello di creare dei veri e propri show “all’americana” prima e durante l’intervallo delle partite, in modo da attirare allo stadio non più solo i tifosi più fedeli, ma anche le loro famiglie, e offrire così uno spettacolo a tutto tondo, che possa garantire un intrattenimento a 360°. L’obiettivo primario, per ora, però è portare almeno una delle due squadre milanesi a qualificarsi alla prossima Champions League: quasi impossibile che il Milan e l’Inter, in fase di ricostruzione, possano già ambire alla finale, ma almeno giocare la fase a gironi a San Siro sarebbe un bel segnale.

 

Segnala altre cose da sapere sul nuovo stadio per Milan e Inter nei commenti.